{"id":31671,"date":"2017-05-22T17:40:27","date_gmt":"2017-05-22T16:40:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31671"},"modified":"2017-05-22T17:40:27","modified_gmt":"2017-05-22T16:40:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-la-gelosia-di-re-giorgio-di-giada-guassardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31671","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;La gelosia di re Giorgio&#8221; di Giada Guassardo"},"content":{"rendered":"<p>\u201cA niuna persona fa ingiuria chi onestamente usa la sua ragione.\u201d (G. B.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2013 Mi senti, Giorgio? Sono nel traffico. Dammi mezz\u2019ora. Grazie. Scusa.<\/p>\n<p>E ti pareva, sbuff\u00f2 Giorgio. Va sempre a finire cos\u00ec!&#8230;Poi per\u00f2 ricord\u00f2 che quella sera almeno uno dei due doveva avere pazienza, e cerc\u00f2 di dominarsi.<\/p>\n<p>Fuori l\u2019aria si era fatta tiepida, ma Giorgio si sentiva sempre pi\u00f9 infreddolire sin dentro le ossa. A breve piover\u00e0, pens\u00f2. Il marciapiede lastricato luccicava di umidit\u00e0 e specchiava l\u2019insegna di un piccolo locale all\u2019angolo della piazza. Giorgio alz\u00f2 gli occhi, indugi\u00f2 qualche minuto a contemplare la porta d\u2019ingresso, poi entr\u00f2.<\/p>\n<p>L\u2019<em>Old Bill<\/em> richiamava sia nel nome sia nell\u2019aspetto il tipico pub inglese. Nelle pareti rivestite di una spessa stoffa cremisi si era sedimentato un fitto odore di pesce affumicato, misto all\u2019aroma acidulo delle <em>pale ale<\/em>. La poca luce, quella cio\u00e8 che non finiva anch\u2019essa assorbita nei muri, stagnava intorno a lampadine a gas troppo basse. Affinando lo sguardo, Giorgio not\u00f2 un altro cliente calato nel monumentale schienale di una poltrona, con un libro, risparmiato al buio totale da una tremula fiamma di candela.<\/p>\n<p>Si appoggi\u00f2 a uno sgabello davanti al bancone; ordin\u00f2 un whisky, giusto per entrare nell\u2019atmosfera. Al che il barista, un giovane dal viso paffuto e baffuto, gli sottopose un\u2019ampia scelta del prodotto in tutte le sue varianti pi\u00f9 sofisticate.<\/p>\n<p>\u2013 Per\u00f2! \u2013 si disse Giorgio due minuti dopo, traendo un sorso compiaciuto dal suo <em>Sazerac<\/em>. \u2013 Ottimo. Bella scoperta.<\/p>\n<p>Pens\u00f2 di portare l\u00ec Sara, quando sarebbe arrivata; meglio ancora, le avrebbe chiesto di raggiungerlo. Pregustava una serata di civili conversazioni su uno dei divanetti pseudo-<em>Victorian<\/em> che occhieggiavano dal fondo del locale, coi loro mille bottoni. Forse avrebbero rimemorato il loro primo viaggio, nel Galles, e quelle rocce su cui lui le leggeva Shakespeare, nelle quali avevano incorniciato un amore da favola. S\u00ec, quel locale le sarebbe piaciuto.<\/p>\n<p>\u2013 Tesoro, se ti dicessi che ho una sorpresa per te?<\/p>\n<p>\u2013 Non vedo l\u2019ora.<\/p>\n<p>\u2013 Per\u00f2 devi venire direttamente qui: all\u2019<em>Old Bill<\/em>, quel piccolo bar all\u2019angolo dei portici.<\/p>\n<p>Piccola pausa.<\/p>\n<p>\u2013\u2026Scusa, Giorgio, non sentivo bene. <em>Old Bill<\/em>, hai detto? Ma lo conosco. Cio\u00e8, so qual \u00e8. Non mi attira granch\u00e9, a dire il vero. Se \u00e8 per aspettarmi seduto, perch\u00e9 non vai piuttosto al <em>Tabarro<\/em>? Da dove sei, ci metti cinque minuti\u2026ti raggiungo poi l\u00ec.