{"id":31720,"date":"2017-05-22T12:13:36","date_gmt":"2017-05-22T11:13:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31720"},"modified":"2017-05-22T12:13:36","modified_gmt":"2017-05-22T11:13:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-la-musica-e-finita-di-antonella-proietti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31720","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;La musica \u00e8 finita&#8221; di Antonella Proietti"},"content":{"rendered":"<p>Da quell&#8217;angolo lo sguardo poteva attraversare tutta la sala.\u00a0Amedeo aveva scelto un posto da vedetta, la sua curiosit\u00e0 gli imponeva di tenere tutto sotto controllo.<br \/>\nEra una bella festa, molto intima e con sapore famigliare.<br \/>\nTenere tutto sotto controllo? Si, avrebbe voluto, ma non sempre gli riusciva.<br \/>\nInfatti ora stava festeggiando il suo divorzio.<br \/>\nOsserv\u00f2 i suoi amici e parenti con attenzione e si stup\u00ec della loro contentezza.<br \/>\nSua madre, una donna alta e robusta, il suo chignon enorme di capelli giallo paglia sembrava tenerla appesa ad un invisibile filo, tanto da darle una postura troppo rigida. Il vestito verde smeraldo con il consueto e rassicurante filo di perle le permetteva di muoversi tra gli ospiti con fare accattivante. Emergeva tra di loro, sia per la sua mole ingombrante, che per l&#8217;esagerata vivacit\u00e0. Non aveva mai smesso di ridere. Quel sorriso statico ed eccessivo era il palese segno della sua vittoria: finalmente si era tolta di mezzo una nuora difficile da digerire.<br \/>\nPoi pass\u00f2 al setaccio i suoi amici, gi\u00e0 divorziati da tempo, e scopr\u00ec che involontariamente confermavano il proverbio: mal comune mezzo gaudio. Dire che fossero invidiosi del suo matrimonio \u00e8 troppo, ma quell&#8217;insano pensiero che li accompagn\u00f2 tutti, fin dal primo momento in cui avevano conosciuto la sua dolcissima Sandra, prese la forma di un tarlo nelle loro teste: &#8220;perch\u00e9 non ha scelto me?&#8221;.<br \/>\nDivertito, osserv\u00f2 la sua compagna d&#8217;infanzia, l&#8217;amica del cuore, che non riusciva, pur sforzandosi energicamente, a celare l&#8217;abbozzo di una timida allegria. Non gli aveva mai tolto gli occhi di dosso. Forse poteva tornare a sperare? Il suo antico amore era di nuovo disponibile e, senza alcuna autorizzazione, il cuore della donna torn\u00f2 a vibrare.<br \/>\nInfine si gir\u00f2 di scatto ed afferr\u00f2 lo sguardo dell&#8217;unica donna malinconica: sua figlia. Nei suoi occhi lucidi c&#8217;erano tracce di un dolore sbiadito. Aveva assistito inerme allo spettacolo di una famiglia liquefatta, che si era sciolta lentamente come un grosso cubo di ghiaccio, al cui posto, ora, c&#8217;era una profonda pozza d&#8217;acqua in cui tutti stavano annegando.<br \/>\nAmedeo si continuava a chiedere come tutto fosse precipitato senza la sua partecipazione consenziente.<br \/>\nChe idea bizzarra quella di festeggiare un divorzio! In verit\u00e0 era stata organizzata una cena per non farlo stare solo in quel giorno maledetto, in cui, suo malgrado, aveva dovuto mettere un punto e capo nella sua vita.<\/p>\n<p>Lui non aveva nessuna voglia di andare a capo, no, voleva fermarsi l\u00ec.<br \/>\nGli ultimi anni del suo matrimonio con Sandra erano stati scialbi, piatti, senza alcuna emozione, ma allo stesso tempo rassicuranti. Tutto si svolgeva tranquillamente, ad ognuno il suo ruolo, un giorno dopo l&#8217;altro. Quel &#8220;per sempre&#8221; stava prendendo forma. Sempre e per sempre, tanti giorni insieme, uguali, identici. Nessun inciampo, nessun imprevisto, nessuna emozione. Da questa sensazione era nata la certezza di avere una vita stabile. Stabile come un enorme masso di pietra che nessuno avrebbe potuto rimuovere. Marmo freddo ed inespressivo, come solo un matrimonio pu\u00f2 diventare.