{"id":31834,"date":"2017-05-25T22:45:02","date_gmt":"2017-05-25T21:45:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31834"},"modified":"2017-05-25T22:45:53","modified_gmt":"2017-05-25T21:45:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-le-due-frida-di-giulia-adamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31834","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Le due Frida&#8221; di Giulia Adamo"},"content":{"rendered":"<p>Chiara scese dall\u2019autobus n. 20 che, come tutte le mattine, la portava dal Pilastro fino in via Saragozza, una delle strade pi\u00f9 belle della Bologna antica, con i suoi portici che arrivavano fino al santuario della Madonna di San Luca e i negozietti che mantenevano ancora le insegne di un tempo.<\/p>\n<p>La strada era lunga, ci voleva una buona mezzora per arrivare, e cos\u00ec Chiara si portava sempre dietro un libro di ricette che le aveva prestato la madre e che \u2013 lei lo sapeva bene \u2013 non avrebbe mai trovato nessuna applicazione pratica nella sua cucina dato che si ostinava a stipare i pensili e il freezer di cibi pronti.<\/p>\n<p>Mise in bocca un paio di semi di cardamomo, che regalarono al suo alito delle inconfondibili note indiane, si strinse nel suo cappottino di lana blu e si diresse verso l\u2019ingresso di Palazzo Albergati, dove da alcuni mesi lavorava come custode. Era un posticino che le aveva trovato il padre Gilardo tramite le conoscenze dell\u2019ufficio postale presso cui lavorava e che le aveva permesso di pagare da sola l\u2019affitto del piccolo appartamento di periferia nel quale a breve sarebbe venuto a vivere anche il futuro marito. Non erano certo il massimo &#8211; n\u00e9 il lavoro n\u00e9 l\u2019appartamento -, ma per adesso non se la sentiva di avere di meglio.<\/p>\n<p>Entr\u00f2 nel palazzo e salut\u00f2 frettolosamente i colleghi Mario e Vanessa, che chiacchieravano sorseggiando un caff\u00e8, quindi raggiunse il guardaroba, indoss\u00f2 la divisa del museo, un tailleur blu dai bottoni dorati, e fece un giro di ricognizione per le varie stanze dell\u2019edificio per verificare che fosse tutto a posto. Alla fine si sistem\u00f2 su una sedia nell\u2019angolo di una delle sale pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Le giornate erano lunghe da passare, l\u00ec dentro, e Chiara ingannava il tempo costruendo origami con tutti i pezzi di carta che aveva a portata di mano. Le pareva, in questo modo, di dare una sorta di forma al mondo: era come se la confusione che da sempre la spaventava, l\u2019intricato dedalo delle possibilit\u00e0, potesse acquisire cos\u00ec una parvenza di logica.<\/p>\n<p>Quel giorno nella sala entr\u00f2 un uomo. Era di mezza et\u00e0, con un vestito di flanella grigia e un bastone dal pomello argentato a forma di cane. Le fece un cenno con la testa e si and\u00f2 a posizionare davanti a <em>Le due Frida<\/em>, di Frida Kahlo. Rimase a osservare il quadro per lunghissimi minuti, tanto da destare la curiosit\u00e0 di Chiara, che non vi aveva mai prestato particolare attenzione. L\u2019uomo contemplava l\u2019immagine socchiudendo gli occhi e accarezzandosi con la mano destra la barba leggermente incolta quando a un tratto si gir\u00f2 verso la ragazza e le chiese:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Conosce questo quadro?<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiara rimase di stucco. Non le era mai capitato che un visitatore le rivolgesse la parola, e poi, purtroppo, di arte si intendeva ben poco: soffriva di ambliopia, un impigrimento dell\u2019occhio sinistro che fin da piccola le affaticava la visione e che non le aveva mai permesso di provare particolare piacere nell\u2019osservazione attenta di alcun tipo di immagine. Si era rassegnata a rimanere una donna di vedute ristrette. Quell\u2019uomo, quindi, la coglieva totalmente impreparata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Non bene. Io qui sono soltanto una custode.