{"id":31664,"date":"2017-05-19T11:20:51","date_gmt":"2017-05-19T10:20:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31664"},"modified":"2017-05-19T11:20:51","modified_gmt":"2017-05-19T10:20:51","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-ho-sempre-amato-le-donne-di-michela-mannoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31664","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Ho sempre amato le donne&#8221; di Michela Mannoni"},"content":{"rendered":"<p>Ho sempre amato le donne, le loro dita leggere, la schiena segnata dall&#8217;onda lenta delle costole e il loro modo stupito di socchiudere le labbra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come gli uomini ne apprezzo per\u00f2 anche le caviglie sottili e il seno abbondante su una vita affilata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Amavo i capelli leggeri della mia amica alle medie e gi\u00e0 al liceo affermavo ribelle in famiglia, la mia natura per loro contraria. All\u2019 Universit\u00e0 strillavo in un megafono in piazza il diritto e la consapevolezza e ai gay pride mi coprivo le spalle con bandiere arcobaleno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ti ho amata Linda, da quando ti ho incontrata. La vita ci ha unito per caso ad una fermata di un tram, ma poi l\u2019abbiamo costruita quella vita, ogni giorno abbiamo fatto spuntare attorno a noi foglie e saldato radici profonde. Hai trovato la chiave e hai riaperto tutte le stanze della mia femminilit\u00e0 che ho chiuso ogni volta che tornavo per strada, in stazione, al supermercato, nelle riunioni ai lati di quei tavoli grigi in cui solo io non indossavo una cravatta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo viaggiato Linda e ti portavo con me alle riunioni dei soci a Cattolica e se il gruppo manageriale occupava il fronte mare dell\u2019hotel Luxor, noi ci rifugiavamo nella nostra pensione fino alla domenica sera ,fino a quando potevamo, fino a quando non sono stata sola, in questa stanza con una cornetta fra le mani e la tua voce, le tue lacrime e il tuo desiderio spezzato di un figlio che non avevi, dall&#8217;altra parte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho sopportato i mesi pi\u00f9 caldi con le finestre sbarrate e il ronzio del condizionatore. Ho visto le lunghe spiagge bianche svuotarsi di ragazzi a settembre e riempirsi di famiglie e bambini. Li guardavo quando tornavo sola, la sera. Pensavo a quel piccolo seme spagnolo dentro di te, se questa volta avrebbe apprezzato la tua terra feconda o se ancora ti avrebbe lasciata scivolando via dai te tra i tuoi fluidi. Pensavo a quel figlio che tanto volevamo, se anche stavolta ti avrebbe fatto piangere ancora prima di incontrare i tuoi occhi o se questa volta si sarebbe aggrappato a te e avrebbe resistito incurante del genere femminile identico delle sue genitrici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All\u2019inizio di ottobre mi rifugiavo in questo posto che mi dava sollievo e lontananza da te e dai tuoi ormoni drogati. Gi\u00e0 ai primi d\u2019autunno l\u2019albero era vuoto e Antonio e sua moglie mi viziavano come la loro unica cliente. Consumai una colazione veloce i giorni di riunione ma ne chiesi una all\u2019aperto il sabato mattina . Mi alzai con calma e guardai dalla finestra della stanza il mio tavolo gi\u00e0 apparecchiato in veranda con la tazza capovolta che teneva il lembo della tovaglia mossa dal vento leggero. Mi lavai appena la faccia e mi misi il cappotto sopra alla sottoveste. Infilai i tacchi sui piedi nudi solo in ascensore, dopo aver percorso il corridoio scalza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La hall era vuota, i divanetti di velluto azzurro allineati sotto agli specchi delle pareti. Misi la mia chiave pesante sul bancone della reception, poi osservai il tabellone numerato e vidi che mancava anche la chiave 21.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fuori il mare era solo una striscia azzurra. Le sdraio erano gi\u00e0 accatastaste ai bordi della piscina che sembrava una tomba di cemento vuota con le piastrelle azzurre scheggiate e una pozza d\u2019acqua stagnante che ancora resisteva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il vento gonfiava il nailon che copriva i lettini capovolti. Tutto era sbiadito dal sole di agosto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Antonio chiedeva gli ultimi ombrelloni, poi alz\u00f2 la mano per un saluto e rientr\u00f2. Ricomparve in veranda con un uomo giovane e mentre Antonio indicava qualcosa lontano, lui si tir\u00f2 sul il bavero della giacca mossa dal vento e mi guard\u00f2 girando il viso. Io risposi prima stringendo la cintola del mio cappotto imbarazzata e poi &#8211; lo ammetto- lo sedussi portando i miei capelli sciolti da un lato e mostrando il collo bianco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cHa visto- mi disse Antonio- questo autunno non saremo soli. Il signore ha ottenuto una supplenza proprio qui a Cattolica e sar\u00e0 nostro ospite\u201d e mentre me lo presentava, quell\u2019uomo girava fra pollice e indice la fede della