{"id":31452,"date":"2017-05-17T17:26:50","date_gmt":"2017-05-17T16:26:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31452"},"modified":"2017-05-17T17:26:50","modified_gmt":"2017-05-17T16:26:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-amicizia-differenziata-di-tommaso-tronconi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31452","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Amicizia differenziata&#8221; di Tommaso Tronconi"},"content":{"rendered":"<p>Anche quella mattina il sole svegli\u00f2 presto Goran. La luce filtrava con facilit\u00e0 nell\u2019atrio dell\u2019agenzia immobiliare. Goran se ne stava l\u00ec, ogni notte, a terra, sul suo lettuccio di cartone, abbarbicato alle coperte intrise di polvere e terriccio. Il sole picchiava forte sulle due vetrine laterali piene di annunci di Vendesi e Affittasi. E Goran non se lo faceva ripetere due volte, dal sole, di svegliarsi. Non poteva rimandare la sveglia, perch\u00e9 di sveglie non ne aveva. Allora si stiracchi\u00f2 sotto le coperte, poi si alz\u00f2 e si specchi\u00f2 nelle vetrine. Ogni mattina sempre pi\u00f9 arruffato, prese il pettine dal suo zainetto sfilacciato e prov\u00f2 a spianarsi un po\u2019 i capelli. Ma come ogni mattina, l\u2019impresa fu vana. Pieg\u00f2 quindi i cartoni, ripieg\u00f2 le coperte, imbracci\u00f2 il suo zainetto mezzo scucito e usc\u00ec di casa, o quello che era insomma. Ripose quindi le coperte e i cartoni nello sportello di un vecchio quadro elettrico, o forse dell\u2019acqua chiss\u00e0, all\u2019interno di un cortile l\u00ec vicino dove non passava mai nessuno.<\/p>\n<p>Come ogni giornata che si rispetti, anche la sua cominciava con la colazione. Gi\u00e0 di prima mattina i bar pullulavano di persone: insegnanti, studenti, bancari, impiegati, nonni. Goran aveva i suoi due o tre bar prediletti che bazzicava a rotazione. Se ne sta l\u00ec, nascosto dietro le colonne dei porticati o le auto parcheggiate. C\u2019era sempre qualcuno che, per fretta o mancanza di fame, lasciava qualcosa sul tavolo: qualche biscotto, un pezzo di cornetto, un goccio di cappuccino o di succo di frutta. Non appena vedeva un cliente abbandonare il tavolino all\u2019aperto, Goran sgattaiolava fuori dal suo nascondiglio e si fiondava come un falco sulla sua preda mattutina. Agguantava il boccone di brioche avanzato o il rimasuglio di caff\u00e8 e se lo pappava a gran velocit\u00e0 prima che arrivasse il cameriere a sparecchiare. Le altre persone sedute a far colazione lo vedevano, lo guardavano, fingendo di non curarsi di lui. Era un po\u2019 come un piccolo fantasma, anche se pulito non era e di gelsomino non profumava. Qualcuno lo fissava schifato, ma rimaneva in silenzio, come a non volersi immischiare. Soprattutto ci fosse mai stato qualcuno di buona volont\u00e0 che gli avesse offerto volontariamente qualcosa da mangiare o da bere.<\/p>\n<p>In modo simile agiva in vista del pranzo per aggiudicarsi qualche tozzo di panino avanzato. Il suo luogo preferito era la zona intorno all\u2019universit\u00e0, dove ragazzi e ragazze sgrifavano ogni giorno fettone di pane e schiacciate che costantemente non finivano e gettavano a pezzi intatti nel cestino. Goran aveva l\u2019occhio lungo, osservava con attenzione e appena vedeva qualche prelibatezza buttata via, correva di soppiatto verso il bidone dei rifiuti, guardava dentro, metteva la manina nel buco e, come un bravo mago fa col coniglio nel cilindro, tirava fuori il suo pranzo. Non \u00e8 difficile capire come, di questo passo, sempre nel posto giusto al momento giusto, riuscisse a riempirsi lo stomaco. Procurarsi la cena, invece, anche per colpa del buio, era impresa pi\u00f9 ardua. Ma con i primi due pasti della giornata Goran riusciva a tenere duro fino a sera.