{"id":31189,"date":"2017-05-11T22:36:47","date_gmt":"2017-05-11T21:36:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31189"},"modified":"2017-05-11T22:36:47","modified_gmt":"2017-05-11T21:36:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-consapevole-scelta-di-silvia-schiavo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31189","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Consapevole scelta&#8221; di Silvia Schiavo"},"content":{"rendered":"<p>Si accese una sigaretta con fare nervoso, dopo che faticosamente aveva fatto sedere sua figlia al tavolo della cucina, ma poco importava che Adele si fosse accomodata sulla sedia: quell\u2019adolescente a lei sconosciuta continuava a vomitarle addosso rancore, come un fiume in piena, gesticolando ferocemente in sua direzione e intercalando con vari \u201cE che cazzo\u2026\u201d ed altri termini poco degni di nota. Possibile che anche lei nel pieno della sua giovinezza si esprimesse in quel modo? Non ricordava di essere stata un\u2019educanda, ma certe parole&#8230; cos\u00ec sgraziate&#8230; da chi le aveva imparate? E poi\u2026. \u201cBambina mia, perch\u00e9 cavolo ti sei sfregiata la guancia con quell\u2019assurdo piercing? Sembra un brufolo trattato male\u201d pens\u00f2, prendendo ancor di pi\u00f9 le distanze dalla giovane donna che le sedeva di fronte.<br \/>\nAnche se in quel mentre una camomilla sarebbe stata pi\u00f9 adeguata, in modo meccanico accese la macchinetta del caff\u00e8, caricandola con una cialda di quelle dall\u2019aroma intenso, tir\u00f2 una boccata di fumo e, oltre ad osservarla, riprese ad ascoltarla, cos\u00ec il fiume di parole torn\u00f2 a vibrarle dentro le orecchie, nonostante ne avesse fatto volentieri a meno:<br \/>\n\u201c\u2026 E che cazzo mamma, cosa credevi? Che sarei venuta su con il tuo stesso modo di fare? Con il tuo stesso gusto per i vestiti? \u00c8 gi\u00e0 tanto se ho i tuoi stessi capelli e i tuoi stessi occhi, tenendo conto che in genere le femmine assomigliano al padre. Questa sono io, che ti piaccia o no, eppure, vista la tua rinomata intelligenza, dovresti saperlo che quel che sono \u00e8 pure merito tuo, del tuo dna, dell\u2019educazione che mi hai impartito, o che forse non mi hai impartito, del fatto che se il babbo dice no, tu dici s\u00ec, o quando dice s\u00ec tu dici no\u2026\u201d<br \/>\nAvrebbe voluto alzarsi e tirarle un sonoro ceffone, ma una sorta di forza invisibile glielo imped\u00ec: per quale strano motivo si stava facendo trattare in quel modo? Avrebbe voluto zittirla, quelle frasi le facevano male, la mettevano a disagio. Chi era, la sua psicoterapeuta? Cosa credeva di sapere? Ragazzina sfrontata\u2026<br \/>\nLe maniche della felpa informe a coprirle met\u00e0 dei palmi, strette nei pugni, pugni che mollavano la presa solo per puntarle il dito contro: gli occhi sottolineati dalla matita nera, sbaffata dalle lacrime di rabbia, la pelle del volto candida, pulita, tranne che per quel coso.<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 non ti conosco? Perch\u00e9 non ho memoria di attimi felici vissuti insieme? Forse ti devo ascoltare per ricordare? Ricordami qualcosa di bello, rammentami che madre sono stata, oltre a quella che adesso ti sembro\u2026\u201d. Le parole non le uscirono dalla bocca, le venne il dubbio che quella creatura scatenata potesse aver ragione.