{"id":31764,"date":"2017-05-25T17:13:08","date_gmt":"2017-05-25T16:13:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31764"},"modified":"2017-06-01T17:07:24","modified_gmt":"2017-06-01T16:07:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-lultimo-picnic-di-paolo-di-fresco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31764","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;L&#8217;ultimo picnic&#8221; di Paolo Di Fresco"},"content":{"rendered":"<p>\u201cChe splendida giornata di sole. Potremmo fare un picnic\u201d disse lei.<\/p>\n<p>\u201cCome ai vecchi tempi?\u201d rispose lui.<br \/>\n\u201cGi\u00e0. Proprio come ai vecchi tempi\u201d.<br \/>\nNon persero tempo. Tirarono fuori dall&#8217;armadio una vecchia cesta di vimini\u00a0e la riempirono con le vivande rimaste: pane in cassetta, burro, frutta secca e un pezzo di formaggio sotto vuoto che sembrava ancora commestibile. Presero anche l\u2019ultima birra e una bottiglia d\u2019acqua.<br \/>\nLei mise nel cesto piatti, bicchieri e un paio di grossi tovaglioli stoffa, mentre lui recuper\u00f2 un vecchio plaid rosso e blu, lo stesso che aveva portato con s\u00e9 la notte della Stella. Un ago di pino impigliato nella lana gli si conficc\u00f2 sotto un\u2019unghia, strappandogli un\u2019imprecazione.<br \/>\nRipens\u00f2 ai fal\u00f2 accesi sulle sponda del lago, alle danze durate tutta la notte.<br \/>\nAl passaggio della cometa si erano scambiati un bacio. Poi erano rimasti a naso in su per quasi un\u2019ora, seguendo la scia luminosa che si spegneva lontano.<br \/>\nUn nuovo inizio, era questo che il mondo attendeva. E dopo anni di guerre e sofferenza, la Stella era apparsa all&#8217;orizzonte, salutando la Terra nella sua corsa infinita attraverso lo spazio.<br \/>\nSi era sentito vivo, quella notte. E mentre la stringeva tra le braccia, nei suoi occhi luccicanti\u00a0avevo scorto la stessa emozione.<br \/>\n&#8220;Fai presto, amore. Non c\u2019\u00e8 tempo da perdere\u201d disse lei, infilandosi i jeans.<br \/>\nSi riscosse dal suo torpore e si vest\u00ec in fretta.<br \/>\nQuando furono pronti \u2013 la coperta ben piegata sulla cesta di vimini che li aspettava all&#8217;ingresso \u2013 chiusero le imposte come se partissero per un lungo viaggio.<br \/>\nUn raggio di sole cadeva al centro della stanza, rivelando il pulviscolo che vorticava nell&#8217;aria.<br \/>\nStavolta fu lui ad esortarla. \u201cAndiamo, tesoro. O faremo tardi\u201d.<br \/>\nScesero le scale, inseguiti dal rumore dei loro passi. Nel cesto le stoviglie tintinnavano: un suono allegro che stonava col silenzio dell\u2019edificio.<\/p>\n<p>Quando furono in strada, respirarono a pieni polmoni la brezza primaverile che soffiava da est e gonfiava i pioppi in pieno rigoglio. Raggiunsero l\u2019auto a passo svelto. Il motore fatic\u00f2 ad avviarsi ma dopo un paio di tentativi si accese rombando. Come ai vecchi tempi.<br \/>\n\u201cLa benzina baster\u00e0?\u201d<br \/>\nLui annu\u00ec, sorridendo.<br \/>\nLei accese la radio e armeggi\u00f2 qualche secondo con la manopola prima di ricordarsi che le trasmissioni erano cessate da pi\u00f9 di un anno.<br \/>\nContrariata, rovist\u00f2 nel portaoggetti e ne tir\u00f2 fuori un vecchio cd.<br \/>\n\u201cVoil\u00e0!\u201d esclam\u00f2. \u201cAbbiamo anche la musica\u201d.<\/p>\n<p>Lungo il tragitto non videro anima viva.<br \/>\n\u201cSembra uno di quei film sulla fine del mondo\u201d comment\u00f2 lei, seria.