<\/p>\n<p>Il resto della giornata la passava a zonzo, tra giardinetti per bambini, vicoli pi\u00f9 o meno ignoti, strade del centro, con il palmo destro sempre teso nella speranza che qualcuno potesse regalargli qualche spicciolo da mettere da parte.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Il camion tossiva ogni volta che entrava in moto. Poi bastava un poco di gas per farlo rombare, come se stesse annunciando il suo imminente arrivo a bloccare il traffico cittadino. Perch\u00e9 il camion della nettezza, al pari dei tassisti e dei ciclisti contromano, \u00e8 uno dei peggiori nemici del traffico. Procede lento, goffo, come un\u2019enorme scatola da scarpe con le ruote. E, pur essendo innocuo, incute qualche timore.<br \/>\nGionni doveva fare tutto da solo. Ogni singolo operatore ecologico, come lo chiamavano gli addetti ai lavori ma non i comuni cittadini, doveva guidare, fermarsi, scendere, prendere il bidone della spazzatura, svuotarlo nel camion, quindi rimetterlo a posto, rimontare su e ripartire. E cos\u00ec via per ogni cassonetto della spazzatura presente sul percorso da coprire.<\/p>\n<p>Anche giunto all\u2019angolo dopo l\u2019agenzia immobiliare dove dormiva Goran, Gionni scendeva e compiva il suo rito quotidiano di rimozione dei rifiuti. Quando un giorno vide proprio il piccolo Goran. Se ne stava l\u00ec, tra i bidoni dell\u2019immondizia a cercare del cibo o chiss\u00e0 cos\u2019altro. Il bambino quasi non s\u2019accorse dell\u2019arrivo del camion. Poi Gionni spost\u00f2 un bidone e Goran lo vide. Ne ebbe paura e scapp\u00f2 subito via. Gionni non fece neppure in tempo ad aprir bocca che rimase immobile ad osservare il ragazzino correre lontano, mentre dietro al camion un signore impaziente gi\u00e0 clacsonava senza requie. Poi svuot\u00f2 i bidoni, li rimise a posto, rimont\u00f2 su e ripart\u00ec.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Il giorno seguente accadde la stessa cosa. Gionni e Goran s\u2019incontrarono sempre l\u00ec, ma anche stavolta il piccolo fugg\u00ec subito, lasciando ancora il netturbino senza parole.<br \/>\nCos\u00ec per\u00f2 non fu la volta successiva.<br \/>\nQuella volta, infatti, Gionni ferm\u00f2 il camion una manciata di metri prima e pian pianino si avvicin\u00f2 ai bidoni, dai quali sentiva armeggiare il piccoletto. Gionni teneva in mano un album di figurine, quelle coi faccioni dei calciatori, e qualche immaginetta sbertucciata ma ancora buona da attaccare. Tese la mano tra i bidoni senza farsi vedere, Goran adocchi\u00f2 subito le figurine, ci si fiond\u00f2 sopra e si trov\u00f2 davanti l\u2019uomo. Spettinato anche lui, con le sopracciglia folte e spampanate, qualche dente ingiallito e fuori posto, qualche ruga ben visibile sul volto. Ma due occhi buoni, scuri, che lo lasciarono interdetto.<br \/>\n\u00abQueste sono per te. E questo \u00e8 l\u2019album dove attaccarle\u00bb gli disse con fare gentile Gionni.<br \/>\n\u00ab\u2026 grazie\u2026\u00bb rispose timido Goran.<br \/>\nPoi Gionni si rialz\u00f2 e mentre il ragazzetto sbirciava avido quanto ricevuto in dono, svuot\u00f2 i cassonetti, rimont\u00f2 sul camion e part\u00ec. Goran ebbe solo il tempo di urlargli dietro: \u00abCome ti chiami?\u00bb.