{"id":31468,"date":"2017-05-17T17:42:36","date_gmt":"2017-05-17T16:42:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31468"},"modified":"2017-05-17T17:42:36","modified_gmt":"2017-05-17T16:42:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-buon-natale-katarina-di-vilma-buttolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31468","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Buon Natale Katarina&#8221; di Vilma Buttolo"},"content":{"rendered":"<p>Buon Natale Katarina<\/p>\n<p>Non avrebbe dovuto cedere.<br \/>\n&#8211; Grazie Ivana. Sei un tesoro \u2013 le aveva detto la giovane collega. Cos\u00ec, come accadeva ormai da alcuni anni, sarebbe rimasta lei a lavorare fino alla vigilia. In fondo non aveva n\u00e9 un compagno stabile e neppure dei figli che richiedessero la sua presenza per quella festa. Non li aveva voluti.<\/p>\n<p>&#8211; Maresciallo \u00e8 sufficiente che lei stia qui \u2013 disse con tono autorevole. Erano state le sue prime parole, dopo una rapida stretta di mano.<br \/>\nEra arrivata a quell\u2019appuntamento a piedi. \u201cNon \u00e8 troppo distante\u201d aveva pensato, prima di raccogliere dalla scrivania i documenti necessari. E poi quel tragitto le sarebbe servito per mettere in ordine, nella sua mente, le immagini di ci\u00f2 che sarebbe accaduto. Come il montaggio della pellicola di un film ormai familiare.<br \/>\n&#8211; Lo sa che devo entrare con lei \u2013 replic\u00f2 senza troppa convinzione l\u2019anziano carabiniere. Ivana prov\u00f2 un certo fastidio: non per quel silenzio delle sette e trenta del mattino di un giorno quasi di festa e neppure perch\u00e9 si trovava a discutere con quell\u2019uomo in divisa all\u2019ingresso del piccolo ospedale di provincia. Voleva fare in fretta.<\/p>\n<p>&#8211; \u201cLadri di bambini\u201d questo sar\u00e0 il titolo che leggeremo sul giornale della Valle. Lo sai vero? \u2013 aveva sottolineato il segretario vedendola uscire, dall\u2019ufficio di servizio sociale, la sera prima.<br \/>\n&#8211; S\u00ec lo so. E tocca di nuovo a me. Ma del resto l\u2019ho voluto io. Anche se.<br \/>\nA quella sospensione il segretario si fece pi\u00f9 attento.<br \/>\n&#8211; Anche se?<br \/>\n&#8211; Anche se questa vicenda mi mette un po\u2019 a disagio. Comunque \u2013 aggiunse con un sospiro &#8211; preferisco andare da sola. Veronica non mi sembra ancora in grado \u2013 disse prima di uscire.<br \/>\n&#8211; Sempre protettiva eh? \u2013 furono le ultime parole che sent\u00ec chiudendo la porta.<\/p>\n<p>Il maresciallo spostava il peso del corpo da una gamba all\u2019altra e a Ivana sembr\u00f2 un ondeggiare lento, quasi un ritmo del suo parlare. Per un attimo pos\u00f2 l\u2019 attenzione sulla divisa scura. Piccoli fiocchi di neve gli si erano fermati addosso. Fu tentata di spazzarglieli via dalla spalla con la mano. Ma l\u2019 ultima frase che sent\u00ec, ristabil\u00ec il confine.<br \/>\n&#8211; Per mantenere l\u2019ordine \u2013 concluse il maresciallo.<br \/>\nTentando una possibile mediazione Ivana disse &#8211; Facciamo cos\u00ec, saliamo insieme e lei resta fuori dal reparto. Se qualcosa non va la chiamo.<br \/>\nSi guardarono come per siglare quel patto e poi insieme si diressero verso l\u2019ascensore.