<br \/>\n\u201cL\u2019altro giorno ti ho sentito, ti ho sentito mamma: ti lamentavi della fatica che fai, quando torni da lavoro e mi devi accompagnare a pallavolo, o devi controllare se ho studiato e oltre a stirare i tuoi vestiti hai pure i miei da sistemare. Rimpiangevi i tempi in cui dovevi pensare solo a te, ne parlavi con la zia, vi ho viste sai? Ti sei accorta che lei scuoteva la testa e ti guardava con compassione? Del resto ti conosce, ha sempre saputo che non sei come lei\u2026\u201d<br \/>\nLa sorella aveva da sempre fatto scelte diverse dalle sue: finite le superiori trov\u00f2 subito lavoro e fidanzato, sposata a venticinque anni, il primo figlio a ventotto, il secondo a trenta, vita mondana zero. Quando lei usciva con le sue amiche ne ridevano insieme, lo faceva senza nemmeno un gran rimorso, infondo non si erano mai prese: lei cos\u00ec sciatta, dedita alla casa, ai pannolini prima, ai grembiulini poi, le occhiaie di chi non dorme per le febbri dei figli\u2026 Eppure\u2026 eppure era sempre cos\u00ec schifosamente serena.<br \/>\nLei per un figlio avrebbe avuto tempo poi, aveva energie infinite, ma finch\u00e9 poteva voleva investirle in viaggi, serate, vita di coppia, palestra\u2026<br \/>\n\u201cSei pentita?!\u201d Il grido di sua figlia le spezz\u00f2 a met\u00e0 il pensiero.<br \/>\n\u201cTroppo tardi ragazzina, ci dovevi pensare prima\u2026\u201d aggiunse con rabbia mista a scherno, con un timbro di voce esageratamente simile al suo.<br \/>\nLa sigaretta era giunta a termine, se ne accese un\u2019altra e, stupendosi di se stessa, ne offr\u00ec una alla sua interlocutrice, il cui volto accigliato in alcuni momenti si marcava di rughe come quello di una cinquantenne preoccupata. Cerc\u00f2 il proprio viso nel riflesso del vetro della credenza: per un attimo le sembr\u00f2 di non essere pi\u00f9 la pi\u00f9-che-cinquantenne-madre, ma di essere tornata ai suoi quasi quarant\u2019anni. Si compiacque del riflesso, perch\u00e9 in realt\u00e0 a quell\u2019et\u00e0 ne dimostrava poco meno di trenta\u2026 Vaffanculo, aveva fatto bene a non volere figli prima dei quaranta, aveva fatto bene\u2026<br \/>\n\u201cIo non fumo mamma, non lo sai? La tua figlia sconsiderata non ha vizi, se non quello di voler vivere come \u00e8 giusto che sia a quindici anni, interferendo nei tuoi piani di eterna adolescente. Ti stupisce che io sia arrabbiata? Cosa si prova quando non ci si sente accettate lo sai? Pensavi che dimenticassi? Pensavi che mi sarei scordata tutto?&#8230; Mai una fiaba, una carezza prima di dormire. Le uniche novelle le ho ascoltate da zia o nonna, mentre tu ti agghindavi per uscire con le amiche e pareggiare i conti con mio padre: se lui aveva diritto al calcetto il marted\u00ec, il venerd\u00ec sera anche tu dovevi uscire\u2026 \u201cSerata con le amiche\u201d \u2026<br \/>\nE la \u201cserata con figlia\u201d quando? Al momento in cui ho imparato a parlare, non sapevo nemmeno chi avrei dovuto chiamare \u201cmadre\u201d: tutte si sono meritate pi\u00f9 di te quell\u2019appellativo, perfino la vicina di casa che mi faceva compagnia le due ore in cui andavi dall\u2019estetista, anzi quattro, quando dovevi spendere il pomeriggio per rifarti da capo la manicure\u2026<br \/>\nComplimenti, belle unghie signora, ne \u00e8 valsa la pena di lasciarmi l\u00ec, per essere sempre alla moda?\u201d<br \/>\nLe mani di Adele invece non erano affatto curate: le unghie rosicchiate, sintomo di un incessante nervosismo\u2026 Continuava a pensare di non conoscerla, ne era sempre pi\u00f9 certa, e le faceva uno strano effetto, durante quella surreale conversazione, rendersi sempre maggiormente conto che sua figlia aveva capito tutto, fin\u2026 fin dall\u2019inizio\u2026?<br \/>\nNervosa, a disagio, arrabbiata, ma saggia, di una saggezza disarmante, era quella la forza invisibile che la costringeva a tacere e che la privava della capacit\u00e0 di ribattere.