<br \/>\n\u00abGionni, mi chiamano Gionni!\u00bb rispose l\u2019uomo.<br \/>\n\u00ab\u2026 io sono Goran!\u00bb grid\u00f2 con un misto di gioia e imbarazzo il piccoletto.<br \/>\nGionni stese il braccio sinistro fuori dal finestrino e agit\u00f2 la mano in segno di saluto.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Un altro giorno spunt\u00f2 e Gionni e Goran s\u2019incontrarono ancora, stesso posto, stessa ora.<br \/>\n\u00abCiao Goran!\u00bb disse Gionni.<br \/>\n\u00abCiao\u2026 Gionni\u2026\u00bb rispose il bambino.<br \/>\n\u00abOggi non ho niente da darti\u2026\u00bb disse dispiaciuto il netturbino.<br \/>\n\u00abDomani \u00e8 il mio compleanno!\u00bb tuon\u00f2 allegro Goran.<br \/>\n\u00abAllora ti far\u00f2 un regalo, promesso!\u00bb esclam\u00f2 l\u2019uomo, stringendo la manina del piccolo amico, che arrossendo sorrise.<\/p>\n<p>Il giorno dopo Gionni suon\u00f2 il clacson. Goran sbuc\u00f2 fuori dai bidoni e vide che Gionni agitava in aria un camioncino.<br \/>\n\u00ab\u00c8 il mio regalo!?\u00bb grid\u00f2 di felicit\u00e0 Goran.<br \/>\n\u00abS\u00ec, ma \u00e8 solo una parte del tuo regalo\u2026\u00bb rispose Gionni, che intanto era sceso dal camion allungando il giocattolo al piccolo amico.<br \/>\n\u00abSenti Goran, lo vuoi fare un giro su un vero camion?\u00bb gli domand\u00f2.<br \/>\n\u00abS\u00ec!\u00bb rispose Goran saltando sul posto.<br \/>\n\u00abAllora andiamo!\u00bb disse Gionni aprendo la portiera del camion della nettezza.<br \/>\nGoran balz\u00f2 su come un grillo.<\/p>\n<p>\u00abDunque il tuo nome \u00e8 Goran, giusto?\u00bb domand\u00f2 amichevole Gionni.<br \/>\n\u00abS\u00ec\u2026\u00bb rispose Goran, tutto preso a guardare da vicino il camioncino giocattolo.<br \/>\n\u00abVieni dall\u2019Est Europa?\u00bb ribatt\u00e9 l\u2019uomo.<br \/>\n\u00abS\u00ec\u2026\u00bb rispose ancora il piccolo senza scollare gli occhi di dosso dal suo regalo.<br \/>\n\u00abE i tuoi genitori dove sono?\u00bb chiese ancora Gionni.<br \/>\n\u00abNon lo so\u2026\u00bb disse triste Goran.<br \/>\nPoi incalzato poco alla volta da Gionni, nel suo italiano stentato e abbozzato, Goran raccont\u00f2 al netturbino che i suoi genitori erano stati presi durante una retata delle forze dell\u2019ordine al campo rom della citt\u00e0 dieci giorni prima. Lui era riuscito a scappare. Ora non sapeva dove fossero mamma e pap\u00e0, e loro non sapevano dove fosse lui.<br \/>\n\u00abE vivi di furtarelli?\u00bb gli chiese Gionni.<br \/>\n\u00abS\u00ec\u2026\u00bb rispose con un po\u2019 di vergogna il ragazzino.<br \/>\n\u00abGuarda che non ti devi vergognare. Anche io ho rubato. Sono stato anche in prigione per furto e rapina\u00bb.<br \/>\nGoran lo guard\u00f2 con gli occhi sgranati, in bilico tra ammirazione e timore.<br \/>\n\u00abSai dove ho preso le figurine che ti ho dato?\u00bb disse Gionni.<br \/>\n\u00abNo\u2026 dove?\u00bb rispose Goran.<br \/>\n\u00abLe ho rubate!\u00bb disse sorridendo l\u2019uomo. \u00abE lo sai dove ho preso il camioncino che hai tra le mani?\u00bb aggiunse poi.<br \/>\n\u00abNo\u2026 dove?\u00bb.<br \/>\n\u00abHo rubato anche quello!\u00bb.<br \/>\nGoran incominci\u00f2 a ridere e finse di tirare una piccola pacca sulla spalla dell\u2019uomo.<br \/>\n\u00abDico davvero, Goran, le ho rubate. O almeno in un certo senso. Tu non sai quanta roba butta via la gente. Le figurine e codesto camioncino li ho presi da un bidone del sudicio. Ma sono come nuovi!\u00bb spieg\u00f2 l\u2019uomo.<br \/>\n\u00abGrazie\u2026\u00bb riusc\u00ec solo a dire Goran.