<br \/>\nEntrando nel reparto Ivana si sbotton\u00f2 il cappotto e si sfil\u00f2 la sciarpa con un gesto rapido. \u201c Fa troppo caldo qui dentro\u201d pens\u00f2 avviandosi lungo il corridoio ancora illuminato dalle luci notturne. Il suo passo sicuro era pi\u00f9 delicato del solito. L\u2019odore di crema e borotalco la avvolse ancor prima di poter distinguere le stanze e i vetri della nursery. Rallent\u00f2 fino quasi a fermarsi. Sapeva che da l\u00ec in avanti la vita di altre persone sarebbe cambiata.<br \/>\n&#8211; Sto facendo la cosa giusta \u2013 si disse infine, ripassando mentalmente tutti i fotogrammi di quella brutta vicenda fatta di violenza, povert\u00e0, emarginazione, ignoranza, solitudine. Di immensa solitudine. Forse era proprio \u201cquella storia\u201d e il clima natalizio a turbarla.<br \/>\n\u201cSto facendo la cosa giusta\u201d si ripet\u00e9 riavviando il passo. Imbocc\u00f2 un altro corridoio e si ferm\u00f2.<br \/>\nVicino al vetro, che separava gli adulti dai piccoli appena venuti al mondo, c\u2019era una zingara. La vide nella penombra del reparto. Si avvicin\u00f2 lentamente per osservarla meglio.<br \/>\nEra alta. La lunga gonna a fiori e i colori accesi accentuavano le sue forme abbondanti. I capelli erano pettinati e acconciati con cura. Aveva profonde rughe sul volto. Le sue mani nodose, appoggiate al vetro, le ricordavano quelle radici che emergono con forza dalla terra.<br \/>\nFece ancora qualche passo fino ad arrivare pi\u00f9 vicina a lei. Si ferm\u00f2 dietro al grande albero di Natale. Prima di ogni altro pensiero, fu colpita da un odore acre di legna bruciata, che proveniva da quella donna e che, inaspettatamente, le sembr\u00f2 familiare.<\/p>\n<p>&#8211; Ivana deve rimanere con noi- la voce della nonna la colp\u00ec pi\u00f9 per il tono che per le parole. Si era svegliata in quella fredda mattina di inverno ed era stata un bel po\u2019 a godersi il caldo, sprofondata nel morbido materasso. Li aveva sentiti bisbigliare al piano di sotto. Non voleva ascoltare quei discorsi dei grandi, ma il sottotetto dove dormiva non aveva porte.<br \/>\n&#8211; Non ce la lasceranno mai \u2013 rispose il nonno<br \/>\n&#8211; Dobbiamo provare. In quella casa sono matti, compreso nostro figlio. Quei due non sono dei bravi genitori e Ivana sta soffrendo troppo. Sta molto meglio qui \u2013 concluse la nonna.<br \/>\nIvana non aveva capito bene di che cosa stessero parlando. Era abituata ad altri toni e rumori che in quella casa non aveva mai sentito. Forse, anche per quello, lo stare dai nonni era sempre una festa. Si era preoccupata per\u00f2 perch\u00e9 aveva sentito pronunciare il suo nome. Allora era scesa dalla scala in legno per raggiungerli nella grande cucina.<br \/>\nLa sentirono arrivare dal rumore dei piedini sugli assi cigolanti.<br \/>\n&#8211; Ivana attenta \u2013 le disse il nonno raggiungendola velocemente \u2013 lo sai che non devi scendere da sola \u2013 aggiunse prendendola in braccio. Lo strinse forte affondando il viso nella sua camicia a quadri. Le piaceva l\u2019odore del nonno.<\/p>\n<p>Ivana non riusciva a capire chi fosse la nomade di fronte a lei. Forse una nonna, una bisnonna. Conosceva molto poco di quella situazione. Giusto il necessario: una madre bambina gi\u00e0 in comunit\u00e0, lontana dalle botte di quell\u2019uomo che era suo padre. Padre e chiss\u00e0 cos\u2019altro ancora.<br \/>\nLa donna osservava attraverso il vetro. Ivana colse in quello sguardo una tenerezza infinita. La bimba che cercava non era l\u00ec, ma lei guardava tutti quei neonati come se fossero suoi.