{"id":31748,"date":"2017-05-24T11:49:23","date_gmt":"2017-05-24T10:49:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31748"},"modified":"2017-05-24T11:49:23","modified_gmt":"2017-05-24T10:49:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-faro-di-ullapool-di-marco-de-candia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31748","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il faro di Ullapool&#8221; di Marco De Candia"},"content":{"rendered":"<p>Susan Miller \u00e8 una biologa di trentotto anni. Molto brava. Molto carina. Molto vegetariana. Molto fidanzata. Per lavoro \u00e8 ad Inverness, nella parte alta della Scozia. Uno sciopero nei trasporti le fa decidere di prendere un\u2019auto a noleggio per rientrare a Glasgow dove vive e lavora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il tempo \u00e8 molto brutto. Piove e le Highlands sono spettacolari e spettrali. La strada che costeggia la scogliera \u00e8 esattamente ci\u00f2 che comunemente intendiamo per \u201corlo del precipizio\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Manco a farlo apposta, in questo scenario dantesco, mentre alla radio va Io mi fermo qui dei Dik Dik, l\u2019utilitaria della Hertz si spegne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan \u00e8 una tosta. Non si scompone pi\u00f9 di tanto. Prende lo smartphone ma\u2026 no signal.\u00a0 \u2019Sti cazzi&#8230; e ora?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Buio, pioggia, strada deserta, mare in tempesta. Ci manca solo che arrivi uno con la torcia all\u2019improvviso dalle tenebre. E, infatti, eccolo. Bussa al finestrino. Non si riesce a vedere il suo viso. Ha una giacca con cappuccio per proteggersi dalla pioggia. Susan apre un po\u2019 la portiera e questo qualcuno le chiede: \u201cHa problemi con la macchina? Io sono il guardiano del faro di Ullapool. Venga dentro, non stia qui. Non c\u2019\u00e8 segnale per i cellulari. Provo a chiamare un meccanico con il telefono di servizio.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cOk, vengo.\u201d Susan esce dall\u2019auto, si copre come pu\u00f2 e insieme si avviano per una stradina sterrata. Dopo cinque minuti, ecco apparire il faro. Il guardiano apre il portoncino e finalmente sono al coperto, al caldo e al sicuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cMi scusi, non mi sono presentato. Mi chiamo Thomas De Bellis. Sono di origini italiane. Son qui da tanto. Venga, le do qualcosa di asciutto. \u00c8 tutta inzuppata&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cGrazie davvero, Thomas.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan si accomoda in una stanzetta dove si libera completamente di tutto. Si asciuga con delle salviette bianche che Thomas le ha dato. Mette tutto vicino al termosifone e indossa un maglione di cachemire azzurro con il collo alto. Per la parte di sotto ha avuto un vecchio kilt del clan dei McCandy, nota famiglia scozzese di Ullapool.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cThomas&#8230; non so come ringraziarla. Ora sto benissimo.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSono riuscito a contattare il meccanico. Sar\u00e0 qui domattina presto. Stavo preparando la cena&#8230; penso che sia meglio mangiare qualcosa.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan ora pu\u00f2 osservare meglio Thomas. In pratica era \u00e8 un misto di tra Highlander, il Gladiatore e il protagonista di Braveheart: la faccia di Sean Connery, capelli grigi, barba appena accennata. Anche lui indossa un maglione a collo alto, il suo \u00e8 grigio. Vista la morbidezza con cui gli scende addosso, \u00e8 sicuramente di cahemire. \u201cChe figo, per\u00f2!&#8230;\u201d pensa Susan, mordendosi il labbro inferiore con gli incisivi bianchi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCosa sta preparando? C\u2019\u00e8 un profumo squisito&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cBocconcini di filetto di puledro macellato oggi, tirati con un ottimo vino bianco italiano.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan ha un mancamento. Lei, vegetariana e amante degli animali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si rende conto che, nella situazione in cui si trova, sarebbe davvero brutto rifiutare. Ma che sacrificio le toccher\u00e0 fare!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 pronto. Si sieda qui.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Thomas le passa il piatto. Le sorride.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 il piatto con cui ho vinto le ultime gare culinarie a Ullapool.