{"id":31800,"date":"2017-05-25T21:43:38","date_gmt":"2017-05-25T20:43:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31800"},"modified":"2017-05-25T21:46:00","modified_gmt":"2017-05-25T20:46:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-semolino-di-nunzia-picariello-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31800","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Semolino&#8221; di Nunzia Picariello (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta, in un reame lontano, un bambino di nome Semolino. Era il pi\u00f9 piccolo dei figli del famoso \u00a0Tortello, cuoco di corte di Sua magnificenza la Regina Margherita.<\/p>\n<p>Tortello aveva altri quattro figli e tutta la famiglia prestava servizio nella cucina della Regina. Il cuoco era rinomato in tutto il reame per gli straordinari manicaretti che preparava per la corte.<\/p>\n<p>Tutti i figli sembravano avere ereditato bravura e inventiva. Tranne Semolino, che in cucina si era rivelato un vero disastro. Dimenticava di rimestare e scordava gli arrosti in forno. Aggiungeva sale dove non era necessario. Faceva cadere stoviglie e mestoli, urtava tavoli e sedie, facendosi male o facendo male ad altri. Addirittura, una volta, rischi\u00f2 di incendiare il palazzo perch\u00e9 aveva dimenticato la pentola del rag\u00f9 sul fornello.<\/p>\n<p>A dire il vero, Semolino era proprio un tipo goffo e distratto: era nato cos\u00ec lui, con la testa tra le nuvole e il corpo che andava per i fatti suoi. E pure che provava a fare bene, c\u2019era sempre qualcosa che andava storto. In cortile, con i bambini, finiva sempre per fare la conta e non c\u2019era verso di acchiapparli. Quelli poi, si burlavano di lui: <em>sei una schiappa, <\/em>gli dicevano ridendo di gusto. Anche a scuola le cose non andavano bene: a Semolino sembrava che le lettere e i numeri si unissero in un unico girotondo. E lui si confondeva. La maestra lo obbligava a mettersi dietro alla lavagna. Lui allora s\u2019intristiva, ma ubbidiva silenzioso. Restava nell\u2019angolino, senza mai protestare.<\/p>\n<p>Tortello si dannava per il figliolo che pareva scansare la fatica e aveva cos\u00ec provato a mandarlo a bottega: dal calzolaio, dal farmacista e infine dal fruttivendolo. Per due giorni, sembr\u00f2 che Semolino avesse trovato il suo mondo: metteva in ordine la frutta, serviva le donne, a sera rimetteva le cassette in ordine nel retrobottega. Pens\u00f2 che, seppur un po\u2019 noioso, aveva trovato lavoro e suo padre sarebbe stato orgoglioso di lui. Il terzo giorno, per\u00f2, mentre era solo a spazzare la bottega, usc\u00ec da un angolino un topo. Questo s\u2019infil\u00f2 dritto dritto tra le sottane della signora Maria che stava comprando le mele. Semolino, nel tentativo di scacciarlo via, ruppe con il manico della scopa un coccio d\u2019olio che si sparse a terra. E nel mentre cercava di rimediare al danno, la Maria scivol\u00f2 sull\u2019olio. Il padrone, tornato in bottega, si mise le mani nei capelli e scacci\u00f2 in malo modo il povero Semolino. \u201cMio padre si arrabbier\u00e0 moltissimo\u201d, penso sconsolato mentre tornava a casa. \u201cDi certo mi caccer\u00e0 di casa, dicendo che sono un buon a nulla\u201d. Nel mentre camminava con accanto i suoi pensieri tristi, incontr\u00f2 una mandria di mucche. Le scortava un vecchio pastore.<\/p>\n<p>\u201cDove sta andando, signore?\u201d chiese Semolino al mandriano.<\/p>\n<p>\u201cSono diretto sul monte Potente. L\u00ec c\u2019\u00e8 tanta erbetta fresca e tenera. Cos\u00ec le mucche fanno buon latte e io faccio il formaggio pi\u00f9 saporito del reame.\u201d.<\/p>\n<p>Semolino pens\u00f2 che l\u00ec, sul Monte Potente, non avrebbe potuto fare molti danni. Cos\u00ec, si affrett\u00f2 a chiedere al pastore se avesse bisogno di un aiutante. Il vecchio, a cui la fatica gli aveva incurvato le spalle, acconsent\u00ec volentieri.<\/p>\n<p>Ben presto, Semolino impar\u00f2 il lavoro di pastore. Il vecchio era paziente e spiegava con garbo il suo mestiere. L\u2019aria aperta gli piaceva: disteso, guardava le nuvole scorrere sulla sua testa e metteva ordine nel suo cuore cos\u00ec tumultuoso. Imparava guardando le mucche: i loro sguardi languidi e il loro andare calmo davano ai suoi gesti un ritmo nuovo.