{"id":31712,"date":"2017-05-23T22:41:49","date_gmt":"2017-05-23T21:41:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31712"},"modified":"2017-05-23T22:41:49","modified_gmt":"2017-05-23T21:41:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-le-simpatiche-avventure-ospedaliere-di-angelo-della-morte-di-vincenzo-letizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31712","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Le simpatiche avventure ospedaliere di Angelo Della Morte&#8221; di Vincenzo Letizia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Non avevo idea di come potesse essere la visita alle corde vocali e tanto meno che esistesse una visita alle<br \/>\ncorde vocali. Fino a quel momento c\u2019erano stati esami del sangue, radiografie e la prova di sforzo su una<br \/>\nspecie di cyclette in compagnia di una dottoressa dai capelli corti e dalle tette enormi che cercava di<br \/>\nincitarmi a fare enormi respiri, questa poi ve la racconto un\u2019altra volta. No, quella volta dovevo operarmi ai<br \/>\npolmoni, in una clinica a Napoli, e fu durante il secondoo terzo giorno di ricovero che un infermiere, un tipo<br \/>\ngiovane con un ciuffo gelatinato e un enorme brillante all\u2019orecchio sinistro, entr\u00f2 in stanza dicendo:<br \/>\n-Angelo\u2026Della\u2026Della Marte?<br \/>\n-Della Morte! Mi chiamo Angelo Della Morte \u2013 dissi.<br \/>\n&#8211; Ah, questo mi dispiace \u2013 e notai che la sua mano aleggiava timida attorno al basso ventre per palparsi,<br \/>\ncercando di eseguire il famoso gesto scaramantico, ma non lo fece forse perch\u00e9 lo fissavo troppo e si<br \/>\nsentiva a disagio.<br \/>\n&#8211; Vieni, ti accompagno per la visita alle corde vocali!\u2013 concluse.<br \/>\nInsieme lasciammo il reparto, io indossavo un pigiama blu scuro a quadri. Ho sempre odiato indossare il<br \/>\npigiama in ospedale. I primi giorni che scendevo dopo pranzo a prendermi il caff\u00e8 al bar con l\u2019intento di<br \/>\ndistrarmi, lo toglievo e subito mi infilavo una felpa e dei jeans che avevo sempre pronti nell\u2019armadietto in<br \/>\nstanza. Puntualmente al mio ritorno l\u2019infermiere di turno mi dava addosso per essermelo tolto.<br \/>\n-Deve avere sempre il pigiama addosso &#8211; diceva.<br \/>\nTornando a noi, eravamo davanti l\u2019ascensore, l\u2019infermiere premette il tasto e nel frattempo volse uno<br \/>\nsguardo alla mia cartella<br \/>\n&#8211; Ti devi operare ai polmoni? &#8211; fece lui.<br \/>\n&#8211; SI- risposi io.<br \/>\n-E bravo \u2013 replic\u00f2 lui.<br \/>\nMeglio che non descrivo la mia smorfia. L\u2019ascensore ci metteva pi\u00f9 del previsto e noi eravamo li a guardarci<br \/>\nintorno.<br \/>\n\u2013 Ma quanto ci vuole? &#8211; disse l\u2019infermiere, insistendo nel premere il tasto fino a quando non si accorse che<br \/>\nlampeggiava ed esclam\u00f2:<br \/>\n&#8211; No! Si \u00e8 bloccato un\u2019altra volta, guagli\u00f2 ci tocca salire per le scale &#8211;<br \/>\n&#8211; Pure. Quanti piani sono? \u2013 dissi.<br \/>\n&#8211; Solo tre &#8211;<br \/>\n-Bene! &#8211; esclamai.<br \/>\nGiunti con affanno davanti la stanza del medico, l\u2019infermiere diede due colpi alla porta, qualche secondo e<br \/>\nmi fece entrare. Ricordo che il medico avevo un viso paffuto, occhiali piccoli e tondi e se la rideva tra una<br \/>\nchiacchiera e l\u2019altra con un tizio senza camice, forse un collega fuori orario. Prese la mia cartella clinica e<br \/>\ninizi\u00f2 a leggerla. Io, in piedi scrutavo la stanza. Era molto piccola con le pareti di un verde chiaro che<br \/>\ndavano un senso di consumato.<br \/>\n-Allora Angelo Della\u2026.Della Morte? Ma \u00e8 il tuo nome d\u2019arte? \u2013 disse il medico ridendo e scambiandosi uno<br \/>\nsguardo con l\u2019altro tizio che continuava a ridere sotto i baffi.