{"id":31475,"date":"2017-05-17T18:02:48","date_gmt":"2017-05-17T17:02:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31475"},"modified":"2017-05-17T18:02:48","modified_gmt":"2017-05-17T17:02:48","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-silenzio-di-annalisa-rabagliati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31475","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il silenzio&#8221; di Annalisa Rabagliati"},"content":{"rendered":"<p>Era calmo nel crepuscolo il lago, circondato da una striscia di bassa montagna scura. In lontananza il sole, fuggito dietro le\u00a0 alte cime innevate, lanciava un ultimo riverbero, mentre\u00a0 il cielo, di un azzurro terso,\u00a0 stava per scurirsi\u00a0 a poco a poco. Quattro barche con le vele ripiegate, pronte per il riposo notturno, erano l\u2019unica testimonianza umana. Non c\u2019era un movimento n\u00e9 sulla riva, n\u00e9 nell\u2019aria, a parte tre ultime folaghe\u00a0 che volavano verso il\u00a0 rifugio, mentre gli altri uccelli ciarlieri avevano placato la loro voglia di compagnia. Un silenzio maestoso dominava il paesaggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Agnese era assorta nella contemplazione e assaporava il piacere\u00a0 di quel silenzio, tanto da non sentire il freddo della sera invernale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cForse perch\u00e9 della fatal qu\u00efete tu sei l\u2019imago a me s\u00ec cara vieni o sera\u2026\u201d Le tornarono in mente, come se li avesse scritti lei, questi versi studiati da ragazzina, i pi\u00f9 adatti a quel momento e a quel panorama.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Amava il silenzio: pi\u00f9 invecchiava e pi\u00f9 lo cercava ed era sempre pi\u00f9 difficile che si creasse quell\u2019atmosfera di pace, quell\u2019effetto calmante che ti faceva essere un tutt\u2019uno con la natura. Si aspettava che da un momento all\u2019altro qualche motore venisse a spezzare l\u2019incantesimo, ma per un\u2019insperata fortuna non fu cos\u00ec e pot\u00e9 godere a lungo di quelle sensazioni. Percepiva dietro di s\u00e9 la presenza muta di Alessio, marito e compagno, con cui da tempo non vi era un dialogo profondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si scambiavano solo informazioni : che cosa c\u2019\u00e8 da comperare oggi \u2026 ci sono da pagare le bollette \u2026 ecco dove andare domenica \u2026 A lui questo bastava, ma non era quello che voleva lei. Cos\u00ec Agnese aveva deciso di fare come il marito, che era capace di non parlare in modo vero per giorni, per ripagarlo della stessa moneta. Ma gli uomini, si sa, non hanno la sensibilit\u00e0 delle donne e forse Alessio non si era nemmeno accorto di quella guerra non dichiarata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Avevano trascorso quel pomeriggio\u00a0 in un camposanto di montagna, strana meta per passare un giorno festivo, ma lui ci teneva ad andare a trovare un suo amico morto di leucemia che giaceva l\u00e0, abbandonato in una tomba ricoperta di rovi. Avevano portato cesoie, stracci e fiori freschi e si erano dati da fare per sistemarla, estirpando le erbacce e potando i rami di una siepe di bosso cresciuti in modo selvaggio. Lui tagliava e lei ripuliva e, alla fine, la tomba aveva assunto un aspetto decente. Poi Agnese aveva tentato di pregare per il defunto, ma si era accorta di\u00a0 riuscire a farlo solo in modo superficiale. Il marito era ateo dichiarato e non si poneva questo problema, per\u00f2 la sua preghiera era l\u2019occuparsi di un amico mancato troppo presto, dimenticato dal mondo, nonostante avesse fatto una bella carriera grazie agli studi. Ora l\u2019unico che si ricordava del poveretto era Alessio, che veniva a fargli visita tre o quattro volte l\u2019anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Agnese sapeva che il suo compagno era un brav\u2019uomo, anzi, la persona migliore\u00a0 che avesse mai conosciuto e non si capacitava che tra loro le cose dovessero andare cos\u00ec. Continuava a porsi ossessive domande sul loro stare insieme anche mentre, osservando\u00a0 le lapidi del camposanto e leggendo i nomi di tanti deceduti alle et\u00e0 pi\u00f9 diverse, non poteva che riflettere sul nostro destino di umani. Che senso aveva stare al mondo e poi finire miseramente? Certo, si ripeteva con rassegnazione, l\u2019unico scopo della vita era, come per tutte le creature, amare e cercare di riprodursi e lei e il suo compagno lo avevano fatto. Ma questo era sufficiente per dirsi soddisfatti ?