{"id":3144,"date":"2010-04-06T16:54:53","date_gmt":"2010-04-06T15:54:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3144"},"modified":"2010-04-06T16:54:53","modified_gmt":"2010-04-06T15:54:53","slug":"il-mare-buio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3144","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Il mare buio&#8221; di Corrado Giusti"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Paolo era giovane e bello, ma visibilmente inquieto: si sedette al volante e sbatt\u00e9 con violenza la portiera dell\u2019auto; avvi\u00f2 il motore, accese i fari e part\u00ec, lasciando di scatto la frizione. Francesca, mora e sottile, al suo fianco, sobbalz\u00f2. Era notte inoltrata e la luna non si era ancora levata a rischiararla; le vie della citt\u00e0, oramai, erano deserte. Paolo respirava a fatica, come chi ha compiuto un grande sforzo; Francesca, invece, appariva completamente rilassata. Stettero a lungo in silenzio, poi, quando furono in periferia, Paolo si pass\u00f2 la mano tra i capelli, si scost\u00f2 dal collo la camicia, fece un lungo respiro, come di sollievo, e prese la parola:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>\u00abNon dirmi che non ti aspettavi una simile reazione, Francesca! Quante volte ti avevo ripetuto che ero stanco, nauseato dal tuo comportamento, ma tu no, non hai voluto ascoltarmi: hai continuato ad agire di testa tua, da quella presuntuosa che sei sempre stata!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Nelle sue parole non c\u2019era odio, ma solo amarezza.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>L\u2019auto aveva gi\u00e0 imboccato l\u2019Aurelia e procedeva verso sud, a velocit\u00e0 sostenuta. Francesca, a capo chino, taceva; non dava alcun segno di aver recepito le sconsolate parole di Paolo. Era come assente, estranea. Superato lo svincolo per Rispescia, Paolo, impaziente di arrivare, fece un primo sorpasso azzardato; l\u2019auto, poi, mentre stava per superarne un\u2019altra, fren\u00f2 disperatamente, per non tamponare quella che la precedeva, che aveva rallentato per sterzare a destra. Francesca non disse nulla: era indifferente a tutto. Dopo un po\u2019 Paolo riprese il discorso interrotto:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>\u00abNon puoi sapere fino a che punto ti sei fatta odiare! Eppure ti sarebbe bastato cos\u00ec poco! Cosa ti sarebbe costato ascoltarmi?\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Abbass\u00f2 il finestrino dalla sua parte, senza chiedere a Francesca se le arrecasse qualche disturbo, e lasci\u00f2 entrare l\u2019aria umida della notte, che respir\u00f2 a pieni polmoni.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>La massa oscura dei Monti dell\u2019Uccellina si era assottigliata; oramai erano giunti all\u2019altezza di Talamone ed il piccolo paese apparve, ad un tratto, tutto pieno di luci, come una giostra, sul mare buio. Il grande occhio del faro rosso si spalancava e subito si richiudeva. I lumi di Fonteblanda apparivano, invece, sparpagliati, qua e l\u00e0 nella piana. L\u2019auto procedette oltre, in direzione di Albinia, e Paolo riattacc\u00f2 il soliloquio:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>\u00abCominciasti subito, appena sposati, ma io credetti che bastasse dirti di non farlo pi\u00f9. Eri giovane, viziata dalla famiglia; ecco, s\u00ec, viziata, specialmente da tua madre&#8230;\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Francesca non faceva parola, ma continuava a stare a testa china: pareva che recitasse il \u00abmea culpa\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>\u00abEppure io ti ho sempre voluto bene, nonostante tutto! Eri cos\u00ec carina, cos\u00ec fragile, cos\u00ec tenera&#8230; Mi piacevi tantissimo! Ti sposai per amore! Tu no, tu avevi fatto bene i tuoi calcoli: avevo una buona posizione, potevo assicurarti tutto quello che desideravi&#8230; Tu e tua madre&#8230; Tua madre&#8230; La colpevole di tutto \u00e8 lei! Basta guardare tuo padre: quel pover\u2019uomo regge l\u2019anima coi denti! Ma tu non mi ridurrai cos\u00ec: io voglio vivere a lungo, io, ed in buona salute, cara mia!