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan infilza con la forchetta il primo bocconcino: una roba sublime che si squaglia in bocca. Un sapore unico. In due secondi, \u00e8 costretta a rivedere la classifica dei cibi che le piacciono di pi\u00f9. Thomas la guardava mangiare di gusto ed \u00e8 contento. Susan sta facendo anche la scarpetta nel sughetto. Una, due, tre scarpette&#8230; praticamente un calzaturificio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Thomas, ridendo: \u201cSusan&#8230; Susan!&#8230; che io due panini avevo! Ora sono rimasti solo i crackers, devo andare a prendere pure quelli?&#8230; Tenga, beva questo vino che la scalder\u00e0 in un attimo.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan ormai \u00e8 in uno stato di grazia. Guance rosse, capelli luminosi, sorriso splendido.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le chiacchiere scorrono tra i due: parlano dei rispettivi lavori, dei loro legami, delle cose che li appassionano. Come due vecchi amici, o forse di pi\u00f9. S\u00ec, di pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questi casi, il caminetto \u00e8 il pi\u00f9 grande dei ruffiani. Le fiamme si muovono come danzatrici del ventre. Il tepore scaldal\u2019ambiente, ma soprattutto il cuore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Thomas si lancia: \u201cVuoi sentirmi suonare la cornamusa?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cDavvero sai suonare la cornamusa?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCerto! Dopo che ho trascorso ore a guardare il mare, non mi restano molte altre cose da fare&#8230; quindi suono, anche discretamente. Aspetta, vado a prenderla.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan si siede sul divano di pelle davanti al caminetto e pensa che questo guasto alla macchina ha creato uno varco temporale in cui stanno saltando tutti i suoi schemi. In fondo, \u00e8 praticamente nuda, con solo del cachemire addosso, davanti a un tizio che ha conosciuto appena due ore fa, e per di pi\u00f9 ha mangiato del filetto di puledro! Se Thomas prendesse qualche iniziativa pi\u00f9&#8230; spinta&#8230; be\u2019, lei sa gi\u00e0 che non opporrebbe alcuna resistenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vediamo come va.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora Thomas si siede con la sua cornamusa in grembo e inizia a suonare. \u00c8 bravissimo. Susan, completamente rapita dai suoni dello strumento, si alza dal divano. Inizia a muoversi e a ballare in una maniera cos\u00ec sensuale che Thomas fa fatica a tenere ferma la cornamusa sul grembo. Il maglione di cachemire nasconde solo teoricamente il corpo di Susan: \u00e8 come se ballasse senza nulla addosso. Otto minuti di estasi e di ballo come non faceva da tempo. A piedi nudi sulle tavole di legno caldo del pavimento. Ricade sul divano. Thomas ripone la cornamusa. Susan lo invita a sedersi accanto a lei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSei proprio in gamba&#8230; cucini benissimo, suoni in modo sensuale&#8230; Mi \u00e8 sembrato che con la cornamusa stessi facendo l\u2019amore&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cBe\u2019, mi piace suonare, e molto&#8230;\u201d Thomas evita di dire che in effetti stava consumando un rapporto completo con l\u2019otre dello strumento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mano di Thomas, incidentalmente, sfiora quella di Susan. Nessuno dei due per\u00f2 si scosta. Anzi, ora sono con le mani nelle mani e si fissano negli occhi, come in quel gioco in cui chi ride prima perde.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A Susan sembra di conoscere Thomas da cento anni. Lo guarda da minuti interi. Inizia a conoscere ogni sua rughetta, il battito delle ciglia, ogni ciuffo dei capelli spettinati, la linea del mento, il disegno delle labbra. Per Thomas \u00e8 lo stesso. Vuole impressionare la sua pellicola con ogni dettaglio di Susan, per sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La tempesta sta per abbattersi sui due. Una tempesta ormonale tale che l\u2019uragano Katrina di New Orleans, in confronto, \u00e8 una leggera brezza marina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan toglie gli ormeggi. Si sfila il cachemire e rimane cos\u00ec davanti a lui senza dire una parola. Thomas \u00e8 completamente rapito dalla perfezione delle linee, ma soprattutto dai due punti per i quali passa una ed una sola retta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il guardiano del faro apre la braccia e accoglie Susan in un abbraccio lungo e forte. \u00c8 quello che lui veramente desiderava: un abbraccio. Stringere al petto una donna. Sentirle il cuore