<\/p>\n<p>\u2013 E invece no, cara. Permetti che stasera decida io. <em>Old Bill<\/em> ho detto e <em>Old Bill<\/em> sar\u00e0.<\/p>\n<p>\u2013 Va bene. Per\u00f2 mi ci vorr\u00e0 ancora un po\u2019.<\/p>\n<p>Giorgio torn\u00f2 placidamente al suo whisky, gongolando di soddisfazione. Di solito era Sara a decidere, dalle questioni importanti alle quisquilie domestiche, ma era ora di cambiare rotta. Lui, Giorgio, le stava dimostrando di sapere il fatto suo. Oh, no, no!\u2026ecco, ci ricascava, di nuovo questa squallida competizione. Doveva obbligarsi a pensare: \u201cDa oggi, torner\u00f2 a occuparmi di lei\u201d. Era l\u00ec apposta, del resto.<\/p>\n<p>Nel frattempo squill\u00f2 il cellulare dell\u2019altro avventore, che si stacc\u00f2 dalla penombra rivelando un viso pallido e occhi che sembravano privi di ciglia. Giorgio si sorprese a fissare i suoi riccioli, di un\u2019insolita sfumatura di rosso.<\/p>\n<p>\u2013 Ah, vai da tuo marito?&#8230; Nessun problema. Come?&#8230; S\u00ec, domani sono libero. Facciamo alle sei in Piazza Grande? Non vedo l\u2019ora! Anch\u2019io ti amo, mia splendida zarina.<\/p>\n<p>Come un disco incantato, o un fastidioso motivetto di cui non ci si riesce a sbarazzare, quelle parole fecero qualche giro a vuoto per la testa di Giorgio.<\/p>\n<p>A un certo punto, qualcuna trill\u00f2 come un campanello.<\/p>\n<p><em>Tuo marito<\/em>.<\/p>\n<p>Tuo marito. Le sinapsi presero a scivolare come ruote silenziose di un ingranaggio.<\/p>\n<p>Domani.<\/p>\n<p>Alle sei.<\/p>\n<p>Tuo marito.<\/p>\n<p>Alle sei. Pi\u00f9 rimescolava i tasselli di quel <em>puzzle<\/em> sonoro, pi\u00f9 gli sembrava di vedere nettamente l\u2019unica soluzione.<\/p>\n<p>Quell\u2019uomo <em>poteva davvero<\/em> essere l\u2019amante di sua moglie?<\/p>\n<p>Riavvolse il nastro degli ultimi minuti. Lei l\u2019aveva avvertito del ritardo. Lui era entrato all\u2019<em>Old Bill<\/em>, e le aveva chiesto di raggiungerlo. E Sara dapprima <em>si era opposta<\/em>. Perch\u00e9? Forse, sapeva che l\u00ec c\u2019era gi\u00e0 l\u2019altro ad aspettarla.<\/p>\n<p>No, che idea! Possibile che Sara fosse stata cos\u00ec distratta da prendere due impegni allo stesso tempo, uno col marito e uno con l\u2019amante (se era l\u2019amante)?<\/p>\n<p>Altra ipotesi. Quella doveva essere la serata dedicata al marito. All\u2019altro Sara aveva telefonato per fissare, invece, l\u2019appuntamento per il giorno dopo. Inoltre, lei non sapeva che in quel momento i due si trovavano nello stesso posto, altrimenti avrebbe messo in guardia l\u2019amante (<em>se<\/em> era l\u2019amante), che dunque sarebbe uscito.<\/p>\n<p>Teoricamente, quadrava. Lo guard\u00f2: era di nuovo affondato nella poltrona e nel libro, i riccioli sparsi sullo schienale, sul volto il ritratto della quiete. Non sembrava minimamente intenzionato ad andar via. A conferma che ignorava l\u2019identit\u00e0 di Giorgio. Stando cos\u00ec le cose, la riluttanza di Sara verso l\u2019<em>Old Bill<\/em> poteva dipendere dal rischio di essere riconosciuta (essendo magari abituata ad andarci con l\u2019altro) dal barman o da altri clienti.<\/p>\n<p>Restava da esaminare l\u2019altro corno del dilemma; cio\u00e8, che potesse trattarsi di una coincidenza, e che l\u2019interlocutrice di quell\u2019uomo non fosse Sara. Ma mentre faceva appello alla sua imparzialit\u00e0, cercando di trattenersi da un giudizio senza aver seriamente ponderato anche questa possibilit\u00e0, si sent\u00ec all\u2019improvviso percorrere da un panico indefinito. Che doveva fare ora, che doveva pensare?