{"id":31658,"date":"2017-05-19T10:40:37","date_gmt":"2017-05-19T09:40:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31658"},"modified":"2017-05-19T10:40:37","modified_gmt":"2017-05-19T09:40:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-lamore-e-sentirti-vicino-anche-se-sei-lontano-di-maria-antonia-iannantuoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31658","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;L&#8217;amore \u00e8 sentirti vicino, anche se sei lontano&#8221; di Maria Antonia Iannantuoni"},"content":{"rendered":"<p>Era un pomeriggio meraviglioso di fine ottobre a Blanda, un paese della Lucania, arroccato su un\u00a0\u00a0mare turchino; tutto era\u00a0 fuori dal tempo, i lecci si prostravano, quasi sulla superficie del mare,\u00a0\u00a0 sembravano\u00a0 sudditi dinanzi al loro signore, mosso dal maestrale, la cui spuma galoppava verso la\u00a0\u00a0costa, i gabbiani lanciavano i loro gridi e si tuffavano come bianchi paracaduti nelle onde per\u00a0\u00a0cibarsi di piccole prede.<\/p>\n<p>Dal comignolo delle case rose\u00a0 fuoriusciva un sottile fumo, le pecore in fila , guidate da un ragazzo\u00a0\u00a0dalle gote arrossate,\u00a0 percorrevano\u00a0 con lentezza i viottoli di campagna ,ruminando l&#8217;erba, le auto\u00a0\u00a0sfrecciavano sulla strada maestra , qualche motorino strideva correndo, il panificio sfornava\u00a0 i\u00a0\u00a0biscotti ricoperti di bianco zucchero, il cui profumo inebriava l&#8217; olfatto, al bar un gruppo di pensionati e di giovani giocavano a carte, gustando ad ogni giro un sorso di bionda birra .<\/p>\n<p>Sul sagrato della chiesa signore erano in attesa che la lezione di catechismo terminasse, altre\u00a0\u00a0ammiravano le vetrine delle boutique, sognando di indossare qualche capo firmato, altre intente a fare la spesa.<\/p>\n<p>Vicino alla fontana nella piazzetta seduti sulle panchine di ferro stile liberty alcuni vecchietti, gi\u00e0\u00a0\u00a0con il cappotto, parlottavano di politica , di ricordi, di luoghi lontani ,essendo, quasi tutti, emigrati\u00a0\u00a0in giovent\u00f9 nell&#8217;America Latina ; nell&#8217;angolo pi\u00f9 appartato degli studenti\u00a0 ridevano\u00a0\u00a0 e\u00a0\u00a0bisbigliavano parole d&#8217;amore ; in mezzo alla rotonda gagliardi ragazzotti correvano , giocando a\u00a0\u00a0pallone, qualche cagnolino scodinzolava per un po&#8217; di cibo. Le\u00a0 palme si ergevano\u00a0 lungo il viale ,\u00a0attiguo ai pontili e i fiori nelle aiole coloravano con\u00a0 allegria quel luogo , collocato,\u00a0 in uno\u00a0\u00a0spazio indefinito, cespugli di rosmarino inebriavano l&#8217; aria.<\/p>\n<p>Il cielo gi\u00e0 imbruniva , tinteggiando le acque di un azzurro intenso, essendo il disco rosso quasi\u00a0\u00a0inabissato nello acque ,ormai tranquille ; di l\u00ec a poco tutto si sarebbe oscurato\u00a0di grigio, trasformando, in breve tempo, quella piazza ,\u00a0 in un luogo solitario.<\/p>\n<p>L&#8217; odore di brodo , di brace , infatti, si spandeva dovunque, era l&#8217; ora di rincasare e uno\u00a0\u00a0scricchiolio di foglie secche accompagnava il passo lento o frettoloso delle persone, il cui ritmo di\u00a0\u00a0vita era\u00a0 ancora umano , non schiavo dei condizionamenti cittadini.