battere. Il sesso \u00e8 l\u2019ultimo pensiero. Ora sarebbe bello anche un bacio. Uno vero, infinito, un ponte tra due pianeti tanto lontani e tanto diversi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si addormentano cos\u00ec. Dopo qualche ora, Thomas con delicatezza riveste Susan con i suoi abiti ormai asciutti. L\u2019aria fuori \u00e8 fresca. Non piove pi\u00f9. Sta per albeggiare. La prende in braccio e la riporta nell\u2019auto senza svegliarla. Intanto \u00e8 arrivato il meccanico. Thomas si allontana verso il faro. Bisogna spegnere la lampada centrale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il meccanico bussa al finestrino e sveglia Susan, che \u00e8 spiazzata, imbabolata. Ci mette pi\u00f9 di un secondo a realizzare di trovarsi in macchina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cQualche minuto e la faccio ripartire,\u201d dice il meccanico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cMa il faro di Ullapool dove sta?,\u201d chiede Susan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cForse vuol dire dove stava&#8230; Fu abbattuto da una mareggiata eccezionale nel 1789. Era proprio l\u00ec.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cMa, io&#8230; Lei conosce per caso uno che si chiama Thomas De Bellis?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 stato l\u2019ultimo guardiano del faro. And\u00f2 via da Ullapool nel 1789, ma non si sa dove&#8230; Be\u2019, qui \u00e8 tutto a posto. Pu\u00f2 ripartire.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cMa lei non \u00e8 stato avvisato ieri sera da Thomas?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cNo, io stavo passando da qui&#8230; ho visto l\u2019auto ferma e mi sono fermato.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cOk. Arrivederci, e grazie&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan entra in auto e vede, sul sedile accanto a lei, il maglione di cachemire azzurro. Lo prende, lo annusa e sente chiaramente l\u2019odore di Thomas. Chiude gli occhi. Sorride.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Adesso la luce \u00e8 forte e c\u2019\u00e8 anche un po\u2019 di cielo azzurro. Del faro nessuna traccia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, via verso Glasgow! E stasera Susan far\u00e0 tappa in una bella macelleria equina per comprare i bocconcini di puledro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2013 Parte seconda<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Glasgow. \u00c8 passato ormai un mese da quando Susan Miller ha vissuto quella nottata magica, svanita poi nel nulla insieme al faro di Ullapool. Le \u00e8 rimasto solo un maglione di cachemire che porta sempre con s\u00e9 nella borsa. Continua a pensare a Thomas. Non riesce a liberare la mente. Non vuole liberarsene, anzi, vorrebbe proprio rivederlo, se non si trattasse di un uomo vissuto alla fine del Settecento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora ritroviamo Susan in un pub nel centro citt\u00e0. \u00c8 l\u00ec con la sua amica Beth.\u00a0 Sul tavolo hanno qualcosa da mangiare e due birre, e parlano. Parlano gi\u00e0 da un paio d\u2019ore. Osservandole da lontano, puoi vederle gesticolare, ridere, farsi serie, bere e scrivere qualcosa sui loro bloc-notes. Intanto il pub \u00e8 gremito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il volume della musica \u00e8 sufficientemente basso per parlare, ma alto quanto basta per riuscire ad ascoltare la canzone che sta andando. Dal labiale delle persone che canticchiano, si capisce \u00e8 Angie dei Rolling Stones.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan: \u201c\u00c8 stato un sogno bellissimo, Beth&#8230; per\u00f2 sfugge alla mia comprensione. Sono una biologa e, normalmente, guardo a cose concrete&#8230; ma Thomas ha fatto saltare le mie certezze.\u201d Si interrompe. Si sente osservata. Guarda la grande vetrata che d\u00e0 sulla strada. Tra gli inserti di legno rosso, sul quadrato di vetro, scorge chiaramente il volto di Thomas, per strada.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si alza e corre fuori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Beth: \u201cSusan, che c\u2019\u00e8!? Dove corri?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per strada non c\u2019\u00e8 nessuno. Eppure il volto era il suo. L\u2019avrebbe riconosciuto tra mille. Susan rientra nel pub. \u00c8 un po\u2019 agitata. Il cuore le batte forte. \u201cMi \u00e8 sembrato che fosse lui&#8230; Anzi, sono sicura che era lui.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cMa&#8230; lui, chi? Thomas!? Ma, se hai detto che \u00e8 vissuto nel 1789&#8230; come pu\u00f2 essere?