<\/p>\n<p>Il vecchio da l\u00ec a poco lasci\u00f2 l\u2019alpeggio e affid\u00f2 a Semolino la cura delle sue bestie. Il ragazzo si preoccup\u00f2: e se avesse fatto ancora pasticci? Ora era solo ad affrontare la vita.<\/p>\n<p>Semolino si alzava presto, portava le mucche al pascolo, suonava fili d\u2019erba, mungeva, raccoglieva bacche e verdure selvatiche per le minestre, faceva il formaggio. Pensava a suo padre: chiss\u00e0 se sarebbe stato fiero di lui? Il coraggio di tornare per\u00f2 non l\u2019aveva.<\/p>\n<p>Una notte si svegli\u00f2 di soprassalto a causa di rumori sulla sua testa: in soffitta, qualcuno stava passeggiando. Fu colto dalla paura e il cuore cominci\u00f2 a battere all\u2019impazzata. Si fece un po\u2019 di forza e sal\u00ec la stretta scaletta che portava al sottotetto. Apr\u00ec la botolina e, quale stupore! Pareva che tutto il cielo di fuori si fosse trasferito nella piccola soffitta! Tutte le luminose stelle del cielo brillavano ora l\u00ec dentro. Richiuse la botola e si sfreg\u00f2 gli occhi: \u201cSto sognando\u201d penso tra s\u00e9, \u201cDi certo \u00e8 un sogno\u201d. Si pizzic\u00f2 e riapr\u00ec per verificare: le stelle, meraviglia, erano sempre l\u00ec e accendevano il buio. Si decise finalmente a entrare, incuriosito da quel fenomeno cos\u00ec strano. L\u2019incanto si trasform\u00f2 in terrore quando vide le lucine muoversi verso di lui. \u201cAiuto, aiuto!\u201d grid\u00f2. Ma chi mai poteva sentire? Nessuno! Stava quasi per svenire di paura quando la fioca luce della luna, filtrata da un piccolo lucernario, si deposit\u00f2 su un paio di stelle che, guarda guarda\u2026non erano altro che i grandi occhi di un gufo reale! A poco a poco, altre stelle si avvicinarono e Semolino pot\u00e9 vedere che una piccola colonia di gufi aveva scelto come casa la sua soffitta. Sollevato dalla scoperta, si avvicin\u00f2 agli animali. Stranamente, non sembravano impauriti. Tutt\u2019altro, gli uccelli avevano un\u2019aria simpatica e lui fu contento di avere nuovi amici.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, si addorment\u00f2 lass\u00f9, in loro compagnia. Quella notte fece sogni straordinari: sogni cos\u00ec vivi e belli da svegliarsi col cuor pago. Si rabbui\u00f2 per\u00f2 subito, nel momento in cui si accorse che i gufi non c\u2019erano pi\u00f9. Sarebbero tornati? O aveva sognato tutto? Allora, magari, potevano tornare quei sogni belli?<\/p>\n<p>Quell\u2019interrogativo lo accompagn\u00f2 per tutto il giorno. Non avrebbe saputo spiegare perch\u00e9, ma i gufi gli avevano lasciato un senso di pace e serenit\u00e0 infinita.<\/p>\n<p>A sera fece fatica a prendere sonno. Si girava e rigirava, con l\u2019orecchio teso ad ascoltare gli scricchiolii della soffitta. Finalmente, ud\u00ec rumore di passi e prese a correre sulla scala. In soffitta splendeva un cielo di stelle. Al centro della stanza il grande gufo si fece accarezzare e abbracciare dal ragazzino che grondava felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Dorm\u00ec l\u00ec quella sera, e la sera dopo e quella dopo ancora. Si accoccolava accanto al gufo reale e questo lo copriva distendendo la sua morbida ala piumata. Cos\u00ec protetto, Semolino faceva sogni straordinari: aveva sognato le carezze della sua mamma! Non l\u2019aveva mai sognata prima, forse perch\u00e9 era morta quando lui era piccolo e quasi non se ne ricordava pi\u00f9. Ora lei era tornata nei sogni per abbracciarlo e cos\u00ec si sentiva sicuro e sereno. Nulla poteva pi\u00f9 andare storto.<\/p>\n<p>Invece una notte, sent\u00ec nel sonno una voce che lo chiamava per nome: \u201cSemolino, Semolino, svegliati! Coraggio, bambino mio, svegliati\u201d. A fatica si dest\u00f2: quale stupore lo prese quando si accorse che le ali del gufo si erano trasformate in braccia sottili e bianche. Due braccia di donna che lo stringevano al petto. Era la mamma! Era vera, non era un sogno! La donna sorrise e lui, all\u2019improvviso, si ricord\u00f2 di quegli occhi belli in cui si era specchiato da bambino.<\/p>\n<p>\u201cPiccolo mio, mi mancavi tanto e cos\u00ec mi \u00e8 stato concesso di tornare da te sotto queste vesti. Purtroppo, il mio tempo \u00e8 finito e questa \u00e8 l\u2019ultima notte che trascorreremo insieme.\u201d. A queste parole, Semolino scoppi\u00f2 in un pianto dirotto.<\/p>\n<p>\u201cMamma non andare proprio ora che ti ho ritrovato!