<\/p>\n<p>Squill\u00f2 il telefono. Era Sara.<\/p>\n<p>\u2013 Giorgio, sono ferma. Qui c\u2019\u00e8 stato un incidente, per la pioggia. Senti, che ne dici se ci vediamo direttamente a casa? Usciamo un\u2019altra volta.<\/p>\n<p>\u2013 N-no\u2026 \u2013 mormor\u00f2 Giorgio, spaesato. \u2013 No. Meglio stasera. Ormai sono qui.<\/p>\n<p>Domani. Alle sei. L\u2019indomani era gioved\u00ec; e ogni gioved\u00ec Sara andava in palestra dopo il lavoro. O almeno, cos\u00ec gli aveva sempre detto.<\/p>\n<p>\u2026No, non c\u2019era pi\u00f9 dubbio, ormai! Estenuato, ebbe voglia di piangere, di gettarsi a terra, di implorare perdono\u2026perch\u00e9 la colpa era sua, sicuro. In otto anni di matrimonio che merito poteva vantare, nei confronti di Sara? Adempiere alla <em>routine<\/em> coniugale non contava, anzi, semmai contava a sfavore. Perch\u00e9 a cosa serve essere un buon marito, se lo si intende come un dovere? Ed ora ecco la ricompensa: arrivare tardi, su un territorio perduto senza bisogno di guerra!<\/p>\n<p>Tuo marito. Domani. Giorgio trangugi\u00f2 il fondo del whisky e ne chiese un altro.<\/p>\n<p>D\u2019un tratto un particolare, prima trascurato, balz\u00f2 nelle avanguardie dei recenti ricordi. Quell\u2019uomo l\u2019aveva chiamata \u201cMia splendida zarina\u201d. Che significava? Zarina? Sarina? Sara?&#8230;Oppure poteva essere per la sua pelle chiara, i suoi lineamenti un po\u2019 slavi?<\/p>\n<p>Ecco, si disse subito, non la chiama pi\u00f9 col suo nome, le ha gi\u00e0 affibbiato uno di quei nomignoli da amanti, quei pruriginosi ritornelli da <em>boudoir<\/em> che marchiano la preda nel segno di un possesso orgoglioso ed esclusivo\u2026ah! Dietro quella parola doveva celarsi un mondo di emozioni affatto proibite, e forse a lui sconosciute \u2013 forse sconosciute, sicuramente inaccessibili.<\/p>\n<p>Con le vene che pulsavano a mille, lo squadr\u00f2 un\u2019altra volta da capo a piedi. Un\u2019immagine gli trascorse nel cervello per poi andarsi a conficcare nella bocca dello stomaco, come un affondo di lama: riccioli rossi intrecciati alle ciocche platinate di Sara, su un cuscinetto pseudo-<em>Victorian<\/em> dai mille occhi. E un sordido rantolo, Gliel\u2019hai fatta, Zarina, soffocato dal riso.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 bast\u00f2 a spazzar via ogni residuo di autocommiserazione. Giorgio era una persona metodica, in lui c\u2019era spazio per un solo sentimento alla volta. Era il turno dell\u2019ostilit\u00e0: totale, sconvolgente.<\/p>\n<p>Bene, e vendetta sia, ghign\u00f2. Anzi, <em>rivincita<\/em>, il concetto \u00e8 uguale, <em>re-venge<\/em>, ma suona pi\u00f9 pulito. La creativit\u00e0 del suo sguardo andava istericamente animando una deliziosa scenetta da arazzo, laggi\u00f9 sul velluto della parete: Piazza Grande con le fiaccole dell\u2019imbrunire; Sara figurina pallida terrificata orante, quasi madonna dell\u2019umilt\u00e0; sparso al suolo il cimiero vermiglio del rivale, smorto dragone <em>flamboyant<\/em> prono in atto di resa\u2026<\/p>\n<p>Ma il fragore della pioggia ormai fortissima, che bussava alle invetriate e si infiltrava nei travicelli del soffitto, gli sugger\u00ec un\u2019idea migliore. Perch\u00e9 aspettare l\u2019indomani (e render palese la premeditazione) se l\u2019occasione gli consegnava gi\u00e0 da subito il reo? Aveva dalla sua l\u2019innocenza della circostanza; si trattava di fingere solo per pochi minuti ancora.