{"id":31316,"date":"2017-05-15T23:06:21","date_gmt":"2017-05-15T22:06:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31316"},"modified":"2017-05-15T23:06:21","modified_gmt":"2017-05-15T22:06:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-in-ogni-mio-respiro-di-cinzia-di-luzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31316","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;In ogni mio respiro&#8221; di Cinzia di Luzio"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019auto correva lungo l\u2019autostrada.<\/p>\n<p>Eravamo partiti da poco per un breve viaggio con i nostri bambini, per cercare di ritrovarci e di riprenderci le nostre vite stravolte da un uragano di una potenza devastante. La piccolina insisteva con un capriccio, con la tenacia di una bimba di tre anni, mentre il fratellino, sul seggiolino accanto a lei, cercava di dormire. Spazientita mi voltai e le dissi con seriet\u00e0 e fermezza: &#8220;Se non la smetti ti faccio scendere e ti lascio qui\u201d.<\/p>\n<p>Lei rimase in silenzio alcuni istanti, poi scoppi\u00f2 in un pianto disperato: &#8220;e poi come faccio se non vedo pi\u00f9 la mia mamma e non so dov\u2019\u00e8?&#8221;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Quella mattina, in effetti, ero un tantino in difficolt\u00e0: i postumi del parto avvenuto appena quindici giorni prima si facevano ancora sentire e si sommavano a tutta la pesantezza delle tante notti insonni. I bambini erano entrambi inquieti ed io cercavo di gestirli come meglio potevo mentre voi eravate tutti al funerale di un vecchio zio. Consolavo il pianto di una mentre tenevo stretto al petto l\u2019altro che voracemente portava a termine la sua poppata. Finalmente qualcuno torna a casa: non aspettavo altro per poter raccontare di quanto avevo faticato per accudire quelle piccole pesti dimenandomi tra poppate, pannolini, capricci e ciucci.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 parlavo, pi\u00f9 mi rendevo conto che in quella situazione c\u2019era qualcosa che non quadrava: erano tornati tutti tranne te. I loro volti avevano un\u2019espressione talmente attonita\u2026\u2026ho smesso di raccontare.<\/p>\n<p>\u2013Mamma dov\u2019\u00e8? Cosa \u00e8 successo?-.<\/p>\n<p>Mi hanno raccontato del tuo malore improvviso, del pronto intervento, del trasporto al pronto soccorso e del viaggio in ambulanza che proprio in quel momento stavi affrontando verso un ospedale pi\u00f9 specializzato. Mi girava tutto intorno, mi sentivo in una specie di realt\u00e0 parallela, ero confusa.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>La prima volta che mi sono tuffata nelle acque limpide del Mar Rosso sono stata travolta da tante emozioni: un forte senso di vertigine, una leggerezza fisica e mentale e da una sensazione di simbiosi perfetta con quell\u2019 intenso e travolgente blu. Quando sono tornata nella stanza dell\u2019albergo sentivo ancora tremare le mie gambe, era stata un\u2019esperienza molto forte e, come sempre, avevo bisogno prima di tutto di condividerla con te: ti ho telefonato e non la smettevo pi\u00f9 di raccontarti della miriade di pesci, coralli e spugne che, illuminati dai raggi del sole, sembravano risplendere di luce propria, per regalare impareggiabili spettacoli di colore.<\/p>\n<p>Sono tornata dopo nove anni in quello stesso mare. Questa volta, per\u00f2, non ho potuto chiamarti. A sera, ammirando lo splendido tramonto che illuminava di una luce calda e rassicurante il vecchio pontile sulla barriera corallina, ho affidato i miei pensieri e sentimenti al mare, pregandolo di farli giungere fino a te.<\/p>\n<p>Tante volte ho affidato al mare i miei pensieri nei giorni in cui la tua malattia avanzava inesorabile. Tentavo con fatica di portare a termine tutti i miei compiti, nascondendo il dolore di vederti allontanare pian piano dalla realt\u00e0.<\/p>\n<p>Quando il buio della notte scendeva come un sipario e si spegnevano i riflettori, quando i bambini dormivano nei loro letti, finalmente libera di essere me stessa, mi rifugiavo sul balcone e mi lasciavo travolgere da tutte le emozioni che avevo represso durante la giornata. Cercavo di spingere il mio sguardo lontano, laggi\u00f9, oltre il buio della notte, l\u00ec c\u2019era il mare, lo sapevo e a volte riuscivo a vederlo bene illuminato dalla luna.