<br \/>\n\u00abNon devi ringraziarmi. Vedi, in realt\u00e0 io e te siamo molto simili\u2026\u00bb incominci\u00f2 Gionni.<br \/>\n\u00abMa io sono piccolo\u2026\u00bb ribatt\u00e9 subito Goran.<br \/>\n\u00abS\u00ec \u00e8 vero\u00bb, disse ridendo compiaciuto l\u2019uomo, \u00abma siamo simili. I nostri nomi cominciano entrambi con la G, siamo dei ladruncoli, tutti ci evitano perch\u00e9 puzziamo un po\u2019, siamo soli soletti\u00bb.<br \/>\nPoi aggiunse: \u00abSai, un tempo di riparava di tutto: frigoriferi, elettrodomestici, giocattoli, tutto! Oggi non pi\u00f9: si butta via tutto. Non funziona? E allora si butta via subito. Stessa cosa facciamo con gli altri. Non ci piacciono? E allora non li vogliamo con noi, li buttiamo nella spazzatura, li mettiamo in un angolo, proprio come le cose che non servono pi\u00f9\u00bb. Gionni sapeva che Goran non capiva tutto quello che gli stava dicendo. Ma poco importava. Gli andava bene cos\u00ec.<br \/>\nFinito il giro, stringendo in mano il suo camioncino, Goran salut\u00f2 Gionni: \u00abCiao\u2026 a domani!\u00bb. E colmo di gioia, guard\u00f2 il camion allontanarsi.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Il giorno successivo il camion dell\u2019immondizia arriv\u00f2 con un po\u2019 di ritardo. Ma stavolta a scendere non fu Gionni. Un altro uomo si chiuse dietro la portiera e cominci\u00f2 a raccogliere la spazzatura.<br \/>\n\u00abDov\u2019\u00e8 Gionni?\u00bb chiese Goran.<br \/>\n\u00abChi?\u00bb rispose lo sconosciuto.<br \/>\n\u00abGionni!\u00bb ribatt\u00e9 amareggiato il piccolo.<br \/>\n\u00abAh s\u00ec\u2026 ho capito chi dici. No, Gionni non verr\u00e0 pi\u00f9. \u00c8 di nuovo in carcere. Il suo periodo di reintegrazione sociale \u00e8 sospeso.\u00bb rispose.<br \/>\nAnche stavolta Goran non cap\u00ec tutto, ma afferr\u00f2 il concetto.<\/p>\n<p>Quella sera se ne and\u00f2 a letto mogio mogio. Ma prima di addormentarsi, con un pennarello finito chiss\u00e0 come nel suo zainetto, prese uno dei cartoni dove dormiva e su un lato, come fosse uno zerbino di benvenuto, ci scrisse: \u201cCasa di Goran e Gionni\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31452\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31452\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche quella mattina il sole svegli\u00f2 presto Goran. La luce filtrava con facilit\u00e0 nell\u2019atrio dell\u2019agenzia immobiliare. Goran se ne stava l\u00ec, ogni notte, a terra, sul suo lettuccio di cartone, abbarbicato alle coperte intrise di polvere e terriccio. Il sole picchiava forte sulle due vetrine laterali piene di annunci di Vendesi e Affittasi. E Goran [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31452\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31452\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":13045,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-31452","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31452"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/13045"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31452"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31452\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31561,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31452\/revisions\/31561"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31452"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31452"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31452"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}