{"id":31193,"date":"2017-05-11T22:42:45","date_gmt":"2017-05-11T21:42:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31193"},"modified":"2017-05-11T22:42:45","modified_gmt":"2017-05-11T21:42:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-porpora-di-silvia-messina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31193","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Porpora&#8221; di Silvia Messina"},"content":{"rendered":"<p>&#8211; Li senti? Di nuovo quei topi schifosi, corrono impazziti sopra il tetto.<br \/>\n&#8211; Sono disturbati dalla luce che arriva attraverso i lucernai.<br \/>\nPierre risponde senza prestare troppa attenzione. Quando opera vuole rimanere concentrato. Preferisce non vedere lo squallore di quel posto, non chiedersi chi sia quella donna distesa sul lettino, il volto nascosto dalla maschera per sedarla, il corpo di bambina, nero come l&#8217;ebano.<br \/>\n&#8211; C&#8217;\u00e8 qualcosa che non va. Pierre c&#8217;\u00e8 troppo sangue. Mio Dio, \u00e8 arrivato fino a terra. E&#8217; tutto intorno alle tue scarpe.<br \/>\n&#8211; Maledizione! Sophie passami un&#8217;altra clamp. Presto! Asciuga, non vedo niente. E&#8217; troppo denso.<br \/>\n&#8211; Dobbiamo portarla in ospedale. Pierre ti prego.<br \/>\n&#8211; Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo. Devo riuscire a bloccare questa emorragia.<br \/>\nSembra magma che si riversa sul lenzuolo, cola gi\u00f9 fino ai piedi arrugginiti del letto operatorio, gli lambisce l&#8217;orlo dei pantaloni.<br \/>\nIl fiume scuro rallenta, si ferma. C&#8217;\u00e8 silenzio nel vecchio magazzino abbandonato. Anche i topi hanno smesso di correre, percepiscono la morte.<br \/>\n&#8211; Sophie smettila, fermati. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 battito. Lascia stare quelle garze, non servono pi\u00f9.<br \/>\nLa prende per i polsi tremanti. La allontana da quel corpo svuotato, senza pi\u00f9 storia. Un lamento sommesso, un suono animale, come una preghiera antica sgorga dalle sue labbra livide. Sembra una bambina mentre si lascia portare verso il lavandino macchiato di vecchio. Non riconosce le sue mani ricoperte da muco vischioso, porpora. Minuscole lentiggini di gocce rapprese tessono una ragnatela lungo le braccia, risalgono fin sul volto, imbrattano la fronte alta non ancora segnata dall&#8217;et\u00e0, si raggrumano sui capelli stretti in una coda di cavallo.<br \/>\nSente Pierre pronunciare suoni, forse parole o frasi.<br \/>\n&#8211; Dobbiamo andare via di qua. Ci penseranno loro a sistemare tutto. Mi dispiace tesoro. Mi dispiace.<\/p>\n<p>E&#8217; l&#8217;alba. Sophie apre gli occhi. Il sedativo le ha concesso qualche ora di oblio.<br \/>\n&#8211; Pierre! &#8211; grida &#8211; Dimmi che non \u00e8 vero. Dimmi che \u00e8 stato solo un incubo. L&#8217;orrore del ricordo la fa balzare fuori dal letto. Non sa come sia tornata a casa. L&#8217;uomo \u00e8 immobile, seduto di fronte alla finestra.<br \/>\nSophie si inginocchia accanto a lui, poggia il capo sulle sue gambe. Pierre le accarezza i capelli, ora liberi dai nastri, sciolti sulle spalle nude. Li attorciglia tra le dita.<br \/>\n&#8211; La mia Madonna bionda. Ho rovinato anche te. Non dovevo accettare questo ricatto. Avrei dovuto trovare un altro modo per pagare quei maledetti debiti.<br \/>\n&#8211; Minacciavano di ucciderti.<br \/>\n&#8211; Sarebbe stato meglio per quella povera ragazza &#8211; Pierre chiude gli occhi come se potesse riportarla in vita almeno nel ricordo &#8211; Avr\u00e0 avuto sedici anni appena.<br \/>\nUn brivido lo scuote. Ha freddo. Allontana Sophie da s\u00e9 e tira fuori dall&#8217;armadio due valigie.<br \/>\n&#8211; Andr\u00f2 a costituirmi. Ho gi\u00e0 contattato un avvocato. Dovrai andare via per un po&#8217;. Non \u00e8 prudente che tu stia qui.<br \/>\n&#8211; No. No. Io non ti lascio, non posso vederti andare in prigione, non posso affrontare tutto questo senza di te. Fuggiremo insieme, nessuno ci trover\u00e0.<br \/>\nLo stringe forte quasi volesse incatenarlo a s\u00e9.<br \/>\nPierre le fa cenno di non parlare. Si stacca dal suo abbraccio e si avvicina silenzioso alla porta. Dei passi lungo le scale l&#8217;hanno insospettito. Dallo spioncino vede salire una sagoma scura. Sembra un uomo. Il volto nascosto da un cappello. Fa segno a Sophie di non muoversi, lui stesso trattiene il respiro. Lo sconosciuto si ferma sul pianerottolo, si dirige verso la loro porta ma poi prosegue su per le scale.