{"id":32053,"date":"2017-05-30T21:46:47","date_gmt":"2017-05-30T20:46:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32053"},"modified":"2017-05-30T21:46:47","modified_gmt":"2017-05-30T20:46:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-tutto-in-una-notte-di-anna-rosa-perrone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32053","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Tutto in una notte&#8221; di Anna Rosa Perrone"},"content":{"rendered":"<p>A passo svelto Ada camminava sul ciglio della strada.<\/p>\n<p>La sua automobile si era fermata, non sapeva se per un guasto meccanico o altro.<\/p>\n<p>Un rumore senza ritmo, stonato, aveva anticipato di qualche attimo la fine della corsa e sebbene avesse tentato di farla ripartire, tutto era risultato inutile.<\/p>\n<p>Ada aveva atteso, appoggiata alla macchina, il passaggio di altri automobilisti, ma, dopo un\u2019ora, aveva iniziato a pensare che fosse meglio muoversi.<\/p>\n<p>Forse avrebbe trovato lungo la strada una casa abitata e qualcuno in grado di prestarle soccorso anche solo mettendole a disposizione un telefono.<\/p>\n<p>Malediva cento volte la sua distrazione: il suo cellulare, come spesso le capitava era completamente scarico!<\/p>\n<p>La sicurezza con cui aveva deciso di andarsene portandosi come bagaglio gli abiti che aveva addosso, ora la abbandonava.<\/p>\n<p>Aveva chiuso, quella notte, la porta della sua casa, ma non come accadeva di solito.<\/p>\n<p>Prima, in modo maniacale aveva pulito e rassettato le stanze, togliendo ogni cosa che avesse traccia di s\u00e9, eppure non aveva ancora deciso cosa fare, dove andare, dopo.<\/p>\n<p>Aveva svuotato, freneticamente, armadi e cassetti, aveva raccolto le sue cose dentro grandi sacchi di plastica nera che ora rigonfi, giacevano vicino un cassonetto della spazzatura, di fronte la sua casa, secondo un disegno che sembrava preordinato chiss\u00e0 da quanto tempo.<\/p>\n<p>Si era trovata fra le mani, mentre la plastica nera ingoiava la sua vita, due fotografie di lei bambina che quasi senza volerlo erano scivolate meccanicamente nella tasca della giacca, quelle le avrebbero fatto compagnia, appartenevano ad un tempo cos\u00ec lontano quasi ad una vita non sua, un dolce ricordo.<\/p>\n<p>Prima di andarsene, per un momento, si era fermata ad osservarla la sua casa e mentre si allontanava aveva pensato a quale vita quelle pareti avrebbero avuto senza di lei.<\/p>\n<p>Camminava lungo la strada scarsamente illuminata, sperando di incrociare il bagliore dei fari di un&#8217;auto, nello stesso tempo ne aveva timore.<\/p>\n<p>Temeva quella situazione, aveva paura della paura che da un momento all&#8217;altro avrebbe trovato un valico dentro di lei, eppure provava una strana ebbrezza\u2026<\/p>\n<p>Se qualche balordo, vedendola sola, si fosse fermato cosa avrebbe fatto?<\/p>\n<p>A chi avrebbe potuto chiedere aiuto con il cellulare spento?<\/p>\n<p>A casa, Carlo si sarebbe accorto della sua assenza solo al rientro dal suo viaggio e sarebbe passato qualche giorno.<\/p>\n<p>Come sempre aveva aspettato l\u2019 ultima telefonata della giornata di Carlo, questa volta, per\u00f2 non era andata a dormire, aveva deciso di uscire dal suo guscio, per &#8220;una vacanza&#8221; fuori di ogni ragionevole ragionamento.