<br \/>\n\u201cLa vita imita l\u2019arte\u201d \u00a0rispose lui, ironico.<br \/>\nRimasero un po\u2019 senza parlare, ascoltando la musica.<br \/>\nPoi lei disse infastidita: \u201cLe canzoni d\u2019amore sono tristi. Non voglio essere triste\u201d. Tir\u00f2 fuori il cd e lo lanci\u00f2 dal finestrino.<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 lo hai fatto? Mi piaceva quel disco\u201d. La rimprover\u00f2, ma quando la vide con le gambe rannicchiate e gli occhi socchiusi si sent\u00ec disarmato.\u00a0\u00c8 ancora cos\u00ec giovane, pens\u00f2.<br \/>\nTorn\u00f2 a fissare la strada davanti a s\u00e9 e per un po\u2019 si concentr\u00f2 sulla guida, lanciando ogni tanto qualche occhiata perplessa al cielo azzurro dietro le montagne lontane.<\/p>\n<p>Dopo un\u2019ora uscirono dall&#8217;autostrada e imboccarono la litoranea. Il mare scintillava sonnolento nella luce del mezzogiorno, mentre procedevano verso sud.<br \/>\nNon c\u2019era stato bisogno di concordare la meta: sapevano entrambi dove andare. Ripercorse con la mente il sentiero che dalla spiaggia portava in cima alla falesia. Un vecchio con gli occhi azzurri, seduto su uno spuntone di roccia, una volta gli aveva detto di fare attenzione alle vipere ma lui, lass\u00f9, non ne aveva mai viste. Quel pomeriggio di due anni prima si erano fermati a contemplare lo spettacolo della roccia bianca e levigata, che si tuffava nel mare.\u00a0Poi le aveva dato l\u2019anello di fidanzamento: una sottile fedina d\u2019oro che portava con s\u00e9 da una settimana, in attesa del momento adatto.<br \/>\n\u201cA che pensi?\u201d chiese lei, strappandolo ai suoi ricordi.<br \/>\nLui pieg\u00f2 la testa di lato, cercando la sua mano.<br \/>\n\u201cA niente, amore. Siamo quasi arrivati. Ho una fame\u2026\u201d ment\u00ec.<\/p>\n<p>Sulla spiaggia non c&#8217;era anima viva.<br \/>\nEra scontato, eppure in cuor suo aveva sperato di trovarci qualcuno, magari in cerca di ricordi come loro.<br \/>\nAlla solitudine, in fondo, non ci si abitua mai.<br \/>\nLei recuper\u00f2 dal bagagliaio la cesta di vimini e si lanci\u00f2 a passo svelto lungo il sentiero seminascosto dall&#8217;erba. Il grido di un gabbiano echeggi\u00f2 lontano mentre il mare scivolava lento sulla riva.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 rimasto pi\u00f9 nessuno da queste parti, pens\u00f2. La Stella non ha risparmiato nessuno.<br \/>\nIl marmo lucido della falesia gli riport\u00f2 alla mente le lapidi del piccolo cimitero dove aveva sepolto gli amici di una vita.<br \/>\nLuca era stato il primo a subire l\u2019influsso della Stella. Aveva ucciso sua moglie e poi si era buttato da un ponte. Arturo, invece, si era impiccato ad un albero del giardino di casa sua, dopo avere indossato i vestiti di sua madre. Toni si era ficcato in gola una stecca da biliardo\u2026<\/p>\n<p>\u201cCosa fai? Non vieni?\u201d lo chiam\u00f2 lei.<br \/>\n\u201cArrivo\u201d.<br \/>\nLa trov\u00f2 inginocchiata sull&#8217;erba. Aveva gi\u00e0 preparato tutto l\u2019occorrente per il picnic. Le tovagliette erano ben stese e grosse fatte di pane imburrato ammiccavano dai piatti.<br \/>\nConsumarono il pasto seduti sulla coperta, in silenzio, scambiandosi ogni tanto qualche sorriso.<br \/>\nLui bevve un lungo sorso di birra dalla bottiglia e quando ebbe finito, pens\u00f2 che era un peccato non poterne bere ancora.