{"id":31503,"date":"2017-05-18T12:19:44","date_gmt":"2017-05-18T11:19:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31503"},"modified":"2017-05-18T12:19:44","modified_gmt":"2017-05-18T11:19:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-lintegrazione-di-nicola-mele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31503","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;L&#8217;integrazione&#8221; di Nicola Mele"},"content":{"rendered":"<p>Il sole cocente di oggi, la degna conclusione. Scotto, magari ho pure la febbre per\u00f2, almeno, sono a casa. A chiedermi come avrei dovuto evitarlo. Cos\u00ec chiss\u00e0 poi non ci ricasco pi\u00f9. Un villaggio turistico in Calabria, a giugno, in offerta speciale col coupon di group-nonsocosa, ma si pu\u00f2 mai? Io poi che i coupon non li sopporto, miraggio di risparmio, facile e immediato, per acquistare cose che nemmeno regalate ti prenderesti. E poi con la scolaresca di Camilla, un weekend, s\u00ec, compagni di classe e i genitori. Tutti, i genitori. Perch\u00e9 dobbiamo integrarci con tutti, dobbiamo dare a nostra figlia l\u2019opportunit\u00e0 di coltivare le sue amicizie anche lontano da scuola, permettere ai bambini di socializzare anche fuori del solito ambiente, metterli a contatto con realt\u00e0 diverse, lasciare che si creino le loro interazioni di gruppo, farli sentire protagonisti, e poi se non andiamo si sentir\u00e0 ai margini&#8230;e blablabla. Margini? Interazioni? Protagonisti? Ma de che? E io chi sono? Il gregario? E noi chi siamo? La generazione dei gregari, siamo? Da piccoli uscivamo coi nostri genitori e coi loro amici, lasciavamo che loro interagissero con le persone che loro sceglievano e noi, noi ci sorbivamo i figli dei loro amici cos\u00ec come adesso ci sorbiamo i genitori degli amici dei nostri figli. Il figlio dei migliori amici dei miei era Riccardo: estati intere passate insieme, serate a casa sua o a casa mia, sempre insieme, inseparabili. Solo che io lo odiavo, tutto perfettino, educatino, mangiava le verdure, bravissimo a scuola, tutte le tabelline a memoria e poi, pi\u00f9 grande, pure la tavola degli elementi chimici, a memoria!<\/p>\n<p>E ci andiamo pure in pullman, in questo posto, come un allegra comitiva, e certo s\u00ec, cos\u00ec ci integriamo meglio. Non ci sediamo marito e moglie ma mischiati cos\u00ec possiamo conoscerci e chiacchierare\u2026pensa che culo che abbiamo. Integrarsi, integrarsi, integrarsi! Parola d\u2019ordine. Le mamme parlano di scuola, anche dodici ore, senza problemi, materia per materia, insegnante per insegnante, minuziose, precise, sanno tutti i compiti fatti, anche quelli in classe. Integrarsi \u00e8 pi\u00f9 facile. I padri devono essere simpatici. Soprattutto. Tenere banco. Raccontare fatti spiritosi. E fare qualche battuta oscena a doppio senso. Necessario. Ma io non ci riesco. La battuta oscena ha un suo percorso, corona la confidenza, sancisce l\u2019intimit\u00e0, non la si sbatte in faccia al primo venuto. Cambio posto un paio di volte. Rido quando gli altri ridono. Cerco la mia dimensione. E lei mi sbircia, per essere sicura che io non stia facendo l\u2019orso. Un\u2019occhiata, di tanto in tanto. Se vogliamo essere parte attiva e protagonista del gruppo, nessuno dei due pu\u00f2 essere orso. Franco sembra uno come me, ai margini. Chiacchieriamo un po\u2019. Sommessi. Le voci coperte dagli schiamazzi.<\/p>\n<p>Aria condizionata a palla, mi metterei addirittura il cappello, se fossi solo. Il viaggio \u00e8 lungo, ci fermiamo pure perch\u00e9 il motore si \u00e8 surriscaldato. Del resto la rappresentante di classe si \u00e8 sbattuta per spuntare il pullman ad un prezzo cos\u00ec basso, un motivo ci dev\u2019essere.