{"id":31117,"date":"2017-05-06T22:28:38","date_gmt":"2017-05-06T21:28:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31117"},"modified":"2017-05-06T22:28:38","modified_gmt":"2017-05-06T21:28:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-lieto-evento-di-rosa-maria-petitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31117","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il lieto evento&#8221; di Rosa Maria Petitto"},"content":{"rendered":"<p>1<\/p>\n<p>Tutti si chiedevano: ce la far\u00e0 il nonno?<br \/>\nErano anni che aspettavano la sua morte. Non che la aspettassero per divertimento, no. Ma quando si arriva a quell\u2019et\u00e0 e in quelle condizioni\u2026<br \/>\nEra malato. Da tanto, da tanto davvero. Stava su una sedia da quando Elisa ne potesse avere ricordo.<br \/>\nChi lo avesse conosciuto, avrebbe certo trovato acredine nei suoi occhi e qualcosa di peggio nelle sue parole. Diciamoci la verit\u00e0: era un uomo astioso ed egoista. E lo era da sempre!<br \/>\nLe malattie hanno lo strano effetto di far sembrare miele il culo di un mulo, pensava tra s\u00e9 e s\u00e9 Innocenza, la badante che da qualche tempo aveva invaso casa. Quel mestiere non era facile, ma in certi casi le rendeva complicato respirare a fondo, senza nervosismi, e lasciava a vagare nella mente frasi inopportune che di sicuro le avrebbero fatto perdere lo stipendio e la professionalit\u00e0.<br \/>\nTrovava commovente la pazienza dei figli: ogni giorno si verificava una processione, un andirivieni sistematico della prole di quel diavolo di uomo, che si alternava sempre agli stessi orari, col sorriso e un nascosto senso di inquietudine che li pervadeva, aspettando l\u2019umiliazione presto inflitta. Era una certezza. Qualcosa cui erano abituati. Quasi un\u2019attesa. S\u00ec, perch\u00e9 una volta, uno strano giorno a dire il vero, Innocenza ricordava perfettamente com\u2019era andata.<br \/>\nSi erano susseguiti uno dopo l\u2019altro, nel solito ordine, e tutti, proprio tutti erano andati via impensieriti. Nessun rimprovero, nessuna parola brusca, nessuna occhiataccia; un velo di benevolenza accarezzava ogni suo pensiero e anche il volto era come trasformato, comprensivo, di pentimento per il passato.<br \/>\nE non appena usciti avevano chiamato, tutta notte avevano chiamato, certi che quelli non potessero che essere i segni di una presta dipartita. Il Cielo se lo stava portando!<br \/>\nInvece no. Dio solo sa cosa fosse successo, ma lui era ancora l\u00ec e non aveva tardato a tornare il solito bisbetico di sempre. Cosa che rasseren\u00f2 non poco i famigliari con buona pace di tutti.<br \/>\nInnocenza non poteva avere la stessa calma: il sangue di quel tipo non scorreva nelle sue vene, n\u00e9 lo aveva scelto, piuttosto si sarebbe tagliata le mani, come compagno di vita. Lo aveva fatto, chiss\u00e0 poi perch\u00e9, Paola, la signora, come la chiamava in presenza di altri.<br \/>\nLa signora era un\u2019altra cosa: buona nel vero senso del termine. Sebbene l\u2019inizio del loro rapporto non fosse stato dei migliori, le due donne avevano legato molto, e segretamente.<br \/>\nDa principio, Paola non voleva un\u2019estranea che si aggirasse tra le sue stanze, che armasse nella sua cucina, che mettesse mano tra le stoviglie, tra i bicchieri di cui andava fiera e di cui solo lei sapeva quando, dove e perch\u00e9 erano stati acquistati. Era stizzosa, come solo una donna sa essere, e gelosa delle sue sedie.<br \/>\nMa era anche molto stanca; per l\u2019et\u00e0, per la vita, per una sorta di arrendevolezza che la contraddistingueva. Cos\u00ec smise di lottare. E quella che sembrava remissivit\u00e0 coniugale, venne capita e presa per ci\u00f2 che era: una bont\u00e0 d\u2019animo che non poteva essere intaccata da nessuna avversit\u00e0.<br \/>\nScavato sotto la crosta della diffidenza, avevano trovato due solitudini cos\u00ec similari, che presto furono alleate, poi amiche.<br \/>\nInnocenza era contenta, perch\u00e9 non aveva mai visto la signora cos\u00ec risoluta come in quel periodo. C\u2019era un evento che incombeva, qualcosa di straordinario che la scuoteva. Per questo prese a uscire tutti i santi giorni, a incontrare gente, ed assunse la posa di una persona d\u2019affari, che non ha tempo da perdere e spiccia questioni di vita o di morte. Per tutto il paese Paola si dava arie: presto, prestissimo, Elisa, la sua unica nipotina, si sarebbe sposata, e anche se non le mancava certo l\u2019organizzazione, c\u2019erano ancora troppe cose da sbrigare, davvero troppe, e non aveva tempo, non poteva star l\u00ec a ciarlare con Benedetta che si vantava della sua pastiera, eh no! Benedetta non aveva mai niente da fare, era questo il punto!