{"id":31785,"date":"2017-05-24T21:59:33","date_gmt":"2017-05-24T20:59:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31785"},"modified":"2017-05-24T21:59:33","modified_gmt":"2017-05-24T20:59:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-zucchine-sottolio-di-eleonora-capparella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31785","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Zucchine sott&#8217;olio&#8221; di Eleonora Capparella"},"content":{"rendered":"<p>Mi fanno male le ossa. Ora mi sono messa sulle ginocchia uno strofinaccio bollente \u2013 Lucia me l\u2019ha scaldato ben bene davanti al camino \u2013 e cos\u00ec va un po\u2019 meglio. Ma tanto che ci posso fare? \u00a0Appena cambia il tempo queste ossa bucherellate mi fanno vedere le stelle. Quando una c\u2019ha una certa et\u00e0, coi dolori deve viverci assieme.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ora me ne sto seduta, con le mani in mano, a guardare le mie nuore che cucinano per il cenone; certo, le mie pentole preferisco toccarle io, ma alla fin fine anche loro non sono tanto male ai fornelli. E in realt\u00e0 non mi dispiace starmene in panciolle, perch\u00e9 con queste ossa non \u00e8 pi\u00f9 facile sollevare le pentole. Me ne sto qui, in un angolo, seduta sulla mia sedia di vimini, dimenticata come il portaombrelli all\u2019ingresso, e tutto sommato non mi d\u00e0 tanto fastidio.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un buon profumo di brodo. S\u00ec, stanno cucinando bene, anche se i cappelletti comprati al supermercato non sono buoni come quelli fatti a mano, neanche a dirlo. Per\u00f2 per farli ci vuole tanto tempo e io le capisco, col lavoro non ce la fanno; cos\u00ec li comprano e sembrano andar bene lo stesso, anche se i miei figli dicono che i cenoni e pranzi di Natale non sono pi\u00f9 speciali come quando cucinavo tutto io. Ma io ormai ho le gambe che sembrano fatte di farina. Mi liscio lo straccio sulle ginocchia, che pian piano s\u2019\u00e8 fatto freddo.<\/p>\n<p>Antonio mette la testa pelata dentro la cucina e si guarda intorno. \u00abTutto bene, qua? Vi portiamo un po\u2019 di vino?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCe l\u2019hai gi\u00e0 chiesto dieci minuti fa, ti abbiamo risposto di s\u00ec.\u00bb<\/p>\n<p>A Lucia la pazienza deve avergliela data qualche Santo. Ancora non ho capito come ha fatto a prendersi mio figlio per marito. Chiariamoci, io a mio figlio gli voglio bene, ma c\u2019ha una testa vuota come gli otri dopo che ci hanno banchettato. E hanno pure il coraggio di dire che ha ripreso da me, ma io non credo proprio di essere rimbambita come lui. Certo, che ci volete fare, ogni tanto qualche cosa me la perdo: magari mi scordo che ho mangiato a pranzo o chiedo la stessa cosa due volte.\u00a0 Per\u00f2 ho pure ottantaquattro anni!\u00a0 O ottantacinque? Insomma, di sicuro pi\u00f9 dei cinquanta di Antonio.<\/p>\n<p>\u00abMamma, ma le zucchine sott\u2019olio non le hai fatte quest\u2019anno?\u00bb<\/p>\n<p>Lo guardo, perplessa. Antonio se ne sta davanti alla porta con le braccia incrociate e una faccia da schiaffi. Adesso voglio sapere che gli passa per la testa, a farmi queste richieste strambe la sera di Natale.<\/p>\n<p>\u00abLe zucchine sott\u2019olio?\u00bb rispondo. \u00abE quando mai ti ho cucinato le zucchine sott\u2019olio, io?\u00bb<\/p>\n<p>Vedo che sgrana gli occhi. \u00abMa come? Le hai sempre preparate tra le varie conserve. Lo sai che mi piacciono.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa non dire scemenze. Io non le so cucinare! Forse ti confondi con tua suocera.\u00bb Mi giro verso Lucia, che mi d\u00e0 le spalle e non mi guarda: \u00abDi\u2019, Lucia, tua madre sa cucinare le zucchine sott\u2019olio?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa no, mamma, me le hai sempre cucinate tu\u2026\u00bb Antonio mi guarda in faccia, serio. \u00abOgni anno, le hai sempre preparate apposta per me, perch\u00e9 sono l\u2019unico che le mangia.\u00bb Si ammutolisce. \u00abMa non te lo ricordi proprio?\u00bb<\/p>\n<p>Stavolta Lucia si intromette: \u00abLascia stare, lascia stare. Ti sbagli tu, ti confondi con mia madre.\u00bb<\/p>\n<p>Si guardano per un istante, Lucia con le sopracciglia alzate e le labbra strette. Antonio resta zitto per un po\u2019, poi fa cenno di s\u00ec con la testa. Io sento tanto freddo.<\/p>\n<p>\u00abSono sicura che non le ho mai cucinate\u00bb ribadisco. Eppure la voce mi esce un po\u2019 stridula.<\/p>\n<p>\u00abVa bene, mamma, mi sbaglio io.\u00bb Mio figlio mi fa una carezza leggera sulla testa e poi esce dalla cucina, con le spalle curve.