{"id":31916,"date":"2017-05-26T17:52:23","date_gmt":"2017-05-26T16:52:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31916"},"modified":"2017-05-26T17:52:23","modified_gmt":"2017-05-26T16:52:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-per-sempre-amore-di-giorgio-patrignani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31916","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Per sempre amore&#8221; di Giorgio Patrignani"},"content":{"rendered":"<p>A Gerardo piaceva molto e da sempre la campagna: lui c&#8217;\u00e8 nato in questa piccola casa, in mezzo la natura sempre viva. E&#8217; una mattina d&#8217;ottobre gi\u00e0 sul tardi, \u00e8 passata da diversi minuti mezzogiorno, il sole debole abbraccia le piante che coprono un po&#8217; la strada formando delle ombre. il clima \u00e8 mite, forse anche troppo, per la stagione che sta scorrendo: Gerardo come tutte le mattine quando non ha da fare sui campi porta a spasso il suo cane, molto affezionato a lui. Gerardo \u00e8 diventato assai grande, di quelli che si dicono di mezz&#8217;et\u00e0. La sua vita ad un certo punto \u00e8 stata turbata, perch\u00e9 lui ha fatto\u00a0 la guerra e subito la prigionia:\u00a0 lo hanno catturato sul campo lontano da casa. Si sul campo, sul campo di battaglia: li al fronte si stava davvero male, ma il peggio doveva ancora arrivare per Gerardo. Era una mattina all&#8217;alba di un bruttissimo e gelido giorno d&#8217;inverno. Il freddo pungeva la pelle, coperta dai pochi stracci che avevano addosso e faceva lacrimare gli occhi. Dovevano combattere per non essere catturati dal nemico o peggio ancora uccisi. Dopo quasi a met\u00e0 giornata, dovettero arrendersi.\u00a0istintivamente Gerardo pens\u00f2: meglio cos\u00ec che morti non pensava che pi\u00f9\u00a0avanti \u00a0nel campo di concentramento, l&#8217;avrebbe pi\u00f9 volte desiderata la morte, pur di mettere fine a quelle sofferenze. in prigione\u00a0aveva sofferto anche la fame, in quel periodo avrebbe mangiato anche l&#8217;immangiabile se ci fosse stato. Li non combatteva pi\u00f9 il nemico, ma anche se in modo diverso rischiava sempre la vita, la sua vita: doveva lavorare: un lavoro duro e disumano, che lo consumava giorno dopo giorno che per poco non gli imped\u00ec di tornare vivo a casa. Alla fine della guerra quando gli americani lo hanno liberato,\u00a0assieme ai suoi altri compagni sopravvissuti, era messo abbastanza male, forse anche troppo:\u00a0ha dovuto passare un altro mese in ospedale, per la sua salute compromessa. Dopo tanto tempo qualcuno torn\u00f2 ad occuparsi di lui. Appena l&#8217;ha visto\u00a0cap\u00ec che aveva bisogno di cure, l&#8217;ho accompagn\u00f2 fino ad un ospedale vicino a casa sua. Arriv\u00f2 in ospedale una mattina di dicembre: fuori era tutto bianco e gelido: durante la notte era caduta tanta neve, ma Gerardo adesso non sentiva pi\u00f9 freddo, ne aveva pi\u00f9 fame. Erano gi\u00e0 diversi giorni che gli davano un pasto completo e caldo durante la giornata.\u00a0In ospedale l&#8217;avevano sistemato in un grande camerone quasi vuoto con i letti in ferro una volta completamente bianchi, ma ora aggrediti da una disgustosa ruggine. Seduto sul letto con lo sguardo fermo verso il basso Gerardo\u00a0pensava, sperava di potere rivedere presto tutti i suoi cari, che fino quando hanno avuto la notizia di poterlo rivedere avevano perso qualsiasi speranza: si perch\u00e9 erano anni che non avevano pi\u00f9 notizie di lui. Fu alla fine di quella giornata, ormai quasi notte\u00a0quando il desiderio di Gerardo si stava avverando. Proprio quella sera entr\u00f2 in quella grande stanza dall&#8217;odore di medicine, un uomo anziano, che subito stent\u00f2 a riconoscere Gerardo. Camminava con passo incerto, attraversando quel lungo corridoio di letti, si avvicinava sempre pi\u00f9 a quel fragile giovane che era diventato Gerardo. Ora dopo tanto