<br \/>\nAmedeo avrebbe voluto scacciare dalla mente il ricordo del giorno pi\u00f9 funesto della sua esistenza, quando Sandra si present\u00f2 in cucina e con un fare troppo serio disse:<br \/>\n&#8211; Ti devo parlare.<br \/>\nIncredulo per un avvenimento insolito, Amedeo si preoccup\u00f2. Parlare, si, ma di cosa?<br \/>\n&#8211; Amedeo, fino ad oggi ti ho nascosto che avevo chiesto un trasferimento. Non era certo che la mia domanda fosse accolta. Ecco . . . ti volevo dire che . . . uhm, da luned\u00ec sar\u00f2 trasferita a Perugia.<br \/>\n&#8211; Ma, che cavolo dici? Perugia? Ma . . . perch\u00e9?<br \/>\n&#8211; Noia, semplice noia. Avevo bisogno di cambiare qualcosa.<br \/>\n&#8211; E a me, non hai pensato? Siamo sposati o no? Dov&#8217;\u00e8 la condivisione? Una decisione simile presa per cazzi tuoi?<br \/>\n&#8211; Appunto, mi chiedo anch&#8217;io, dov&#8217;\u00e8 finito il nostro matrimonio? Comunque basta, ho deciso.<br \/>\nAmedeo si sent\u00ec come di fronte ad un plotone di esecuzione, le spalle al muro, lo sguardo nel vuoto e pronto a morire. Quell&#8217;inaspettato e maledetto giorno della sua vita era giunto senza preannuncio. Lui non era pronto, ma, in verit\u00e0, di avvisi ne aveva avuti e molti.<br \/>\nAveva preferito guardare altrove, non coglierli, far finta di nulla. La sua comoda vita e l&#8217;impeccabile routine, avevano preso il posto dell&#8217;antica esistenza ormai dimenticata, volutamente cancellata dai ricordi.<br \/>\nEd ora, con quella assurda decisione, era tornata a galla la sua vecchia vita, fatta di giorni felici, di leggerezza, d&#8217;amore.<br \/>\nQuanti anni era durata? Amedeo cerc\u00f2 di fare uno sforzo per ricordarlo ma gli sembr\u00f2 un tempo remoto e ormai finito.<br \/>\nForse una decina d&#8217;anni. Si, erano sposati gi\u00e0 da dieci anni quando per l&#8217;ultima volta si svegliarono insieme facendo l&#8217;amore. Quando ancora ridevano e si divertivano a fare i matti. Dieci anni non sono pochi, ci si potrebbe accontentare. C&#8217;\u00e8 chi l&#8217;amore non lo ha mai incontrato nella propria strada. E allora cos&#8217;era successo? Era sicuro che non fosse accaduto nulla di grave. Nulla.<br \/>\nMentre i suoi occhi iniziavano ad inumidirsi di sciocche lacrime, gli venne in mente il giorno in cui si videro per la prima volta.<br \/>\nEra a casa di Andrea e si stavano preparando per gli esami quando il campanello suon\u00f2.<br \/>\n&#8211; Amedeo vai aprire tu?<br \/>\n&#8211; Ok, vado.<br \/>\nApr\u00ec la porta ed il tempo si ferm\u00f2. Apparve lei. Paralizzato dalla sua bellezza, rest\u00f2 immobile come un povero allocco. La ragazza emanava una luce che immediatamente lo rap\u00ec senza riuscire ad opporre resistenza.<br \/>\nAlta quanto lui, due occhi neri petrolio, capelli lunghissimi e corvini, il sorriso fresco e ammiccante. Profumava di camomilla e talco.<br \/>\nLei, consapevole della sua bellezza, sorrideva sorniona.<br \/>\n&#8211; Allora che vogliamo fare? Vogliamo giocare alle belle statuine?<br \/>\n&#8211; Come? Ah, no . . . scusa, dai entra.<br \/>\nSi fece da parte come un umile lacch\u00e8 ; spalancando la porta, la fece passare e a fatica si trattenne dal fare un inchino, come \u00e8 d&#8217;obbligo di fronte ad una creatura nobile.<br \/>\nCon la falcata di una gazzella, lei spar\u00ec in un attimo lungo il corridoio e il rumore dei suoi passi gli rest\u00f2 in mente come un&#8217;eco incessante per intere settimane.