{"id":31881,"date":"2017-05-23T04:53:55","date_gmt":"2017-05-23T03:53:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31881"},"modified":"2017-05-29T12:15:09","modified_gmt":"2017-05-29T11:15:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-cassetto-dellarcobaleno-di-monica-menzogni-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31881","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il cassetto dell&#8217;arcobaleno&#8221; di LauraBi (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Dal fondo del vecchio cassetto, il piccolo mozzicone di matita rosso, cominci\u00f2 a strillare: \u201cEhi, siamo qui! C\u2019\u00e8 qualcuno?\u201d Lo faceva ormai da anni, tutte le sere, da quando era stato relegato laggi\u00f9, alla rinfusa, insieme alle altre matite che nessuno usava pi\u00f9. Quel che restava della sua mina, accendeva di un bel colore rosso vermiglio tutta la sua rabbia per essere stato dimenticato. Lui era il pi\u00f9 piccolo di tutti, ed era anche quello che soffriva di pi\u00f9.<br \/>\nRicordava di essere stata in assoluto la matita preferita. Aveva dipinto i tetti rossi delle case, i tramonti infuocati del sole, i papaveri del campo: insomma in ogni bel disegno non poteva certo mancare un po\u2019 della sua traccia. Per questo ogni volta si faceva pi\u00f9 corto, soprattutto dopo che le manine del bambino che lo stava usando, lo avevano cacciato a forza dentro uno strumento freddo e tagliente dal quale usciva con una nuova punta fiammante, e un po\u2019 di legno in meno. Come riccioli tagliati dalla testa di un angioletto, i trucioli che uscivano dall\u2019appuntalapis si spargevano tutti allegramente sul foglio da cui venivano prontamente soffiati via, con gran disperazione della mamma che doveva pulire in terra quel disastro.<br \/>\nIl viola non riusciva a capire tutto quel malumore. Lui era ancora bello e alto e non sentiva troppo la mancanza di fogli e manine. Anzi, era abituato a stare sempre piuttosto in disparte. Forse, qualche volta, il piccolo Federico lo aveva usato per colorare delle viole di primavera, ma non si ricordava neppure pi\u00f9 quando fosse accaduto. Quello strillare di Rosso Vermiglio, gli faceva venire il mal di testa!<br \/>\nLe altre matite erano tristi e per farsi compagnia, ogni sera, nel buio del cassetto, si raccontavano le storie dei loro disegni migliori:<br \/>\n&#8211; l\u2019azzurro diceva: \u201cCon me, la piccola peste, color\u00f2 il pi\u00f9 bel cielo d\u2019estate!\u201d<br \/>\n&#8211; il giallo, vanitoso, rispondeva: \u201ccome avrebbe potuto disegnare un bel cielo d\u2019estate, senza il caldo colore del sole?\u201d<br \/>\n&#8211; anche il verde volle dire la sua \u2026: \u201csenza di me non avrebbe potuto fare i prati in cui correre e gli alberi sotto i quali stare all\u2019ombra!\u201d<br \/>\n&#8211; salt\u00f2 in piedi anche il marrone, che si era tenuto alla larga da quelle discussioni. Era una matita seria , lui!: \u201csenza di me\u201d \u2013 disse con voce tuonante \u2013 \u201cavrebbe disegnato alberi senza il tronco e senza rami!<br \/>\n&#8211; anche il blu si fece sentire: \u201csarete d\u2019accordo\u201d \u2013 si mise a protestare \u2013 \u201cche senza di me non avrebbe colorato il mare!<br \/>\nE cos\u00ec andava avanti ogni sera questa storia. A volte le vecchie matite parlavano dell\u2019autunno e, in quel caso, il marrone faceva il gradasso: sembrava che potesse colorare tutto lui, dalle foglie appassite, alle dolci castagne. In autunno, talvolta, riusciva a intervenire a quelle discussioni anche il viola, soprattutto se qualche bambino si era ricordato che era la stagione dell\u2019uva. L\u2019inverno metteva a tutti un po\u2019 di tristezza. Solo il rosso, mescolandosi col giallo, riusciva a mettere insieme il bel colore arancio brillante della carota che il pupazzo di neve indossava immancabilmente come naso. La primavera era, senza alcun dubbio, la loro stagione preferita, la pi\u00f9 allegra e colorata di tutte.<br \/>\nSi domandavano spesso perch\u00e9 e soprattutto da quanto tempo fossero state abbandonate in quel luogo chiuso, dove a volte non riuscivano nemmeno a riconoscersi. Al buio, infatti, sembravano tutte uguali. Solo il rosso che era cos\u00ec piccolo, non avrebbe potuto essere scambiato. Inoltre, non erano state neppure riposte nella scatola; cos\u00ec, messe alla rinfusa, la confusione era totale.<br \/>\nUn giorno, una mano di adulto apr\u00ec quel cassetto. Furono immediatamente investite da una luce accecante. Appena si ripresero da quel bagliore, notarono un particolare: la mano che aveva aperto il cassetto, aveva una piccola cicatrice sul palmo. Se non fosse stato impossibile, avrebbero detto che si fosse trattato proprio della mano del piccolo Federico. Si ricordavano bene che una volta, poich\u00e9 si era fatto male giocando, la mamma lo aveva fasciato strettamente. Non potendo utilizzare quella manina dolorante , per colorare l\u2019areoplanino che aveva disegnato, aveva impugnato con la mano sinistra la malcapitata matita grigia e, premuto talmente forte sul foglio, che essa si era irrimediabilmente spezzata. Ricordarono la tristezza di quel giorno che li colse soprattutto quando, la matita grigia non torn\u00f2 pi\u00f9 fra loro.<br \/>\nQuando il bimbo guar\u00ec, ricominci\u00f2 a disegnare, ma quella manina port\u00f2 per sempre la cicatrice che ricordava quella matita rotta. No, non si sarebbero mai potute scordare di quella mano. Ma chiss\u00e0 quanto tempo era passato da allora? Ma si! Quella mano adulta che aveva riaperto il cassetto chiuso da tanti anni, era proprio quella del piccolo Federico.<br \/>\nQuella mano le prese una ad una, e mentre lo faceva, raccontava la loro storia, quella dei tanti disegni che avevano colorato insieme, porgendole delicatamente ad una paffuta manina rosa che le afferrava curiosa. Figuratevi quanto fu grande la loro sorpresa quando si trovarono tutte in fila pronte a creare tanti nuovi bellissimi disegni! Con una gioia incontenibile si accorsero che era stata ricomprata anche una bella matita grigia. E il piccolo rosso vermiglio? Beh, anche lui non fu pi\u00f9 triste! Doveva insegnare ad una lunga matita rossa nuova fiammante tutti i segreti del mestiere.<br \/>\nNon riuscirono mai a capire quale stagione fosse, n\u00e9, del resto, avrebbero potuto dedurlo dal disegno che la piccola Caterina stava facendo. Era un brillante arcobaleno dove tutte poterono, in armonia, ritrovare l\u2019allegria e la gioia di colorare il mondo, come dopo una buia tempesta.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31881\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31881\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal fondo del vecchio cassetto, il piccolo mozzicone di matita rosso, cominci\u00f2 a strillare: \u201cEhi, siamo qui! 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