{"id":31865,"date":"2017-05-26T17:23:54","date_gmt":"2017-05-26T16:23:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31865"},"modified":"2017-05-26T17:23:54","modified_gmt":"2017-05-26T16:23:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-san-fantino-di-grazia-greco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31865","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;San fantino&#8221; di Grazia Greco"},"content":{"rendered":"<p>San fantino \u00e8 una contrada nel profondo sud, quasi alla punta estrema dell&#8217;Italia, fra la campagna ricca di uliveti e le vigne che avvampano al sole d&#8217;estate, in quel tratto di mare dai colori e riflessi cristallini, che prende il nome di &#8220;Costa Viola&#8221;.<\/p>\n<p>Vi ho trascorso le vacanze estive sin dalla prima estate della mia vita. Nel paese vicino \u00e8 nato mio padre e l\u00ec durante la mia infanzia, vivevano ancora i nonni. Quando a migliaia emigravano verso il nord, anche due ragazzi che un giorno sarebbero diventati i miei genitori si spostarono dai loro paesi.<\/p>\n<p>Arrivarono in un una citt\u00e0 del centro Italia per completare gli studi, pi\u00f9 fortunati di tanti giovani ai quali si aprivano solo le porte della fabbrica. Lasciavano alle spalle storie diverse, si conobbero per caso alla mensa universitaria e divennero subito amici. Mesi dopo capirono che tra loro era nato qualcosa di diverso e non si lasciarono pi\u00f9. Terminati gli studi, decisero di restare \u00a0nella citt\u00e0 in cui si erano conosciuti e che entrambi amavano. Non dimenticarono per\u00f2 mai le loro origini, mantenendo un rapporto stretto con le proprie radici e le famiglie, in un viaggio mai finito lungo la penisola.<\/p>\n<p>La famiglia di mia madre vantava grandi tradizioni e lei fino alla maturit\u00e0 era vissuta protetta dalle mura di una casa antica e di un&#8217;importante storia. Mio padre, figlio di un operaio delle ferrovie locali, era cresciuto nella strada, abituato a cavarsela in ogni situazione.<\/p>\n<p>Completamente diversi , lei idealista divisa tra le necessit\u00e0 del quotidiano e i sogni, lui pragmatico, ben radicato nella vita reale. Non so quale delle due anime prevalesse, e non so quale fu la chiave del successo del matrimonio, ma quell&#8217;unione di persone, apparentemente distanti, funzion\u00f2 e port\u00f2 alla nascita dei miei fratelli e in ultimo alla mia.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio dell&#8217;estate partivamo, la mamma io e il secondo dei miei fratelli. A casa con il babbo restava il primogenito, che mi superava molti anni ed alla mia nascita era un adolescente. Appena ebbi l&#8217;et\u00e0 per farlo, aiutavo a mettere in valigia , vestiti, costumi , paletta e secchiello e tutto ci\u00f2 che pensavo mi sarebbe potuto servire per quelle vacanze attese tutto l&#8217;anno. Mesi prima cominciavo a parlarne con orgoglio ai miei compagni di scuola, descrivevo la bellissima casa della nonna materna, il mare con gli scogli , da cui avrei fatto fantastici tuffi , e la campagna dall&#8217;altra.<br \/>\nPortavo con me i libri per i compiti dell&#8217;estate, sapevo che mi avrebbero torturato per l&#8217;intero periodo di vacanza, ma non potevo fare diversamente, mia madre non lo avrebbe permesso. I bagagli diventavano pienissimi e pesanti. Il viaggio era lungo e stancate. Facevamo due cambi di treni e quasi sempre qualcuno si offriva per darci una mano. La prima tappa era a casa della nonna materna che ci coccolava per tutto il nostro soggiorno.Tra quelle mura che pure amavo tantissimo, non mi sentivo a mio agio, tutto parlava di antico , preferivo molto di pi\u00f9 la vita all&#8217;aria aperta. Le cose andavano meglio quando arrivavano i cugini al piano di sotto. Erano i figli delle cugine di mia madre, per me e mio fratello il loro arrivo rappresentava la svolta nelle vacanze.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come era successo a \u00a0mia madre e alle sue sorelle , il giardino diventava l&#8217;incontro di giochi meravigliosi, di nascondigli, di arrampicate sugli alberi d&#8217;aranci, di racconti che ogni anno ci scoprivano pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Mi allontanavo da quel primo soggiorno con dispiacere, vedevo gli occhi della nonna tristi per il distacco. In tutto il nostro soggiorno ci aveva circondato d&#8217;amore , preparando pranzi squisiti, esaudendo ogni nostro desiderio, lo fece sempre anche da molto anziana con senso di devozione e di sacrificio verso la famiglia.