<br \/>\n&#8211; Amedeo, questa \u00e8 Sandra mia cugina.<br \/>\n&#8211; Amedeo, piacere.<br \/>\nMai aveva provato un tale imbarazzo, n\u00e9 si era sentito cos\u00ec goffo e stupido come in quel giorno indimenticabile. Sandra si tratteneva a forza per non sbottare a ridere, ed era divertita da quell&#8217;uomo che le aveva sbattuto in faccia il potere della sua femminilit\u00e0.<br \/>\nDa quel giorno Amedeo non fece che pensare a lei. Immerso nel sogno proibito di riuscire a baciarla, in preda all&#8217;irrefrenabile desiderio di starle accanto ogni istante, forse per ricomporre quella met\u00e0 mancante di cui non conosceva l&#8217;esistenza. Ci manc\u00f2 poco che non fosse bocciato agli esami perch\u00e9 non riusc\u00ec pi\u00f9 a studiare per almeno dieci minuti consecutivi. Aveva un&#8217;unica immagine in mente: lei, soltanto lei.<br \/>\nSeguirono giorni di goffi tentativi di corteggio, in cui lei, dominante ed altezzosa seduttrice, si divertiva a tenere a bada il povero ragazzo.<br \/>\nSandra non voleva ammetterlo ma Amedeo le piaceva. Era attratta sia dalla bellezza che dalla comicit\u00e0. Aveva sempre desiderato incontrare un uomo che la facesse ridere.<br \/>\nLui era un gran bel ragazzo. Capelli gialli come una spiga di grano, occhi verdi come il muschio ed un fisico da olimpionico greco. Il suo sguardo sorridente l&#8217;aveva presa in ostaggio fin dal momento in cui la porta si apr\u00ec.<br \/>\nCome tutte le storie d&#8217;amore del mondo inizi\u00f2 con un bacio. Il pi\u00f9 soave e magico bacio dell&#8217;universo. Il sigillo tra due bocche unite da un estatico fremito.<br \/>\nIn quel bacio si estinse ogni elemento intorno a loro, non c&#8217;era pi\u00f9 spazio e tempo, terra e cielo, acqua o fuoco. Una fusione di anime e corpi che mise in ridicolo ogni legge fisica o chimica. Un solo e divino bacio riusc\u00ec ad annullare tutte le inutili parole esistenti al mondo.<br \/>\nDopo, una cascata di baci rotol\u00f2 nelle loro vite come una valanga inarrestabile, travolgendo ogni barriera ed ostacolo al loro amore.<br \/>\nTrascorsi gli anni dell&#8217;universit\u00e0 si ritrovarono di fronte al Sindaco del paese, per pronunciare il loro &#8220;si&#8221; con determinazione.<br \/>\nNon sprecarono un attimo della loro felicit\u00e0, intrisi di quella immunit\u00e0 al dolore che solo l&#8217;amore pu\u00f2 iniettarti.<br \/>\nUn giorno dopo l&#8217;altro senza preoccuparsi del domani, convinti che quella fosse l&#8217;eternit\u00e0, e no, non sarebbe accaduto a loro, come a tutti gli altri, che l&#8217;incantesimo svanisse.<br \/>\nEd ora, lui era l\u00ec, in quel punto della sua vita, in quell&#8217;angolo della sala ad osservare l&#8217;orizzonte. Un panorama deserto, un&#8217;assenza insostituibile, una vita sgretolata, senza pi\u00f9 uno scheletro che la tenesse in piedi.<br \/>\nEra accaduto anche a loro, senza un preavviso. Avevano dovuto restituire tutto, per non aver saputo amministrare la loro ricchezza.<br \/>\nAmedeo senti il calore di un respiro alle sue spalle, si gir\u00f2 di scatto e trov\u00f2 la sua amica immobile dietro di lui. Lei lo guard\u00f2 intensamente calandosi nella profondit\u00e0 della sua malinconia, poi chiese: &#8211; Balliamo?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31720\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31720\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quell&#8217;angolo lo sguardo poteva attraversare tutta la sala.\u00a0Amedeo aveva scelto un posto da vedetta, la sua curiosit\u00e0 gli imponeva di tenere tutto sotto controllo. 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