<\/li>\n<li>Non ha importanza \u2013 continu\u00f2 lui \u2013 Lo osservi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiara si avvicin\u00f2 titubante al quadro e si mise a scrutarlo: le due personalit\u00e0 della pittrice erano l\u00ec che si davano la mano con indosso degli abiti completamente diversi, uno candido con delle macchie di sangue, l\u2019altro coloratissimo. Entrambe mostravano il cuore &#8211; uno integro, l\u2019altro come squartato &#8211; mentre lo sfondo era un cielo che prometteva tempesta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Le fa venire in mente qualcosa? \u2013 le chiese lo sconosciuto senza guardarla.<\/li>\n<li>A cosa dovrebbe farmi pensare, mi scusi?<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiara era molto turbata da quell\u2019uomo. Chi era? E cosa voleva? Si comportava come se la conoscesse bene, ma lei non ricordava di averlo mai visto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Le visioni ristrette non portano da nessuna parte, \u2013 continu\u00f2 lui \u2013 e non si vede soltanto con gli occhi.<\/li>\n<li>Mi scusi, non vorrei sembrare antipatica, ma non posso stare qui a parlare con lei\u2026 devo lavorare\u2026<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La ragazza gli fece un sorriso tra il gentile e lo spazientito e accenn\u00f2 a tornare al suo posto. In quel momento desiderava solo che fosse sera, che fosse il momento di andare finalmente via, di salire sull\u2019autobus e di arrivare alla piscina comunale dove si recava sempre dopo il lavoro. Sentiva, urgente, il desiderio del silenzio e della solitudine di quell\u2019acqua buia. Ma l\u2019uomo riprese a parlarle:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Le ultime parole che Frida scrisse sul suo diario furono: \u201cSpero che la dipartita sia gioiosa, e spero di non tornare mai pi\u00f9\u201d. Frida non voleva tornare perch\u00e9 sulla terra aveva vissuto tutta la vita possibile.<\/li>\n<li>Molto interessante ma, davvero, non posso stare qui a parlare con lei. Se mi vede un responsabile, sono guai\u2026<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiara sentiva che quell\u2019uomo riusciva a vedere qualcosa che si celava nella sua parte pi\u00f9 profonda, una zona d\u2019ombra che anche per lei era ancora un mistero. Perch\u00e9 non la lasciava in pace? Perch\u00e9 non le permetteva di andarsi a sedere nel suo angolino, dove sarebbe diventata di nuovo invisibile a tutti?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Signorina, non voglio trattenerla oltre. \u00c8 che questo quadro mi ha colpito molto e avevo voglia di parlarne con qualcuno\u2026 e poi nello sguardo della pittrice, cos\u00ec serio e triste, mi \u00e8 sembrato di vedere il suo\u2026<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiara lo guard\u00f2 per un attimo con il naso all\u2019ins\u00f9 \u2013 lui era molto pi\u00f9 alto di lei \u2013 e stava per rispondere qualcosa quando lui continu\u00f2:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Guardi queste due donne \u2013 disse indicando il quadro \u2013 Se esiste una, non vuol dire che non ci sia spazio anche per l\u2019altra.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La ragazza riflett\u00e9 per qualche istante, quindi fiss\u00f2 l\u2019uomo che \u2013 lo notava solo adesso \u2013 aveva gli occhi di un azzurro quasi trasparente, dove balenava un guizzo di inquietudine.<\/p>\n<p>Dopo un po\u2019 la sala rimase deserta: c\u2019erano solo <em>Le due Frida<\/em> e un mucchietto di carte appallottolate sotto la sedia posta nell\u2019angolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31834\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31834\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiara scese dall\u2019autobus n. 20 che, come tutte le mattine, la portava dal Pilastro fino in via Saragozza, una delle strade pi\u00f9 belle della Bologna antica, con i suoi portici che arrivavano fino al santuario della Madonna di San Luca e i negozietti che mantenevano ancora le insegne di un tempo. 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