<br \/>\nAdele si alz\u00f2 e si riemp\u00ec un bicchiere di acqua fresca, ne bevve un gran sorso: nella penombra di quella sera di inverno, con il neon della cucina che la illuminava dall\u2019alto, vestita di nero e lo sguardo intenso, sembrava un\u2019attrice alle prese con un impegnativo monologo, sicuramente era riuscita nel suo intento: catturare l\u2019attenzione del pubblico.<br \/>\nLe lanci\u00f2 un\u2019occhiata che significava \u201cContinua, ormai finisci\u2026\u201d e lei riprese.<br \/>\n\u201cGi\u00e0 da quando scopristi di essere incinta, il primo sentimento che si impadron\u00ec di te non fu gioia, ma ansia: un essere totalmente dipendente da te, qualcuno che doveva venire prima di te\u2026 Te, Te, Te\u2026 Non pi\u00f9 prima in classifica: saresti stata in grado?<br \/>\nNei secoli dei secoli, miliardi di donne hanno sopportato nausee e mal di schiena in nome della forma di amore pi\u00f9 puro, quello provato verso le proprie creature, con o senza uomini accanto, nella ricchezza e nella povert\u00e0, nell\u2019agio e nel disagio.<br \/>\nIniziasti a provare fastidio quando ti dissero che non avresti dovuto pi\u00f9 fumare, le tue amiche single smisero di chiamarti per gli aperitivi, perch\u00e9 tanto non avresti potuto bere ai livelli auspicati, e poi iniziavi a sembrare goffa e poco elegante, nonostante i vestiti pr\u00e9maman firmati\u2026 Tutta colpa mia eh? Non credevi, non credevi vero? Lo fanno tutte, da secoli, miliardi di donne nel mondo, perch\u00e9 non tu? Che non sei da meno a nessuno\u2026<br \/>\nMa fare un figlio non \u00e8 una scommessa da vincere, non \u00e8 una dimostrazione da dare.<br \/>\nGi\u00e0 ti sposasti con pap\u00e0 perch\u00e9 cos\u00ec la gente si aspettava, e poi, perch\u00e9 rinunciare ad una simile occasione di far festa? Stavi bene in bianco e avorio, le unghie intonate al bouquet, duecento invitati a cui far vedere la bella sposa, la macchina d\u2019epoca, l\u2019ingresso in chiesa, i sorrisi (falsi) dinanzi all\u2019obiettivo e un album da tremila euro da sfoggiare in seguito con le amiche\u2026 Di cosa ti importava quel giorno? Di coronare il sogno d\u2019amore? Forse di te, di nuovo TE!\u201d.<br \/>\nCome poteva sapere? Chi le aveva messo in bocca quelle parole? Possibile che il padre le avesse raccontato quelle cose? Pi\u00f9 probabile la zia, s\u00ec, che col suo matrimonio intimo aveva dato importanza al rito religioso, evitando sfarzi, ma anche buon gusto\u2026<br \/>\nA che punto voleva arrivare? Quanto ancora l\u2019avrebbe sfidata? Cos\u2019altro conosceva?<br \/>\nPerch\u00e9 non riusciva a rintracciare qualcosa di familiare nello sguardo di quella ragazzina? Eppure l\u2019aveva portata nove mesi in grembo, l\u2019aveva cresciuta\u2026<br \/>\n\u2026L\u2019aveva cresciuta?<br \/>\nSi sfior\u00f2 il ventre, ma non riusc\u00ec in alcun modo, neppure concentrandosi, a rievocare il ricordo, la sensazione della pancia tondeggiante, dei calci che facevano in genere sussultare anche le pi\u00f9 distratte donne incinte. Eppure era sua, aveva i suoi stessi occhi e i suoi stessi capelli\u2026<br \/>\nL\u2019aveva veramente delegata, scaricata? Ceduta ad altri per non offuscare il proprio ego?<br \/>\nEra stata lei a nutrire la sua rabbia nel tempo, fino a quella esplosione improvvisa?<br \/>\n\u201cRicordi le notti insonni, mamma? Piangevo, ero appena giunta al mondo, fin dall\u2019inizio pensasti di aver sbagliato, ma non potevi tornare indietro. Il latte artificiale per non sciupare il seno e per potermi zittire pi\u00f9 facilmente.