{"id":31756,"date":"2017-05-24T18:31:46","date_gmt":"2017-05-24T17:31:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31756"},"modified":"2017-05-24T18:31:46","modified_gmt":"2017-05-24T17:31:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-uccelli-in-volo-di-anna-gogosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31756","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Uccelli in volo&#8221; di Anna Gogosi"},"content":{"rendered":"<p>Roberto, come tutte le mattine usc\u00ec di casa per andare a lavoro; arrivato sulla salita di Via Giannetto Valli, dovette fermarsi, aveva camminato veloce, non aveva pi\u00f9 vent\u2019anni ma cinquanta e con l\u2019inverno freddo aveva preso almeno tre chili di troppo, e uno stridere forte nel cielo lo aveva portato istintivamente ad alzare gli occhi e vedere che stesse succedendo lass\u00f9. Fu cos\u00ec che vide volare a schiera un gruppo di uccelloni verdi, certamente erano i pappagalli di piazzale della Loggia, pens\u00f2, che sorvolavano la zona, qualcuno gliene aveva parlato. Sent\u00ec un fremito nei pantaloni &#8220;Lo vedi come volano quelli \u2026 e io \u2026 chiuso qua dentro&#8221;, era il suo uccello che si faceva vivo all\u2019alba del nuovo giorno ma non fece in tempo a rispondergli che vide volare sulla sua testa uno stormo di rondinelle &#8220;E pure quelle \u2026 guarda come sono contente \u2026&#8221; e subito dall\u2019alto del cielo a volo raso sulle palazzine alla sua destra un enorme gabbiano che planava &#8220;E guarda pure quello com\u2019\u00e8 contento, in solitario \u2026 sta meglio di me \u2026 quello vola \u2026 io invece \u2026 chiuso qua dentro&#8230;&#8221;. &#8220;Sta calmo, cosa vuoi ora tu?&#8221; &#8220;Cosa voglio?! E\u2019 da una vita che non volo \u2026&#8221; &#8220;Sta calmo ora, non \u00e8 il momento&#8221;, lo tranquillizzava Roberto. &#8220;Sta calmo un corno \u2026 non \u00e8 mai il momento per te \u2026 da quando c\u2019\u00e8 quella \u2026&#8221; &#8220;Smettila e porta rispetto, quella che tu chiami cos\u00ec \u00e8 la padrona di casa&#8221; &#8220;Io rispetto lo porto ma tu non lo porti a me \u2026 guarda quelli come volano contenti e io \u2026 mi sono stufato, voglio un po\u2019 d\u2019aria e d\u2019allegria \u2026 un tempo eri diverso \u2026 ti sei proprio ammosciato \u2026 ma io non ci sto \u2026 non ce la posso fare \u2026 ora poi \u2026 col caldo estivo \u2026 dai \u2026 datti una mossa&#8221;. Roberto continuava a camminare facendo finta di niente, aveva un po\u2019 sgrullato le gambe e i pantaloni come a cercare un po\u2019 di spazio e d\u2019aria per l\u2019uccello suo che si lamentava, ma quello niente, continuava la tiritera &#8220;\u00c8 inutile che ti sgrulli, non mi serve, non m\u2019accontento, mi devi fare uscire da qua dentro&#8221;. E intanto si avvicinava una ragazza niente male &#8220;La vedi quella, guarda che carina, vagli a dare una tastatina, no?\u2026&#8221; &#8220;Sei proprio un grullo \u2026 ti pare che vado a toccare un\u2019estranea, cos\u00ec per strada?&#8221; &#8220;Sei un fralloccone, non ti riconosco pi\u00f9 \u2026 ma com\u2019\u00e8 che sei cos\u00ec trasformato, che t\u2019\u00e8 successo, che t\u2019hanno fatto, padrone mio&#8230;&#8221; &#8220;Ah ora mi chiami padrone \u2026 ora ti ricordi chi comanda \u2026&#8221; &#8220;Chi comanda?