<br \/>\n&#8211; Non proprio \u2013 risposi.<br \/>\n-Va be, vediamo un po\u2019 queste corde vocali \u2013 continu\u00f2.<br \/>\nCos\u00ec mi fece sedere su di una sedia e lui fece lo stesso piazzandosi giusto di fronte a me. Tra le mani aveva<br \/>\nun tubicino lungo poco meno di mezzo metro. Allora cosa feci secondo voi? La prima cosa che mi pass\u00f2 per<br \/>\nla testa, spalancai la bocca. Non avevo proprio capito niente.<br \/>\n\u2013 Che fai? No, chiudi la bocca, stai fermo cosi ci vorr\u00e0 poco \u2013 disse il medico.<br \/>\nEd ecco che mi infil\u00f2 il tubicino su per il naso anche con una certa irruenza devo dire che mai avrei creduto<br \/>\nsarebbe entrato tutto intero. Il fastidio era incredibile come il forte prurito che d\u2019improvviso ti colpisce al<br \/>\npiede mentre passeggi per strada, e ti viene voglia di toglierti la scarpa ma non puoi. Immaginate un<br \/>\nfastidio del genere nella parte interna del naso, che non potresti mai grattarti. La mia testa ondeggiava<br \/>\nogni volta che il medico si fermava per scrutareda uno schermo poggiato sulla scrivania, l\u2019interno del mio<br \/>\ncondotto respiratorio. Si perch\u00e9 all\u2019estremit\u00e0 del tubicino c\u2019era piazzata una minuscola telecamera, tipo<br \/>\nesplorando il corpo umano. Il problema per\u00f2sorse quando, ad un certo punto dissi, con una voce mai cos\u00ec<br \/>\nnasale:<br \/>\n&#8211; Devo starnutire &#8211;<br \/>\n-Trattieni, trattieni &#8211; rispose il medico &#8211; Abbiamo finito.<br \/>\nAvevamo finito davvero, ma non appena il tubicino mi fuoriusc\u00ec dal naso, lasciai partire uno di quei starnuti<br \/>\ncolmi di violenza, tipo quelli che fanno finta di uscire una volta, due volte e la terza \u00e8 tutto il corpo che<br \/>\nspara fuori a mo\u2019 di idrante qualsiasi forma di liquido corporeo. Spruzzai tanto di quel muco da innaffiare<br \/>\nsia il medico che il tizio con cui se la rideva poco prima, appoggiato all\u2019altra estremit\u00e0 della stanza. Con le<br \/>\nmani a contenere il moccio che colava, chiesi gentilmente un fazzoletto e dopo essermi fatto una bella<br \/>\nsoffiata, salutai il medico e l\u2019altro tizio, la quale sembrava gli fosse passata la voglia di ridere, e usci dalla<br \/>\nstanza. L\u2019infermiere, che stava aspettando in corridoio, mi diede la cartella clinica consigliandomi di tornare<br \/>\nin reparto. Percorsi il corridoio per raggiungere le scale e vidi l\u2019ascensore aprirsi di scatto e dal suo interno<br \/>\nuscire un uomo ed una donna. Approfittai del momento, entrai e nell\u2019attimo in cui stavo per scegliere il<br \/>\npiano da premere sentii una voce rauca che mi urlava:<br \/>\n-Giovanotto &#8211;<br \/>\nDal fondo del corridoio un vecchietto non molto alto, incurvato, con un riporto di capelli estremamente<br \/>\nbianchi, mi segnalava di aspettarlo agitando il bastone. Spinsi il tasto per bloccare le porte ed aspettai il<br \/>\nvecchietto che, con tutta calma, entr\u00f2 dicendomi:<br \/>\n-Grazie giovanotto \u2013<br \/>\n-Prego- replicai e spinsi il tasto per il primo piano. Dopo qualche secondo, l\u2019ascensore si blocc\u00f2, ma non fu<br \/>\nquello il problema o meglio non il principale problema. Sar\u00e0 stata la paura o qualcos\u2019altro, ad un certo<br \/>\npunto, nel pi\u00f9 religioso silenzio, il caro vecchietto sprigion\u00f2 un bel peto, di quelli potenti, potentissimi,<br \/>\ntanto che in pochi secondi infest\u00f2 l\u2019ascensore, tipo camera a gas. Appena iniziai a sentire la puzza, gli<br \/>\nlanciai immediatamente un\u2019occhiata accusatoria. Lui si accorse di essere stato scoperto e con fiera<br \/>\nnaturalezza, disse \u2013 Colite-.