{"id":31873,"date":"2017-05-26T16:25:17","date_gmt":"2017-05-26T15:25:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31873"},"modified":"2017-05-26T16:25:17","modified_gmt":"2017-05-26T15:25:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-tanguero-di-marinella-cataldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31873","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il tanguero&#8221; di Marinella Cataldi"},"content":{"rendered":"<p>Il funerale era stato triste e struggente, nello stesso tempo.<\/p>\n<p>Solo quattro o cinque le persone venute a salutarlo, Pablo, pi\u00f9 una piccola folla di curiosi che si era avvicinata solo per vedere chi suonasse un bandoneon al cimitero.<\/p>\n<p>Tornato a casa, Francisco sapeva quello che l\u2019aspettava.<\/p>\n<p>In silenzio chiuse dietro di s\u00e9 la porta della milonga, mise su un disco di Gardel e apr\u00ec la lettera.<\/p>\n<p>Come gli aveva chiesto di fare Pablo, un anno prima.<\/p>\n<p>\u201cVa bene, ormai \u00e8 successo\u201d, iniziava.<\/p>\n<p>Francisco si aggiust\u00f2 gli occhiali sul naso. Aveva tanto da leggere.<\/p>\n<p>\u201c Quante volte fra una lezione e l\u2019altra, hai provato a interrogarmi,curioso come sei. E io niente. Nessun accenno alla mia vita. Eccoti accontentato.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 sono quattro o cinque, comunque tante, le vite che ho vissuto. Belle, brutte,chi lo sa.<\/p>\n<p>Le ho vissute e questo basta.<\/p>\n<p>Una \u00e8 iniziata il giorno che sono venuto a chiederti quel posto di insegnante qui alla milonga.<\/p>\n<p>\u201cSono un tanguero di professione e non ho una lira\u201d, ti dissi appena entrato.<\/p>\n<p>Stavi asciugando un bicchiere e ti fermasti un attimo a guardarmi.<\/p>\n<p>\u201dTorna stasera &#8211; rispondesti imperturbabile -torna stasera e vediamo cosa sai fare\u201d.<\/p>\n<p>All\u2019inizio la paga era poca. Non ti fidavi.<\/p>\n<p>Ma il tango lo ballavo da dio e ancora meglio lo insegnavo.<\/p>\n<p>La scuola aument\u00f2 gli allievi e i clienti non riuscivano a entrare tutti, nella milonga.<\/p>\n<p>Cos\u00ec firmammo il contratto.<\/p>\n<p>Dove avevo imparato a ballare il tango? Perch\u00e9 ero venuto in Italia da Buenos Aires?<\/p>\n<p>Quante volte hai provato a scoprirlo.<\/p>\n<p>Per colpa di una donna, te lo dico oggi. Ma non \u00e8 come pensi tu. L\u2019avevo conosciuta a Buenos Aires. Dentro un portone.<\/p>\n<p>Io, a quel tempo giocavo a carte, bevevo, ma sopratutto, ballavo.<\/p>\n<p>Le donne in particolare e lavoretti procurati da amici mi permettevano di non rubare.<\/p>\n<p>Questo, per lo meno, mio padre me l\u2019aveva insegnato.<\/p>\n<p>Ora devi sapere che mio padre era un brav\u2019uomo, ma non capiva niente. Era ricco,anche onesto, se vuoi, ma pensava solo alla fazenda.<\/p>\n<p>Le terre e l\u2019allevamento erano l\u2019unica cosa che contava, per lui.<\/p>\n<p>Io non mi ci vedevo ad allevare manzi per l\u2019asado dei ricchi panzoni che venivano a sceglierli, il giorno della fiera.<\/p>\n<p>Mio fratello,s\u00ec. Lui faceva tutto quello che mio padre gli ordinava. Anche mia madre, per questo.<\/p>\n<p>Povera donna, non contava niente.<\/p>\n<p>Alla fine me ne andai. Buenos Aires \u00e8 un buon nascondiglio.<\/p>\n<p>Non l\u2019ho mai saputo, se m\u2019hanno cercato. Sta di fatto che non m\u2019hanno trovato e l\u00ec ho vissuto per tanti anni e l\u00ec l\u2019ho incontrata.<\/p>\n<p>In quei giorni mi vedevo con una donna che avevo conosciuto a \u201cEl Beso\u201d. Non ci aveva messo molto a farmi capire che le piacevo. C\u2019ero uscito per un po\u2019, ma era troppo appiccicosa e mi parlava sempre del marito, militare, che non c\u2019era mai , la trascurava e via e via.<\/p>\n<p>L\u2019avevo mollata, ma era una tanguera di prim\u2019ordine, cos\u00ec avevamo continuato a vederci, ma solo per ballare.<\/p>\n<p>Come milonga non andavo solo \u00a0a\u201cEl Beso\u201d. Andavo anche al \u201cNino Bien\u201d, al primo piano del Circolo Italiano.