\u2026 finora hai fatto comandare a quella&#8221; &#8220;Porta rispetto, quella \u00e8 la padrona di casa&#8221; &#8220;Sar\u00e0 pure la padrona di casa ma a me non mi sconfinfera per niente&#8221; &#8220;Perch\u00e9 sei il solito irriconoscente \u2026 lei ci cucina, ci prepara la colazione pensa alla casa alla spesa, lei \u00e8 brava \u2026 dovresti esserle grato&#8221; &#8220;Grato?!\u2026 ma grato di che \u2026 ti sarai rimbambito \u2026 a me quella manco mi guarda \u2026 non mi saluta mai e se mi faccio vivo \u2026 quella si scansa \u2026 fa finta di niente e io mi deprimo&#8221; &#8220;Non esagerare ora \u2026&#8221; &#8220;Esagerare?\u2026 ma ti sei dimenticato delle volte che mi sono fatto vivo \u2026 con richieste serie e inequivocabili \u2026 mi sono sentito dire \u2018abbassa questo coso&#8217; \u2026 coso \u2026 m\u2019ha chiamato coso e ha detto abbassa, come fossi un\u2019arma da fuoco \u2026 stavo per spiccare un bel volo e mi sono ritrovato raso terra \u2026 ce l\u2019ha con me \u2026 non c\u2019\u00e8 una mattina che s\u2019avvicini neanche per sbaglio, e se m\u2019avvicino io quella mi scansa e tu ti stai zitto \u2026 non le dici niente \u2026&#8221; &#8220;Che vuoi che le dica \u2026 non le piace di mattino&#8221; &#8220;E alle altre ore invece s\u00ec?&#8230;Diciamocela tutta \u2026 un tempo le piaceva \u2026 ora non le piace pi\u00f9&#8221; &#8220;E\u2019 colpa tua che sei insistente nei momenti sbagliati, non sai aspettare&#8221; &#8220;Non so aspettare? Ma se aspetto e basta \u2026 e poi \u2026 dimmi tu qual \u00e8 il momento giusto \u2026 quella \u00e8 sempre stanca, ha sempre da fare \u2026 entrare andare uscire \u2026 anche io vorrei entrare e uscire e tu sai da dove, ma quella proprio non mi prende in considerazione\u2026 e tu ti siedi e mangi e guardi la tv, neanche pi\u00f9 ti ricordi ch\u2019esisto anch\u2019io&#8221;. Roberto non aveva fatto in tempo a dare una risposta che il suo coso s\u2019era fatto largo tra i bottoni del pantalone e in un batter d\u2019occhio o meglio in un batter d\u2019ala aveva preso il volo. &#8211; Ma che fai? Sei impazzito?! \u2026 Torna indietro \u2026 Torna ti dico! Niente da fare, il suo uccello lo aveva abbandonato e ora svolazzava sulla sua testa. Roberto non pot\u00e9 fare a meno di seguirlo con lo sguardo. Al principio si disse che quello avrebbe fatto un giro e sarebbe ritornato, in fin dei conti dove poteva andare senza di lui. E intanto il suo membro spariva in direzione di piazzale della Loggia e dopo poco riappariva sulla sua testa. Roberto ad un certo punto si spazient\u00ec, cominci\u00f2 a gesticolare e gli ordin\u00f2 di ritornare al suo posto altrimenti avrebbe visto lui cosa sarebbe successo. Un guizzo e con un colpo d\u2019ala degno di un falco da caccia, il suo uccello spar\u00ec lontano nel cielo. Per un po\u2019 Roberto continu\u00f2 a guardare in alto poi si stanc\u00f2. Apr\u00ec la sua Ford fiesta, mise in moto e se ne and\u00f2 &#8220;Peggio per lui&#8221; si disse &#8220;Cos\u00ec si render\u00e0 conto di cosa significa vivere da soli e in autonomia&#8221;. In ufficio aveva un gran da fare e non pens\u00f2 pi\u00f9 al suo membro volato via &#8220;Dove vuoi che vada \u2026stasera me lo ritrover\u00f2 sotto casa a chiedermi scusa\u2026&#8221; Ma la sera sotto casa il suo membro non c\u2019era e tanto meno in cielo. Roberto si era fermato a guardare qua e l\u00e0, prima distrattamente, non voleva far trapelare una certa preoccupazione che cominciava a salirgli dentro, poi s\u2019era fermato con la scusa di telefonare e col cellulare all\u2019orecchio aveva roteato pi\u00f9 volte lo sguardo