<\/p>\n<p>Arrivavamo a San Fantino di sera tardi e trovavamo i nonni paterni ancora svegli ad aspettarci. Ero felice, avrei vissuto in piena libert\u00e0 nella piccola casa di campagna, circondata da ulivi e vigneti, di fronte a un&#8217;antica torre Saracena e a un panorama sul mare mozzafiato. I miei nonni l&#8217;avevano ricavata ristrutturando una vecchia baracca. Quella casa rappresentava per tutti noi , il massimo di ci\u00f2 che avremmo potuto desiderare. La pagoda di legno, coperta dalla vite americana ci dava refrigerio al caldo d&#8217;Agosto.<\/p>\n<p>Il nonno mi ripeteva : &#8220;Tuo padre\u00a0\u00a0mi ha aiutato a costruirla alla tua et\u00e0, vedi nella vita bisogna darsi da fare e impegnarsi anche in ci\u00f2 che ci sembra impossibile da realizzare&#8221;<\/p>\n<p>La cucina era unica, all&#8217;aperto, una struttura di cemento con una copertura di tegole rosse.<\/p>\n<p>Preparava la nonna il desinare fatto di ricette tradizionali con i prodotti dell&#8217;orto accanto a casa.<\/p>\n<p>Agosto \u00e8 il mese del sole, dei fichi maturi , del canto delle cicale.<\/p>\n<p>Dopo circa quarant&#8217;anni di lavoro nelle ferrovie locali, di alzate all&#8217;alba e di turni faticosi, mio nonno era andato in pensione. Da quel momento la sua passione per la campagna era diventata l&#8217;occupazione principale. Coltivava i pomodori e al nostro arrivo li trovavamo maturi. Seduto su una sedia di paglia, intrecciava collane di peperoncini, poi le legava alla cappa della cucina.<\/p>\n<p>Puliva con due grandi guantoni i fichi d&#8217;india, che in quei posti crescono \u00a0spontanei persino sui costoni delle rocce. Io lo osservavo incantato e quando una volta incuriosito gli chiesi a che et\u00e0 avesse imparato a pulirli cos\u00ec bene, senza mai infilarsi una spina &#8221; ero picciriddu \u00a0come a tia&#8221; mi aveva risposto con un \u00a0sorriso.<\/p>\n<p>Il nostro sodalizio continuava con le partite a carte. La nonna era sempre impegnata, stendeva i panni, metteva il sugo sul fuoco e lo faceva cuocere \u00a0diverse ore lentamente, ogni tanto andava a mescolarlo , fino al pranzo. Io e il nonno giocavamo ad &#8220;Asso prende tutto &#8221; o a Scopa: Solo molti anni dopo capii perch\u00e9 vincessi sempre io quelle partite, ma a quell&#8217;epoca ero convinto di essere imbattibile.<\/p>\n<p>L&#8217;estate dei miei dodici anni, cambi\u00f2 per sempre le nostre vacanze. Eravamo arrivati tardi , a met\u00e0 Agosto, il babbo aveva voluto che lo attendessimo fino alla chiusura del lavoro di ristrutturazione che da poco aveva intrapreso, mettendosi in proprio.<\/p>\n<p>Da qualche giorno il nonno era ricoverato in ospedale . Il mattino dopo il nostro arrivo mio padre mi prese da parte e mi disse &#8220;Vieni andiamo a salutare Gianni&#8221; .<\/p>\n<p>Entrammo in una stanzetta in penombra, in fila tre letti per lato, ospitavano malati anziani. Lui era in fondo vicino alla finestra aveva gli occhi socchiusi, e attaccati al naso i tubicini collegati alla bombola d&#8217;ossigeno. Quando cap\u00ec di averci vicini, apr\u00ec gli occhi e si sforz\u00f2 di sorridere, ma non era pi\u00f9 lo stesso, il viso pallido e sottile. &#8220;Nonno ti aspetto a San Fantino, devo darti la rivincita a carte&#8221; Gli dissi serio, cercai di abbracciarlo facendomi spazio in quel groviglio di fili.<\/p>\n<p>Allung\u00f2 la mano libera e strinse forte la mia.<\/p>\n<p>Ricordo i suoi occhi che ci seguirono fino alla porta, mi voltai e gli sorrisi, alzai il braccio per salutarlo. Quella fu l&#8217;ultima volta che lo vidi.<\/p>\n<p>Ritorno ancora a San fantino, un&#8217;abitudine di cui non posso fare a meno, anche se ora viaggio per lavoro in tutto il mondo, per fermarmi e ritrovare le mie radici..<\/p>\n<p>Al tramonto mi siedo sulla sedia di paglia , dalla parte della strada che guarda il mare, quando il cielo diventa rosso, nel silenzio della campagna, cos\u00ec come era solito fare il nonno.<\/p>\n<p>Penso a quei giorni di vacanza, ai colori di quelle estati, ai profumi che sono ancora vivi nell&#8217;aria e sulla mia pelle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31865\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31865\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>San fantino \u00e8 una contrada nel profondo sud, quasi alla punta estrema dell&#8217;Italia, fra la campagna ricca di uliveti e le vigne che avvampano al sole d&#8217;estate, in quel tratto di mare dai colori e riflessi cristallini, che prende il nome di &#8220;Costa Viola&#8221;. 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