<br \/>\nPiangeva in silenzio e accarezzava il vetro parlando sommessamente in una lingua che Ivana non capiva ma il cui suono le piaceva.<\/p>\n<p>&#8211; Pap\u00e0 lo sai che non posso lasciarti Ivana \u2013 La voce di suo padre le aveva spento il sorriso di quei giorni. Avrebbe voluto scappare ma le gambe non si mossero e rimase l\u00ec tra quei due uomini.<br \/>\n&#8211; In autunno inizier\u00e0 la scuola. Faremo di tutto per lei e non accadr\u00e0 pi\u00f9. Te lo prometto.<br \/>\nIvana sentiva suo padre dietro di lei stringerle le spalle. Le mani nodose del nonno, l\u00ec di fronte, le sembrarono serrarsi. Poi il nonno disse a suo figlio qualcosa, in quella lingua di cui lei conosceva solo qualche parola, imparata per gioco. Di l\u00ec in avanti, la loro discussione continu\u00f2 con quelle frasi incomprensibili di cui lei cap\u00ec solo la violenza dei toni.<br \/>\nIl giorno dopo lasci\u00f2 quelle montagne di confine e quei nonni che vide via via sempre meno nel tempo, fino a non frequentarli pi\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019idea di chiamare il maresciallo non l\u2019aveva neppure sfiorata. Ivana avrebbe voluto invece chiedere a quella donna chi fosse, spiegarle che la bambina sarebbe stata bene.<br \/>\nPoi, in un attimo, le luci del reparto si accesero. La zingara di scatto si gir\u00f2 verso di lei. Il tempo sospeso tra la realt\u00e0 e i ricordi si interruppe.<br \/>\n&#8211; Ehi cosa fai qui? \u2013 Un\u2019infermiera, usc\u00ec all\u2019improvviso dallo studio medico.<br \/>\n&#8211; Ehi dico a te \u2013 continu\u00f2 dirigendosi verso quell\u2019 ospite inattesa.<br \/>\nAnche Ivana allora si avvicin\u00f2.<br \/>\n&#8211; Scusa \u2013 disse la nomade all\u2019infermiera guardandola solo per un attimo \u2013 ho sbagliato scusa.<br \/>\nPoi girandosi verso Ivana le parl\u00f2, con quella cadenza balcanica, come se avesse saputo chi fosse.<br \/>\n\u2013 Che Dio ti benedica signora. Che Dio benedica tutti questi bambini e \u2013 si interruppe per un attimo afferrandole le mani \u2013 e benedica Katarina. Per favore \u2013 aggiunse, stringendo la sua presa. Ivana rimase immobile.<br \/>\nTutto si svolse velocemente. Con destrezza la donna fece scivolare le proprie mani dalla stretta appena nata e si allontan\u00f2 dall\u2019uscita di sicurezza.<br \/>\nL\u2019infermiera perplessa le si avvicin\u00f2 &#8211; Le ha fatto male dottoressa? Ah questi zingari \u2013 disse con un sospiro &#8211; Non ho capito cosa le ha detto. E lei?<br \/>\n&#8211; Neanch\u2019io \u2013 sussurr\u00f2 Ivana infilando la mano destra, ancora chiusa, nella tasca del pantalone.<\/p>\n<p>Faceva freddo come sempre tra quelle case sperdute fra le montagne del Friuli, ma Ivana, ormai un\u2019adulta, non era pi\u00f9 abituata da tempo al gelo di quelle giornate. Se non fosse stato per la situazione, sarebbe stata una bella vigilia di Natale, con il sole e le cime bianche, con tutta la gente del paese intorno a lei, il profumo di neve e l\u2019aria pungente che si mescolava con il calore del fumo dei camini.<br \/>\nLa cerimonia fu toccante, tante persone da riempire non solo la piccola chiesa ma anche il sagrato. Furono tanti gli anziani che la salutarono, chi con un sorriso, chi con una carezza.