<br \/>\n&#8211; Chi era?- bisbiglia Sophie &#8211; La polizia?<br \/>\n&#8211; La polizia sar\u00e0 la nostra salvezza &#8211; dice Pierre senza riuscire a controllare il tremito della voce &#8211; ma devo costituirmi prima che quelli dell&#8217;organizzazione decidano che sono diventato troppo pericoloso.<br \/>\nPierre riprende a preparare le valigie di entrambi.<br \/>\n&#8211; Siamo stati attenti a pulire tutto, a non lasciare tracce. Non sar\u00e0 facile risalire a noi &#8211; lo incalza Sophie.<br \/>\n&#8211; Sanno come trovarci e non saranno clementi.<br \/>\n&#8211; Dobbiamo fare una doccia con tanto sapone, cosi laveremo via tutto il sangue e nessuno ti potr\u00e0 portare via da me.<br \/>\n&#8211; Dici cose senza senso. &#8211; Trattiene il viso di Sophie tra le mani &#8211; Tu sei al sicuro. Nessuno sa che eri con me quella sera. Dir\u00f2 che ho fatto tutto da solo. A loro baster\u00e0.<br \/>\nPierre riporta Sophie sul letto. La mette seduta accanto a s\u00e9.<br \/>\n&#8211; Non far\u00f2 mai il tuo nome. Non ti tradir\u00f2 mai. &#8211; La rassicura stringendola fra le braccia per fermare il suo tremore.<br \/>\n&#8211; Io non posso vivere senza di te &#8211; Grida la donna colpendo Pierre con piccoli pugni sulla schiena, sulle gambe. Non mi lasciare sembrano dire e pi\u00f9 si fanno leggeri pi\u00f9 il loro carico di angoscia aumenta.<br \/>\nPierre la stacca da s\u00e9 delicatamente. La guarda fisso in volto, cercando nel profondo di quegli occhi nocciola il filo della ragione apparentemente perduta.<br \/>\n&#8211; Adesso finisci di preparare la valigia. Il tuo treno parte tra poco. Il biglietto l&#8217;ho messo nella tasca del cappotto. Fai presto, devi partire prima che io arrivi in commissariato. Ci andr\u00f2 a piedi per darti pi\u00f9 tempo.<br \/>\nLa bacia sulla fronte come una bambina, la saluta con un sorriso. La vede affacciarsi alla finestra per guardarlo andar via, come sempre.<\/p>\n<p>La valigia \u00e8 sul marciapiede. Pierre chiude il portone accompagnandolo con la mano. E&#8217; sempre stato difettoso. Sa che lei \u00e8 l\u00ec alla finestra. Sophie, infermiera, amante, complice. Lui il suo diabolico pigmalione.<br \/>\nLa sensazione di essere seguito ritorna pi\u00f9 pressante. Alza appena lo sguardo. Un uomo \u00e8 affacciato al palazzo di fronte, sembra proprio rivolto verso di lui. Chiss\u00e0 quante volte l&#8217;ha visto uscire dal portone, spesso di notte. Quante altre volte ha spiato Sophie affacciata alla finestra all&#8217;angolo, l&#8217;unica ad essere illuminata fino a tardi.<br \/>\nIl telefono vibra nella tasca di Pierre. Sul display lampeggia il nome del suo avvocato.<br \/>\n&#8211; Andr\u00e9 sono gi\u00e0 per strada. S\u00ec \u00e8 una linea sicura, possiamo parlare. Aspetta &#8230;<br \/>\nDue uomini in giacca e cravatta gli vengono incontro, lo guardano attenti, sembrano rallentare. Pierre sente il cuore accelerare. La valigia si \u00e8 fatta pesante, le ruote stridono lungo il marciapiede. Si ferma davanti all&#8217;edicola. Li vede passare oltre.<br \/>\n&#8211; S\u00ec, sono qui scusa. No, non voglio ripensarci, \u00e8 l&#8217;unica cosa giusta che posso fare. Rimani in attesa ho un avviso di chiamata. Pronto Sophie!<br \/>\nLei ha gi\u00e0 chiuso la comunicazione.<br \/>\n&#8211; Andr\u00e9? Ti dicevo non c&#8217;\u00e8 altro tempo da perdere. S\u00ec, ti ascolto. Ancora questa domanda? Quante altre volte lo dovr\u00f2 ripetere. Ero solo. Non bisogna essere in due per uccidere una bambina. Scusa, te l&#8217;ho detto sono molto nervoso. Voglio solo chiudere questa storia il pi\u00f9 presto possibile. Va bene, a dopo.<br \/>\n\u00c8 ancora fermo accanto ai pacchi di riviste imballati che aspettano per terra. L&#8217;edicolante lo guarda di sbieco da dietro i fascicoli di ricette. Gli lancia un&#8217;altra occhiata mentre sistema una pila di fumetti. Forse quell&#8217;uomo ha sentito troppo. Forse lo ha riconosciuto. Ma sui quotidiani la notizia ancora non c&#8217;\u00e8. Pierre aspira il profumo di carta e inchiostro, lo stesso con il quale il suo nome sar\u00e0 marchiato. In quella edicola l&#8217;uomo alla finestra domani potr\u00e0 comprare Le Monde, bevendo il suo caff\u00e8 legger\u00e0:<\/p>\n<p>Medico praticava aborti clandestini per conto<br \/>\ndi una organizzazione criminale, muore una donna.