{"id":3135,"date":"2010-04-06T16:42:25","date_gmt":"2010-04-06T15:42:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3135"},"modified":"2010-04-06T16:42:25","modified_gmt":"2010-04-06T15:42:25","slug":"la-civetta-curiosa-sezione-racconti-per-bambini-di-baldini-bruna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3135","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;La civetta curiosa&#8221;(sezione racconti per bambini) di Bruna Baldini"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormalCxSpFirst\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\">In un bosco, vicino ad un paese arroccato sulle montagne di Massa Carrara, tanti anni fa, viveva una strana civetta, molto molto curiosa. Il silenzio del bosco per\u00f2 la riempiva di malinconia. Cos\u00ec appena si faceva notte, piano piano per non farsi sentire dagli altri animali, volava volava per andare nella piazzetta del paese. L\u00ec tutti i giorni giocavano allegramente tanti bambini e ci facevano anche merenda. E come tutti sappiamo, i bambini quando mangiano sono molto generosi, lasciano per terra tante briciole di pane, di biscotti e di dolci. La civetta quindi appena arrivava con avidit\u00e0 saziava la sua fame e la sua golosit\u00e0, poi saltellando felice si avvicinava alla fontana e si faceva una bella bevuta di acqua fresca e limpida.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormalCxSpMiddle\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\">Se non fosse stato per la sua grande curiosit\u00e0 di vedere come viveva la gente in paese, poteva ritornarsene tranquillamente nel bosco, ma lei proprio non ci pensava. Incominciava a volare da una casa all\u2019altra, si fermava sui davanzali delle finestre e dagli scuri mezzi aperti guardava all\u2019interno delle case. Spiando, sera dopo sera, sapeva tutto ma proprio tutto di tutti: chi era buono, chi era cattivo, quanti erano gli abitanti del paese, come si chiamavano, cosa mangiavano, chi andava a letto presto e chi stava al bar a giocare a carte fino a tarda notte. L\u2019ultimo a ritornare a casa era sempre il vecchio Antonio.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormalCxSpMiddle\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\">I suoi amici del bosco non riuscivano a capire perch\u00e9 fosse cos\u00ec interessata alla vita di quella gente e perch\u00e9, pur di stare in paese, passava le notti da sola. La civetta, se avesse potuto, sarebbe vissuta cos\u00ec anche lei. Anzi, per dire proprio la verit\u00e0, ci aveva provato un po\u2019 di tempo prima. Per stare sempre con la gente, si era costruita un bel nido in cima al campanile della chiesa. Aveva scelto quel posto perch\u00e9 da l\u00ec si vedeva tutto il paese.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormalCxSpMiddle\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\">Appena finito il nido ritorn\u00f2 nel bosco, aspett\u00f2 la notte, salut\u00f2 tutti i suoi amici animali e disse loro: \u201cHo deciso che da stanotte vivr\u00f2 sempre in paese ma vi verr\u00f2 a trovare spesso\u201d. Dopodich\u00e8 lasci\u00f2 il bosco per il campanile. Era tanto felice. Per fare una grande entrata in paese decise di cantare una bella serenata. Incominci\u00f2 a volare da un tetto all\u2019altro delle case e, con quanto pi\u00f9 fiato aveva, cominci\u00f2 a fischiare ma ahim\u00e8, come tutti sappiamo, il canto della civetta \u00e8 lugubre e non piace a nessuno.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormalCxSpMiddle\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\">Si svegliarono i cani e si misero ad abbaiare, si svegliarono i gatti e si misero a miagolare, si svegliarono i bambini e si misero a piangere. Gli uomini e le donne uscirono di casa e la presero a sassate. Se avessero potuto, l\u2019avrebbero presa anche a bastonate. Le correvano dietro e le urlavano: \u201cDisgraziata di una civetta vai a fischiare nel bosco! Se proprio vuoi portare sfortuna a qualcuno, portala ai tuoi simili!\u201d. Avvilita e spaventata la povera civetta fece ritorno nel bosco. Da quella notte smise di fischiare e per tanto tempo non fece pi\u00f9 ritorno in paese.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormalCxSpMiddle\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\">Ma una notte, mentre se ne stava piena di nostalgia accovacciata dentro il suo nido, le venne in mente il vecchio Antonio: le sembrava di vederlo uscire dal bar e, con passo stanco e un po\u2019 barcollante per il vino bevuto, attraversare cantando il centro del paese. Il vecchio quando non aveva sonno, invece di andare a letto, si sedeva sugli scalini davanti alla porta di casa e parlava da solo. E lei, la civetta curiosona, per sentire cosa diceva, per tante notti si era nascosta tra le foglie della pianta di fico che era nell\u2019aia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormalCxSpMiddle\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\">Tuttavia <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>una notte Antonio si accorse di lei e la chiam\u00f2: \u201cCivettona, perch\u00e9 non canti? Canta, canta insieme a me! Io vivo di notte come te, non aver paura, a me non porterai sfortuna!