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alessio le offriva il supporto di una presenza costante, ma diversa da tutto quello che Agnese aveva sognato: il compenetrarsi a vicenda , il parlare\u00a0 senza pudori, la completezza di un rapporto nato dall\u2019incontro con l\u2019uomo\u00a0 ideale, eterno sogno di ogni donna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quello che un giorno era stato il suo principe azzurro ora spesso taceva, non rispondeva alle sue sollecitazioni. Lei voleva ancora parlare dei massimi sistemi, come quando, da giovani, rimanevano svegli fino alle\u00a0 tre di notte per raccontarsi tutto. Lui, invece, dava per scontato il loro rapporto e, anzich\u00e9 interrogarsi sul significato della vita, stava davanti alla tv e\u00a0 chiedeva a gran voce perch\u00e9 il centravanti non passasse la palla al compagno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Finita l\u2019incombenza al camposanto Alessio aveva deciso di fare un giro in auto nei paraggi e Agnese, dando\u00a0 ancora un ultimo sguardo al cimitero deserto, si era detta che ai vecchi come lei il silenzio piaceva perch\u00e9 suggeriva l\u2019idea della grande calma che attendeva tutti, prima o poi. I giovani, invece, lo rifuggono, perch\u00e9\u00a0 metafora della morte: amano la confusione, amano incontrare persone nuove, amano buttarsi nella mischia, amano sentire\u00a0 rumore e amano farne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In auto Agnese si era chiesta perch\u00e9 non fosse pi\u00f9\u00a0 capace di pregare, di meditare o di riflettere. Conosceva la risposta. Ci manca il tempo, ci manca uno spazio vuoto dalle cose da fare con cui affastelliamo la nostra esistenza, nella speranza di trasformarla da banale in\u00a0 memorabile. Abbiamo l\u2019horror vacui del tempo e del silenzio. La nostra corsa della vita \u00e8 immersa nel rumore che ci avvolge, ci perseguita, ma che talvolta crediamo ci faccia sentire vivi. Consideriamo rumore ci\u00f2 che non \u00e8 di nostro gusto, come una musica diversa dal genere che ci \u00e8 pi\u00f9 congeniale. Ma anche un brano di musica amata o un dibattito intelligente spesso ci impediscono di lasciar spazio al\u00a0 silenzio interiore ed abbandonarci alla riflessione. \u00c8\u00a0 un problema che non esisteva nei secoli passati, quando non c\u2019erano\u00a0 macchine o mezzi di comunicazione sempre pi\u00f9 invadenti. \u00c8 la maledizione dei nostri giorni, ma ,certo, se Agnese fosse nata in un altro periodo non avrebbe fatto parte della cerchia ristretta di chi poteva permettersi di vivere di filosofia o letteratura. Lei sarebbe stata nel gruppo di chi doveva lavorare duro per campare, sempre che\u00a0 fosse sopravvissuta alle\u00a0 privazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Apparteneva, invece, grazie\u00a0 a Dio, a quest\u2019epoca per molti versi pi\u00f9 fortunata di tutte le altre, ma, in quanto figlia di una famiglia operaia, non aveva mai potuto fermarsi a meditare. Stare a oziare inattivi era il peccato pi\u00f9 grande e si poteva commettere solo a patto di gravi sensi di colpa. Ora capiva che la meditazione solitaria \u00e8 anche fuga dal dover per forza agire in modo concreto, \u00e8 un aiuto per concedersi lo spazio e il tempo per pensare a un bene\u00a0 non immediato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cTi piacerebbe che cercassimo una casa qui?\u201d\u00a0 aveva chiesto Alessio mentre guidava sulla strada di montagna, interrompendo\u00a0 il flusso dei pensieri di Agnese. \u201cSaremmo vicini alla citt\u00e0, ma vivremmo in un ambiente pi\u00f9 tranquillo.