{"id":31814,"date":"2017-05-25T22:29:59","date_gmt":"2017-05-25T21:29:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31814"},"modified":"2017-05-25T22:29:59","modified_gmt":"2017-05-25T21:29:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-riparatorti-di-davide-savorelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31814","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il riparatorti&#8221; di Davide Savorelli"},"content":{"rendered":"<p><em>M\u2019hanno pigliaho e ora?<\/em> \u2013 era preoccupato, non poteva nasconderselo.\u00a0 Seduto nell\u2019ufficio del maresciallo, aspettava che quello arrivasse. Di sicuro voleva sentire cos\u2019aveva da dire. Anche ripensandoci, non avrebbe saputo bene cosa rispondere. Perch\u00e9 aveva fatto quello che aveva fatto? Solo per vendetta? Era una motivazione scadente. Tuttavia era certo di essere nel giusto, quindi\u2026<\/p>\n<p>Allora? Come la mettiamo? \u2013 gli chiese il comandante della stazione dei carabinieri di Sesto Fiorentino, entrando con foga.<\/p>\n<p>Lui abbass\u00f2 lo sguardo a fissarsi le scarpe da ginnastica: capiva bene che quell\u2019atteggiamento, oltre a significare contrizione, confessava la sua colpevolezza, ma gli era venuto istintivo. Non era un delinquente e trovarsi faccia a faccia con l\u2019Autorit\u00e0 lo metteva a disagio: non c\u2019era abituato.<\/p>\n<p>Non dici niente eh? \u2013 fece quello severo. \u2013 Bene: resta qui una mezz\u2019ora e vediamo se ti si scioglie la lingua. \u2013 E richiuse la porta, lasciandolo solo.<\/p>\n<p>Fece per richiamare il comandante, ma ci rinunci\u00f2. Poteva in qualche modo giustificarsi? Poteva spiegare che era tutta colpa di quella canzone? Se non l\u2019avesse mai ascoltata, adesso non si sarebbe trovato in quella situazione.<\/p>\n<p><em>La strillaa parea un gatto strinto all\u2019uscio<\/em>. \u2013 aveva detto un\u2019anziana alla cassiera della <em>Coppe<\/em> di piazza Vittorio Veneto. Lui era in fila per pagare un Estath\u00e9 alla pesca ed era un po\u2019 scocciato di dover aspettare che <em>chelle du\u2019 ciane<\/em> la finissero di chiacchierare. La cliente stava raccontando di come la commercialista, la Strepponi, quella con lo studio grosso in via Gramsci, avesse lasciato che <em>ir su\u2019 canino cahasse <\/em>in Galleria Giachetti e non avesse raccolto la deiezione. &#8211; <em>Sicch\u00e9 la mi\u2019 amiha gl\u2019\u00e8 arrivata, gl\u2019ha fatto un liscio in sulla cahata e gl\u2019\u00e8 finiha a buho pillonzi. E io gl\u2019ho detto: \u2018un rizzatti, peccarit\u00e0! Tuss\u00e8 mezza tronca!<\/em><\/p>\n<p>E la Strepponi? \u2013 chiese interessata la cassiera, che sembrava non far caso agli altri clienti in coda, che cominciavano a brontolare.<\/p>\n<p><em>Nulla! Bah, \u2018un s\u2019\u00e8 nemmeno vortata, chella zoccola!<\/em> \u2013 rispose l\u2019altra, mentre infilava gli ultimi articoli acquistati in un trolley giallognolo. Ma il dialogo non era ancora concluso e le due continuarono tranquillamente a commentare l\u2019accaduto. Lui, che si era fatto un\u2019opinione del fattaccio, riteneva che la maleducazione della commercialista fosse deprecabile, ma purtroppo erano tanti i proprietari di cani che si comportavano come lei.<\/p>\n<p>Finalmente qualcuno, dal fondo della fila, ebbe il coraggio di protestare ad alta voce per quell\u2019ingiustificato rallentamento nelle operazioni di pagamento. \u2013 <em>Icch\u00e9 tu boci a fare?<\/em> \u2013 rispose a tono la cassiera \u2013 <em>Oh abbozzala, stai bonino!