\u201d. E ripeteva: \u201cCanta, canta insieme a me cos\u00ec ci facciamo compagnia! Siamo due animali notturni noi. A quest\u2019ora i cristiani dormono tutti\u201d. Da quella notte si fecero compagnia tante volte.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormalCxSpMiddle\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\">Tutti questi ricordi per\u00f2 le riempirono il cuore di tristezza e cos\u00ec, anche se il tempo era brutto, decise di andare a trovare il vecchio Antonio. Lui di sicuro sarebbe stato contento di rivederla e poi sapeva vita, morte e miracoli di tutti. Chiss\u00e0 quante cose le avrebbe raccontato! E cos\u00ec si mise in viaggio. Arrivata sopra il paese, scoppi\u00f2 un violento temporale. Il vento soffiava forte e lei faceva fatica a volare. Si sentiva sempre pi\u00f9 debole e cominci\u00f2 a scivolare gi\u00f9, sempre pi\u00f9 gi\u00f9, verso terra e alla fine casc\u00f2 sfinita vicino alla fontana della piazza. Allora chiuse gli occhi per la paura e pens\u00f2 \u201cQualcuno mi uccider\u00e0. Tutti pensano che le civette portano sfortuna. La gente non sa chi sono io\u201d. Quando stava proprio per vedersela brutta il destino le and\u00f2 in aiuto. Sent\u00ec la voce del vecchio Antonio che la prese, la mise sotto la giacca e la port\u00f2 a casa sua e, adagiandola vicino al caminetto acceso, le disse: \u201cNon morire. Sono stanco di parlare da solo e ho tante cose da raccontarti\u201d. E le accarezz\u00f2 la testa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormalCxSpMiddle\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\">La civetta si riprese subito e rispose: \u201cAntonio, il tuo aiuto e la tua bont\u00e0 mi hanno fatto ritornare la parola. Io non sono una vera civetta, sono la duchessina Matilde. Vivevo felice con i miei genitori nel Palazzo Ducale di Massa di fronte a piazza Aranci. Un giorno un\u2019amica di mia mamma, gelosa della nostra felicit\u00e0, ci invit\u00f2 a casa sua alla festa del suo compleanno. Tra gli invitati c\u2019era una strega. Senza che nessuno se ne accorgesse mi fece trasformare in civetta e poi mi disse \u2013 Dovrai vivere sui monti e non potrai pi\u00f9 parlare fino a quando non troverai una persona che si prender\u00e0 cura di te. E per ritornare duchessina, cara Matilde, dovrai trovare il modo di rientrare dentro il tuo palazzo-\u201c. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormalCxSpMiddle\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\">Il vecchio Antonio che fino a quel momento sembrava aver perso la parola, disse: \u201cTi aiuter\u00f2 io! Ti nasconder\u00f2 sotto la mia giacca e andremo a piedi fino a Massa. Il viaggio \u00e8 lungo ma prendere l\u2019autobus \u00e8 impossibile con la sfortuna che ti ritrovi addosso. Se qualcuno si accorgesse di te, ci butterebbero gi\u00f9 dal finestrino tutti e due!\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormalCxSpMiddle\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\">Partirono all\u2019alba. Arrivarono in piazza Aranci la sera. Antonio si sedette sfinito sopra una panchina davanti al Palazzo Ducale. Il portone era aperto ma ai suoi lati c\u2019erano due guardie. Al piano di sopra per\u00f2 c\u2019era una finestra aperta.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormalCxSpMiddle\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\">Dalla piazza alla finestra c\u2019erano pochi metri. Antonio senza farsi vedere da nessuno nascose la civetta tra i rami degli aranci e le disse: \u201cIo far\u00f2 finta di essere ubriaco, mi avviciner\u00f2 alle guardie e, quando mi vedrai parlare con loro, spicca il volo ed entra nel palazzo da quella finestra\u201d. E quindi cominci\u00f2 a fare l\u2019ubriaco e, mentre distraeva le guardie, vide la civetta entrare veloce attraverso la finestra. Fece un grande sospiro e pens\u00f2 \u201cE\u2019 andato tutto bene. Sono felice. Buona fortuna!\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormalCxSpMiddle\" style=\"justify;\"><span style=\"Arial;\">Ritorn\u00f2 alla panchina per passarvi la notte. Al mattino sarebbe andato in piazza della Fabbrica a prendere l\u2019autobus per ritornare a casa. Ma quando stava per addormentarsi si sent\u00ec chiamare: \u201c Nonno, nonno\u201d. Apr\u00ec gli occhi e vide una ragazzina bellissima vestita a festa. Era la duchessina Matilde che insieme ai suoi genitori l\u2019abbracciarono forte e lo portarono dentro al palazzo per farlo vivere sempre con loro.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3135\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3135\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un bosco, vicino ad un paese arroccato sulle montagne di Massa Carrara, tanti anni fa, viveva una strana civetta, molto molto curiosa. 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