<br \/>\nPoi si diressero verso il cimitero. Accanto a lei, con un incedere lento, camminava suo padre. Era curvo e stanco, finalmente meno forte di allora. Arrivarono in un attimo di fronte alle fosse per i nonni. Un cuscino di fiori appoggiato a terra riportava la scritta \u201cInsieme per sempre\u201d. Cos\u00ec era stato. Erano morti a distanza di due giorni uno dall\u2019altro: prima la nonna e poi il nonno.<br \/>\nVide suo padre accartocciarsi su s\u00e9 stesso.<br \/>\n\u2013 Tua madre ed io non siamo stati dei bravi genitori &#8211; le sussurr\u00f2 con gli occhi umidi \u2013 Le cose non sono andate come avrei voluto. Forse avrei dovuto lasciarti qui con loro \u2013 disse continuando a guardare davanti a s\u00e9. Poi tacque nell\u2019attesa di una parola o di un segno che alleviasse il proprio rimorso.<br \/>\nIvana non rispose. Prefer\u00ec fosse il silenzio ad accompagnare le sue lacrime.<\/p>\n<p>&#8211; Dottoressa Calligaro, tutto bene? \u2013 le chiese il maresciallo vedendola arrivare con la bimba.<br \/>\n&#8211; Si. Tutto bene .<br \/>\n&#8211; Mi sembra ci abbia messo molto. \u2013 sottoline\u00f2 con apprensione. Poi allung\u00f2 una mano verso la neonata che dormiva nel seggiolino, sfiorandole con l\u2019indice il piccolo mento.<br \/>\n&#8211; All\u2019ultimo hanno dovuto cambiarle il pannolino \u2013 ment\u00ec guardando la piccola. Non gli avrebbe detto della zingara. Non era successo nulla, infondo. Ognuno aveva fatto la cosa necessaria.<br \/>\nNell\u2019ascensore il maresciallo osserv\u00f2 attento la bimba.<br \/>\n&#8211; E\u2019 bella \u2013 disse inaspettatamente. Ivana annu\u00ec. Le parole che avrebbe voluto far uscire le si fermarono in gola, l\u00ec dove un grosso nodo le si era formato nel ricordare la sua storia.<br \/>\nUsciti dall\u2019ospedale si diressero ognuno verso la propria auto; i timidi fiocchi della mattina si erano trasformati in una nevicata decisa. Ivana sistem\u00f2 il seggiolino facendo attenzione a non svegliare la bambina.<br \/>\nFu affiancata dalla volante: dal finestrino abbassato il carabiniere alla guida si fece dare le indicazioni necessarie.<br \/>\n&#8211; Tanto dobbiamo seguirla dottoressa \u2013 precis\u00f2 il maresciallo, sporgendosi verso di lei dal suo posto \u2013 non corra troppo, mi raccomando \u2013 disse alla fine sorridendo.<br \/>\nIvana entr\u00f2 nella sua auto e mise in moto. Il rumore improvviso svegli\u00f2 la piccola, che spalanc\u00f2 gli occhi; erano ancora di un colore indefinito. Si guard\u00f2 intorno come se stesse cercando qualcuno e poi volt\u00f2 il capo verso di lei senza piangere.<br \/>\n&#8211; Ciao piccolina \u2013 le disse, prima di prendere dalla tasca ci\u00f2 che le aveva lasciato quella donna. Una catenina con un ciondolo raffigurante l\u2019immagine di una santa. Una santa nera. Sul retro una scritta Santa Sara. Gliela infil\u00f2, sistemandola poi sul corpicino infagottato.<br \/>\n&#8211; Ti appartiene, forse un giorno ne scoprirai il significato \u2013 le disse aggiungendo, poi, prima di partire: &#8211; Sretan Bozic Katarina. Buon Natale Katarina.<\/p>\n<p>Vilma Buttolo<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31468\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31468\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Buon Natale Katarina Non avrebbe dovuto cedere. &#8211; Grazie Ivana. 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