<\/p>\n<p>Alle venti\u00a0 sul porto,\u00a0 cos\u00ec chiassoso, era disceso un silenzio\u00a0 irreale, si poteva contemplare in\u00a0\u00a0tranquillit\u00e0\u00a0 il viso\u00a0 luminoso della Luna, simpatica compagna della nostra esistenza, il vento si\u00a0\u00a0incuneava nei rami degli ulivi\u00a0 e nei ricordi di un passato ora felice ora triste che si incarnavano con\u00a0\u00a0tanta chiarezza, da sembrare reali\u00a0 e i volti di cari ,ormai lontani ,\u00a0 erano sfumati , disegnati da una\u00a0matita grigia.<\/p>\n<p>Sorridevo, appagata da quella visita inattesa, sentivo gli scappellotti di mio padre, la risata dolce della cara madre, partita da tante lune, le parole severe di mio fratello dagli occhi intensi, fieri ,\u00a0sereni, le note spiritose della mia tata . Non provavo tristezza, forse un po&#8217; di malinconia per la\u00a0\u00a0spensieratezza di un tempo che non sarebbe pi\u00f9 tornato.<\/p>\n<p>All&#8217;improvviso, in quel momento fantastico, seduto sulla panchina accanto a me, scorsi il volto\u00a0\u00a0bello, pallido\u00a0 di Marco, il mio caro, sfortunato figlio, nato sano, ma, poi ,\u00a0\u00a0 un male terribile\u00a0 me lo\u00a0aveva strappato , straziando il mio corpo e la mia anima.\u00a0 Tutte le parole non possono esprimere il\u00a0mio stato d&#8217; animo di allora, non esistevo pi\u00f9 come essere , ero\u00a0 partita\u00a0\u00a0 con lui.<\/p>\n<p>Per tanti anni mi sentii una barbona\u00a0 senza patria, n\u00e9 casa ; camminavo\u00a0 con passi lenti, faticosi, con\u00a0\u00a0la testa reclinata da un lato, biascicando parole senza senso; la gente mi guardava commiserando la\u00a0\u00a0mia sorte, ma si allontanava ,quasi impaurita di essere contaminata dal morbo del dolore.<\/p>\n<p>Tutte le giornate erano sempre uguali,\u00a0 con\u00a0 immane fatica\u00a0 stentavo a sentirmi\u00a0 madre\u00a0 di Giorgio ,\u00a0\u00a0il piccoletto di casa, che mi guardava con gli occhi liquidi di un cane, desideroso di una mia\u00a0\u00a0carezza.<\/p>\n<p>Continuai a recarmi a scuola e con \u00a0sforzo,\u00a0 mi imponevo di\u00a0 compiere il mio dovere, ma l&#8217;\u00a0entusiasmo per il mio lavoro era scomparso, sfuggivo gli occhi ingenui dei miei alunni , mi\u00a0\u00a0laceravano il cuore. Essi comprendevano il mio stato d&#8217; animo e cercavano di essere migliori di\u00a0\u00a0prima ed io, ancor di pi\u00f9 ,cadevo in una profonda depressione. Il mio amato Ges\u00f9, dimenticato, lo\u00a0\u00a0sentivo colpevole per quell&#8217;ingiusta morte. Mio marito cercava di capirmi, di amarmi con\u00a0\u00a0trasporto, ma non provavo nulla . Ero un deserto, nessun fiume all&#8217;orizzonte.<\/p>\n<p>Per non parlare del\u00a0 tempo libero, il mio tormento diveniva fisico,tagliente, solo la fede allontanava\u00a0\u00a0 in me l&#8217; istinto della fine, lo trascorrevo accanto a quel mucchietto di ossa, pulivo il suo piccolo\u00a0\u00a0freddo, letto; gli coglievo i fiori e parlavo di tutte le speranza che avevo sognato per lui o intonavo\u00a0\u00a0la canzoncina\u00a0 allegra di Marco Polo per farlo addormentare e tra i fiori\u00a0 c&#8217; era sempre il\u00a0\u00a0cioccolatino al latte che gli avrebbe addolcito\u00a0 il suo sorriso birichino\u00a0 e gli ripetevo &lt; L&#8217; amore \u00e8\u00a0\u00a0sentirti vicino, anche se sei lontano &gt;.<\/p>\n<p>Pregavo si, ma non vivevo ,davanti agli occhi c&#8217; era sempre quell&#8217;esserino pallido, smunto,\u00a0oppresso da lavaggi , da operazioni\u00a0 estenuanti , da flebo come cibo.