<\/em><\/p>\n<p>Quando Dio volle, sald\u00f2 il suo acquisto e usc\u00ec dalle porte scorrevoli. Qui dovette affrontare un gruppo di questuanti che stazionavano perennemente in agguato. Riusc\u00ec con qualche difficolt\u00e0 a districarsi da quelle richieste pressanti, ma, quando fu finalmente libero, il piede sdrucciol\u00f2 su qualcosa di viscido sul marciapiede: era un molliccio escremento canino che gli aveva inzaccherato le sue nuove Sneackers bianche. Sbaffi marroncini decoravano con fantasiosi motivi la tomaia altrimenti immacolata. Gli mont\u00f2 il sangue alla testa e adesso capiva pienamente come mai quell\u2019anziana fosse cos\u00ec alterata. Alzando lo sguardo, vide davanti a s\u00e9 la Strepponi con il pinscher nano che le trottava al fianco tutto soddisfatto: doveva sentirsi oltremodo leggero dopo aver scaricato quella spropositata massa fecale, considerate le sue dimensioni minuscole.<\/p>\n<p>Lui affrett\u00f2 il passo e la raggiunse: &#8211; Mi scusi! \u2013 le disse concitato.<\/p>\n<p>Cosa vuoi? \u2013 gli chiese lei scocciata.<\/p>\n<p>Per tutta risposta, lui le mostro la calzatura lordata dalla produzione escrementizia del botolo. E, per rincarare l\u2019accusa, peraltro a suo avviso gi\u00e0 evidente, aggiunse: &#8211; <em>Manca poho bocco!<\/em><\/p>\n<p>E lo vieni a dire a me? E chi lo dice che \u00e8 colpa del mio Golia? \u2013 e prese da terra il cagnetto per tenerselo in braccio. L\u2019odore del recente rilascio fisiologico dell\u2019animale doveva essere arrivato anche alle narici della proprietaria: la zaffata le fece storcere brevemente il naso per il disgusto.<\/p>\n<p><em>Gl\u2019\u00e8 ancora tutto sudicio!<\/em> \u2013 esclam\u00f2 lui, indicando il deretano della bestiola, che riportava palesi tracce della recente scarica diarroica.<\/p>\n<p>Il mio Golia certe cose non le fa! \u2013 s\u2019impunt\u00f2 la commercialista e si gir\u00f2 per andarsene. Lui le prese istintivamente il braccio, con l\u2019intenzione di fermarla.<\/p>\n<p>Come ti permetti, maleducato! Smettila subito o chiamo i carabinieri! \u2013 minacci\u00f2, sputacchiandogli in faccia inviperita. A quella reazione lui non seppe replicare e si ritrasse, mentre quella se ne andava sussiegosa per la sua strada. Da dietro le spalle della padrona, il pinscher nano lo guardava trionfante e lo sbeffeggiava con un ripetuto <em>bef bef <\/em>di scherno.<\/p>\n<p>Avvilito e con la scarpa inzaccherata, decise di consolarsi per quella disavventura. Fece pochi passi e arriv\u00f2 all\u2019angolo con via Azzarri. Entr\u00f2 nella paninoteca e ordin\u00f2 una piadina con doppia salsiccia. Mentre attendeva di essere servito, fece caso alla canzone che in quel momento passava alla radio.<\/p>\n<p>Non l\u2019aveva mai sentita, per\u00f2 il ritmo era accattivante e il testo sembrava parlare di lui: \u2026 <em>Ma io ho chiamato \u201cShpalman!\u201d\/ Lui mi ha risposto \u201cDimmi!\u201d\/ E io gli ho detto: \u201cVieni qui che c\u2019\u00e8 bisogno di te\/ per difendere me\u201d.\/ Attenti cattivissimi perch\u00e9\/ \u00e8 arrivato Shpalman\u2026 Non c\u2019\u00e8 dubbio che Shpalman sia un amico\/ con le mani in pasta. E non credere che a Shpalman gli puoi dire:\/ \u201cTipo, adesso basta!\u201d\/ Perch\u00e9 si chiama Shpalman\/ e il nome dice tutto\u2026 aiuto arriva Shpalman\/ che tutti shpalmer\u00e0.\/ Eroe dei nostri tempi\u2026 Arrivederci Shpalman,\/ ci mancherai di brutto\/ ed ogni farabutto\/ shpalmato rester\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>Fu in quel momento che gli balen\u00f2 in mente l\u2019ideona che lo avrebbe vendicato. Una rapida ricerca sullo smartphone gli rivel\u00f2 dove abitasse quella donna e da l\u00ec sarebbe cominciata la sua operazione. Ingoi\u00f2 l\u2019ultimo boccone della sua piadina e usc\u00ec: Shpalman sarebbe entrato in azione fin da subito.