<\/p>\n<p>Mentre chiudeva la porta, si sentiva stranamente bene: aveva deciso di portare scompiglio al gioco del &#8220;mazziere&#8221; per romperne il flusso tranquillo, voleva non si giocasse la solita partita bonaria dove l&#8217;importante \u00e8 far trascorrere il tempo&#8230;<\/p>\n<p>Nel buio, seguiva il filo dei suoi pensieri a ritroso, pensando al perch\u00e9 della sua decisione, in fondo non era successo niente di particolare, quel giorno.<\/p>\n<p>Si era svegliata in ritardo e come tutte le mattine con la stessa fretta: caff\u00e8, doccia, ricerca di un abito &#8220;purchessia&#8221; e via verso le solite cose di ufficio.<\/p>\n<p>Dopo il lavoro, a casa, proprio quel giorno, non aveva voglia di fare niente.<\/p>\n<p>Si era buttata, sul divano ed aveva assecondato con piacere il suo corpo, mentre sprofondava fra i cuscini.\u00a0Ne aveva avvertito il calore, la materialit\u00e0 e proprio in quel attimo aveva pensato alle cose che avrebbe desiderato fare solo se\u2026, solo se ne avesse trovato il tempo.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il tempo, quello che lei non riusciva mai a dominare, lei sempre quella dell\u2019ultimo istante, giusto per non far emergere, dal profondo, il cruccio delle sue aspirazioni mortificate, perch\u00e9 ancora, nei momenti di calma si rendeva conto che qualcosa resisteva di quella giovinetta, fiduciosa del futuro, che sobbalzava dentro la sua tasca.<\/p>\n<p>&#8211; Hai bisogno di aiuto?<\/p>\n<p>Una voce, all&#8217;improvviso, la fece sussultare interrompendo quei pensieri:<\/p>\n<p>Di fianco a lei si era fermata una macchina, alla guida una donna che sembrava\u00a0 \u00a0della sua stessa et\u00e0.<\/p>\n<p>-Ho visto un\u2019automobile, ferma a qualche chilometro da qui, \u00e8 la tua?<\/p>\n<p>&#8211; si, &#8230;si \u00e8 fermata all&#8217;improvviso e non sono pi\u00f9 riuscita a farla ripartire&#8230;al guaio poi si \u00e8 aggiunto il telefono scarico\u2026cos\u00ec ho cercato di raggiungere a piedi il centro abitato&#8230;sulla strada, mi sono resa conto che non era tanto vicino&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; Dove sei diretta?<\/p>\n<p>In quel momento Ada rispose di getto la prima localit\u00e0 che le veniva in mente.<\/p>\n<p>La donna a quel punto aggiunse: mi dispiace, mi fermo prima, se vuoi puoi telefonare dal mio cellulare e farti venire a prendere da qualcuno, a quest&#8217;ora ovviamente nessuna officina \u00e8 aperta.<\/p>\n<p>&#8211; non ho nessuno che possa venirmi a prendere, disse Ada, preoccupata delle sue risposte che coglieva lei stessa come note stonate.<\/p>\n<p>&#8211; ti posso dare un passaggio sino alla fermata della corriera&#8230;ti toccher\u00e0 aspettare, per\u00f2 le prime ore del mattino, davanti la fermata c&#8217;\u00e8 un bar che rimane aperto tutta la notte&#8230;non ti dar\u00e0 fastidio nessuno se \u00e8 quello che ti preoccupa.<\/p>\n<p>-mi va benissimo, \u00e8 gi\u00e0 una fortuna, avevo un po\u2019 di timore\u2026non perch\u00e9 &#8230; ma &#8230;<\/p>\n<p>-beh, prosegu\u00ec la donna, sorridendo, sali o dobbiamo fare le presentazioni prima?<\/p>\n<p>&#8211; Ada allora si affrett\u00f2 ad aprire la portiera sedendosi accanto.