<\/p>\n<p>Ogni mattina in quei mesi tristi\u00a0 mi accoglieva sorridente, abbracciato al suo peluche\u00a0 ed aspettavo\u00a0\u00a0ansiosa l&#8217; arrivo del primario ,spiando un suo sorriso di speranza, speranza di frenare quell&#8217;animale\u00a0maligno che si era impossessato di quel martoriato corpicino.<\/p>\n<p>Tutto inutile, il male si ingigantiva inesorabilmente, eppure il mio Marco giocherellava con il suo\u00a0\u00a0subbuteo,\u00a0 rideva felice alle mie barzellette e voleva\u00a0 che gli raccontassi le monellerie di Giorgio ,che,\u00a0\u00a0contento, era bravissimo\u00a0 a rompergli tutti i giochi e i quaderni\u00a0 di scuola ;\u00a0 mi pregava di\u00a0\u00a0nascondere tutte le sue cose ,mi chiedeva di aiutarlo nei compiti, perch\u00e9\u00a0 era sicuro che presto\u00a0\u00a0sarebbe ritornato a scuola accanto ai compagni e ai professori.<\/p>\n<p>La vivacit\u00e0 degli occhi era il segno pi\u00f9 tangibile del suo desiderio di ritornare alla vita di sempre,\u00a0\u00a0era l&#8217; amico di tutti i ricoverati\u00a0 che amavano il suo sorriso infantile, li sollevava dai tormenti. \u00a0\u00a0Il suo sorriso, le sue birichinate li allontanavano per magia da quel luogo che odorava di amaro, di\u00a0\u00a0solitudine, di dolore,\u00a0 di disinfettanti. Le sue parole, la sua esuberanza li proiettavano in un mondo\u00a0dimenticato, pulito, odoroso di essenze profumate di felicit\u00e0. Essi accanto a lui recuperavano la\u00a0\u00a0forza, l&#8217; entusiasmo e e speravano che il loro calvario sarebbe stato breve.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio le sue forze si scontravano con il suo morbo, era lento, il suo corpo assaporava il\u00a0\u00a0torpore, le sue forze scemavano, la sua voce si affievoliva, e\u00a0 con un filo di voce mi chiedeva\u00a0 di\u00a0\u00a0raccontargli una storia allegra, una canzone che gli ricordavano i suoi spensierati giochi nel cortile\u00a0\u00a0del nostro caseggiato.<\/p>\n<p>Rimaneva muto, quando gli annunciavo che stavo per andarmene, perch\u00e9 era gi\u00e0 suonato quel\u00a0\u00a0maledetto campanello, che buttava fuori\u00a0 i parenti dei pazienti , rammentandoci\u00a0 la nostra realt\u00e0\u00a0\u00a0quotidiana, i nostri doveri , nel caso mio, di mamma , di moglie .A volte mi sentivo titubante, da\u00a0\u00a0una parte felice di ritornare in casa, dall&#8217; altra non volevo abbandonare neanche per un istante quel\u00a0\u00a0batuffolo che era la mia vita. Ogni sera era sempre uguale alle altre sere, mi stringeva la manina, mi\u00a0\u00a0sorrideva con affetto e mi pregava di andarmene con un atteggiamento di adulto, responsabile\u00a0 di\u00a0\u00a0me e della sua famiglia,. Mi baciava e chiudeva gli occhi,\u00a0 pesanti dal sonno ristoratore e sicuro che\u00a0\u00a0l&#8217; indomani sarebbe stata una giornata fortunata.<\/p>\n<p>Giorni, giorni si susseguirono in questa tortuosa sfida, tra\u00a0 vittoria\u00a0 e sconfitta su quell&#8217;orribile\u00a0morbo\u00a0 con la speranza che sarebbe stato debellato per sempre.<\/p>\n<p>I fiori germogliarono nel loro splendore, il caldo appass\u00ec quelle creature meravigliose, le foglie\u00a0\u00a0ingiallirono per poi formare un tappeto giallo, le temperature si abbassarono ,facendo andare in\u00a0\u00a0letargo le creature della natura; Marco, per\u00f2, stava ancora l\u00e0 e con la sua forza di vivere mi\u00a0incoraggiava a non perdere la fiducia , quando mi vedeva stanca,avvilita con gli occhi bassi,\u00a0appesantiti\u00a0 dal dolore e dalla triste realt\u00e0.