<br \/>\nPaola si sentiva investita di un\u2019altissima carica politica, famigliare, quasi sacerdotale.<br \/>\nQuel pomeriggio aveva appuntamento con la sarta. La figlia l\u2019aspettava fuori del negozio: doveva provare per l\u2019ultima volta il suo vestito e lo aveva preso cos\u00ec a cuore, che era quasi come l\u2019ultima prova dell\u2019abito nuziale.<br \/>\nNon aveva mai avuto niente di cos\u00ec elegante. Neanche per il matrimonio della figlia, neanche per il suo di matrimonio. Ne aveva scelto con cura stoffe, colore e modello e, il suo corpo, rimasto esile ma abbandonato all\u2019incuria degli affanni, sarebbe tornato vivo per una notte almeno. Si era persino tinta i capelli in anticipo, perch\u00e9 quel nero non risultasse troppo acceso per la sua et\u00e0, il giorno delle nozze; impaziente, in realt\u00e0, di vedere quale sarebbe stato l\u2019effetto finale con quel capolavoro indosso.<br \/>\nErano almeno tre notti che non dormiva. Le batteva il cuore. Mentre il marito le assicurava che presto sarebbe morto, a lei batteva il cuore e non si voleva fermare. Quando finalmente poteva chiudere gli occhi, lo vedeva nettamente: la lunga gonna a strascico, la fascia sotto i seni, l\u2019ardito scollo a v, e le maniche, oh le maniche. Ripetendo due parole, scivolava verso i sogni: ruche-georgette, ruche-georgette.<br \/>\nOra, dietro la tendina, mentre in sottofondo battevano gli aghi delle macchine che andavano su e gi\u00f9, Paola si stava commuovendo: era bellissima.<\/p>\n<p>2<\/p>\n<p>?\u00c8 tutto il pomeriggio che sei fuori!-<br \/>\n-Ho preso il vestito, \u00e8 pronto, lo vuoi vedere?-<br \/>\n-\u00c8 tutto il pomeriggio che sei fuori!- si sent\u00ec ripetere Paola in modo ancora pi\u00f9 furioso, e senza il minimo riguardo per il suo entusiasmo ormai andato a farsi benedire.<br \/>\n-Non mi piace quando mi lasci da solo con quella.-<br \/>\n-QUELLA ha un nome.- url\u00f2 dal corridoio Innocenza.<br \/>\n-Vedi? Un giorno mi avvelener\u00e0. Sta solo aspettando che passi questo trambusto per te, per farti stare tranquilla, e poi mi uccider\u00e0. E tu d\u2019accordo con lei\u2026-<br \/>\n-Ma caro, Innocenza ti vuol bene, \u00e8 vero Innocenza? Nessuno ti vuole uccidere.-<br \/>\n-Gi\u00e0, tanto a che serve. Rischiare la galera per uno che \u00e8 gi\u00e0 fatto di vermi.-<br \/>\n-Non dire cos\u00ec\u2026-<br \/>\n-Come mai tutti questi preparativi per il tuo vestito e il mio era pronto da mesi?-<br \/>\n-Per un uomo \u00e8 diverso.-<br \/>\n-Per un uomo morto \u00e8 diverso. Che vi importa! Non arriver\u00f2 a quel giorno, non vedr\u00f2 niente, non vedr\u00f2\u2026 niente.-<br \/>\nEccolo l\u00ec, in lacrime e pieno di livore verso la vita, verso chi restava, ma pi\u00f9 ancora terrorizzato dalla morte. Erano gocce rare. Lei ne provava sempre compassione.<br \/>\nMa poi, per un attimo, lo sguardo si trasfer\u00ec sull\u2019incarto scintillante che stava sul tavolo e il cuore le torn\u00f2 a battere.<br \/>\nMentre si preparava per la notte scandagli\u00f2 le pareti della stanza da letto e le trov\u00f2 spoglie e poco alla moda per il fotografo.<br \/>\nSi infil\u00f2 tra le lenzuola fredde, appena cambiate, e gi\u00e0 impregnate di medicinali. L\u2019odore della malattia l\u2019accompagnava da almeno vent\u2019anni.<br \/>\nVoltato lo sguardo alla sua destra, vide il profilo dell\u2019uomo che aveva sposato. Un tempo, le pareva di ricordare, l\u2019aveva amata. Ora, che supino si faceva via via di cera, l\u2019aveva abbandonata prima ancora di andarsene per sempre. Eppure lei gli era sempre rimasta accanto. Gli voleva bene. Come ne voleva agli altri suoi figli.<br \/>\nNemmeno il vestito aveva voluto vedere.<br \/>\nIl vestito invece la guardava, appeso con cura all\u2019anta dell\u2019armadio, quella con lo specchio, perch\u00e9 potesse continuare a splendere anche al buio, col po\u2019 di luce che si intrufolava dalla strada attraverso le persiane.<br \/>\nMancava poco, e tanto era rimasto in sospeso. Domani se ne sarebbe occupata.