<\/p>\n<p>Il caldo sole del pomeriggio domenicale di met\u00e0 maggio metteva una tremenda voglia di gelato. La commercialista e il suo cagnetto, la creaturina stizzosa dall\u2019altisonante nome di Golia, si fermarono nei tavolini all\u2019esterno di una rinomata gelateria del centro storico.<\/p>\n<p>Lei, vittima anche delle caldane della menopausa, estrasse dalla borsa un ventaglio, souvenir di un viaggio ormai lontano, non tanto nello spazio quanto nel tempo, e cominci\u00f2 a farsi aria con movimenti rapidi. Ai suoi piedi l\u2019animale, forse infastidito da quei gesti veloci, cominci\u00f2 a mettere a dura prova la pazienza degli altri clienti, berciando insistente e ossessivo.<\/p>\n<p>La Strepponi lo rimprover\u00f2, ma quello non si dava per vinto: con pervicace ostinazione seguitava a martoriare i timpani altrui con quel reiterato abbaiare che pareva inesauribile. Quella, nel vano tentativo di calmarlo, lo prese e se lo mise sulle ginocchia, accarezzandolo per provare ad addolcirlo. Nel frattempo si avvicin\u00f2 una giovane cameriera sorridente: portava un cappellino sbarazzino, a righe gialle e nere, in tinta con la divisa del locale; aveva un piercing al naso e vistosi tatuaggi. La donna la guard\u00f2 disgustata: non approvava chi si conciava in quel modo.<\/p>\n<p>Cosa posso servirle, signora? \u2013 le domand\u00f2 quella cortesemente.<\/p>\n<p>Una coppa della casa con nocciola, malaga e vaniglia. \u2013 Doveva essere nuova: tutti alla gelateria sapevano che la dottoressa Strepponi, nota e influente professionista, prendeva sempre lo stesso gelato.<\/p>\n<p>Molto bene. \u2013 conferm\u00f2 la ragazza, che pos\u00f2 sul tavolino un contenitore con dei tovagliolini, sotto lo sguardo attento e ostile di Golia. Mentre lei stava ritirando la mano, quello ricominci\u00f2 ad abbaiare e cerc\u00f2 addirittura di azzannarla.<\/p>\n<p>La cameriera ritrasse istintivamente il braccio per evitare il morso di quell\u2019animaletto insidioso, ma si spavent\u00f2.<\/p>\n<p>Cosa vuole\u2026 \u00e8 un diavoletto il mio Golia. \u2013 disse dolcemente la cliente, senza accennare a scusarsi ma anzi accarezzando il cane, quasi ad autorizzare quel comportamento mordace.<\/p>\n<p>La giovane si trattenne a stento dal ribattere a quella maleducazione, ma non disse nulla se non \u2013 Nessun problema, signora. \u2013 masticando amaro.<\/p>\n<p>Si era accorta, infatti, che il suo titolare la stava osservando dall\u2019interno del negozio: era l\u00ec in prova da soltanto una settimana e sperava di ottenere e mantenere quel lavoro per tutta la stagione estiva. Aveva bisogno di guadagnare per tirare avanti. Aveva deciso di lasciare la scuola e anche la sua famiglia: adesso viveva in un mini appartamento con alcuni coetanei, alcuni studenti universitari fuori sede, altrettanto male in arnese quanto lei. Non poteva permettersi di essere licenziata, perch\u00e9 avrebbe significato dover tornare dai suoi con la coda tra le gambe e il suo orgoglio glielo impediva assolutamente.<\/p>\n<p>Imprec\u00f2 tra s\u00e9 all\u2019indirizzo di quel cane malmostoso e and\u00f2 a riferire l\u2019ordinazione al banco. In attesa che la coppa della casa venisse confezionata per poi essere consegnata alla dottoressa Strepponi, usc\u00ec nuovamente sul plateatico, visto che si erano seduti altri clienti.<\/p>\n<p>Golia, pur coccolato dalla proprietaria, non accennava a terminare la sua sceneggiata, costituita da fremiti iracondi, un ringhio sommesso e continuo, nonch\u00e9 sporadici abbaii all\u2019indirizzo di chiunque varcasse i confini del suo ipotetico territorio. Un atteggiamento insopportabile che aveva fatto inarcare il sopracciglio a pi\u00f9 di un avventore, ma nessuno si era azzardato a dire nulla alla commercialista: era troppo conosciuta in tutta la Piana e troppo potente perch\u00e9 venisse rimbrottata per il suo pinscher insopportabile.