da destra a sinistra. Niente, quello non si faceva vivo. Apparivano i soliti uccelli ma del suo nessuna traccia. Cen\u00f2 e and\u00f2 a dormire con la massima naturalezza. La moglie non si accorse di nulla ma di questo lui era sicuro sin dall\u2019inizio. La cosa and\u00f2 avanti cos\u00ec per un paio di giorni: Roberto passava dalle minacce, quando torna gli faccio vedere io, ad una sorta d\u2019ansia, al disagio di fronte alla nuova collega che era apparsa in ufficio, bella e simpatica. Roberto le si era avvicinato con fare galante mentre lei lo invitava a cena sul terrazzo del suo appartamento, per quella sera. E d\u2019un tratto aveva realizzato che per lui i giochi erano finiti. No, questo era inaccettabile, in fin dei conti aveva solo cinquant\u2019anni, si disse, non era giusto quello che gli era successo, un vero sopruso, voleva fare qualcosa, forse una denuncia di sparizione ma si sentiva ridicolo, non sarebbe stato preso in serio e poi le forze dell\u2019ordine hanno tanti di quei problemi, chi avrebbe avuto tempo e voglia di pensare al suo uccello volato via. No, era qualcosa che doveva risolvere da solo. Tornando a casa quella sera ebbe un colpo al cuore, vide un gatto di zona che puntava un piccione e prima quatto poi con un balzo lo aveva addentato. Che il suo uccello avesse fatto quella fine? Non aveva elementi per escludere quella tragica evenienza. Cominci\u00f2 ad avere un senso di nausea che dallo stomaco gli arrivava al palato e sentiva dell\u2019 amaro insopportabile in bocca che gli entrava acre fin dentro le narici. Senza sapere come si ritrov\u00f2 le lacrime agli occhi. Quanto tempo che non piangeva, un tempo immemorabile, l\u2019ultima volta forse aveva tredici anni e la ragazzina che gli piaceva l\u2019aveva piantato in asso per un altro. Roberto sentiva mancargli la forza nelle gambe e dovette sedersi sul muretto basso della Giannetto Valli, si prese la testa tra le mani e pianse, sentiva quelle lacrime uscire come una fontana. &#8220;Finito, sono un uomo finito&#8221; continuava a ripetersi. &#8220;Scemo, sei solo uno scemo&#8230;&#8221;. La voce arrivava dall\u2019alto, Roberto sollev\u00f2 il viso incredulo e vide il suo membro sorridente roteargli sulla testa. &#8220;Dai sbrigati, non farmi perdere altro tempo, non t\u2019immagini che si pu\u00f2 fare da qui \u2026 vieni&#8221;. Roberto non poteva credere ai suoi occhi e se li strofin\u00f2 ben bene tirando via tutte le lacrime, quello si rinfil\u00f2 nei pantaloni e con un batter d\u2019ali tir\u00f2 su Roberto che non fece in tempo a dire n\u00e9 s\u00ec n\u00e9 no che volava sull\u2019area della Giannetto Vali e in quattro battiti d\u2019ala era oltre la Pallavicino e roteava su e gi\u00f9 e non aveva pi\u00f9 peso. &#8220;Lo senti che bello qui?&#8221; &#8220;Si lo sento \u00e8 bello ma&#8230; \u00e8 impossibile continuare&#8230;&#8221; &#8220;Goditi il volo no? Che t\u2019importa del continuare\u2026&#8221; &#8220;Fai facile tu\u2026&#8221; &#8220;E tu fai sempre problemi \u2026 goditi il volo padrone mio \u2026&#8221;. Al sentirsi chiamare cos\u00ec Roberto si sent\u00ec rinascere e volle affidarsi al suo membro &#8220;Stasera guidi tu e io ti seguo \u2026&#8221; &#8220;Finalmente ci sei padrone mio!&#8221; L\u2019uccello si sollev\u00f2 ancora e poi plan\u00f2 dolcemente sino a rasentare il tetto delle case, le cime degli alberi e le terrazze. La gente non si accorgeva di nulla perch\u00e8 era appena dopo il tramonto e c\u2019era una bella luce ma tutti erano indaffarati nei preparativi della cena, nessuno guardava su per aria. &#8220;Allora \u2026 dove mi porti stasera?