&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan riprende a respirare normalmente, beve un po\u2019 d\u2019acqua. Si tranquillizza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ha avuto giusto il tempo di rasserenarsi, quando uno dei giovani che serve ai tavoli le porta un biglietto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cL\u2019ha lasciato un signore che \u00e8 andato via. Mi ha detto di darlo a lei,\u201d dice il ragazzo. Susan legge cosa c\u2019\u00e8 scritto: \u201cLanark, 24 febbraio, 22.45. Vieni al vecchio cotonificio.\u201d E poi, rivolgendosi all\u2019amica all\u2019amica: \u201cMancano due giorni al 24. Devo andare a Lanark. Conosco il vecchio cotonificio.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cMa scusa, Susan, non ne sai un cazzo di chi possa averti lasciato il biglietto&#8230; e vai in un cotonificio abbandonato alle undici di sera!? Non \u00e8 normale&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cBeth, io voglio capire. Se l\u2019autore del biglietto \u00e8 Thomas, lo devo vedere almeno un\u2019altra volta. Voglio chiedergli chi \u00e8&#8230; da dove viene&#8230; voglio sapere del faro scomparso&#8230; Insomma, ho bisogno di rivederlo.\u201d Intanto nel pub va altra musica: \u00e8 Harry Nilsson, con Without you.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le due donne prendono con calma le borse, le carte, i bloc-notes, pagano ed escono dal locale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cBeth, per Lanark sono circa trenta miglia. Neanche un\u2019ora e sono l\u00ec. Ti faccio sapere.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cAvvisami quando sei arrivata. Non fare cazzate. Se vedi che la situazione non ti convince, salta in macchina e vai via.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSono stata gi\u00e0 con Thomas. Siamo stati abbracciati e basta. Ci siamo addormentati e poi io mi sono svegliata in auto. Beth&#8230; ti ho gi\u00e0 detto che devo capire.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le amiche si stringono e si baciano. \u201cCiao.\u201d \u201cCiao.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Glasgow, 24 febbraio. Ore 21.30.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan si mette in auto. Non sa pi\u00f9 chi o cosa aspettarsi. Ha solo un biglietto. Chi trover\u00e0 a Lanark? L\u2019eccitazione \u00e8 tanta. Sta facendo una cosa che con la ragione non ha nulla a che vedere, \u00e8 solo voglia di vivere qualcosa di speciale, di magico. Ha messo il maglione di cachemire azzurro, quasi come se volesse ripetere un rituale gi\u00e0 vissuto. Chi non vorrebbe ritornare in un sogno che era stato meraviglioso? Lei, ora, ha solo un pezzo di carta, ma potrebbe essere il lasciapassare per rivivere ancora quella magia. Esclude dunque qualsiasi altra possibilit\u00e0 e va dritta verso Lanark.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infine, ci arriva. Eccola parcheggiare accanto al vecchio cotonificio. Secoli fa era quasi una citt\u00e0, sorta accanto ad un fiume dove si produceva il cotone per tutto il Regno Unito. Ora \u00e8 abbandonata, ma le abitazioni sono intatte e ricostruite negli ambienti come se ci fossero ancora gli abitanti. Di giorno \u00e8 un luogo dove portano in visita le scolaresche. Ora \u00e8 tutto buio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Solo una finestra \u00e8 illuminata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan si avvicina. Le gambe vanno da sole. Il silenzio \u00e8 totale. Ah, no&#8230; si sente un motivo in lontananza. La musica si fa, via via, sempre pi\u00f9 forte. Ora riesce a distinguere nitidamente le note di violino&#8230; \u00c8 una melodia struggente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La finestra \u00e8 socchiusa. La spinge piano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Senti dei passi alle sue spalle. \u201cSusan,\u201d dice una voce che riconosce. Lei si gira. \u00c8 Thomas.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si avvicinano. Ora sono uno di fronte all\u2019altra. Sembra essere tornati alla notte nel faro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cChi sei?