<\/p>\n<p>Poi, poi, una mattina d&#8217; inverno il suo sorriso rimase abbozzato , il suo corpo immobile;\u00a0 piansi\u00a0\u00a0tutte le lacrime del mondo, implorai gridando il nome del Signore, la,mia rabbia, la mia\u00a0disperazione. Solo il silenzio mi rispose, intorno a me era il vuoto , le infermiere si allontanarono\u00a0 lentamente, le coperte si posarono sul volto di quel gelido angioletto, le macchine\u00a0 furono staccate\u00a0\u00a0e non\u00a0 c&#8217; era\u00a0 la presenza dei solerti medici, premurosi fino alla fine .<\/p>\n<p>Tutto era finito ed io mi trovavo l\u00e0, non ero volata con lui su in cielo, ma ero vicino a quel letto\u00a0freddo. Lotte, timori , speranze ,tutti volati nel firmamento, non mi avevano voluto con loro,\u00a0\u00a0dovevo ancora rimanere cost\u00ec per l&#8217; altra creatura che mi chiamava, gridando il mio nome.<\/p>\n<p>Dura fu la mia strada; curva non gustavo l&#8217; immagine della mia persona, un fantasma senza forme,\u00a0senza desideri, mi ossessionavano i pensieri pi\u00f9 assurdi; ero in qualche modo colpevole\u00a0 di quella\u00a0fine?<\/p>\n<p>Non amavo pi\u00f9 il mondo , i suoi abitanti ; ero furiosa, addolorata, non volevo incontrare le persone\u00a0\u00a0pi\u00f9 care, gli amici, gli alunni. Continuai cos\u00ec a trascinarmi in un vuoto baratro fatto di fantasmi,\u00a0\u00a0di angosce, di domande senza risposte, di colpe inesistenti, per colpevolizzarmi inconsciamente.<\/p>\n<p>Non sognavo mai Marco , sogni vuoti, soffusi di un grigiore senza fine, la mia fede vacillava. Una\u00a0sera ,d&#8217; istinto , inconsapevolmente, entrai nella nostra chiesetta dai bassorilievi meravigliosi ,dove\u00a0\u00a0era dipinta la via crucis di Ges\u00f9 ,voluta dall&#8217;amore profondo per noi esseri impuri.<\/p>\n<p>Udii un profumo di rose ,appena colte, fresco, impalpabile, un impercettibile fruscio accanto alla\u00a0\u00a0statua di nostro Signore; una voce soave mi parve di udire, era identica alla voce giovale di Marco che mi chiamava con parole dolci; mi voltai e tutto mi fu chiaro, era lui che mi pregava di vivere ,\u00a0\u00a0di amare il mondo, egli stava bene,ma era angustiato per me, che desideravo solo di scendere nel\u00a0\u00a0baratro della disperazione. Ci\u00f2 non mi univa a lui, ma mi allontanava per sempre dal suo mondo.<\/p>\n<p>&lt; Il mio compito \u00e8 stato breve, ma \u00e8 servito a tanti, ti voglio bene e ti star\u00f2 sempre vicino, il mio\u00a0\u00a0amore si \u00e8 trasferito in un bellissimo mondo, ti aiuter\u00f2 , devi vivere amandomi, cancella la\u00a0\u00a0solitudine che ci allontana\u00a0 dal vero quadro della nostra vita . Ges\u00f9 \u00e8 il mio amico e non mi serve\u00a0\u00a0nulla, chiamami ed io ti sar\u00f2 sempre vicino. Un bacio!&gt;<\/p>\n<p>Dopo pochi mesi mi recai a Lourdes e in quella mistica grotta capii che la matassa di amore non si\u00a0\u00a0era spezzata ,ma solamente\u00a0 il filo si era allungato ed\u00a0 ero ancora\u00a0 la madre di Marco, gli potevo\u00a0\u00a0parlare secondo la nostra abitudine;\u00a0 potevo stendermi sotto le coperte\u00a0 e sentire il suo tepore,\u00a0\u00a0poich\u00e9 non mi aveva , ne ero certa, neanche per un attimo ,abbandonata e pregava per me, sua\u00a0\u00a0madre . Il cordone ombelicale non era stato reciso e giorno dopo giorno il grigiore di una vita non\u00a0\u00a0vissuta, si stava sfumando; sentivo Marco che mi parlava dolcemente che mi assicurava che era\u00a0\u00a0finalmente sano, felice in quel mondo celestiale, protetto da un grande amore\u00a0 e desideroso\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0aiutarmi.