<\/p>\n<p>Villaggio maestoso: nuovo, bianco luccicante, abbarbicato all\u2019arida costa pietrosa, vanamente nascosto dai cespugli e dagli arbusti, contornato da una vasta distesa di pini giovani, testimonianza di un\u2019ombra solo promessa. Costruzione moderna, design accurato, qualche scadimento qua e l\u00e0 a sala ricevimenti, un evidente tentativo di integrazione paesaggistica e ambientale, non sempre riuscitissimo. Integrazione, sempre.<\/p>\n<p>Bar, ristoranti, palestre all\u2019aperto, campi per tutti gli sport e piscine immense. Tutto quasi vuoto per\u00f2. Desolato a tratti. Qualche altro gruppetto di couponisti sta gi\u00e0 movimentando la piscina. Un altro gruppo di padri e figli imperversa sullo scivolo.<\/p>\n<p>Andiamo tutti in acqua, propone il leader, tutti anche noi sullo scivolo, padri e figli. Io veramente ho un po\u2019 di mal di gola, sar\u00e0 l\u2019aria condizionata, quasi quasi evito di mettere il costume e bagnarmi. Occhiataccia. E sia. Mi tuffo con faccia contenta, quasi orgoglioso di evitare cos\u00ec un possibile trauma infantile di difficile soluzione. Acqua gelida, per me lo \u00e8 anche a ferragosto, Camilla non mi si fila e anche Carletto si \u00e8 integrato rapidamente con gli altri piccoli, e allora faccio il bagno con i padri. Sembra ci si conosca da una vita. Schizzi, grida, giochi d\u2019acqua. Quegli altri, sono napoletani, fanno un gran chiasso e allora noi non siamo da meno. Ad un tratto temo che partano anche cori e tafferugli da stadio. Scongiurato.<\/p>\n<p>L\u2019animazione c\u2019\u00e8. E\u2019 un weekend promozionale, devono farsi notare. Baby dance, e poi gioco aperitivo. Lo evito perch\u00e9 Carletto ha bisogno di cambiarsi e lo accompagno io in stanza.<\/p>\n<p>Cena non memorabile, anzi. Non da villaggio. Niente buffet, quantit\u00e0 razionate, spaghetti con le cozze buoni, frittura meno, amaro da pagare a parte non incluso nel coupon. Dopo averti carezzato con languide suggestioni, ti ricordano che hai pur sempre comprato il weekend in offerta e quindi non hai diritto a tutto. Anzi.<\/p>\n<p>La sera si balla. Il gruppone ormai \u00e8 una comitiva. Qualcuno \u00e8 anche particolarmente euforico per via del vino bianco. Allegria esagerata, quasi ostentata. Si sa, l\u2019alcol favorisce l\u2019integrazione. Per me l\u2019ubriacatura \u00e8 come la battuta oscena. Ci sta, ma con chi dico io.<\/p>\n<p>Mi si avvicina la mamma di nonsochi, ma tu non sei fabiofini? S\u00ec ma\u2026ehm tu chi sei? Non ci credo quando me lo dice. Marianna scuola elementare, quaranta anni fa. Irriconoscibile. Me la ricordavo piccina e insignificante, coi capelli corti. Il tempo l\u2019ha decisamente aiutata. Fascinosa, non appariscente, flessuosa. L\u2019ho notata sul pullman, in realt\u00e0, ma non immaginavo fossimo stati compagni di scuola: la ricordo sempre al primo banco, e basta, all\u2019epoca poi, mica andavamo nei villaggi insieme, noi.<\/p>\n<p>Ballano. Scena variopinta. Le donne sono tutte pi\u00f9 o meno infiorettate, chi truccata, chi scollata, chi pettinata. I padri sono sudati, le camicie semiaperte sul petto. Arriva la dance. I ritmi si fanno pi\u00f9 incalzanti. I bassi pompano. Ballano schierati. Muovono passi simultanei. \u00a0Ondeggiano. Alzano ritmicamente le mani al cielo. Una sincronia cos\u00ec perfetta da apparire volutamente grottesca. Mara \u00e8 al centro. Belloccia, ciarliera, griffata. E\u2019 avvocato, sta pure in politica, i figli sono tutti kway, woolrich, hogan e psp ultima versione. Stasera non ha portato nemmeno la tata. Imperversa in pista e si scatta i selfie con le compagne. Tutte le madri fanno la gara per starle vicino.<\/p>\n<p>Vorrei tanto fumare una sigaretta. Ma non qui, non davanti ai bambini, non davanti agli altri. Ho diritto ad una consumazione. Gin tonic, magari mi scioglie un po\u2019.\u00a0 Molto tonic, poco gin, una caterva di ghiaccio, da congestione. Lo sorseggio. Non mi sciolgo. Siedo al bordo con Franco. Precisino ma piacevole. Sembra Riccardo. Legge pure lui: mi elenca Franzen, McEwan e Auster. Passa Mara. \u201cE voi che fate qui? Sempre a parlare di calcio\u201d. Occhiataccia.