{"id":31717,"date":"2017-05-24T11:07:54","date_gmt":"2017-05-24T10:07:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31717"},"modified":"2017-05-24T11:07:54","modified_gmt":"2017-05-24T10:07:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-quasi-senza-parole-di-marina-della-bella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31717","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Quasi senza parole&#8221; di Marina Della Bella)"},"content":{"rendered":"<p><!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Era vissuto sempre nella capitale, in un grande casa lungo un viale alberato del centro. Vi crescevano tigli, pioppi e platani, alcuni dentro aiole rotonde disegnate da pietre irregolari e altri in rettangoli di terra calati direttamente nel selciato. L\u00ec la terra era grigia, non come quella dei campi che dopo il disgelo si accendeva di una sfumatura calda, quasi rossa durante l&#8217;estate. In citt\u00e0 nemmeno l&#8217;estate correggeva il grigio, confuso tra macchie di verde distese ordinatamente ai piedi degli alberi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La sua famiglia si era distribuita a ondate successive prima nei paesi confinanti e poi sempre pi\u00f9 lontano, rispondendo alle persecuzioni con un piano di fuga proporzionato e preciso. C&#8217;erano piccole colonie di profughi sparse per il mondo, pronte ad accogliere altri fratelli in nome di una religione atavica e superiore che mescolava ori di famiglia e giustizia divina.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lui era rimasto, il loro dio non l&#8217;aveva nemmeno sfiorato e il sangue che gli scorreva dentro era quello di chi nasce e muore senza un&#8217;origine. La sua mente leggeva l&#8217;universo come un accidente perfetto in continua dissoluzione e ricomposizione, sempre in pareggio. A volte sperava in uno scarto che portasse novit\u00e0, in pi\u00f9 o in meno: una rigenerazione completa delle specie o una fine totale, risolutiva. S&#8217;interrogava sui limiti della materia e dei sentimenti, della quiete e del moto, dell&#8217;identit\u00e0 e dei cambiamenti. Credeva da sempre nella complessit\u00e0, che attraversava tutto, i formicai luminosi delle stelle come ogni minimo tentativo d&#8217;amore. L&#8217;infinito, nelle cose e negli uomini, per lui era solo un&#8217;apparenza.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo lo separ\u00f2 dalla sua famiglia, e da una famiglia pi\u00f9 grande di esistenze elette, unite in nome di un nome supremo, che pareva un lamento e insieme un grido di vendetta. Sua madre lo rimproverava, dicendo che il tarlo della scienza lo aveva reso sordo persino alla voce di dio. Lui le rispondeva sorridendo, rinunciando a spiegare.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La vita che aveva gli dava pi\u00f9 di quanto servisse, e non c&#8217;era altro da capire. Era un uomo libero, di una libert\u00e0 ignorante e dignitosa, sensibile alla musica, alla poesia e anche alla scienza, specie quando si legavano tra loro come polveri alchemiche.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non soffr\u00ec del primo ostracismo, che valse per chi si allontan\u00f2 ma non per lui, che rimase da solo nella casa dove era nato per continuit\u00e0 naturale. Non soffr\u00ec nemmeno del secondo, lanciato contro chi, come lui, si era rifiutato di entrare nella casta dei governativi. Anche questa fu una scelta spontanea, quasi fisica, un respiro profondo che gli liber\u00f2 i polmoni e poi la testa. Per forza, pens\u00f2, il suo era sangue di chi nasce e muore senza un&#8217;origine, di chi vuole il bene degli altri subito e non chiss\u00e0 quando.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Pag\u00f2 la fuga dei suoi familiari e anche la sua serena incomunicabilit\u00e0. Lo accusarono di essere ebreo e comunista, ma lui non si sentiva ebreo. E se anche si comportava come un comunista non diceva di esserlo, un po&#8217; per pudore, un po&#8217; perch\u00e9 credeva solo nella complessit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per gli stessi motivi non si definiva scrittore. Del resto, scriveva per pura necessit\u00e0 fisica, per urgenza di trasformare materia. Quello che il suo corpo assorbiva cercava una via d&#8217;uscita altrettanto vitale, un&#8217;energia concreta che produceva parole, allusive a volte, a volte pi\u00f9 esplicite. E la realt\u00e0 vi era tutta intera, diretta e riconoscibile.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Niente gli fece paura, nemmeno le notizie di prigioni, di torture e di morte riferite sempre pi\u00f9 spesso da chi gli era vicino e sperava che fuggisse. La sua serena incomunicabilit\u00e0 lo fece continuare a vivere esattamente come prima.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Passeggiando sotto gli alberi del viale con la calma di chi ha tempo, osservava la vita distribuirsi in variazioni sempre nuove, di foglie e di voli. Alcuni uccelli c&#8217;erano da anni, li riconosceva dal canto, altri andavano e venivano. Somigliavano agli uomini, che percorrevano il viale per abitudine o per caso. Quando i rumori coprivano la citt\u00e0 e anche il respiro degli alberi, lui si ritirava in casa.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nelle prime ore del mattino, quando soltanto gli uccelli tornavano a muoversi nel silenzio, apriva le finestre che si affacciavano sul viale. In quei momenti l&#8217;aria fresca sul viso e l&#8217;oscillazione lenta dei rami gli ricordavano l&#8217;importanza di essere l\u00ec, in quel frammento di terra, fermo e sicuro nonostante tutto.