<\/p>\n<p>\u00c8 che io l\u2019ho visto, come si sono guardati quei due. Mi sono sentita rattrappita, come le foglie di alloro quando le butti nel camino. <em>Vecchia, rimbambita, ospizio<\/em>. Questo si sono detti, senza parlare.<\/p>\n<p>Lucia continua a cucinare, chiacchierando con la cognata, ma io non riesco pi\u00f9 a trovare pace sulla sedia. Mi sento le dita fredde e le guance bollenti. Una povera vecchia da assecondare nelle sue scemenze, come i matti. Questo pensano di me. Dille di s\u00ec, dille che ha ragione lei, si dicono tra di loro facendosi l\u2019occhiolino. Ma per chi mi hanno presa? Io sono certa, sicura come sono sicura delle parole della Messa, che non ho mai cucinato delle zucchine sott\u2019olio. Mai, in tutta la mia vita! Gli agnolotti, le fettuccine, le lasagne; e poi cicoria, asparagi, minestroni e minestre. Molte cose ho cucinato, tanto che a volte non mi ricordo se ho sentito un figlio al telefono durante la giornata, ma so con precisione quando quello stesso figlio ha mangiato per la prima volta quella pietanza. Ma le zucchine sott\u2019olio no, mi sia testimone la buon\u2019anima di mio marito.<\/p>\n<p>\u00abAgnese, qua \u00e8 tutto pronto. Andiamo di l\u00e0, su.\u00bb<\/p>\n<p>Io mi alzo piano piano dalla mia sedia e vado verso la sala da pranzo strusciando le ciabatte. Vedo che tutto \u00e8 apparecchiato \u2013 la tovaglia rossa con gli agrifogli, la candela al centro, i piatti belli, bordati di rosso anche quelli \u2013 e mi siedo sulla sedia pi\u00f9 comoda, che hanno lasciato apposta per me. Per\u00f2 non mi quieto.<\/p>\n<p>Che si crede, mio figlio? Ogni tanto mi scordo le cose, s\u00ec, ma altre me le ricordo bene. Posso dirvi qui, su due piedi, chi veniva a passare il Natale da me quarant\u2019anni fa, e come ci sedevamo attorno al tavolo e come cucinavo. Per esempio, c\u2019era il mio figlio pi\u00f9 grande che non voleva mai venire a tavola, stava sempre a giocare col trenino per terra e Antonio gli dava fastidio, tanto che spesso dovevo intervenire io con le sculacciate. Poi c\u2019era mio marito che si sedeva vicino al divano, e aveva il naso enorme sempre un po\u2019 arrossato, un pomodoro sulla faccia; per\u00f2 con l\u2019animo buono, buono come il pane, che se ne stava sempre con la pipa in mano e con la pipa in mano sarebbe morto. E invece dall\u2019altro lato del tavolo, vicino alla credenza con dentro i bicchieri, c\u2019erano mia sorella Antonietta con quel porco del marito, che a ripensarci ringrazio Dio che se l\u2019\u00e8 portato via. Mia madre sarebbe morta di crepacuore a non avere entrambe le figlie attorno allo stesso tavolo, a Natale, e mia sorella diceva che non era niente, che era distratta e a volte sbatteva o cadeva per le scale; e io pi\u00f9 che arrabbiarmi che potevo fare? All\u2019epoca era cos\u00ec. Stavo zitta e davo da mangiare anche a lui. Ma i lividi di Antonietta li contavo uno ad uno, e uno ad uno ora me li ricordo.<\/p>\n<p>La tavola non era ricca come adesso, ma era piena di roba cucinata da me: stavo giorni e giorni chiusa in casa, uscivo solo per andare al mercato a comprare le cose migliori. Il ventiquattro dicembre tutta la casa era piena dell\u2019odore della frittura e del pesce. E s\u00ec che i gamberoni facevano la loro figura l\u00ec al centro, vicino alle zucchine sott\u2019olio.<\/p>\n<p>Rimango senza fiato per qualche istante.<\/p>\n<p>Le zucchine sott\u2019olio. S\u00ec, s\u00ec. Stavano proprio l\u00ec, davanti a me, se mi sforzo le vedo dentro al recipiente, quello buono, dove le lasciavo a macerare. E mi vengono alle labbra le parole che dicevo ogni Natale, ad Antonio: che le avevo fatte solo per lui, perch\u00e9 in casa nessun altro se le mangiava. Sento che pian piano la schiena mi si incurva. Si incurva sotto il peso degli anni e dei ricordi, pure di quelli che la mia testa di vecchietta ha deciso di dimenticare. Anzi, quelli pesano pure di pi\u00f9, quando poi ritornano.<\/p>\n<p>\u00abMamma, guarda quant\u2019\u00e8 bella la lasagna di Lucia!\u00bb<\/p>\n<p>Ma Antonio mi sta mettendo nel piatto la lasagna di pesce, questo figlio che due secondi prima, quarant\u2019anni prima, disturbava il fratello mentre giocava. Mi guardo intorno e capisco. Capisco che essere vecchi non \u00e8 solo avere le gambe di farina. Capisco che non ci sono pi\u00f9 i cibi che cucinavo io e che forse non ci saranno pi\u00f9: al loro posto ci sono i cappelletti comperati al supermercato e una lasagna di pesce che Lucia dice di aver cucinato lei, ma secondo me anche questa \u00e8 stata comperata. Allora sbatto un attimo le palpebre e prendo la forchetta, anche se non ho tanta fame. Qualcuno urla: \u00abTanti auguri!