\u201d<\/p>\n<p>\u201cAhim\u00e8 tesoro, non sono io a decidere.\u201d, disse\u00a0la mamma carezzandolo.<\/p>\n<p>\u201cMa cosa ne sar\u00e0 di me in questo posto lontano. Solo con le mucche e gli animali del bosco? Rimani, ti prego!\u201d implor\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cNon puoi restare qui per sempre. Ritorna a casa, piccolo mio.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon posso tornare, mamma. L\u00ec non c\u2019\u00e8 posto per me, che sono goffo e pasticcione. Io non combino nulla di buono e nessuno ha bisogno di me.\u201d, rispose allora Semolino, che versava lacrime e lacrime come mai aveva fatto nella sua vita.<\/p>\n<p>\u201cTroverai il tuo posto. Tutte le vite hanno un senso, compresa la tua. Torna e vedrai che la strada si riveler\u00e0.\u201d disse la donna. E il suo sorriso inond\u00f2 di luce la soffitta.<\/p>\n<p>Intanto, ai piedi di Semolino si era formato un mucchietto di granelli. Ciascuna lacrima, infatti, nel toccare terra si era trasformata in un granello di semola.<\/p>\n<p>\u201cRaccogli questo semolino, figlio mio, e torna da tuo padre. Appena potrai, mettilo a cuocere con il latte, lo zucchero e un po\u2019 di vaniglia. Poi prepara una frolla e versaci dentro la crema. Cuoci tutto e dopo, non dimenticare di metterci sopra del cioccolato fuso. Prepara questa torta per la figlia della Regina Margherita.\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMamma \u2013 replic\u00f2 Semolino \u2013 io non sono capace. Far\u00f2 un disastro!\u201d<\/p>\n<p>\u201cPrendi la semola, figlio mio. Questo zucchero ha poteri magici. Usalo e vedrai che la principessa ti dir\u00e0 di non aver mai mangiato nulla di pi\u00f9 buono in vita sua.\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec dicendo, la mamma lo strinse forte a s\u00e9, lo baci\u00f2 e riprese le sembianze del gufo. Prima di spiccare il volo, si gir\u00f2 e disse: \u201cSemolino, ogni volta che guarderai le stelle saremo insieme.\u201d. Poi distese le ali e spar\u00ec nella notte scura.<\/p>\n<p>Semolino pianse e pianse ancora; il mucchietto di semolino cresceva e cresceva. Finch\u00e9 non si fece giorno. Allora il ragazzo si fece coraggio: asciug\u00f2 gli occhi, si tolse i granelli dalle palpebre, si strofin\u00f2 il naso e raccolse da terra tutti i chicchi di semola. Prese le sue poche cose, il sacchetto con lo zucchero magico e si avvi\u00f2 verso casa con un gran peso sul cuore.<\/p>\n<p>Suo padre e i fratelli, appena lo videro, lo abbracciarono felici e poi lo sgridarono tanto per essere andato via. In cucina, il padre inizi\u00f2 a preparare ogni prelibatezza per festeggiare l\u2019avvenimento. Nel frattempo, i fratelli allestivano un grande pranzo per la corte: l\u2019indomani, infatti, la principessa avrebbe festeggiato il suo compleanno. Semolino allora, chiese timidamente di poter preparare la torta. I suoi fratelli si opposero, ma il padre disse: \u201cFiglio, io sono molto contento: te la sei cavata da solo e io sono convinto delle tue capacit\u00e0. Domani la principessa manger\u00e0 la tua torta.\u201d.<\/p>\n<p>Semolino emozionato si mise subito all\u2019opera. Impast\u00f2 prima la frolla, mise il semolino a cuocere cos\u00ec come gli aveva raccomandato la mamma. Infine, fuse il cioccolato, lo mischi\u00f2 con la panna e ricopr\u00ec il dolce.<\/p>\n<p>Il padre e i fratelli erano meravigliati dalle capacit\u00e0 di Semolino: era proprio un altro. Il risultato fu degno del pasticcere pi\u00f9 bravo di tutti i tempi.<\/p>\n<p>La conferma, per\u00f2, venne quando la principessa assaggi\u00f2 la prima fetta della torta di semolino e disse che, in vita sua, non aveva mai mangiato una torta pi\u00f9 buona. Semolino allora fu nominato pasticcere ufficiale della corte.<\/p>\n<p>Il ragazzo aveva trovato la sua strada come aveva predetto la mamma. Una strada fatta di dolcezza e condita di pazienza. Una strada con un tetto di stelle a ricordare che non bisogna arrendersi mai, ma sempre dare il meglio di s\u00e9.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31800\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31800\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta, in un reame lontano, un bambino di nome Semolino. 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