\u201d dice Susan, abbracciandolo per sentire ancora una volta l\u2019odore del sogno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cThomas. Sono Thomas&#8230;\u201d e stringe forte Susan. \u201cDevo dirti un po\u2019 di cose&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cNon adesso. Aspetta&#8230; abbiamo una cosa in sospeso&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono troppo vicini. Le bocche sono troppo vicine. \u00c8 tutto troppo vicino. Ormai li divide un capello. Restano cos\u00ec per interminabili secondi. \u00c8 la forma di attesa pi\u00f9 bella, tra due amanti: sapere che il destino ormai \u00e8 compiuto, e che proprio per questo \u00e8 possibile indugiare ancora, alimentando il desiderio all\u2019infinito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora Susan e Thomas sono una cosa sola, in piedi davanti all\u2019uscio dell\u2019unica casa illuminata nel cotonificio di Lanark. Si sente solo il rumore del fiume che scorre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La consapevolezza che potrebbe essere l\u2019ultimo bacio li spinge al di sopra di ogni ragionevole stato di innamoramento. Ma anche nei polmoni degli amanti l\u2019aria finisce, ad un certo punto. Ora si guardano come se finalmente avessero incassato il giusto compenso per tutto il tempo trascorso da quella notte al faro fino a questo momento. Le mani tornano a stringersi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cEntriamo?\u201d Ora Thomas vuole parlare. Ha bisogno di raccontare cose che richiederanno una grande capacit\u00e0 di comprensione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSono qui per capire,\u201d Susan sorride. Sa di essere nel sogno e se lo vuole godere fino all\u2019ultimo attimo. Sar\u00e0 quel che sar\u00e0. E tiene stretta la mano di Thomas.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora sono dentro. La porta \u00e8 chiusa ma la luce \u00e8 ancora illuminata. Le note di Everybody\u2019s got to learn sometime si diffondono nell\u2019aria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 Parte terza<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rieccoci a Lanark, al vecchio cotonificio. Dopo un momento di rara tenerezza, Susan e Thomas sono entrati in quell\u2019unica casa illuminata dell\u2019antico villaggio. Sono ancora l\u00ec. \u00c8 il momento di parlare. Thomas ha preannunciato che dovr\u00e0 raccontarle qualcosa di importante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019aria fuori \u00e8 fresca \u00e8 c\u2019\u00e8 un intenso odore di bosco che si fonde con quello della legna, che intanto brucia nel caminetto della casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSusan, non \u00e8 facile per me spiegare. Non so neanche se riuscirai a capire&#8230;\u201d Le prende la mano tra le sue, e prosegue: \u201cVivo in una dimensione temporale diversa dalla tua. Non mi chiedere perch\u00e9, ma ci sono dentro. Riesco ad accedere al tuo mondo solo raramente e non so quante volte ancora potr\u00f2 incrociare la tua vita. La prima volta che ti ho visto avevi diciannove anni e non sono riuscito a parlarti per due minuti, solo due minuti&#8230; Poi, dopo quattro anni in cui non ho mai smesso di cercarti, ti ho rivisto. Ti ho sfiorato tra la gente, ho sentito il tuo odore&#8230; poi il varco si \u00e8 chiuso.\u201d Ora Thomas si ferma e le sorride.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cTu&#8230; mi insegui da anni? Mi cerchi sempre?&#8230;\u201d si domanda Susan, poggiando la testa sulla spalla di Thomas.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cPasso la mia vita a cercarti&#8230; Capisci qual \u00e8 stata la mia gioia quando sono riuscito a trovare il varco al faro di Ullapool? Averti tutta per me, anche se solo per qualche ora, \u00e8 stata la cosa pi\u00f9 bella che potesse capitarmi.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intanto dalla radio provengono le note di Tears in Heaven di Clapton, che avvolgono le loro parole e i loro pensieri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cMa cosa fai nella tua dimensione? Come vivi? Chi c\u2019\u00e8 con te?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cNon siamo tanti. Siamo degli errori. Io sono fermo all\u2019et\u00e0 di cinquantotto anni da troppo tempo. Ho solo una chance per uscirne: incrociarmi con te quando anche tu avrai la mia stessa et\u00e0. Avremo solo dieci ore per trovarci di nuovo. Se dovesse andare bene, potrei rimanere nel tuo spazio per sempre. E potremmo vivere insieme il resto della vita. Capito che storia?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCosa dovrei fare?