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quando lo misero sotto controllo stava scrivendo un racconto. Pass\u00f2 mesi di prigionia inconsapevole, di giornate uguali trascorse tra il viale e la casa, tra le finestre e la sua scrivania. Non voleva sapere, non gli interessava cosa facessero lungo le scale o dentro il portone, all&#8217;angolo tra il viale e la piazza, sulle panchine attorno. Se qualcuno gli riferiva che c&#8217;erano, lui rispondeva di non badare alle apparenze, perch\u00e9 niente avrebbe tolto respiro agli alberi e movimento agli uccelli.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un po&#8217; prima dell&#8217;alba sfondarono la porta. Le finestre sul viale, ancora chiuse, nascosero ogni rumore. Lo trascinarono fuori a dispetto dell&#8217;abitudine, mai era uscito di casa cos\u00ec presto. Vide muoversi appena qualche ramo ma non sent\u00ec nulla, nemmeno l&#8217;aria fresca sul viso.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La complessit\u00e0 a cui credeva, pi\u00f9 grande e nobile di quel che stava accadendo, si mescol\u00f2 a un&#8217;incredulit\u00e0 contingente, e a una risposta fisica tutta sua, fatta di occhi stupiti che si perdevano oltre, di un corpo rimasto a casa. E di un silenzio irreale, che copr\u00ec tutti gli interrogatori. Lui non c&#8217;era, dunque non poteva rispondere.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In quel periodo molti furono mandati in isolamento o ai lavori pesanti. Ai pi\u00f9 fortunati tocc\u00f2 il confino in villaggi di sassi e polvere, dove i pochi abitanti guardavano in basso e serravano il dialetto tra i denti per non farsi capire. Per lui scelsero un&#8217;isola: un privilegio non richiesto, un&#8217;umiliazione esclusiva. Gliene descrissero la bellezza e l&#8217;ospitalit\u00e0 con la cura di un&#8217;offerta turistica, intanto si scambiavano occhiate d&#8217;intesa e mezzi sorrisi d&#8217;ironia.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel riservargli quel trattamento distillarono la ferocia fino allo stato essenziale d&#8217;intenzione. Sospesa sulla sua persona fin dal primo momento, si alimentava di infinite possibilit\u00e0, di un potere illimitato tutto nelle loro mani. Mai, per\u00f2, sent\u00ec addosso quelle mani e quegli uomini, che per lui erano solo apparenze, immagini sghembe, come brevi allucinazioni. Si dissolvevano tutte prima di scendergli nella coscienza, le vedeva e insieme le perdeva nel giro di pochi istanti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La barca su cui lo caricarono si allontan\u00f2 dalla costa navigando diritta poi, con uno scatto improvviso, comp\u00ec un breve spostamento a sinistra e cos\u00ec si mantenne, puntando verso un angolo di mare sempre pi\u00f9 ampio. L&#8217;isola non si vedeva, c&#8217;erano soltanto onde da tagliare per allontanarsi sempre di pi\u00f9. All&#8217;improvviso apparvero alcune schegge di scoglio, come di un meteorite enorme scoppiato in cielo e precipitato a pezzi in un mare poco profondo. Il pezzo pi\u00f9 grande, l&#8217;unico abitato, era l&#8217;isola. Il resto giaceva sull&#8217;acqua abbandonato, immobile. Dissero che gli scogli avevano punte taglienti come lame, nascoste, se qualche barca vi girava attorno non doveva avvicinarsi troppo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quando fu a terra ebbe un vuoto pi\u00f9 forte di quello che aveva provato in mare. Gli sarebbe rimasto, era lo spazio di ci\u00f2 che mancava. Con loro nemmeno una parola, li vide prendere la rotta del ritorno e poi sparire dietro un muro d&#8217;acqua. Credette di non averli mai conosciuti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Passava le sue giornate a guardare dall&#8217;isola nel mare, sopra e intorno. L&#8217;acqua si distendeva e si assottigliava fino a sparire nel punto in cui la terra la toccava. Diventava spiaggia dove l&#8217;onda non arrivava, consumata prima da infinite frantumazioni, da slanci e riassorbimenti. Nella corona tra la terra e una profondit\u00e0 improvvisa si fondevano trasparenze e sfumature di colore: sotto, una sabbia sottile si muoveva solo nel primo strato. Dalla superficie tutto era visibile, l&#8217;acqua e il fondo, con granelli di sabbia che rotolavano con lentezza. Si posavano e poi si spostavano in direzione costante, sospinti da una corrente appena accennata.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Di giorno osservava il mare, di sera si addormentava con gli occhi verso una terra che non vedeva. Gli abitanti lo chiamavano l&#8217;uomo che guarda, e quando lui guardava non si avvicinavano. Soltanto nelle pause, tra un punto d&#8217;osservazione e l&#8217;altro, gli rivolgevano qualche parola. Lui ricambiava appena, assorto in chiss\u00e0 quali pensieri.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non scrisse pi\u00f9, si convinse di non averlo mai fatto. Si convinse anche di essere stato sempre l\u00ec, in quell&#8217;isola impossibile, quasi senza parole.<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31717\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31717\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era vissuto sempre nella capitale, in un grande casa lungo un viale alberato del centro. 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