{"id":31673,"date":"2017-05-22T18:15:55","date_gmt":"2017-05-22T17:15:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31673"},"modified":"2017-05-22T18:15:55","modified_gmt":"2017-05-22T17:15:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-un-gran-giorno-per-morire-di-fabio-sommella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31673","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Un gran giorno per morire&#8221; di Fabio Sommella"},"content":{"rendered":"<p>Sono perseguitato dagli errori! Non so se si pu\u00f2 parlare di una forma di \u201cdislessia fisio-anatomica\u201d (probabilmente si), ma gli errori minacciano la mia incolumit\u00e0 fisica e, conseguentemente, psicologica ormai di continuo, quotidianamente.<\/p>\n<p>Stamane, e per fortuna non erano presenti i miei famigliari, me ne sono capitate delle belle!<\/p>\n<p>Salgo sul treno, affollato come sovente accade, e procedendo lentamente tra i pendolari assiepati alle porte, scendo i due gradini dello scompartimento inferiore. Scorgo un posto libero di fianco al finestrino e chiedo permesso. Porgo la dovuta attenzione al consueto gradino \u201cdi risalita\u201d (i dislivelli sono fonte di guai!), che ho imparato esser presente in queste vetture, cercando di ovviare all\u2019effetto del riverbero che mi offusca la vista; ma, naturalmente, trascuro il soffitto basso e l\u2019infisso in alto del portabagagli superiore a cui, inavvertitamente, urto la testa!<\/p>\n<p>Avverto tuttavia la botta! Poco male, mi dico: imprecando garbatamente mi siedo al posto a cui gli altri tre passeggeri nel frattempo mi han fatto gentilmente accedere, con la giovane donna che forse commenta tra s\u00e9 e s\u00e9 la scena (ma sta parlando con l\u2019auricolare al telefono, pertanto forse la medesima non \u00e8 risultata tanto ridicola, chiss\u00e0!).<\/p>\n<p>Giunto a destinazione, mi approssimo all\u2019uscita, ancora assiepato tra la folla che scende. Percorro il marciapiede e penso sia meglio, nel frattempo, estrarre il tesserino della navetta, che ci aspetta poco distante. Naturalmente il riverbero del sole mi impedisce di scorgere la persona in giacca e cravatta che, \u201ccontrocorrente\u201d, mi viene incontro; ci urtiamo leggermente e, automaticamente, mormoro un \u201cMi scusi!\u201d, perch\u00e9 in effetti poteva scusarsi pure lui, visto che, sicuramente, ci vede meglio di me; ma che ne sa e che ne so io?<\/p>\n<p>Poco male anche questo. Cos\u00ec riprendo il cammino: scendo con accortezza le scale e prendo a percorrere i trecento metri che ci separano dal bus aziendale; ma il percorso, si sa, \u00e8 per gente dalla vista aguzza. Terreno accidentato, di qua e di l\u00e0 \u00e8 privo di un marciapiede, transitato da auto, riserva \u201cspuntoni\u201d vari, sollevamenti imprevisti del suolo. Cos\u00ec, neanche a farlo apposta, inciampo proprio in uno di questi, con la punta del piede sinistro.<\/p>\n<p>Impreco nuovamente, voltandomi indietro e osservando, ora controluce, l\u2019autore del misfatto: sporge come un piccolo cocuzzolo dall\u2019asfalto, una mini-collinetta traditrice che tende inganni e cattive sorprese a pedoni come me, cos\u00ec incauti. Chiss\u00e0 se qualcuno ha osservato: chiss\u00e0 il ridicolo o la pena: \u201cChe scemo, quello!\u201d, \u201cPoveraccio!\u201d, \u201cMa come \u00e8 distratto!\u201d \u2026 Eh: te la darei io la distrazione, con questi occhi, e non posso nemmeno augurarti di trovarti nella medesima situazione.<\/p>\n<p>Senza eccedere nel passo, giungo alla navetta in sosta poco lontano: intanto mi ero detto che non devo correre per\u00f2, aggiungo sorridendomi, come si fa a non correre essendo comunque pressato da un mondo che ti chiede di spostarti continuamente mentre sai che, col tuo pensiero, sposteresti volentieri il mondo pur rimanendo fermo?<\/p>\n<p>Salgo infine sulla navetta: mostro il badge aziendale al conducente. \u00c8 affollata anch\u2019essa (\u00e8 quella delle nove e poco pi\u00f9) e dopo tre-quattro file di posti decido di infilarmi nel posto libero alla mia destra, sedile di centro, essendo gi\u00e0 occupato da un collega quello di fianco al finestrino. Mi sto sedendo ma, evidentemente, l\u2019intervallo temporale tra me e il collega che mi segue \u00e8 davvero minimo: infatti non ho ancora messo completamente le \u201cgambe dentro\u201d che questi, senza neanche accennare a un rallentamento,\u00a0 mi urta malamente. Si sa: ormai si entra nei posti degli autobus come su una catena di montaggio, come i meccanismi di una cremagliera, come la catena polipeptidica sui ribosomi citoplasmatici: rallentare, o addirittura fermarsi, badando a chi ti precede \u00e8 un optional desueto e impraticabile.<\/p>\n<p>Ti chiedi, in una frazione di secondo, di chi sia la responsabilit\u00e0; poco male: ti scusi col collega che sorride e si scusa a sua volta, asserendo che la colpa \u00e8 sua. Colpa sua, colpa mia, quale distinguo superfluo e inutile. Certo: la fretta \u00e8 cattiva consigliera, cos\u00ec come lo sono la riduzione della vista e i pi\u00f9 ampi problemi agli occhi, l\u2019angoscia del vivere, l\u2019ignorare i deficit altrui, il non valorizzare\u00a0 le altrui qualit\u00e0, il vivere in un mondo che indica come unico valore, fino a persuadere la moltitudine, il guadagno economico, un mondo che ritiene l\u2019unica forma di economia possibile quella finanziaria e monetaria, economia a cui tu non credi pi\u00f9 e forse non hai mai creduto davvero, neanche a vent\u2019anni!<\/p>\n<p>Ma \u2026 amen: scendi dalla navetta attraversando i viali interni del comprensorio: oggi \u00e8 un altro giorno e seppure, mentre prendi l\u2019ascensore e chiedi \u201cChe piano?\u201d, parli a nessuno (visto che la persona che aspettava con te non \u00e8 salita e a te invece sembrava di si), fuori hai avvertito il sole estivo, l\u2019aria calda, il cielo azzurro e ti senti come il nonno indiano di Jack Crabb, il <em>Mulattiere<\/em>, che dice a s\u00e9 stesso: \u201cOggi \u00e8 un gran giorno per morire!\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31673\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31673\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono perseguitato dagli errori! 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