<\/p>\n<p>Catarsi. Si sent\u00ec immediatamente calmo. Inghiott\u00ec un terzo whisky, poi un quarto. Poi chiam\u00f2 Sara.<\/p>\n<p>\u2013 Tesoro, dove sei?<\/p>\n<p>\u2013 Arrivo. Ho parcheggiato ora.<\/p>\n<p>\u2013 Hai un ombrello?<\/p>\n<p>\u2013 Certo.<\/p>\n<p>\u2013 Io ho dimenticato il mio. In effetti, questa non era la serata ideale per uscire! Per\u00f2 forse \u00e8 meglio, staremo pi\u00f9 tranquilli. C\u2019\u00e8 solo un cliente, un tipo coi capelli rossi. \u00c8 curioso, in questo <em>pub<\/em> sembra un vero inglese! A parte lui, il locale \u00e8 tutto per noi. Ti aspetto.<\/p>\n<p>Nel descrivere le fattezze dell\u2019altro, si era premurato di allontanarsi dal bancone, per non essere udito; aveva scandito bene le parole, ma badando che non si percepisse un\u2019ombra di deliberazione. L\u2019orecchio divenuto sensibilissimo cerc\u00f2 di captare, convertite in frequenze, le minime oscillazioni emotive di Sara. Ma ud\u00ec invece un tuono. Poco importa, pens\u00f2, sono i fatti che contano. Se ha capito che qui c\u2019\u00e8 il suo amante, non vorr\u00e0 entrare. Rimarr\u00e0 sulla porta, magari mi far\u00e0 cenno di uscire, e sar\u00f2 io a trascinarla dentro, a farla confessare\u2026Ma che dico? Ci\u00f2 che si merita \u00e8 di starsene a crepare di freddo! Tradirmi senza ritegno, e proprio adesso, per giunta!<\/p>\n<p>Ora l\u2019altro chiacchierava con il barman. Entrambi parevano rilassati e un tantino fiacchi. Dio, come avr\u00e0 fatto a conquistarla? Sara era volubile, d\u2019accordo, ma quel tipo sembrava davvero insignificante. Prima stava leggendo, forse era un intellettuale. Ma quanto a romanticismo, poteva essere pari a lui, a Giorgio? Ripercorse velocemente tutte le Dolomiti, le Divine Commedie, le gite in barca a vela che le aveva procacciato scendendo a patti col suo modesto stipendio da insegnante di lingue. No, pi\u00f9 romantico di lui non poteva esserci nessuno. Ma allora!&#8230;<\/p>\n<p>Scoppi\u00f2 di nuovo. Fece ricadere il bicchiere sul bancone, forse tir\u00f2 un calcio allo sgabello vicino che fracass\u00f2 a terra. Un istante dopo si trovava davanti la faccia tonda del barman, che ora sembrava tirarsi in una smorfia cianotica, le rotondit\u00e0 divorate man mano dall\u2019ombra delle pareti. Parlava. Impossibile capire, con la pioggia\u2026Dissimula, Giorgio. Inchiod\u00f2 gli occhi a terra, si concentr\u00f2 intensamente sui disegni della <em>moquette<\/em>. Cavalli, no, cervi in lotta? Certo che \u00e8 davvero sporca, e stramata anche, non si vede quasi niente. Come? Un altro uguale, grazie! <em>Zarina<\/em> \u2026E se fosse un clamoroso sbaglio?\u2026c\u2019\u00e8 ancora questa possibilit\u00e0?<\/p>\n<p>Chiam\u00f2 a disperata raccolta le ultime forze, si volt\u00f2 di nuovo a spiare quell\u2019uomo, snervato.<\/p>\n<p>Con sgomento, scopr\u00ec gli occhi di lui intenti a loro volta a fissarlo, chiss\u00e0 da quanto tempo.<\/p>\n<p>In quei piccoli occhi cerulei senza ciglia brillavano inequivocabili lo scherno e la compassione.