<\/p>\n<p>Gli chiedevo di infondere in me un po\u2019 della poderosa forza delle sue onde perch\u00e9 ne avevo disperato bisogno. Gli dicevo quanto fosse difficile vederti andar via giorno per giorno senza poter far nulla. Gli raccontavo di quanto quella cicatrice sulla tua tempia mi facesse soffrire come un marchio impresso a fuoco sul mio cuore. Io dovevo essere quella forte, quella che non poteva permettersi di vacillare, forte per i miei bambini, forte per assistere e sorreggere te, ora in grande difficolt\u00e0. Forte.<\/p>\n<p>Alle prime luci dell\u2019alba, mi sciacquavo il viso e accoglievo con un gran sorriso il risveglio dei miei bambini.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Alla vigilia della data tanto temuta, siamo rimaste a lungo a chiacchierare di tutto, come se fossimo in qualunque altro posto ma non l\u00ec, in quella bianca cameretta. Sapevo che, dall\u2019indomani, nulla sarebbe stato pi\u00f9 lo stesso. Sull\u2019uscio della camera mi sono voltata a guardarti un\u2019ultima volta prima di andar via.<\/p>\n<p>Seduta sul letto, il tuo profilo si stagliava netto contro la luce rossastra di un tramonto di inizio estate, i capelli corvini, folti e ribelli come sempre, come da quel momento in poi non avresti pi\u00f9 avuto. Ti sei voltata, come se il mio sguardo ti avesse chiamata.<\/p>\n<p>Mi hai guardata, hai sorriso con una dolcezza disarmante e con un occhiolino hai fatto \u201cpollice su\u201d.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Puntualmente ogni mattina la mia sveglia mi chiama e dal corridoio dei miei ricordi ti sento arrivare. Con il suono inconfondibile delle tue pantofole ti avvicini alla mia cameretta, in una delle tante buie e fredde mattine invernali. Mi rannicchio sotto\u00a0 le coperte, faccio finta di dormire ed aspetto. Arriva puntuale la tua carezza ed il tuo bacio ed un bisbiglio nell\u2019orecchio \u201c E\u2019 ora di alzarsi\u201d. Subito con un balzo ti stringo al collo, aggrappata come un koala.<\/p>\n<p>Un mattino in particolare mi torna alla mente, in un ricordo nitido e forte: quando al bacio del risveglio mi hai detto: \u201cSvegliati principessa, questo \u00e8 il tuo grande giorno!\u201d. Era il giorno del mio matrimonio.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>L\u2019aria troppo calda e densa della sala d\u2019attesa, tanti volti sconosciuti e sguardi che vagavano intorno, vuoti, ciascuno perso nei propri pensieri. L\u2019ho preso dal passeggino e attraversando un lungo corridoio mi sono seduta per allattarlo in un posto pi\u00f9 appartato.<\/p>\n<p>Mi incantavo a guardarlo mentre beveva il suo latte e lo accarezzavo lentamente cercando di dare un po\u2019 di sollievo al mio cuore in tumulto e di allentare il groviglio dei miei pensieri.<\/p>\n<p>Un vecchio ascensore si \u00e8 aperto ed una infermiera, con passo veloce, ha attraversato la stanza spingendo il grosso carrello con le vivande per i pazienti. Si \u00e8 fermata davanti a me e mi ha sorriso.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 bellissimo, ma \u00e8 anche molto piccolo\u2026.quanto ha?\u201d<\/p>\n<p>\u201cDue mesi tra due giorni\u201d<\/p>\n<p>\u201cLei lo sa , vero, che lui non dovrebbe essere qui?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMia madre \u00e8 in sala operatoria\u201d.<\/p>\n<p>Mi ha accarezzato una spalla \u201cE\u2019 davvero un bel bambino\u201d<\/p>\n<p>Mi ha guardata negli occhi con un sorriso ed ha ripreso a spingere il suo carrellone.<\/p>\n<p>Il chirurgo \u00e8 tornato dopo tante, troppe ore.<\/p>\n<p>Gli siamo subito andati incontro.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 brutto, \u00e8 molto brutto.\u201d<\/p>\n<p>Qualcuno mi ha tolto il bambino dalle braccia.<\/p>\n<p>\u201cFate sedere la signora che si sente male\u201d.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Ormai non andavo a scuola da diversi giorni.<\/p>\n<p>Continuavo ad avere la febbre molto alta e sebbene fossi stanca di dover rimanere a letto, il bello era che, quando non lavoravi, potevo averti tutta per me. Ti sedevi sul mio letto e mi raccontavi storie, cantavamo insieme simpatiche canzoncine e ci facevamo il solletico.