&lt; Ora ti culler\u00f2\u00a0 non piangere un giorno ci potremo abbracciare, come quando felice\u00a0\u00a0ritornavo da te affamato, accaldato dopo aver giocato con i miei amici, cara ,mi canterai \u201c Fratelli\u00a0\u00a0d&#8217; Italia\u201d e mi racconterai le avventure di Marco Polo per farmi addormentare. Non piangere\u00a0\u00a0,sorridi e pensami , sono sempre con te al sorgere e al tramontare del sole&gt;<\/p>\n<p>Ogni giorno il mio viso era accarezzato da una lieve vento di primavera, salutavo il mio amico Ges\u00f9 e con un tepore al cuore iniziavo la mia giornata non pi\u00f9 oppressa dal vuoto, dall&#8217;ansia perversa\u00a0\u00a0che mi stordiva, vivevo con lui accanto agli altri. Non pi\u00f9 la paura del buio, non pi\u00f9 quel freddo\u00a0\u00a0mortale all&#8217; avvicinarmi al cancello di quel luogo triste\u00a0 dall&#8217;acre , dolciastro profumo di morte,\u00a0\u00a0che mi faceva stare male . Quante volte, all&#8217;inizio, conati di vomito mi rodevano lo stomaco, all&#8217;\u00a0avvicinarmi al suo letto freddo, non resistevo pi\u00f9 di qualche secondo e poi fuggivo disperata, sola\u00a0\u00a0col mio dolore, correvo a rincantucciarmi in un angolo della strada alberata di pioppi secolari, per\u00a0\u00a0piangere disperata. Il ricordo delle sue risate, dei suoi quaderni cos\u00ec ordinati, dei suoi balocchi, non\u00a0\u00a0mi placavano.<\/p>\n<p>Quella sera ,mentre stavo\u00a0 seduta e il mare si era placato, solo una brezza leggera scompigliava\u00a0 i\u00a0\u00a0capelli ,dopo tanto tempo, fui felice di quell&#8217;inaspettata visita . Rimasi a lungo \u00a0ad\u00a0\u00a0assaporare quell&#8217;incontro cos\u00ec reale, pregna del dolce canto di pescatori, intonato\u00a0 da Marco prima\u00a0\u00a0di salutarmi . Era quasi notte, mi alzai silenziosa e ,sorridendo, mi avviai a casa, allegra.\u00a0\u00a0.Incominciai a pensare all&#8217;indomani con un animo nuovo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31658\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31658\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era un pomeriggio meraviglioso di fine ottobre a Blanda, un paese della Lucania, arroccato su un\u00a0\u00a0mare turchino; tutto era\u00a0 fuori dal tempo, i lecci si prostravano, quasi sulla superficie del mare,\u00a0\u00a0 sembravano\u00a0 sudditi dinanzi al loro signore, mosso dal maestrale, la cui spuma galoppava verso la\u00a0\u00a0costa, i gabbiani lanciavano i loro gridi e si tuffavano [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31658\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31658\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":13095,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-31658","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31658"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/13095"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31658"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31658\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31659,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31658\/revisions\/31659"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31658"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31658"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31658"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}