sua mano sinistra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi fui estranea, Linda. Ogni cosa si confuse, il mare leccava dolce il bordo curvo della spiaggia e ne sentivamo la risacca e l\u2019insistenza. Sembrava non consumarsi mai quella riva. Una notte la spinta delle correnti si fece pi\u00f9 forte e l\u2019onda lunga inond\u00f2 ogni incavo fra gli scogli, le buche scavate dai bambini si colmarono d\u2019acqua e anche la piscina sotto di noi parve riempirsi di quel liquido chiaro e fecondo. Sent\u00ec una dolcezza nuova e una strana fragilit\u00e0 assieme. Sent\u00ec la natura della vita che trovava da sola il paradigma e la sua soluzione senza che noi la forzassimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tornai da te e non ero pi\u00f9 vergine; era strano considerarlo alla mia et\u00e0 ma davvero non avevo conosciuto mai un uomo, nel letto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Me ne andai a Novembre e tornai ancora da te e non ero pi\u00f9 sola ma con una luce in grembo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono partita per Cattolica appena ho capito che anche lui doveva avere la verit\u00e0. Ho partecipato alla riunione ma dopo poco con una scusa me ne sono andata. Sfiancata da nausee e tesa, sono entrata alla pensione a met\u00e0 pomeriggio. La cameriera che puliva l&#8217;ingresso vedendomi pens\u00f2 subito che fosse tardi, ma ero solo io fuori da tutti i miei orari. Marciai alla reception e controllai il tabellone. La chiave n\u00b0 21 era appesa al suo posto. Mi sono allungata oltre il bancone, ho mosso le carte e cercato il registro fino a che non ho sentito la presenza di Antonio dietro di me.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cChe sta facendo?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 qui lui? \u00c8 ancora qui?\u201d e senza accorgermene alzai la voce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cMa che fai? \u201d bisbigli\u00f2 tornando dietro al bancone e riunendo i fogli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cMi dica chi \u00e8! Ho bisogno di parlargli!\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lui prese di scatto il registro e se lo strinse al petto, in un modo proprio infantile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi drizzai : \u201cLei ora mi dir\u00e0 chi \u00e8 e dove posso trovarlo\u201d e gi\u00e0 gridavo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Antonio indietreggi\u00f2 e io andai verso di lui, passando oltre il bancone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando arriv\u00f2 sua moglie eravamo l&#8217;uno di fronte all&#8217;altro. Lui le lanci\u00f2 un&#8217;occhiata che le ricord\u00f2 subito discorsi gi\u00e0 affrontati fra loro. Ora teneva il registro alto su di me come una Bibbia che avrebbe potuto benedirmi o incenerirmi all&#8217;istante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sua moglie capii che un uomo non poteva vincere in una tale battaglia e si mise in mezzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci accapigliammo. Lui alzava sempre di pi\u00f9 il registro e lei mi allontanava dicendo solo:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLo lasci! Lo lasci stare!\u201d finch\u00e9 non disse: \u201cLasci stare quel ragazzo, ha una famiglia&#8230;ha due bambini!\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io mi bloccai sfiorandomi il ventre gi\u00e0 pesante: \u201cAnche IO sono una famiglia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma lei non si aspettava la mia resa e il suo braccio mi spinse lontana, contro lo sgabello che strusci\u00f2 rumorosamente le sue gambe di legno sul pavimento e come il campanello del ring, termin\u00f2 il combattimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Antonio abbass\u00f2 il registro e mi guard\u00f2 fissa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno dei due disse : \u201c E cosa vuole che valga la sua famiglia a confronto?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi alzai battuta e me ne andai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci sono fiori bellissimi che nascono al caldo, protetti nelle serre, Linda. Poi ci sono quelli dei prati, quelli degli orti, quelli dei vasi. Ci sono innesti, lo sai bene, che proprio non vogliono riuscire, api che portano sempre un polline sbagliato o che non arrivano mai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi ci sono dei fiori, quelli che nascono ai margini delle carreggiate di asfalto, nelle scarpate ferroviarie, quelli che forti e testardi si sprigionano da un unico granello di terra, bagnati da una sola goccia di pioggia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il fiore che tornando ti porto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31664\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31664\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho sempre amato le donne, le loro dita leggere, la schiena segnata dall&#8217;onda lenta delle costole e il loro modo stupito di socchiudere le labbra. &nbsp; 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