<\/p>\n<p>Mi chiamo Pina , disse la donna, riavviando la macchina, dopo aver acceso una sigaretta, ho appena finito il mio turno di lavoro in un Ristorante, ma niente Master CHEF, semplicemente lavapiatti, Oh&#8230;avrei potuto trovare di meglio &#8230; ma come succede, all\u2019inizio si affronta la vita con grande entusiasmo, soprattutto per l&#8217;amore e la famiglia,\u00a0 dopo, \u00a0con meno entusiasmo ti \u00a0pu\u00f2 anche capitare che il tuo compagno rientri a casa un giorno con una grande novit\u00e0\u2026.Ha incontrato un\u2019altra donna, ma mica perch\u00e9 l\u2019ha incontrata per strada \u2026no\u2026l\u2019ha incontrata dentro un \u201celettrodomestico&#8221; chattando e sempre chattando\u00a0 ha capito di voler vivere con lei . In finale \u00a0eccomi \u00a0a quest&#8217;ora, con pochi spiccioli, nessuna assicurazione sul lavoro e sul \u00a0futuro con il grande dubbio su cosa noi donne veramente vogliamo!<\/p>\n<p>Ma lasciamo perdere questa \u00e8 solo filosofia&#8230;ed io ho deciso di farne poca perch\u00e8 alle volte siamo cos\u00ec matte da giustificare ogni cosa\u2026<\/p>\n<p>Ci imponiamo di assecondare i desideri degli altri pensando\u00a0 sempre di poter cambiare le cose \u00a0e non \u00e8 quasi mai cos\u00ec.<\/p>\n<p>Beh, anche questa \u00e8 la vita, ma tu non mi dici nemmeno il tuo nome? disse con una punta di ironia.<\/p>\n<p>Ada, mentre ascoltava si sofferm\u00f2 ad osservare la donna, si accorse allora che non doveva avere pi\u00f9 di 30 anni, aveva un viso scarno, lineamenti marcati da un trucco sbavato da troppe ore di lavoro, capelli lunghi e di colore indefinito, raccolti con un fermaglio, due occhi vagamente a mandorla che ogni tanto si distoglievano dalla guida per guardare lei.<\/p>\n<p>&#8211; mi chiamo Ada, ho poco da raccontare, sono una impiegata quasi in pensione&#8230; ho una vita molto tranquilla, sono sposata e\u2026<\/p>\n<p>&#8211; ma allora, mi interruppe, tuo marito pu\u00f2 venire a prenderti!<\/p>\n<p>-oh non \u00e8 possibile, \u00e8 via per motivi di lavoro ed io non ho nessuno altro cui poter chiedere aiuto, rispose Ada.<\/p>\n<p>-e come mai sei in giro stanotte e con una macchina che a definirla vecchia gli fai un complimento?<\/p>\n<p>-perch\u00e9 questa domanda?<\/p>\n<p>-ma &#8230;non capita spesso di incontrare di notte una donna come te, oh\u2026 fatti tuoi, se non ti va di parlare, anche se&#8230; (e in quel momento ad Ada le parve cogliere quasi un motto di derisione) la tua reticenza potrebbe indurmi a pensare che hai qualcosa da nascondere, magari un marito stecchito da qualche coltellata dentro casa! Le donne tranquille,\u00a0 le peggiori\u00a0 ed\u00a0 ora tu sei con me dentro la mia macchina\u2026 devo avere paura?<\/p>\n<p>-Ada, pensava in quel momento alla sua stupidit\u00e0&#8230;aveva cercato di mettere una barriera fra lei e la donna, per difendersi da chi cercava solo un po\u2019 di conversazione per allontanare il sonno \u00a0ed abbozz\u00f2 un sorriso.<\/p>\n<p>-Hai ragione, ma la mia vita \u00e8 proprio cos\u00ec, anche se in questo momento non so neanche io\u2026 sono uscita dalla mia casa con l\u2019intenzione di fuggire da tutto, dal colore\u00a0 insopportabile del quotidiano\u2026<\/p>\n<p>Mentre diceva quelle parole sentiva i suoi polmoni bruscamente comprimersi.