<br \/>\nA pensarci bene, era un peccato che tutto dovesse finire prima o poi.<br \/>\nLei si stir\u00f2 la schiena e, passandogli le dita nei capelli, mormor\u00f2: \u201cIn fondo, \u00e8 sempre bello qui\u201d.<br \/>\nS\u00ec, era bello. Di una bellezza struggente e inutile.<br \/>\nSi sorprese a pensare che presto non ci sarebbe stato pi\u00f9 nessuno a guardare quel mare enorme che abbracciava la spiaggia.\u00a0La falesia sarebbe rimasta l\u00ec, inconsapevole: un inutile avamposto sul mare.<br \/>\nGli uomini stavano morendo, sopraffatti dalla tristezza.<br \/>\nLa scia azzurra della cometa aveva portato via le illusioni e lasciato in eredit\u00e0 una nuova, malinconica consapevolezza.<br \/>\nD\u2019un tratto era stato chiaro a tutti che non valeva la pena agitarsi tanto. E, chi prima chi dopo, tutti avevano mollato.<br \/>\nLa vita sociale si era dissolta, la televisione e la radio avevano smesso di trasmettere.<br \/>\nAnche la Rete era collassata, dopo aver raccolto le ultime disperate confessioni di chi sceglieva di morire: messaggi d\u2019amore e richieste d\u2019aiuto che nessuno avrebbe mai ascoltato.<br \/>\nIl mondo finiva cos\u00ec, dunque: senza rabbia o violenza. L\u2019umanit\u00e0, sfinita, si ripiegava su stessa.<br \/>\nDopo il &#8220;Nuovo Avvento&#8221; \u2013 era questo il nome che, con involontaria ironia, i giornali avevano dato al passaggio della Stella\u00a0\u2013\u00a0le strade si erano svuotate, giorno dopo\u00a0giorno. E cos\u00ec le scuole, i cinema, i parchi delle citt\u00e0.<br \/>\nLa quotidianit\u00e0 era divenuta un fardello insostenibile.<br \/>\nQualcuno si era lasciato morire di fame. Altri \u2013 i pi\u00f9 \u2013 si erano tolti la vita.<br \/>\nGli appelli delle autorit\u00e0 civile e religiose non avevano fermato l\u2019epidemia di suicidi. Le preghiere non erano bastate. Anzi, i primi ad ammazzarsi &#8211; riflett\u00e9 &#8211; erano stati proprio gli uomini di fede, sopraffatti dall&#8217;atroce rivelazione della Stella: Dio non esiste.<\/p>\n<p>Era\u00a0cresciuto con la paura che una guerra, pi\u00f9 feroce delle altre, avrebbe posto fine alla civilt\u00e0. Che gli uomini, assetati di potere e di gloria, sarebbero riusciti a distruggere tutto.<br \/>\nNon immaginava\u00a0che sarebbe andata cos\u00ec.<\/p>\n<p>Dall&#8217;alto della falesia, guard\u00f2 il mare lambire gli scogli cinquanta metri pi\u00f9 gi\u00f9.<br \/>\nNon si ricordava di aver camminato fino allo strapiombo, ma che importanza poteva avere ormai?<br \/>\nSi sentiva triste, svuotato e senza energie. Laggi\u00f9, invece, il mare era cos\u00ec azzurro e scintillante. Come la coda di una cometa.<\/p>\n<p>Lei si avvicin\u00f2 in silenzio e gli prese la mano.<br \/>\nUna brezza leggera le arruffava i capelli. Aveva gli occhi umidi di lacrime e sembrava stanca e amareggiata.<br \/>\nRipensarono alla notte della Stella. Al futuro che sembrava attenderli e che, invece, era gi\u00e0 dietro le spalle.<br \/>\nSentirono il calore del sole sulla testa. E la voce suadente del mare che li chiamava.<br \/>\n\u201cTi amo\u201d le disse. Lei gli strinse pi\u00f9 forte la mano.<br \/>\nPoi insieme saltarono nel blu, con il cuore finalmente libero da ogni pena.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31764\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31764\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cChe splendida giornata di sole. 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