<\/p>\n<p>Improvvisamente, come richiamato da una forza invisibile, la bestiolina salt\u00f2 gi\u00f9 dalle gambe di lei e scapp\u00f2. La donna rimase per un attimo immobile, sorpresa da quel gesto inatteso, ma poi si gett\u00f2 all\u2019inseguimento di Golia che si trascinava dietro il guinzaglino, sbatacchiandolo sull\u2019asfalto. Lo raggiunse solo quando le zampine indemoniate decisero di fermarsi spontaneamente: il cane stava rosicchiando la carcassa di un uccellino, spiaccicatosi al suolo dalla grondaia di un palazzo.<\/p>\n<p>Via! Vieni via Golia! Che schifo! Vieni via, ti ho detto! \u2013 sbraitava quella. Ma, siccome quello non se ne dava per inteso, lei, accaldata per quella breve corsa, si chin\u00f2 a recuperare il guinzaglio e lo stratton\u00f2 con malgarbo. La bestiola, scontenta di quell\u2019interruzione, punt\u00f2 le zampette ma dovette arrendersi alla padrona che lo trascinava, quasi di peso, verso il tavolino. Nel frattempo la coppa della casa era arrivata ed era stata servita, come la ragazza le accennava in lontananza.<\/p>\n<p>La Strepponi annu\u00ec a sua volta, lasciando intendere alla cameriera che aveva compreso. Quando finalmente riprese il suo posto, assicurando con attenzione un irritato Golia alla gamba della sedia, non le parve vero di potersi godere il gelato. Diede una cucchiaiata alla pallina di nocciola che campeggiava in cima, ma il sapore le parve diverso dal solito. Pens\u00f2 che quella corsa inaspettata le avesse in qualche modo alterato la sensibilit\u00e0 delle papille gustative, cos\u00ec attacc\u00f2 il sottostante malaga. Questo sapore, invece, le parve assolutamente usuale e quindi si tranquillizz\u00f2. La conferma le arriv\u00f2 dalla parte aromatizzata alla vaniglia. Tutto bene, perci\u00f2 ritent\u00f2 con la nocciola. Eh no! La ricordava vagamente, ma non aveva nulla a che fare alla delizia a cui era abituata.<\/p>\n<p>Alzando un braccio con un cenno imperioso, richiam\u00f2 l\u2019attenzione della giovane, la quale peraltro era impegnata con altri tavoli, visto che il plateatico si era riempito. Numerosi clienti erano in attesa di trovare posto e si sforzavano di manifestare la propria urgenza a quanti erano gi\u00e0 comodamente seduti. La ragazza le fece comprendere che aveva notato la sua richiesta, ma che in quel momento non poteva davvero darle ascolto. \u2013 Vieni subito! \u2013 sbrait\u00f2, seguita subito dall\u2019abbaiare urticante di Golia, che aveva percepito l\u2019alterazione della padrona. Notando che l\u2019ordine non era stato eseguito, affond\u00f2 un\u2019altra cucchiaiata in quell\u2019anomalo gelato alla nocciola, quasi per sincerarsi che il suo ribrezzo non fosse semplicemente un\u2019allucinazione sensoriale. No, era davvero immangiabile!<\/p>\n<p>Not\u00f2 in quel momento che sotto la coppa c\u2019era un biglietto: un testo scritto al computer e stampato con un carattere corsivo. Lo sfil\u00f2 incuriosita e si mise a leggerlo. Una volta terminato, la commercialista rimase per un momento perplessa: non riusciva a capire. Poi, in un lampo di genio, comprese e impallid\u00ec. Un istante dopo ebbe un violento conato di vomito e poi svenne schiantandosi sul piccolo Golia. Nella caduta trascin\u00f2 con s\u00e9 la sedia, il tavolo e la coppa di gelato, provocando un baccano infernale che fece girare tutti quanti nella sua direzione.<\/p>\n<p>La cameriera accorse immediatamente per portarle aiuto cos\u00ec come qualche altro volenteroso cliente. Sotto di lei, intanto, Golia, incapace di liberarsi e oppresso dalla massa dell\u2019incosciente Strepponi, esalava il suo ultimo rancoroso respiro.