<\/p>\n<p>Il dolore depositato in un angolo oscuro del suo animo, tornava a riemergere&#8230;<\/p>\n<p>Pensava al flusso &#8230;tranquillo della sua vita, sempre uguale &#8230;si muoveva nelle ore della giornata e faceva anche molta fatica &#8230;ma le sue azioni, percepiva improvvisamente, mascheravano solo una grande inerzia&#8230;e lei aveva bisogno di sentirsi nuovamente viva e vitale.<\/p>\n<p>Ada, vedendo lo sguardo perplesso della donna disse:<\/p>\n<p>Pensi che io sia fuori di testa?<\/p>\n<p>-Veramente\u2026, \u00a0Ma almeno sai dove rifugiarti questa notte? Hai i soldi per pagarti un albergo? Se uno chiude la porta di casa per cercare \u201caria\u201d deve gi\u00e0 sapere cosa fare o avere i soldi per decidere con calma \u2026<\/p>\n<p>Ada guardava la donna, sapeva di non avere una risposta se non quella di avere giusto qualche soldo, ma non un\u2019idea per il suo futuro&#8230;<\/p>\n<p>Io vedi, non penso alle cose che pensi tu, quando mangio se sento il dolce so che assagger\u00f2 altri bocconi ma se \u00e8 amaro so che non fa\u00a0 per me!<\/p>\n<p>Vuoi sapere cosa penso \u2026. penso che tu ancora non sappia cosa sia il dolce e cosa l&#8217;amaro.<\/p>\n<p>Sei sicura di voler \u201cscappare\u201d?<\/p>\n<p>Pina guardava lo sguardo di Ada vagare, cercando rifugio, stranamente, prov\u00f2 per la sconosciuta un sentimento di tenerezza, ebbe di lei l&#8217;immagine degli istanti che avevano preceduto il loro incontro e rivolgendosi alla\u00a0 compagna di viaggio:<\/p>\n<p>-Ammettilo la tua fuga \u00e8 solo lo stratagemma per scatenare i sensi di colpa di qualcuno.<\/p>\n<p>Devi aver lasciato tracce dappertutto, &#8230; vuoi che si accorgano che stai male, ma non vuoi essere tu a gridarlo, lo facevi anche da piccola non e vero?<\/p>\n<p>Ti nascondevi, negli armadi o sotto i letti &#8230; e l\u00e0 trovavi pace pensando alla disperazione\u00a0 di chi in quel momento amavi pi\u00f9, magari tua madre&#8230; non \u00e8 cos\u00ec?<\/p>\n<p>Ada in quel momento stringeva fra le mani una foto nella quale una bambina, guardando l&#8217;obiettivo della macchina fotografica, sorrideva pensando a come sarebbe stata da \u201cgrande\u201d e a quale relazione, se avesse potuto per magia incontrarla, ci sarebbe stata con quella \u201csignora\u201d.<\/p>\n<p>La macchina procedeva veloce sull&#8217;asfalto, ma aveva cambiato la sua direzione di marcia:<\/p>\n<p>Pina, nonostante la stanchezza, avrebbe riportato quella &#8220;bambina&#8221; a casa.<\/p>\n<p>La lettera era proprio indirizzata a lei, anche se la grafia, con cui era impresso il suo nome, sconosciuta \u2026.<\/p>\n<p>Ada, accovacciata sul divano, leggendo il biglietto si ricord\u00f2 improvvisamente della donna con gli occhi vagamente a mandorla, conosciuta una notte, alcuni anni prima, quella donna le scriveva che molte volte, lungo il consueto percorso, aveva pensato a lei \u2026e molte volte si era domandata\u00a0 se fosse stato giusto riportarla a casa.<\/p>\n<p>Le chiedeva se fosse dolce o amaro il suo vivere.<\/p>\n<p>Anna Rosa Perrone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32053\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32053\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A passo svelto Ada camminava sul ciglio della strada. 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