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Prima di giungere a Orbetello, l\u2019auto imbocc\u00f2 la strada del Tombolo di Giannella, una strada stretta, lungo una lingua di terra fra la laguna e il mare, fiancheggiata, a sinistra, da un\u2019alta barriera di eucaliptus, solitamente fruscianti al vento, ora immobili nella calma della notte. Paolo, premendo un bottone sul cruscotto, abbass\u00f2 elettronicamente anche il finestrino di destra e lasci\u00f2 entrare nell\u2019abitacolo la brezzolina frizzante che veniva dal mare. Francesca sembr\u00f2 rabbrividire, mentre un ciuffo dei suoi capelli neri si agitava nell\u2019aria, balenando nell\u2019ombra. Non accenn\u00f2 neppure a riordinarli: era accasciata, distrutta. Ora Paolo era ammutolito: si limitava a tirare lunghi sospiri. La tensione si andava allentando. Subentr\u00f2 un senso di angoscia:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>\u00abOra, purtroppo, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da fare!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>La sua voce era rauca, dimessa:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>\u00abOramai la situazione \u00e8 irrimediabile, Francesca&#8230; Vorrei sentirti dire che ho un po\u2019 di ragione, almeno un po\u2019, ma so che non lo farai&#8230;\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>La voce si spense come in un singhiozzo&#8230; Altri profondi respiri e ritrov\u00f2 la sua sicurezza.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>\u00abBisogna vivere, Francesca, bisogna tutelarsi&#8230; Conta solo vivere&#8230; Sono certo che in questo sei d\u2019accordo con me&#8230;\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>E la sua bocca accenn\u00f2 un sorriso, che si tramut\u00f2 in una specie di ghigno.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Raggiunto il ponte di Santa Liberata deviarono a destra, verso Porto Santo Stefano; sulla strada tutta curve non transitava nessuno. Le ville appollaiate sul monte e quelle sotto la strada, a strapiombo sul mare, solitamente piene di luci e di suoni, erano sprofondate nel buio e ammutolite nel silenzio. Evitarono il paese, che si arrampicava altero sul monte Argentario, costeggiarono per un breve tratto la banchina e salirono in alto, imboccando la strada panoramica.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>La luna non c\u2019era ancora e si poteva vedere, all\u2019intorno, solo quel poco che i fari riuscivano a illuminare: la strada bianca, le siepi polverose, qualche raro casolare&#8230; Le abitazioni dei vip erano sulla destra, sotto la strada, nascoste tra la macchia rocciosa, sopra la scogliera&#8230; Il mare sembrava immenso, come il buio che l\u2019opprimeva. Ad un tratto l\u2019auto si ferm\u00f2, tutta appoggiata sulla destra, a pochi centimetri dallo strapiombo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Paolo si rilass\u00f2, aggiust\u00f2 lo specchietto retrovisore, dando un\u2019occhiata alla strada, alle sue spalle, apr\u00ec lo sportello dalla sua parte, fece per scendere; poi sembr\u00f2 ripensarci: si volse verso la donna e si butt\u00f2 di traverso sul suo corpo&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Raggiunta con la mano la portiera di destra, la spalanc\u00f2, sganci\u00f2 la cintura di Francesca e&#8230; la spinse con forza nel vuoto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Poi scese in fretta dall\u2019auto e corse sul ciglio della strada, fermandosi sospeso e tendendo l\u2019orecchio: ud\u00ec chiaramente il tonfo del corpo che aveva raggiunto il mare e il croscio dell\u2019acqua che l\u2019aveva accolto. Si stropicci\u00f2 le mani con soddisfazione:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>\u00abE ora goditi tutto il maledetto sale che vuoi, Francesca! A me basta che non ne usi pi\u00f9 in cucina! Non hai mai voluto capire che il sale danneggia le arterie! Tu pensavi solo a te stessa: eri peggio di una capra! Alla fin fine mi hai costretto tu ad ucciderti: quella zuppa, oggi, era davvero immangiabile!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>E risal\u00ec in auto, finalmente in pace con se stesso, con Francesca e col mondo.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3144\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3144\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Paolo era giovane e bello, ma visibilmente inquieto: si sedette al volante e sbatt\u00e9 con violenza la portiera dell\u2019auto; avvi\u00f2 il motore, accese i fari e part\u00ec, lasciando di scatto la frizione. 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