<\/p>\n<p>Mi sentivo una principessa quando arrivavi con lo sgabellino arancione, che ancora presidia la cucina di casa tua, come fosse una reale tavola imbandita con le prelibatezze che mi preparavi nella speranza che mi decidessi finalmente a mangiare qualcosa.<\/p>\n<p>Quella sera eravamo tutti insieme, seguivamo una trasmissione televisiva, quando ho iniziato a dire un sacco di sciocchezze, frasi sconclusionate, senza senso ma incredibilmente divertenti, una specie di delirio goliardico dovuto al mio stato febbricitante. Per un po\u2019 ci abbiamo riso su, poi \u00e8 arrivato il dottore.<\/p>\n<p>\u201cC\u2019\u00e8\u00a0 un focolaio nei polmoni, dobbiamo iniziare subito la terapia\u201d.<\/p>\n<p>Ma come era possibile\u2026.il fuoco nei polmoni?! Vabb\u00e8, tanto io non avevo nulla da temere, avevo ad accudirmi la migliore infermiera del reparto pediatria di tutto il mondo: passavi tante ore al giorno a curare i bambini che ne avevano bisogno, con grande passione e dedizione. Ti avevo vista prenderti cura di neonati con grande dimestichezza e professionalit\u00e0, cos\u00ec quando ti vedevo arrivare con quella siringona, senza protestare, prendevo un bel respiro e mi preparavo ad affrontare stoicamente la Penicillina.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi, quella sera, iniziavo a stare meglio e ad appisolarmi, quando ti ho vista avvicinarti. Indossavi il tuo cappotto ed il foulard con le rose rosse.<\/p>\n<p>Un bacino sulla fronte. -Mamma \u2026.dove vai?-<\/p>\n<p>-A lavorare amore\u2026-<\/p>\n<p>-Ma come? Non dici sempre che vai in ospedale a curare i bambini malati?-<\/p>\n<p>&#8211; Infatti \u00e8 cos\u00ec-<\/p>\n<p>-Allora perch\u00e9 a me mi lasci da sola? Anch\u2019io sono malata\u2026perch\u00e9 non resti con me?-<\/p>\n<p>Trent\u2019anni dopo, mentre ti davo la buonanotte sulla porta di casa, mi hai guardata, gli occhi stanchi e provati dalla malattia incalzante, senza collegarti ad alcun discorso, probabilmente seguendo il filo logico di un ragionamento che stava avvenendo solo nella tua mente, mi hai detto: -Ho un solo grosso rammarico nella vita: quello di avervi dovuto lasciare per andare a lavorare!-<\/p>\n<p>Ora so che quella sera devo averti spezzato il cuore.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Tornai dal lavoro nel primo pomeriggio. Come sempre venni da te prima ancora di rientrare a casa mia. Ancora una volta c\u2019erano tutti e ancora una volta ero l\u2019ultima a sapere quello che stava accadendo. Tutto avveniva esattamente come ci avevano detto.<\/p>\n<p>-Mamma non si sveglia-<\/p>\n<p>I ricordi di quel pomeriggio sono confusi, offuscati, dolorosi. Ricordo che sono rimasta accanto a te fino a tarda sera. Continuavo a ripeterti \u2013Ti voglio bene m\u00e0-, ti accarezzavo e provavo continuamente a chiamarti, sottovoce, con tutta la dolcezza del mondo, sperando di sentire ancora una volta il suono inconfondibile della tua voce.<\/p>\n<p>Lentamente hai mosso la mano che tenevo stretta alla mia ed hai portato il mio palmo sulle tue labbra. Lo facevi sempre quando ero bambina: mi baciavi il palmo della mano tutte le volte che avevo bisogno di essere rassicurata.<\/p>\n<p>E\u2019 stato il tuo saluto.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>I nostri nasini schiacciati contro i vetri gelidi della vecchia finestra, gli occhi spalancati, colmi dell\u2019incredibile meraviglia che la neve, bianca e soffice, suscita nei bambini scendendo con la sua danza lieve ed armoniosa. La voce del maestro severo: \u201dBambini tornate ai vostri posti, dobbiamo terminare la lezione!\u201d. Ma i nostri pensieri erano altrove: a come fare il pi\u00f9 bel pupazzo di neve che si fosse mai visto, a come organizzare le folli discese a bordo di una busta per l\u2019immondizia lungo la strada in pendenza ormai coperta di neve, ai giorni di chiusura della scuola che quella neve copiosa stava per regalarci.Finalmente la campanella. Tutti imbacuccati ed entusiasti di poterci finalmente tuffare in quel mondo immerso nel bianco, usciamo dal portone. Imperversava una vera e propria bufera di neve, di quelle che non ti permettono neanche di tenere gli occhi aperti.