<\/p>\n<p>La sala operatoria degli orrori, gli aborti illegali<br \/>\nsulle prostitute in un magazzino abbandonato.<\/p>\n<p>Prima di aver finito la colazione conoscer\u00e0 la storia di Pierre in tutti i minimi particolari, soprattutto quelli pi\u00f9 scabrosi e violenti. Conoscer\u00e0 tutta la verit\u00e0 o almeno la parte di essa che sar\u00e0 disposto a sopportare.<br \/>\nLa strada curva a destra e si apre in una piccola piazza. Il commissariato gli appare davanti. Sotto la croce verde della farmacia lampeggia l&#8217;orario. A quest&#8217;ora Sophie sar\u00e0 gi\u00e0 in stazione, pensa Pierre. Il treno partir\u00e0 tra poco. Prova a richiamarla. Non risponde.<br \/>\nIl suono delle sirene lo stordisce. Due auto della polizia si allontanano di corsa dal parcheggio lasciando i segni sull&#8217;asfalto. Dentro il commissariato la piccola sala d&#8217;attesa \u00e8 gi\u00e0 piena, puzza di chiuso e sigarette. Il suo avvocato non \u00e8 ancora arrivato. Un vociare, dapprima sommesso, si fa insistente, prende forma, consistenza. Qualcuno si \u00e8 ucciso, a poca distanza da questa piazza, a poca distanza da Pierre.<br \/>\n&#8211; Si \u00e8 gettato nella Senna &#8211; fa una donna grassa, che occupa due sedie, lucida di sudore.<br \/>\n&#8211; No, si \u00e8 lanciato dalla finestra &#8211; precisa un vecchio fermo sulla porta della sala d&#8217;attesa. \u00c8 arrivato da poco, ha notizie pi\u00f9 aggiornate.<br \/>\n&#8211; Sembra che ci sia un testimone. Era affacciato alla finestra bevendo il suo caff\u00e8 quando l&#8217;ha vista. S\u00ec, era una donna, bionda dicono, sembrava calma.<br \/>\nLa signora grassa conferma questo particolare con un cenno del capo mentre cerca di tamponare il sudore che cola lungo il collo possente. L&#8217;uomo anziano si accende una sigaretta.<br \/>\nIl poliziotto di servizio all&#8217;ingresso lascia la sua postazione. Si rivolge al vecchio, sembra conoscerlo.<br \/>\n&#8211; I colleghi per radio hanno detto che la donna ha aperto la finestra, \u00e8 salita su una sedia poi in bilico sulla ringhiera. L&#8217;uomo affacciato al palazzo di fronte ha cercato di chiamarla ma lei non si \u00e8 fermata. Si \u00e8 lasciata cadere. Chi era di sotto dice che non si \u00e8 sentito neppure un grido o un lamento solo il tonfo del corpo sull&#8217;asfalto.<br \/>\nLa donna grassa smette per un attimo di asciugare il sudore, chiude gli occhi, segnandosi il petto.<br \/>\nL&#8217;aria si \u00e8 fatta irrespirabile. Pierre non ha la forza di lasciare la sala. Stringe forte il manico del suo trolley. Non gli rimane che quello ormai. Il vecchio tira l&#8217;ultima boccata, si prepara alla battuta finale prima del sipario.<br \/>\n&#8211; Ancora non si sa chi fosse. Non aveva documenti con s\u00e9, n\u00e9 una lettera di addio. Nella tasca del cappotto hanno trovato solo un biglietto del treno.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31193\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31193\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Li senti? Di nuovo quei topi schifosi, corrono impazziti sopra il tetto. &#8211; Sono disturbati dalla luce che arriva attraverso i lucernai. Pierre risponde senza prestare troppa attenzione. Quando opera vuole rimanere concentrato. Preferisce non vedere lo squallore di quel posto, non chiedersi chi sia quella donna distesa sul lettino, il volto nascosto dalla [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31193\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31193\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":12924,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-31193","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31193"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/12924"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31193"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31193\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31309,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31193\/revisions\/31309"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31193"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31193"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31193"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}