\u00bb e la stanza si riempie di voci.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>La festa \u00e8 finita. La tovaglia rossa \u00e8 piena di briciole di pandoro e di bucce di mandarino tagliate piccole, perch\u00e9 le abbiamo usate per coprire i numeri della tombola. Io devo essermi appisolata, perch\u00e9 ora che mi guardo intorno non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno. Forse mi hanno salutata, ma non me lo ricordo. Mi alzo piano e mi affaccio in cucina: Lucia sta lavando le pentole e Antonio mette a posto la tavola piena di rimasugli di cibo.<\/p>\n<p>\u00abAncora in piedi?\u00bb Mio figlio mi viene vicino e mi d\u00e0 un bacio sulla fronte. \u00abSu, vai a letto, ch\u00e9 sei stanca.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTi devo dire una cosa.\u00bb E mi sento come una bambina che ha combinato una marachella. \u00abLe zucchine sott\u2019olio\u2026 forse le sapevo cucinare. Mi sono ricordata.\u00bb<\/p>\n<p><em>Vecchia, rimbambita, ospizio<\/em>.<\/p>\n<p>\u00abAh, s\u00ec?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMi sa.\u00bb<\/p>\n<p>Eccola, la sua faccia divertita. Sapete, io la mia vecchiaia la vedo dentro la faccia divertita dei miei figli.<\/p>\n<p>Mi dimentico oppure mi sbaglio, giuro in buonafede che tizio non l\u2019ho sentito al telefono e che no, quella cosa non me l\u2019ha mai detta. Ma poi esce fuori che tizio, invece, quella cosa me l\u2019ha detta sul serio e io resto seduta sulla sedia, a pensare, a dirmi: <em>Ero sicura, davvero sicura. Come ho fatto a confondermi cos\u00ec?<\/em> Mentre loro mi guardano divertiti. Poverina, \u00e8 vecchia e rimbambita, ridiamoci su.<\/p>\n<p>Ma voi non sapete l\u2019angoscia che mi prende, quando i pensieri mi scivolano dalle mani come il lavoro a maglia tra i ferri.<\/p>\n<p>Antonio non sorride pi\u00f9, adesso. Si stringe nelle spalle e con le dita mi fa una carezza sulla guancia. \u00abVabb\u00e8, mamma. Non fa niente.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon fa niente?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa no! Abbiamo mangiato tanto, per le zucchine non avevo proprio posto.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMagari per la prossima volta te le preparo.\u00bb Mi sento in colpa, mi mordo un labbro ruvido. \u00abOppure le faccio quest\u2019estate insieme alle altre conserve.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSu, non stare a pensarci. Ora vai a letto.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE non fa niente che non te le ho cucinate, allora?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNo, no. Non fa niente.\u00bb Antonio mi d\u00e0 un altro bacio sulla fronte, un po\u2019 pi\u00f9 forte. \u00abSu, poi ti stanchi troppo.\u00bb<\/p>\n<p>Mi giro ed esco zoppicando, mentre la voce di Lucia che mi d\u00e0 la buonanotte si mescola all\u2019acqua che scorre nel lavello.<\/p>\n<p>Il rumore delle ciabatte struscia nel corridoio. Io cammino piano, scuotendo la testa: non l\u2019ho fatto apposta, davvero. Non me le sono proprio ricordate, le zucchine. \u00c8 questo che continuo a mormorare, come si mormorano le preghiere; e alla fine, per fortuna, arrivo nella mia camera da letto buia e tranquilla, e penso che le ossa mi fanno ancora pi\u00f9 male di quando ne sono uscita stamattina.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31785\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31785\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi fanno male le ossa. Ora mi sono messa sulle ginocchia uno strofinaccio bollente \u2013 Lucia me l\u2019ha scaldato ben bene davanti al camino \u2013 e cos\u00ec va un po\u2019 meglio. Ma tanto che ci posso fare? \u00a0Appena cambia il tempo queste ossa bucherellate mi fanno vedere le stelle. Quando una c\u2019ha una certa et\u00e0, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31785\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31785\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":13169,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-31785","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31785"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/13169"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31785"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31785\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32029,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31785\/revisions\/32029"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31785"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31785"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31785"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}