tempo rivedeva suo padre. Ormai anche se ancora molto forte: gli si inumidivano gli occhi quando ricordava, stava diventando questa tristissima parentesi della sua vita, sempre pi\u00f9 un triste ricordo del passato. Ora dopo tanto tempo viveva serenamente, lavorava la terra che sicuramente gli\u00a0dava da mangiare, vivendo da sempre una bellissima storia d&#8217;amore con Tilde, la sua Tilde. Si erano conosciuti a giugno, del lontano\u00a0&#8217;47, alla festa del Corpus Domini. Tutto\u00a0il paese in festa quel giorno, con le sue vie abbellite per l&#8217;occasione con petali di fiori colorati che formano dei disegni dando alla vista il senso del bello. Poco dopo averla vista di nuovo, Gerardo esord\u00ec molto gentilmente: &#8220;Sono sempre le belle occasioni a farci incontrare e questo mi fa sempre molto piacere: \u00e8 bello vederci spesso, potrei conoscere il vostro nome?&#8221; Tilde rispose anche lei molto gentilmente: &#8220;Il mio nome \u00e8 Tilde, il vostro?&#8221; L&#8217;aveva vista pi\u00f9 volte in paese quando Gerardo andava a messa, ma quel giorno \u00e8 stato diverso, forse una coincidenza gli fece incontrare e parlarsi. Visto poi come sono andate le cose, sicuramente \u00e8 stato anche per Tilde un piacevole incontro. Dopo quel giorno ci furono altri incontri, sempre pi\u00f9 intensi e piacevoli. Ora non erano pi\u00f9 le belle occasioni a farli incontrare, ma gli appuntamenti che si davano ogni volta che si vedevano. Pi\u00f9 passa il tempo pi\u00f9 hanno la certezza che il loro \u00e8 stato\u00a0un amore a prima vista. Non\u00a0hanno mai avuto figli Tilde e Gerardo: il loro amore, il loro grande amore non l&#8217;hanno dovuto dividere con nessuno. Avevano passato tanti giorni, tanti anni assieme e una triste legge della natura gli aveva fatti invecchiare insieme, quando a certo punto della loro dolce convivenza, accadde qualcosa di\u00a0tragico ed\u00a0irrimediabile. Tilde da un giorno all&#8217;altro non volle pi\u00f9 mangiare e con il passare dei giorni si lasci\u00f2 andare e si arrese alla malattia che l&#8217;aveva colpita. Gerardo non avrebbe mai\u00a0pensato, non avrebbe mai voluto sopravvivere a sua moglie, ma un destino crudele, per lui li separ\u00f2 improvvisamente e per sempre. Quel brutto male se la port\u00f2 via in un triste giorno di una caldissima estate. Gerardo deve rassegnarsi di vivere gli ultimi giorni della sua vita da solo, senza la sua Tilde: che gli sorrideva dolcemente la sera prima di addormentarsi e la mattina al risveglio, pensava a lui, si occupava di lui durante la giornata, gli\u00a0preparava da mangiare e faceva tutto questo con passione e tanto amore. Adesso Tilde\u00a0non \u00e8 pi\u00f9 con lui e lui cercava di sopportare questa mancanza, questa assenza di Tilde nelle fredde stanze della loro casa, andando a parlargli tutti i\u00a0giorni alla stessa ora al camposanto sulla sua tomba. Andava con il freddo d&#8217;inverno e con il caldo d&#8217;estate: parlava, raccontava, come se quello che dicesse potesse arrivare nell&#8217;aldil\u00e0 e raggiungere la sua amata Tilde. E&#8217; qui\u00a0che lo trovarono, in un umido giorno di novembre serenamente addormentato per sempre vicino al suo unico amore. Sembra proprio che il grande amore non si sia spento con loro ma sopravvissuto: si perch\u00e9 l&#8217;amore quello vero non pu\u00f2 morire con i comuni mortali ma sicuramente sopravvivere nei ricordi della gente che hanno avuto la fortuna di conoscere Tilde e Gerardo e raccontare sempre la loro bellissima storia d&#8217;amore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31916\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31916\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Gerardo piaceva molto e da sempre la campagna: lui c&#8217;\u00e8 nato in questa piccola casa, in mezzo la natura sempre viva. 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