<br \/>\nNon ti aspettavi che avrei pianto? Tutti i neonati piangono\u2026 Credevi fosse facile? Addio riposino di bellezza, addio relax nell\u2019idromassaggio. Ed io lo sentivo, lo sentivo e mi faceva male: non mi guardavi con amore, non mi carezzavi maneggiandomi con cura, eri a disagio, ero di troppo, cercavo dolcezza nel tuo sguardo, ma mi trasmettevi solo ansia e insicurezza.<br \/>\nNon potevo parlare, ma avrei voluto gridarti in faccia di svegliarti, era finito il tempo delle bambole, ero in carne ed ossa ed avevo bisogno di te, di te pi\u00f9 di qualsiasi altra cosa, di una madre, di mia madre\u2026 Tu invece non desideravi altro che continuare ad essere figlia, solo figlia, rivolgerti ad altri per soddisfare i tuoi bisogni, non dovere niente a nessuno, niente obblighi, niente impegni\u2026\u201d<br \/>\nPronunciando quelle parole inizi\u00f2 a singhiozzare, le lacrime le sgorgavano a fiotti, prese poi a tossire\u2026 L\u2019avrebbe voluta abbracciare, ma la stessa forza invisibile che prima le aveva impedito di schiaffeggiarla, in quell\u2019istante le stava proibendo di consolarla\u2026<br \/>\nAdele prese a tossire ancora pi\u00f9 forte, non respirava sembrava un attacco di panico, lo stesso che forse stava paralizzando lei, seppur in modo differente.<br \/>\n\u201cAdele? Adele?!! \u2026Anna?!! ANNA!?\u201d<br \/>\nAnna apr\u00ec gli occhi, stava tossendo e sibilando: un attacco di asma notturno.<br \/>\nGiorgio dormiva profondamente accanto a lei. Le sembrava di aver gridato, ma forse lo aveva fatto solo in sogno. Era sudata, quanto aveva dormito? Guard\u00f2 la sveglia proiettata sul soffitto: erano le tre e mezzo, erano andati a letto alle una, erano stati a cena fuori, avevano festeggiato\u2026 festeggiato la scelta: entusiasta lei, quasi indifferente lui, come se lo riguardasse fino a un certo punto, un po\u2019 come qualcosa che \u201cormai si doveva fare\u201d.<br \/>\nEntrambi alla soglia dei quaranta, convivevano ormai da dieci anni. Erano zii di tre nipoti, due da parte della sorella pi\u00f9 giovane di lei, uno da parte della sorella pi\u00f9 grande di lui.<br \/>\nEra giunto il momento di decidersi: col consenso di lui, aveva buttato nel cestino la confezione di anticoncezionali che avrebbe dovuto ricominciare ad assumere la sera stessa, tirando a canestro, con una sorta di rito propiziatorio e spinta anche dal vino che avevano bevuto al ristorante.<br \/>\nRabbrivid\u00ec pensando alla leggerezza con cui l\u2019aveva fatto. Era veramente pronta a barattare viaggi con pannolini? Aperitivi con pappe e rigurgiti di latte?<br \/>\nScese gi\u00f9 in cucina per bere un bicchiere d\u2019acqua: acceso il neon, le fece effetto vedersi comparire innanzi la sedia che durante il suo incubo era stata occupata da sua figlia, rabbiosa e piangente.<br \/>\nRiflettendo, dovette prendere atto del fatto che quella ragazzina, che le somigliava e la rimproverava, probabilmente fosse la sua coscienza, che le lanciava dei messaggi.<br \/>\nSi fece un caff\u00e8 per uscire del tutto dalla dimensione onirica in cui era sprofondata fino poco prima, si accese una sigaretta e si sedette, guardando la sedia vuota, dall\u2019altra parte del tavolo.<br \/>\n\u201cGrazie, anche se non ci conosceremo mai&#8230;\u201d disse ad alta voce inspirando il fumo.<br \/>\nCol telecomando accese lo stereo, part\u00ec \u201cChasing pavements\u201d dal cd di Adele, la sua cantante preferita. Frug\u00f2 nel cestino, apr\u00ec la scatola e fece uscire dal blister la pillola, che butt\u00f2 gi\u00f9 con un lungo sorso d\u2019acqua.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31189\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31189\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 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