<\/p>\n<p>Istintivamente brand\u00ec qualcosa che era a tiro, lo sollev\u00f2 a mezz\u2019aria. Si sentiva agitare da un caos magmatico, molecole vorticanti di whisky e di ferocia. Un uomo con le corna non \u00e8 uomo, \u00e8 una bestia mostruosa (oddio, dove aveva gi\u00e0 sentito queste parole?)&#8230;<\/p>\n<p>Tuttavia, scrutando intorno, si rese conto che non distingueva pi\u00f9 il suo bersaglio. C\u2019era qualcosa di mutato nell\u2019ambiente; come se la planimetria stessa si fosse deformata, o avesse compiuto una rotazione sul suo asse. Il buio ora era quasi completo, tranne i singhiozzi itterici di una lampadina, e qualche riflesso d\u2019ottone opaco delle guarnizioni. Il barman, appiattato in quell\u2019oscurit\u00e0, poggiava al muro a braccia conserte.<\/p>\n<p>E Giorgio cap\u00ec. Quei due uomini sapevano di lui. Erano d\u2019accordo per metterlo fuori gioco. Ormai tutto il suo ingegno andava a farsi friggere.<\/p>\n<p>La pioggia crivellava il tetto, ma Giorgio udiva solo il proprio respiro, ne fissava con occhio vacuo la condensa, mentre attraversava l\u2019atmosfera ispessita e andava a offuscare la superficie zigrinata del bicchiere. Gi\u00e0, lui. Era quasi vuoto. Compare ingenuo e confortevole di una vita insoddisfatta, proprio lui doveva tradirlo cos\u00ec vigliaccamente, offrendosi come arma del nemico.<\/p>\n<p>Il ticchettio ovattato della pendola redigeva impietoso la sua condanna.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Finalmente la porta si spalanc\u00f2, subito una pozza d\u2019acqua si allarg\u00f2 sui listelli. Una sagoma di donna stazionava sulla soglia.<\/p>\n<p>Giorgio si fece strada caracollando nella selva degli sgabelli, lo sguardo svuotato a terra. Ora riusciva a cogliere il disegno della <em>moquette<\/em>, erano arieti rossi intrecciati a pecore bianche\u2026<\/p>\n<p>Lei vide i bicchieri allineati sul tavolo, strill\u00f2 : \u2013 Oh, no, un\u2019altra volta! \u2013. Gli si gett\u00f2 incontro. Lo scort\u00f2 verso l\u2019uscita che era mansueto come un agnellino. Si sentiva un re scoronato ma integro nell\u2019onore, mentre varcava solennemente quell\u2019aria che si diradava, guardando dritto verso il rettangolo di pioggia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31671\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31671\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cA niuna persona fa ingiuria chi onestamente usa la sua ragione.\u201d (G. B.) &nbsp; \u2013 Mi senti, Giorgio? Sono nel traffico. Dammi mezz\u2019ora. Grazie. Scusa. E ti pareva, sbuff\u00f2 Giorgio. Va sempre a finire cos\u00ec!&#8230;Poi per\u00f2 ricord\u00f2 che quella sera almeno uno dei due doveva avere pazienza, e cerc\u00f2 di dominarsi. Fuori l\u2019aria si era [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31671\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31671\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":13121,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-31671","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31671"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/13121"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31671"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31671\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31829,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31671\/revisions\/31829"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}