<br \/>\nIl tanfo divent\u00f2 sempre pi\u00f9 intenso, tanto da sostituire a poco a poco l\u2019aria respirabile. Lo sguardo<br \/>\nincominci\u00f2 ad appannarsi. Osservavo il vecchio che restava fermo con il sorriso ancora stampato, come se<br \/>\nfosse abituato a tale sofferenza. Intanto le gambe iniziarono a cedere, la testa si appesant\u00ec. Lui continuava a<br \/>\nsorridere. Io stavo per crollare, stavo per svenire. Ancora un po\u2019 e sarebbe stata la fine. Poi l\u2019ascensore si<br \/>\nmosse e le porte si aprirono. Dio grazie. Ricordo che uscii fuori sbattendo per aria le poche persone che mi<br \/>\nstavano davanti e corsi via per l\u2019immenso desiderio di respirare aria pulita.<br \/>\nQuando i miei sensi iniziarono a riprendersi, mi accorsi di essere casualmente finito nella sala di aspetto del<br \/>\nreparto di neurologia. Dalla finestra della sala, si scorgeva l\u2019intero giardino della clinica e una piccola fetta di<br \/>\nNapoli.Senza alcun motivo preciso, nella mia mente, iniziarono a spuntare una serie di riflessioni e paure.<br \/>\nIncominciai a riflettere su ci\u00f2 che mi aspettava di arduonei giorni futuri, come una valanga che sai dovr\u00e0<br \/>\ncadere prima o poi. Pensai all\u2019operazione, alla convalescenza prima in ospedale poi a casa, al dolore fisico<br \/>\nmischiato alla tristezza dei momenti in cui ti chiedi, perch\u00e9 \u00e8 successo a me. Al tempo. Al tempo perso nel<br \/>\nritornare a fare i controlli di routine ogni settimana. Per non parlare del farmaco che gi\u00e0 sapevoavrei<br \/>\ndovuto assumere e che sicuramente mi avrebbe causato effetti collaterali di svariato tipo. E in fine, ma non<br \/>\nmeno importante, la morte. La famosa presenza eterna a cui non dai importanza finch\u00e9 non ti capita un<br \/>\nbrutto incidente, o ti muore una persona cara o, come nel mio caso, ti diagnosticano un tumore maligno. E<br \/>\nallora inizi a sognartela, a sentirla dietro di te che ti segue e quando sei in totale solitudine, hai la<br \/>\nsensazione che ti stia sussurrando qualche porcata da fare insieme. Lo sconforto mi aveva catturato, legato<br \/>\nmani e piedi, e mi stava prendendo a calci nei testicoli. Poi, la mia attenzione venne rapita da unrumore<br \/>\nstridente di una ruota che girava. Mi voltai e vidi un infermiere alto, brizzolato con le guance scavate che<br \/>\nspingeva una sedia a rotelle. Seduta c\u2019era una bambina, avr\u00e0 avuto non pi\u00f9 di cinque o sei anni. Tra le mani<br \/>\nagitava un orsacchiotto a macchie bianche e nere e sorrideva mentre lo faceva. Sorrideva, nonostante<br \/>\navesse la testa completamente rasata per via di una cicatrice che le divideva il capo esattamente in due<br \/>\nparti. L\u2019infermiere la spinse fino alle porte dell\u2019ascensore. Quell\u2019immagine, con la stessa velocit\u00e0 in cui<br \/>\ncomparve, cambi\u00f2 profondamente ogni mio timore. A cosa pensai? Ecco un\u2019altra lezione di vita da malato<br \/>\nufficiale qualeero: la sofferenza ha diverse forme per ognuno di noi. Quando pensi di vivere il momento pi\u00f9<br \/>\noscuro della tua vita, maledicendo Dio, il destino o qualunque entit\u00e0 superiore per quello che ti sta<br \/>\naccadendo, non dimenticarti mai che c\u2019\u00e8 qualcun altro, magari non troppo distante, che a differenza tua,<br \/>\nnell\u2019oscurit\u00e0 trova la forza di sorridere.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31712\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31712\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non avevo idea di come potesse essere la visita alle corde vocali e tanto meno che esistesse una visita alle corde vocali. 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