<\/p>\n<p>Mi conoscevano tutti e conoscevo tutti. Mi son sempre piaciuti, gli italiani.<\/p>\n<p>Io facevo favori a loro e loro ne facevano a me. Preti, militari, attach\u00e9, prima o poi ci capitavano tutti, al Circolo Italiano.<\/p>\n<p>Floriana, si chiamava.<\/p>\n<p>La sera che l\u2019incontrai pioveva forte.<\/p>\n<p>Quando la vidi rannicchiata, dietro al portone, pensai che avesse cercato l\u00ec riparo .<\/p>\n<p>Tremava tutta e batteva i denti. Non so perch\u00e9, mi venne da pensare che avesse paura del tuono, tanto erano spalancati i suoi occhi.<\/p>\n<p>Stavo per dirglielo quando, dallo spiraglio del portone, vidi la Ford Falcon Verde.<\/p>\n<p>Quelle macchine, in quel periodo, lo sapevamo tutti a cosa servivano.<\/p>\n<p>Disse solo \u201cMi aiuti, per favore. Hanno preso mia sorella\u201d.<\/p>\n<p>Per quel che mi riguarda, fino a quel giorno, me n\u2019ero strafregato dei militari, della dittatura e delle Ford Falcon Verde.<\/p>\n<p>Mi sentivo bene a fare quello che avevo sempre fatto. Non davo fastidio a nessuno e nessuno lo dava a me.<\/p>\n<p>Per fortuna abitavo al pianterreno. D\u2019istinto aprii la porta e la feci entrare.<\/p>\n<p>Era d\u2019origine italiana, la sua famiglia veniva dal Polesine. Lei e sua sorella Silvia, per\u00f2, erano nate a Buenos Aires.<\/p>\n<p>Questo lo disse cos\u00ec, tutto d\u2019un fiato, come se fosse la cosa pi\u00f9 naturale del mondo.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 matta\u201d-pensai- e io ho proprio sbagliato. Quelli non ce l\u2019hanno con lei\u201d.<\/p>\n<p>Lei cap\u00ec e, accennando col dito di tacere, tir\u00f2 fuori un quaderno dalla borsa.<\/p>\n<p>\u201dFaccio cos\u00ec per salvarla e per salvarmi-ci scrisse sopra- i vicini possono sentire. Meglio far pensare che in casa lei ci sia venuto con un\u2019amica\u201d.<\/p>\n<p>Allora mi sentii stupido e ridicolo.<\/p>\n<p>Da quella sera, fino a che non l\u2019ho vista partire con altri italiani, su un aereo che la portava a Roma, non ho mai pensato al rischio che correvo.<\/p>\n<p>Non era affatto una bambina. Lo capivo man mano che i giorni passavano.<\/p>\n<p>Era forte e determinata e io, per una strana alchimia, da abulico e indolente che ero, mi ritrovai energico e sfrontato.<\/p>\n<p>Mi misi in contatto con tutti quelli che conoscevo, al Circolo Italiano , fino a che non ebbi un appuntamento con il console italiano. Sapevo che aiutava gli argentini d\u2019origine italiana a scappare.<\/p>\n<p>Part\u00ec, Floriana, e io, per proteggerla, non le dissi niente. Non le dissi che lo sapevo, il nome del carcere dove avevano rinchiuso la sorella, che lo avevo saputo quasi subito dalla tanguera, a \u201cEl Beso\u201d.Era bastato chiederlo al marito, il militare.<\/p>\n<p>Non \u00e8 che ci fossimo promessi qualcosa, con Floriana, ma il fatto \u00e8 che dopo tre anni venni in Italia e la cercai.<\/p>\n<p>Ci incontrammo al bar, sotto le logge. Quello dove, poi, ho visto il tuo annuncio, Francisco.<\/p>\n<p>Ero convinto di non volere niente . Ero convinto di volerla solo rivedere. Sapere come stava. Se era contenta.<\/p>\n<p>Quando arriv\u00f2 lo vidi subito che era incinta.<\/p>\n<p>Sapevo di sua madre, in Plaza de Mayo,col suo fazzoletto bianco in testa.<\/p>\n<p>Non so cosa mi prese, me lo chiedo ancora. La vidi incinta e glielo dissi subito, allora, di sua sorella.<\/p>\n<p>Lei non disse niente, non pianse neanche. Mi guard\u00f2 con orrore e se ne and\u00f2.<\/p>\n<p>Non l\u2019ho pi\u00f9 rivista da quel giorno, non so neanche che fine abbia fatto.<\/p>\n<p>Io, di \u00a0me, lo so.<\/p>\n<p>Ho sempre ballato il tango\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31873\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31873\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il funerale era stato triste e struggente, nello stesso tempo. 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