<\/p>\n<p>La ragazza, mentre tutti erano indaffarati a soccorrere la famosa commercialista, si accorse del biglietto che era caduto dalle dita dell\u2019esanime. Lo raccolse e lesse le poche righe: \u201c<em>Tu hai l\u2019abitudine di portare a passeggio il tuo cane schifoso e di consentirgli di lasciare ovunque i suoi escrementi. Ma, quel che \u00e8 peggio, non li raccogli! Te ne freghi degli altri e te ne vanti. Allora adesso ailoG out led adrem al itaignam! Firmato: il Riparatorti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Sulle prime non intese, poi ci arriv\u00f2 e scoppi\u00f2 a ridere, suscitando la sdegnata sorpresa di quanti si adoperavano a far rinvenire la livida dottoressa. Ma c\u2019era qualcun altro che rideva soddisfatto. L\u2019emulo di Shpalman aveva portato a termine il suo incarico! Stava congratulandosi con se stesso quando il suo comportamento sospetto venne notato dai militari dell\u2019Arma: il trambusto li aveva richiamati dalla vicina caserma.<\/p>\n<p>Cos\u2019hai in quel sacchetto? \u2013 gli chiese un carabiniere che lo aveva sorpreso a sghignazzare a poca distanza dalla gelateria.<\/p>\n<p>Quell\u2019innocente domanda lo mand\u00f2 nel panico. Vistosi perduto, fece dietrofront e scapp\u00f2 di corsa, mentre gettava via il pacchetto incriminato. Venne raggiunto in poche decine di metri da un atletico appuntato che mise fine alla sua fuga aleatoria. Fu portato alla stazione e rinchiuso nell\u2019ufficio del comandante. L\u2019involucro che aveva buttato fu recuperato e si scopr\u00ec che all\u2019interno c\u2019erano alcune palline ghiacciate, del tutto identiche a del gelato alla nocciola. Si stavano sciogliendo e l\u2019odore rivelava che non si trattava di un rinfrescante dessert.<\/p>\n<p>La porta si apr\u00ec nuovamente e lui chin\u00f2 il capo confuso. Non si accorse che erano entrati in tre, questa volta. \u2013 La dottoressa Strepponi sta bene, anche se \u00e8 affranta per il suo Golia, ma non sporger\u00e0 denuncia. Portatevelo via e che non succeda mai pi\u00f9! \u2013 fece il maresciallo con un tono che sapeva di condanna.<\/p>\n<p>Chi doveva prenderlo con s\u00e9? Doveva andare in carcere? Alz\u00f2 la testa e rimase di sasso: &#8211; Mamma? Babbo? \u2013 balbett\u00f2 lui incredulo, dal basso dei suoi 11 anni.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31814\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31814\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>M\u2019hanno pigliaho e ora? \u2013 era preoccupato, non poteva nasconderselo.\u00a0 Seduto nell\u2019ufficio del maresciallo, aspettava che quello arrivasse. Di sicuro voleva sentire cos\u2019aveva da dire. Anche ripensandoci, non avrebbe saputo bene cosa rispondere. Perch\u00e9 aveva fatto quello che aveva fatto? Solo per vendetta? Era una motivazione scadente. Tuttavia era certo di essere nel giusto, quindi\u2026 [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31814\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31814\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":13182,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-31814","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31814"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/13182"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31814"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31814\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32103,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31814\/revisions\/32103"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31814"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31814"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31814"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}