{"id":31920,"date":"2017-05-26T17:50:48","date_gmt":"2017-05-26T16:50:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31920"},"modified":"2020-04-26T16:38:56","modified_gmt":"2020-04-26T15:38:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-la-casa-in-montagna-di-caterina-valente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31920","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;La casa in montagna&#8221; di Caterina Valente"},"content":{"rendered":"<p>Mi ricordo ancora la prima volta che venimmo qua, nella primavera del 90, volevamo un posto tutto nostro, dove poter scappare e quella casa sul mare sembrava proprio fatta per noi. Era isolata e molto luminosa, io e Rose la ridipingemmo tutta in una giornata, alla fine ci addormentammo esausti in veranda. La casa era sempre bella, anche quando pioveva, anzi, noi la preferivamo quando il mare era in tempesta e la sabbia volava, io e Rose sul divano ad amarci.<br \/>\nEra lei che si era preoccupata dell\u2019arredamento e in ogni stanza c\u2019era qualche oggetto con decorazioni floreali, perch\u00e9 Rose amava i fiori e io amavo lei.<br \/>\nLa casa la faceva rinascere, quando era l\u00ec era sempre felice, la spensieratezza con cui viveva nella casa mi faceva quasi paura. La sua risata era contagiosa in quei giorni, sembrava una bambina ancora all\u2019oscuro delle cattiverie del mondo. E i suoi capelli rossi, ah i suoi bellissimi capelli rossi. Non mi scorder\u00f2 mai l\u2019immagine della sua chioma tempestata di camomille la sera in cui inaugurammo la casa. Mi piacquero cos\u00ec tanto che non riuscii a farci l\u2019amore, dico sul serio. Non la smettevo di parlare dei suoi dannati capelli e a Rose, in momenti come quelli, piaceva stare zitti e si era alquanto infastidita.<br \/>\nSpesso si alzava per l\u2019alba e faceva lunghe camminate sul mare, raccoglieva le conchiglie. Luned\u00ec faceva la spesa al mercato del pesce, marted\u00ec yoga e incontro con le femministe, mercoled\u00ec leggeva, tutto il giorno, il gioved\u00ec era tempo di riposo; venerd\u00ec puliva la casa e completava il lavoro il giorno dopo. Domenica c\u2019era la messa e poi c\u2019ero anche io.<br \/>\nEra il suo paradiso, non voleva mai andarsene e quando lo faceva, perch\u00e9 le ferie erano finite, si sentiva triste, una tristezza continua che durava fino a quando non sarebbe tornata.<br \/>\nCominci\u00f2 a vivere per la casa, lavorava solo per arrivare a marzo, quando vi ritornavamo ogni anno. Forse marzo \u00e8 un mese triste per prendere ferie, ma con il tempo avevamo capito che le cose le apprezzi quando sei da solo; io comunque nella mia solitudine contemplavo anche lei, invece per Rose cominci\u00f2 ad esistere solo la casa.<br \/>\nEra come un\u2019ossessione, ma ci\u00f2 non mi ha mai preoccupato, perch\u00e9 me lo disse, mi disse che aveva trovato una ragione per vivere, che aveva trovato finalmente qualcosa che le desse un motivo per andare avanti e questo la rendeva felice.<br \/>\nPer me invece era Rose, era lei la mia ragione di vita.<br \/>\nCertamente mi amava, ma riusciva a sentirsi pi\u00f9 in pace sotto quel tetto che tra le mie braccia. Rose non era come le altre, per questo riuscii a capirla e invece di essere arrabbiato, l\u2019amai ancora di pi\u00f9.<br \/>\nPoi per\u00f2 col passare degli anni le cose peggiorarono.<br \/>\nI periodi lontani da l\u00e0, erano per lei motivo di tristezza e disperazione tali che in poco tempo si trasformarono in una malattia. Cos\u00ec, i comodini della casa sempre tappezzati di libri, si coprirono di farmaci antidepressivi e da ansiolitici e l\u2019unica soluzione fu quella di trasferirci.<br \/>\nFurono momenti difficili. Per mantenere il lavoro, facevo tutti i giorni 2 ore di macchina all\u2019andata e due al ritorno. Questo voleva dire svegliarsi alle 5 e uscire alle 6 ,tornare alle 9, cenare con lei, assicurarsi che avesse preso le medicine, metterla a letto, dormire qualche ora e ripartire.<br \/>\nFurono anche notti insonni.<br \/>\nE furono pianti, miei e suoi.<br \/>\nLa casa non l\u2019aveva guarita, l\u2019aveva fatta ammalare.<br \/>\nDopo circa tre mesi di permanenza, finalmente vidi qualche risultato in Rose. Aveva ritrovato il cemento per rimettere insieme i mattoncini della sua vita, ma proprio in quel momento capii che non se ne sarebbe mai andata da l\u00ec.<br \/>\nCambiai lavoro.<br \/>\nPer tutta la vita avevo fatto l\u2019avvocato, avevo studiato per quello che era il mio sogno e l\u2019avevo realizzato intraprendendo un lungo e frastagliato tragitto, poi l\u2019amore della mia vita si era come messa in mezzo alla strada e quindi ero stato costretto a tornare indietro e percorrere una scorciatoia, peccato che fosse tutta sassolini e con ancora pi\u00f9 buche di quella di prima.<br \/>\nSuccesse che aprii una gelateria, che in una localit\u00e0 marittima frutta dei buonissimi guadagni pi\u00f9 o meno da luglio ad agosto, il resto dell\u2019anno, beh, devi essere fortunato. Le giornate erano monotone, tristi ed asciutte, asciutte come i letti dei fiumi in piena estate.<br \/>\nRose si uccise un anno dopo, era il 2009, si era tagliata le vene e lentamente aveva fatto scivolare la sua esile anima nell\u2019oblio della morte. Questo, anche se dirlo mi fa male al cuore, fu un po\u2019 un sollievo.<br \/>\nVendetti la casa e la gelateria, con il soldi guadagnati sono finalmente riuscito a realizzare il mio sogno: ho comprato una casa a Klawok, Alaska.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31920\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31920\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi ricordo ancora la prima volta che venimmo qua, nella primavera del 90, volevamo un posto tutto nostro, dove poter scappare e quella casa sul mare sembrava proprio fatta per noi. 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