{"id":31588,"date":"2017-05-18T18:03:32","date_gmt":"2017-05-18T17:03:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31588"},"modified":"2017-05-18T18:03:32","modified_gmt":"2017-05-18T17:03:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-tra-le-pieghe-dei-ricordi-di-elga-venturini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31588","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 \u201c Tra le pieghe dei ricordi&#8221; di Elga Venturini"},"content":{"rendered":"<p>I ricordi a volte volano fra le strade del mio paese, ripercorrono: i cortili, la piazza, la mia vecchia casa. Rivivo scene del passato, mi sembra ieri, ma in realt\u00e0 \u00e8 trascorsa una vita.<\/p>\n<p>Quando ero bambina, con mio fratello scorrazzavamo in bicicletta per quelle strade, e Paf il nostro cane, ci seguiva ovunque andassimo.<\/p>\n<p>Ricordo la signora Lina, che mi fermava \u00a0per mandarmi a prendere un gelato. A volte cambiavo direzione, se la vedevo sulla soglia di casa. Dove abitualmente sistemava la sua sedia e guardava i passanti. Qualcuno mi aveva detto, che il marito era morto in guerra, e lei pur essendo ancora molto giovane, non si era mai pi\u00f9 risposata.<\/p>\n<p>Le sere d\u2019estate con un gruppo di amici, correvamo di nascosto al fiume, per immergerci e sguazzare nell\u2019acqua.<\/p>\n<p>Un giorno, il mio amico Paolo mentre faceva lo spiritoso, per poco ci lasciava le penne. Nuotammo tutti verso di lui, dopo aver notato la sua difficolt\u00e0 nel tornare a riva. Se non ci fosse stato Paf, forse non saremmo riusciti a portarlo in salvo. Da quel giorno non andammo pi\u00f9 al fiume. I nostri genitori avevano ragione ad impedircelo, era troppo pericoloso.<\/p>\n<p>Una coppia molto bizzarra, abitavano in una vecchia casa vicino all\u2019argine. A volte si mettevano in ghingheri ed andavano a passeggio per il paese. Quando passavano nella mia via lo sapevo sempre in anticipo, qualcuno da qualche parte, bisbigliava, stanno arrivando &#8230; Erano sempre a braccetto, lei non tanto alta, dal vestito a fiori ed una grande borsa di paglia, lui pi\u00f9 alto di una spanna, portava sempre un vestito a giacca nocciola sciupato, un bastone per appoggiarsi ad ogni passo, ed un cappello cilindrico sul capo, che pendeva da un lato.<\/p>\n<p>Non mi piaceva molto la mia scuola, ovvero, non mi piaceva la mia maestra, continuamente dava problemi di matematica, che odiavo.<\/p>\n<p>Le mie compagne di classe erano felici. L\u2019insegnante diceva:&lt;&lt; Molto bene bambine, facciamo un altro problema?&gt;&gt; E tutte in coro. &lt;&lt; Siiiiii!!&gt;&gt;<\/p>\n<p>Volevo gridare, ne ho abbastanza, siamo gi\u00e0 a quota sette problemi; ricordo la mia silenziosa disperazione. Non vedevo l\u2019ora suonasse la campanella.<\/p>\n<p>Ma poi arrivava la domenica, con le mie amiche andavamo al cinema, ci rimpinzavamo di brustoline e lupini una vera ghiottoneria, le compravamo fuori dal cinema, dove c\u2019era sempre la signora Rosina, con il suo carretto, aveva ogni ben di Dio. Se eravamo fortunate trovavamo anche le carrube e le mistochine.<\/p>\n<p>La festa che preferivo, oltre al mio compleanno; era l\u2019epifania. La sera prima, io e mio fratello, appendevamo i nostri calzettoni sulla mensola del camino. Non dormivamo quasi la notte, dalla frenesia di scoprire i regali, anche se trovavamo abitualmente pezzi di carbone, significava che non eravamo stati molto bravi, durante l\u2019anno. Per\u00f2 ricevevamo anche molti doni, accompagnati da caramelle e cioccolatini.<\/p>\n<p>Una volta dopo molti anni, sono tornata nel mio paese, ho guardato fra le inferiate del cancello, il mio cortile di un tempo, forse pi\u00f9 piccolo di come lo immaginavo, i nuovi proprietari lo tenevano molto bene. Ricordo quando con i miei amici, correvamo giocando alla guerra contro gli indiani, o a lanciarci palle di neve.<\/p>\n<p>Non sarei dovuta tornare, anche se era stata una breve visita. La confusione e l\u2019allegria che regnava in quella strada\u00a0 non c\u2019era \u00a0pi\u00f9, sovrastava il silenzio, non c\u2019erano \u00a0bambini in bicicletta, neanche donne sedute sulla soglia di casa. E questo mi rattristiva molto. Quante volte mi arrabbiavo con me stessa, quando il pescivendolo si piazzava sotto alla finestra della mia camera da letto, al mattino presto e gridava: &#8212; pesce frescoooo!!! &#8211; Svegliandomi puntualmente.<\/p>\n<p>Quando arrivava l\u2019arrotino, urlava ancora di pi\u00f9 del pescivendolo, forse in una sorta di competizione fra di loro. Insomma sembrava che tutti urlassero. La signora Cesarina chiamava il figlio a squarcia gola, la moglie del salumiere quando chiacchierava, la sentivano per tutta la via. Non parliamo poi del signor Vittorio, aveva una piccola falegnameria, sentivo segare il legno e battere chiodi per tutto il giorno. Ora dove sono \u00a0tutti?<\/p>\n<p>Nell\u2019angolo, alla fine della strada, si trovava l\u2019emporio, dove la mamma mi mandava sempre a fare la spesa, c\u2019era di tutto in quel negozio, persino i giocattoli. Adesso \u00e8 un garage. I proprietari erano: la signora Gina, ed il marito Umberto. Due brave persone, spesso mi regalavano strisce lunghe di liquerizia, il loro sorriso \u00e8 rimasto nitido nella mia mente.<\/p>\n<p>Capisco pi\u00f9 che mai la signora Lina, la sua solitudine, non camminava molto bene, per questo mandava sempre qualcuno a prenderle qualcosa. Avrei dovuto essere pi\u00f9 gentile con lei, non dovevo cambiare strada quando la intravedevo sulla soglia di casa. In fondo ero solo una bambina, forse un po\u2019 egoista, ma in seguito la vita mi ha insegnato tante cose.<\/p>\n<p>Non sono pi\u00f9 ritornata nel mio paese dopo quel giorno. Ogni persona che abitava in quella strada mi ha lasciato un solco nel cuore, non ho bisogno di rivedere quei luoghi, perch\u00e9 il loro ricordo \u00e8 scolpito nella mia memoria. Quando con mio fratello Dario, che ora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, correvamo fra l\u2019erba del nostro cortile, con le ginocchia perennemente sbucciate, insiemi agli amici e al nostro cane Paf. Solo cos\u00ec risento ancora, le loro voci. E se chiudo gli occhi per un momento, sono l\u00e0 con loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31588\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31588\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I ricordi a volte volano fra le strade del mio paese, ripercorrono: i cortili, la piazza, la mia vecchia casa. 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