<\/p>\n<p>Si dorme. Finalmente.<\/p>\n<p>Mattinata in spiaggia. Qualcuno in piscina. Il sole \u00e8 caldo, troppo caldo, metto la protezione senn\u00f2 poi mi arrovento. Ci si racconta i bagordi della sera prima, come un manipolo di eroi che ha compiuto un\u2019impresa. Porto Carletto verso gli scogli. Con maschera e pinne. Ci piace. Mare trasparente e pulito. Fondali diversi dai nostri. Si diverte. Nuoto nell\u2019acqua fredda, anche col mal di gola. Torno che i padri hanno gi\u00e0 organizzato una partita di calcetto sulla sabbia. Mi hanno escluso. Ci mancava solo che fossi obbligato a giocare sotto questo sole. A quest\u2019et\u00e0 poi, un colpo di calore, un embolo improvviso, oppure solo mi spezzo una gamba. \u201cGli altri vanno a giocare a pallone. Tu no, eh\u2026.\u201d. Occhiataccia.<\/p>\n<p>Altro gioco aperitivo. Stavolta a coppie, padri e figli. Ancora trauma infantile in agguato, da evitare. Prendo Camilla sulle spalle e corro anche io come gli altri per cercare di arrivare primi a scoppiare il palloncino pieno d\u2019acqua. Passiamo due turni, poi arriviamo terzi, peccato. Ho la schiena a pezzi, ma sono fiero della mia performance. Ho battuto pure il leader dei pap\u00e0. Sono soddisfazioni.<\/p>\n<p>Pranziamo tardi. Come la cena, molto contingentato. Nonna lo diceva sempre \u201calzarsi da tavola con un po\u2019 di appetito \u00e8 un buon segno\u201d. Il risottino ai frutti di mare buono anche se in formato nouvelle cuisine e una seppiolina grigliata ciascuno, ormai fredda. Bene. Niente paura nonna. L\u2019appetito rimane. Il coupon parla chiaro. Meglio cos\u00ec. Detesto quei grandi buffet da villaggio, sei primi, otto secondi, dolci a volont\u00e0, valanghe di cibo messo nei piatti e lasciato sui tavoli nemmeno assaggiato. Maleducata opulenza, apparente abbondanza a suggellare, il trionfo della quantit\u00e0 sulla qualit\u00e0, della forma sulla sostanza, degli abiti sui corpi.<\/p>\n<p>Ripartiamo. Il pullman \u00e8 pi\u00f9 quieto. I padri sonnecchiano, tranne gli irriducibili simpaticoni. Le madri tengono duro, e analizzano il programma didattico dell\u2019anno successivo, ideando percorsi culturali, partecipazioni a progetti europei sull\u2019alimentazione, laboratori di teatro e di scienze sperimentali, oltre che un orto didattico e un allevamento di pesciolini. Ma anche pomeriggi al cinema, campi estivi, campeggi di gruppo e cene a tema!<\/p>\n<p>Sui monitor proiettano L\u2019era glaciale 5, che ipnotizza tutti i passeggeri sotto il metro e quaranta, che se ne rimangono zitti con tanti saluti all\u2019integrazione. Ai pochi non interessati vengono generosamente distribuite nintendo, tablet e psp3. Solo i figli di Mara hanno la psp 4 e godono di un piccolo pubblico attorno, che li ammira e, forse, li invidia.<\/p>\n<p>Con una manovra tattica, nemmeno troppo evidente, mi siedo vicino a Marianna. Il viaggio diventa piacevole. Ricordi di scuola, compagni, chiacchieriamo a lungo. Ci raccontiamo le nostre vite, quaranta anni in due ore. Sei pure simpatica. Dobbiamo vederci, magari una rimpatriata con tutti quelli della scuola elementare. S\u00ec ma senza famiglie, senn\u00f2 poi ci tocca farle integrare. Nel frattempo comunque ci diamo l\u2019amicizia.<\/p>\n<p>Sera. Casa. Trentasette e mezzo. Lo sentivo. Commenti coniugali sulla giornata.<\/p>\n<p>Alza il sopracciglio. \u201c\u2026e perch\u00e9 sei stato tutto il tempo in pullman a parlare con quella, la mamma di Maria Alessandra Rossi? Dici che ti secca chiacchierare, che ti sono tutti antipatici. Che avevate da dirvi tutto il tempo?\u201d<\/p>\n<p>Niente di particolare dico. Cercavo solo di integrarmi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31503\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31503\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sole cocente di oggi, la degna conclusione. 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