{"id":31927,"date":"2017-05-26T22:56:05","date_gmt":"2017-05-26T21:56:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31927"},"modified":"2017-05-26T22:56:05","modified_gmt":"2017-05-26T21:56:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-fine-agosto-di-francesca-romana-lamanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31927","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Fine agosto&#8221; di Francesca Romana Lamanna"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSento freddo, chiudi?\u201d in fondo alla sala del Pronto soccorso le due finestre erano aperte. Era il trenta agosto e sua madre tremava dal freddo. \u201cSi mamma chiudo.\u201d le rispose e si avvi\u00f2, ma poi a met\u00e0 strada, vide un bagno e cambi\u00f2 idea. Da quando erano partite dall\u2019Aquila con l\u2019ambulanza, doveva fare quello che la madre chiamava \u201cUn goccio d\u2019acqua\u201c e la sua pancia era cos\u00ec tesa che anche un piccolo starnuto, le dava pensiero. Entr\u00f2 in uno sgabuzzino pieno di lenzuoli e scatoloni ammucchiati e trov\u00f2 un gabinetto buio, lasci\u00f2 cos\u00ec, la porta socchiusa per avere uno spiraglio di luce e non sapendo dove appoggiarla, si appese la borsa al collo e tent\u00f2 di trattenere i pantaloni larghi che, una volta slacciati, le sfuggivano da ogni parte. Le gonne sono molto pi\u00f9 pratiche per i bagni pubblici, pens\u00f2, chiss\u00e0 perch\u00e9 noi donne le abbiamo dimenticate e mentre cercava di mantenersi in quella posizione che a ginnastica chiamavano squat, il peso della borsa le segava il collo, ma all\u2019improvviso sent\u00ec delle voci nell\u2019altra stanza e, allora si tir\u00f2 su, si aggiust\u00f2 velocemente ed entr\u00f2 di nuovo nella sala con la ferma intenzione di chiudere le finestre. Al diavolo il goccio d\u2019acqua, disse, e vide i due dottori che parlavano tra loro di orari e di scioperi, uno con le mani in tasca, l\u2019altro a braccia conserte mentre la lettera dell\u2019ospedale dell\u2019Aquila con scritto \u201dUrgente\u201d era ancora chiusa, sulla scrivania. Quei due sembravano non vedere n\u00e9 lei n\u00e9 sua madre.<\/p>\n<p>Brutti scemi come potete parlare di orari e di scioperi quando c\u2019\u00e8 una donna in pericolo di vita. Ora chiudo vado da loro e lo dico: leggete quella lettera, imbecilli, che mia madre rischia di morire e mentre chiudeva una finestra, guard\u00f2 in alto e vide il cielo azzurro cupo come il mare profondo, poi, all\u2019improvviso la voce di sua madre chiese aiuto. Con un grido dentro, mamma aspetta, corse da lei ma ecco che quei due la videro e non sapendo pi\u00f9 cosa fare, dove e chi guardare, lei o sua madre, il cielo nelle finestre o la lettera sulla scrivania, decisero che, comunque, era da buttare fuori e cos\u00ec fecero, spingendola contro la porta basculante e urlandole dietro: \u201cChe fa qui? Vada via subito!\u201d. In un attimo si ritrov\u00f2 nel corridoio, di fronte a sua sorella che, stupita, chiese\u00a0\u201cChe succede?\u201d rispose \u201c Mamma sta male\u201d ma sarebbe stato pi\u00f9 giusto dire: \u201cMamma sta morendo\u201d e mentre c\u2019era un affaccendarsi, un andirivieni improvviso di medici infermieri e macchinari, tra un apri e chiudi della porta, la vide saltare su per le scosse elettriche e quando uno dei camici bianchi usc\u00ec e, con faccia contrita si avvicin\u00f2 a loro, lo sapeva gi\u00e0 quello che veniva a dire. Imbecille sciopera pure e fai morire qualcun altro, pens\u00f2 con rabbia.<\/p>\n<p>Poco dopo le portarono lungo un corridoio con grandi finestre sul giardino e le fecero entrare in una piccola stanza. E\u2019 l\u00ec, le dissero. Entr\u00f2 e fu nel buio, ma poi, in un angolo, individu\u00f2 una bara di metallo. Si avvicin\u00f2 e la vide. L\u2019avevano fasciata in un lenzuolo bianco che le girava fin sopra la testa, come fosse una mummia. Solo il viso era scoperto. Cerc\u00f2 le sue mani ma erano sotto le fasce e non riusc\u00ec. Scapp\u00f2 via impaurita e rabbiosa e, fuori, accecata dalla luce del giorno, inciamp\u00f2 in una sedia a rotelle abbandonata nel corridoio. Ci si butt\u00f2 sopra e quella, veloce, si mosse. S\u00ec, portami via, gettami in un buco nero per non farmi uscire pi\u00f9, sussurr\u00f2, ma si ferm\u00f2 subito dopo, appena sotto la finestra. Si aggrapp\u00f2 al davanzale, tir\u00f2 fuori la testa e apr\u00ec la bocca. Inghiott\u00ec calore, polvere e odore d\u2019alloro e di resina. Mamma guarda, il cielo \u00e8 azzurro ed \u00e8 l\u2019ora delle rondini che lasciano il nido per volare pazze di felicit\u00e0. Loro non sanno cosa sta succedendo qui.<\/p>\n<p>Ritorn\u00f2 a sedere e, aggrappandosi forte alle ginocchia, silenziosamente , cominci\u00f2 a piangere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal taxi, Roma le scorre davanti agli occhi come un vecchio film visto e rivisto e sempre amato. Lo sa, suo padre \u00e8 a casa sulla sua poltrona con il rosario in mano che aspetta, ma lei non vorrebbe arrivare mai. Vorrebbe girare cos\u00ec per sempre. Passare sotto i platani, attraversare i ponti, le piazze, costeggiare le chiese i palazzi, le fontane, vedere i lampioni accesi al crepuscolo e, all\u2019alba, vederli spenti; sentire l\u2019odore del pane appena cotto nei forni, l\u2019odore del caff\u00e8 nei bar e il rumore delle sedie sistemate fuori per un nuovo giorno e le grida delle rondini nel loro primo volo della mattina. Mai vorrebbe dover dire a suo padre: \u201cMamma \u00e8 morta\u201d<\/p>\n<p>Poi il fratello, seduto accanto, le dice: \u201dDai, fatti forza\u201d e il tassista, dallo specchietto, la guarda con compassionevole simpatia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31927\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31927\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSento freddo, chiudi?\u201d in fondo alla sala del Pronto soccorso le due finestre erano aperte. 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