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lei avrebbe voluto rispondergli che amava tanto la tranquillit\u00e0, ma che temeva di rinchiudersi in un mondo troppo appartato, in cui la pace agognata sarebbe stata comunque guastata dall\u2019imperversare della televisione. Non voleva per\u00f2 ripiombare nelle recriminazioni. Meglio non rispondere, continuare a stare zitta, immersa in un mutismo astioso, pieno di rammarico e rimpianto. Quante volte lei aveva rispettato quello di Alessio, senza romperlo con pressanti richieste! Ora toccava a lui non interrompere il suo. Ma\u00a0 questo silenzio di coppia non sarebbe\u00a0 stato il primo stadio della solitudine?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alessio conosceva i bisogni di Agnese e le proprie carenze e aveva aggiunto: \u201cNon sarebbe una scelta drastica. Potremmo continuare a vivere in citt\u00e0 e venire qui solo per lunghi weekend e, in ogni caso, non \u00e8 un posto cos\u00ec distante e tu potrai\u00a0 continuare a seguire conferenze e\u00a0 mostre anche partendo da qui al mattino&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intanto avevano\u00a0 raggiunto il piazzale del santuario che dominava il lago dall\u2019alto. Erano\u00a0 scesi dalla macchina e si erano fermati a lungo, tacendo, ad ammirare il paesaggio quieto e immobile. Ad Agnese erano tornati alla\u00a0 mente\u00a0 versi di Foscolo, in un susseguirsi di pensieri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La vista del lago, impagabile, rivaleggiava con il ricordo dei panorami dell\u2019estremo\u00a0 Nord Europa, dove il silenzio era sovrano. Agnese amava quei posti e avrebbe voluto viverci, ma\u00a0 all\u2019idea di quelle vastit\u00e0 deserte veniva presa da una sottile angoscia che si insinuava a rovinarle l\u2019incanto. Troppa assenza di rumori\u00a0 e\u00a0 troppa solitudine davano un senso di inquietudine, di perdita di\u00a0 controllo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inevitabile il paragone con la relazione di coppia. C\u2019\u00e8 qualcosa che sfugge maggiormente al controllo? All\u2019inizio si toccano vette impensabili, ma poi si scende lungo la china dell\u2019abitudine. Il matrimonio altro non \u00e8 che un sodalizio, una societ\u00e0 di mutuo soccorso, un patto di protezione. C\u2019\u00e8\u00a0 un\u2019intesa stabilita, non solo dal Codice Civile, di sostegno reciproco e c\u2019\u00e8 una legge non scritta: si sanno tante cose l\u2019uno dell\u2019altra che non si raggiungeranno mai pi\u00f9 certi apici. Non ci sono pi\u00f9 domande.\u00a0 La carnalit\u00e0, la\u00a0 sessualit\u00e0 \u00e8 l\u2019unico legame che unisce veramente e quando, con l\u2019et\u00e0 e, in casi sfortunati, con la malattia, la capacit\u00e0 fisica viene meno, manca la soddisfazione del motivo che giustifica l\u2019unione di due esseri. Il rapporto a due si evolve, diventa una relazione diversa da quella che ci appagava. \u00c8 giusto accettare questo cambiamento? Che cosa ci obbliga a tenere unite due entit\u00e0 distinte?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alessio ruppe il silenzio, distogliendo Agnese dal vortice dei dubbi: \u201cNon ti sembra di essere di nuovo nel Nord Europa?\u201d Fece una pausa e aggiunse: \u201c Ho voluto portarti qui per ringraziarti. Non eri tenuta a venire al cimitero a condividere la mia tristezza.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Agnese si chiese quale strana\u00a0 capacit\u00e0 medianica avesse il marito. Ogni volta che lei\u00a0 stava per allontanarsi lui la riagganciava, dandole, forse inconsapevolmente, una risposta. Ecco le cose che li univano: la memoria e il sentire comuni!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il muretto che proteggeva dallo strapiombo sul lago era invaso da un\u2019erba rampicante selvatica. Agnese si volt\u00f2 e chiese al marito se voleva tagliarla e ripulire anche l\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alessio sussurr\u00f2 teneramente una sola\u00a0 parola: \u201cAgnese!\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sapevano di essere complementari e necessari l\u2019uno all\u2019altra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si abbracciarono d\u2019impeto, pronti a ricominciare, come sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31475\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31475\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era calmo nel crepuscolo il lago, circondato da una striscia di bassa montagna scura. 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