&#8221; &#8220;Vedrai \u2026 ora goditi il volo!&#8221;. Il suo uccello aveva ragione, il volo era eccitante, Roberto sentiva l\u2019aria fresca fendergli la faccia e asciugargli l\u2019appiccicaticcio del pianto che gli era rimasto, si sentiva la bocca allargata e prendeva aria e la tratteneva, poi lanciava qualche urlo e sorrideva. Sorvolarono viale Trastevere e voltarono in direzione dell\u2019Ettore Rolli, dove planarono su un balcone largo e lungo tutta l\u2019area perimetrale di un appartamento, fino a un grande terrazzo sul quale era radunato un gruppo di persone. Roberto riconobbe subito la voce di Giulia, la sua nuova collega d\u2019ufficio. Si pettin\u00f2 i capelli passandoci le mani a spazzola e sistem\u00f2 la camicia nei pantaloni, il suo membro stava in silenzio, pronto a godersi la scena iniziale. Giulia lo accolse esultante \u2013 Ehi \u2026 non ti ho visto entrare \u2026 com\u2019\u00e8 \u2026 sei arrivato in volo tu?! Il resto della serata fu un\u2019escalation di sorrisi d\u2019intesa e di occhiate di complicit\u00e0 tra Roberto e Giulia. Quando tutti gli ospiti andarono via Roberto pot\u00e9 esprimere il meglio di s\u00e9, non solo perch\u00e9 i due si piacevano davvero e l\u2019attrazione era forte, ma anche perch\u00e9 il suo uccello, preso dall\u2019euforia, spicc\u00f2 un bel volo dal terrazzo portando i due in giro sul cielo di Roma. Roberto diede il suo assenso con un affondo di gioia che tocc\u00f2 sin nel profondo l\u2019animo di Giulia, che teneva stretta a s\u00e9, mentre lei gli diceva ch\u2019era tutto talmente bello che le sembrava di volare. Volarono indisturbati su strade e piazze. Solo un bimbo che era a testa in su li vide &#8220;Guarda mamma quei due \u2026 volano!&#8221; &#8220;Ma smettila con queste sciocchezze \u2026guardi troppi cartoni tu \u2026&#8221;. Il bimbo aveva continuato a seguirli con lo sguardo e agitava la manina mentre Roberto gli sorrideva e continuava il suo volo, abbracciato a Giulia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31756\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31756\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roberto, come tutte le mattine usc\u00ec di casa per andare a lavoro; arrivato sulla salita di Via Giannetto Valli, dovette fermarsi, aveva camminato veloce, non aveva pi\u00f9 vent\u2019anni ma cinquanta e con l\u2019inverno freddo aveva preso almeno tre chili di troppo, e uno stridere forte nel cielo lo aveva portato istintivamente ad alzare gli occhi [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31756\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31756\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":13154,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-31756","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31756"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/13154"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31756"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31756\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32007,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31756\/revisions\/32007"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31756"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31756"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31756"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}