<br \/>\nPass\u00f2 in rassegna tutto e le sembr\u00f2 impossibile da poter fare sulle sue gambe.<br \/>\nMa alla fine, tra un rantolo del vicino e lo specchio che la fissava, si disse un Amen, e niente pi\u00f9.<\/p>\n<p>3<\/p>\n<p>Innocenza era arrivata presto come tutte le mattine. Paola era gi\u00e0 in piedi da tre quarti d\u2019ora e aveva cambiato le lenzuola, dato una spazzata veloce e rassicurato il marito sull\u2019assoluta improbabilit\u00e0 che, dopo tutti quegli anni, sarebbe potuto morire proprio da l\u00ec a sei giorni.<br \/>\nTeneva le mani sulle ginocchia, dritta sul ciglio del divano, come un\u2019atleta pronta a scattare al segnale. Pareva immobile e rigida, lo sguardo fisso alla parete di fronte, una statua. Raccoglieva tutta l\u2019energia di cui avrebbe avuto bisogno in quella lunga giornata. Si scaldava, e vedeva chiaramente il percorso che le sarebbe convenuto seguire per risparmiare le sue povere ossa. Cos\u00ec la trov\u00f2 la badante.<br \/>\nLei, da parte sua, la salut\u00f2 sulla porta e la vide allontanarsi con delle spalle cos\u00ec dritte, da militare, che la fecero sorridere di orgoglio.<br \/>\nLa prima tappa dell\u2019interminabile cammino, le aveva portato via praticamente tutta la mattinata: sua cugina non aveva ancora finito i centrini all\u2019uncinetto per le bomboniere e l\u2019aveva chiamata per avere due mani in pi\u00f9. Lavorarono in silenzio, concentratissime e nervose. Quando finalmente contarono l\u2019ultimo, Paola sollev\u00f2 il capo e disse: -Adesso ti parlo del vestito!-<br \/>\nPranzarono assieme e si fecero compagnia e quando gli esercizi riaprirono si rimise in viaggio.<br \/>\nAnd\u00f2 affannando dal droghiere in fondo alla via per chiudere un vecchio conto, perch\u00e9 non si dicesse che viveva da gran dama sulle spalle altrui; compr\u00f2 dei girasoli, due ceri, e li port\u00f2 sulla tomba della madre. E l\u00ec rimase per un po\u2019, pi\u00f9 di quanto avesse programmato, perch\u00e9 aveva molte cose da raccontarle, e poi gi\u00e0 che c\u2019era and\u00f2 da tutti, ch\u00e9 ben pochi del suo passato camminavano ancora sulla terra.<br \/>\nSul tramonto, che si stava facendo, si rese conto che era gi\u00e0 ora di rincasare e si rammaric\u00f2 di non aver fatto tutto, ma almeno, le cose importanti, quelle s\u00ec.<br \/>\nCon passo meno convinto fece la sua solita salita, senza affrettarsi adesso, e guardando sulla cima che chiss\u00e0 quando avrebbe raggiunto.<br \/>\nSulla porta, finalmente, il cuore le riprese a battere e questa volta non se lo seppe spiegare. Con una mano sul petto che ci era andata spontaneamente, sorrise, perch\u00e9 riconobbe un palpito che non sentiva dacch\u00e9 era ragazza: il palpito dell\u2019attesa.<br \/>\nDentro era buio. Piero gi\u00e0 dormiva.<br \/>\nInnocenza doveva essere andata via da poco: il piatto che le aveva lasciato era ancora caldo. Consumato il pasto con una sottile tristezza, d\u2019improvviso la raggiunse il peso degli anni: solo ora si era resa conto di quanto fosse vecchia.<br \/>\nSi stese sul letto, giusto un po\u2019, a riprender fiato. Si era mossa al buio e quasi come un serpente per evitare di svegliare il marito, ma qualcosa doveva essere andato storto, perch\u00e9 lui aveva iniziato a imprecare e la guardava come se volesse morderla.<br \/>\nLei gli chiese scusa.<br \/>\nTornata la calma, il peso del corpo stabil\u00ec spontaneamente il suo posto sopra quelle coperte. Lui riprese a dormire e lei lo lasci\u00f2 fare. E lo lasci\u00f2 fare anche mentre sentiva venirle meno l\u2019aria e qualcosa, oltre al sudore, piombarle sulla fronte. Il cuore le batteva, ora s\u00ec che le batteva, lo sentiva dappertutto, e con un ultimo dolore silenzioso ecco che smise.<br \/>\nQuando l\u2019amica la trov\u00f2 cos\u00ec al mattino non disse una parola, sedette l\u00ec accanto e rimase immobile, afferr\u00f2 il telefono per avvertire i figli, si sent\u00ec di colpo triste, pianse, poi si fece forza. And\u00f2 verso l\u2019armadio, e prese quel vestito che Paola avrebbe indossato per una festa tutta sua.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31117\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31117\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1 Tutti si chiedevano: ce la far\u00e0 il nonno? 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