<\/p>\n<p>L\u2019entusiasmo si placa e lascia pian piano il posto all\u2019 inquietudine che presto diventa smarrimento. Le lacrime agli occhi \u201c non c\u2019\u00e8 neanche il pulmino\u2026.come faccio a tornare a casa?\u201d.<\/p>\n<p>Ma proprio in quel momento di sconforto, in mezzo al bianco fitto e accecante, dei fiori rossi si muovono tra le teste confuse dei genitori, vengono verso di me\u2026.sono quelli del tuo inconfondibile foulard che avvolgi sul capo quando nevica.<\/p>\n<p>\u201cMAMMA!\u201d. Ti ho stretta forte al collo.<\/p>\n<p>\u201c Stai tranquilla, andiamo a casa\u201d.<\/p>\n<p>Spesso mi perdo tra i mille pensieri, le responsabilit\u00e0, i doveri e le difficolt\u00e0 della vita quotidiana, mi sento disorientata e non so se la strada che percorro sia quella giusta. Vorrei che come allora tu mi venissi incontro per portarmi al sicuro.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Alle quattro del mattino la mia bimba ha pianto un pochino, solo per svegliarmi da quel sonno leggero a cui il dolore e la stanchezza degli ultimi giorni mi avevano costretta ad assopirmi. Sono venuta da te.<\/p>\n<p>Ti ho stretto forte la mano, uguale alla mia, la stessa che per prima mi ha accarezzata quando sono venuta al mondo, la stessa che tante volte mi ha amata, accudita, protetta, salvata.<\/p>\n<p>In quel momento cos\u00ec solenne, un respiro.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo.<\/p>\n<p>Un palpito cos\u00ec etereo e leggero ma cos\u00ec straordinariamente carico di tutto ci\u00f2 che nella vita aveva avuto un senso fino a quel momento.<\/p>\n<p>E\u2019 stato come se qualcuno, con inestimabile ferocia, avesse squarciato il mio petto e strappato via il mio cuore.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 calato il sipario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arriva all\u2019improvviso e ti travolge come un\u2019esplosione. Il dolore arriva cos\u00ec.<\/p>\n<p>Non puoi evitarlo, vacilli, barcolli pesantemente, ma non puoi permetterti di cadere.<\/p>\n<p>Lui ti invade e pervade di s\u00e9 ogni fibra del tuo essere e tu non hai altra via: devi lasciarglielo fare, giorno dopo giorno, finch\u00e9 anche lui diverr\u00e0 parte di ci\u00f2 che sei.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 comprenderlo n\u00e9 spiegarlo,\u00a0 bisogna arrendersi all\u2019idea che tutto ci\u00f2 che saremo da quel momento in poi lo dovremo anche a lui.<\/p>\n<p>Ho dovuto accettare che la tua mancanza diventasse mia compagna di vita, ho dovuto imparare ad accontentarmi di ritrovarti in ogni mio respiro, in tutti i miei pensieri, nei gesti, nelle abitudini che tu hai insegnato a me e che io cerco di trasmettere ai miei figli. Ho dovuto imparare a combattere in trincea, perch\u00e9 quando c\u2019\u00e8 la mamma \u00e8 sempre lei davanti a te a difenderti ed io mi sono ritrovata inerme e scoperta di fronte alla vita.<\/p>\n<p>Mi sono sentita tante volte come quella piccola bambina di tre anni che resta sola sulla strada, sperduta e disperata perch\u00e9 non vede pi\u00f9 la sua mamma e non sa dov\u2019\u00e8, ma ho avuto la fortuna di essere mamma e di trovare in questo la mia forza, ed \u00e8 stato come se io mamma lo fossi sempre stata. Tu non ci sei pi\u00f9 a dirmi: \u201c non preoccuparti, vedrai che andr\u00e0 tutto bene\u201d, per\u00f2 ora sono io a dirlo ai miei figli ed ogni volta che lo faccio mi sembra di sentire la tua voce all\u2019unisono con la mia.<\/p>\n<p>Avrei voluto dimostrarti fino in fondo quanto tu significassi per me, ma ho capito quanto grande fosse il tuo amore solo quando sono diventata mamma anch\u2019io ed il nostro tempo insieme stava ormai per scadere.<\/p>\n<p>La mia vita \u00e8 semplice e spesso molto faticosa, ma ti assicuro che ogni giorno faccio del mio meglio, chiedendomi se saresti orgogliosa della donna che sono diventata.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31316\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31316\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019auto correva lungo l\u2019autostrada. 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