&#8230;\u201d Susan ha perso il senso di orientamento, affascinata completamente dalla storia. Lei, biologa sperduta tra dimensioni temporali e spazi senza dimensioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Thomas ora \u00e8 serio: \u201cAspettarmi. Tra vent\u2019anni anche tu ne avrai cinquantotto. Proveremo a incontrarci, e riuscire cos\u00ec a poter vivere insieme. In questi vent\u2019anni io cercher\u00f2 ogni giorno, ogni settimana, ogni mese di trovare il varco per poter stare con te un\u2019ora, un giorno o quello che sar\u00e0. Lo so, \u00e8 una storia difficile&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan lo guarda. Vuole aspettarlo, lo vuole fortemente. Intanto lavorer\u00e0, far\u00e0 la sua vita cercando di non lasciarsi sfuggire i momenti in cui Thomas riuscir\u00e0 a trovare il varco per incontrarla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non ha dubbi. Un uomo innamorato da anni di lei. Un uomo che vive in un\u2019altra dimensione e che passa il tempo a cercare di stare, anche poche ore, con lei. Un uomo che desidera trascorrere la sua vita al suo fianco. Come fare a dirgli di no?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cQuanto tempo abbiamo, Thomas?&#8230; Quanto ne hai, questa volta?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cHo ancora trenta minuti, Susan. Poi devo andare. Ma era importante dirti la verit\u00e0&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cVenti anni, devo aspettarti per venti anni\u2026 Vieni qui&#8230; e dammi un bacio.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Susan sa perfettamente che la strada che sta scegliendo di percorrere le riserver\u00e0 ben pochi momenti felici, ma di un\u2019intensit\u00e0 straordinaria. Le piace pensare di essere cercata continuamente, desiderata come l\u2019aria che respiriamo. Ora chiede un bacio che non \u00e8 il solito bacio. \u00c8 un bacio che rester\u00e0 l\u2019unico, forse per anni, in attesa di un altro che potrebbe arrivare chiss\u00e0 quando.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E poi Thomas la trover\u00e0 ogni volta cambiata, con il segno degli anni sempre pi\u00f9 marcato. Ma questo a lui non interessa, per niente. L\u2019ha vista a diciannove anni, ora a trentotto. Poi&#8230; chi lo sa&#8230; L\u2019importante \u00e8 trovarsi pronti per il momento che permetter\u00e0 loro di continuare, mano nella mano, chiss\u00e0 per quanti anni insieme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I trenta minuti stanno per esaurirsi. \u00c8 l\u2019anticamera di un\u2019altra attesa. Susan, per\u00f2, non \u00e8 dispiaciuta. Ora sa molto di pi\u00f9 su Thomas. Sa, soprattutto, che \u00e8 il suo uomo. L\u2019uomo che ha sempre desiderato accanto a s\u00e9. Thomas vive nella stessa certezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un abbraccio ancora. Ecco, Thomas esce dalla porta, si gira l\u2019ultima volta. Quel sorriso cos\u00ec libero. Ora Susan si stringe nel suo maglione azzurro di cachemire e con la manica si asciuga gli occhi. \u00c8 convinta che tra vent\u2019anni lo avr\u00e0 per sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora non le resta che tornare a Glasgow. Si guarda la mano sinistra. Senza che lei se ne accorgesse, Thomas le ha messo un anello. Una specie di fede. La sfila e legge all\u2019interno: Forever young.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Entra in auto. Sul sedile, un biglietto infilato in una piccola canna di cornamusa. Lei lo apre: \u201cTi amo, Susan. Ti amo di pi\u00f9 del tempo che ci separa. A presto. Thomas.\u201d Lo stringe forte nella mano. Susan accelera e l\u2019auto parte facendo fischiare le ruote.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questo punto non resta che andare, andare&#8230; verso casa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31748\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31748\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Susan Miller \u00e8 una biologa di trentotto anni. Molto brava. Molto carina. Molto vegetariana. Molto fidanzata. Per lavoro \u00e8 ad Inverness, nella parte alta della Scozia. Uno sciopero nei trasporti le fa decidere di prendere un\u2019auto a noleggio per rientrare a Glasgow dove vive e lavora. &nbsp; Il tempo \u00e8 molto brutto. Piove e le [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31748\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31748\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":13133,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-31748","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31748"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/13133"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31748"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31748\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31991,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31748\/revisions\/31991"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31748"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31748"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31748"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}