{"id":31109,"date":"2017-05-06T22:23:33","date_gmt":"2017-05-06T21:23:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31109"},"modified":"2017-05-06T22:23:33","modified_gmt":"2017-05-06T21:23:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-la-cosa-viva-di-mirta-vignatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=31109","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;La cosa viva&#8221; di Mirta Vignatti"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: small;\">Venerd\u00ec 8 aprile. Colazione con t\u00e8 verde nella mia piccola tazza di porcellana preferita. Parto come una studentessa verso Firenze in bus alle 7:55 e attraverso Ponte Santa Trinit\u00e0 verso le 9:45. Il workshop inizia alle 10 e sono in perfetto orario.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">La Galleria \u00e8 nuova, arredata con design minimal e contemporaneo. La proposta \u00e8 fare disegni e schizzi in esterna da soli, contatto diretto con la cosa per noi \u201cpi\u00f9 viva\u201d, che sia animale, pianta o persona. Prima di partire, un breve incipit e una curiosit\u00e0 raccontata l\u00ec per l\u00ec di cui non ho colto bene il significato. Il coordinatore del corso raccontava la storia di un biologo che si dedic\u00f2 a studiare per tutta la vita le fasi vitali di una zecca, insetto che \u00e8 sordo, cieco e muto, e sa riconoscere il momento giusto per lasciarsi cadere nel preciso istante in cui passa un animale a sangue caldo. Il biologo prende questa zecca per studiarla da vicino e la tiene in condizione di controllo. Passano 18 anni e lo studioso muore&#8230; Il finale e il risultato dello studio scientifico non ci giungeranno mai. Il segreto del momento opportuno del salto lo sapr\u00e0 solo la zecca. La sua pazienza e il suo senso del tempo sfuggono ad ogni logica strettamente umana&#8230;<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">Con questa storiella ancora nella testa, usciamo dalla Galleria e percorriamo liberamente alcune strade nei pressi di via Maggio. Sono con lo zaino in spalla, il blocco per gli schizzi sotto il braccio e l&#8217;ombrello nella mano sinistra. Mi sento come la zecca prima dell&#8217;incontro con il biologo. Entro in un portone antico e vedo un vivaio con tutta una zona in abbandono e con vegetazione spontanea, e un&#8217;altra molto fredda e ordinata, con vasi allineati, sistema di irrigazione e serre trasparenti in lontananza. Mi fermo nella zona non curata, attratta da quel suo aspetto spontaneo e naturale. Comincio a osservare in silenzio; un cane dietro una siepe abbaia con insistenza e mi allontano. Un sentiero mi conduce davanti a una fontana e riesco a intravedere dei pesciolini rossi nell&#8217;acqua. Sono pesci che sembrano sfidare lo spazio e il tempo con la loro presenza immobile, incuranti di una remota possibilit\u00e0 di essere presi all&#8217;amo o squamati, o forse non hanno memoria che sia gi\u00e0 successo. Ora la fontana \u00e8 come uno specchio di luce verdastra dove queste vite traslucide partecipano inconsapevoli a un laboratorio dell&#8217;anima che provoca un fermo immagine nella mia mente. In questo piccolo spazio rilucente c&#8217;\u00e8 tutta l&#8217;intensit\u00e0 di un significato sfuggente. Decido di fotografarli, visto che con l&#8217;ombrello mi risulta difficile disegnare. Mi piace quello che osservo, il filtro della lente registra dei particolari e dei riflessi che a occhio nudo non avevo percepito. Un groviglio di linee nere e ombre riflesse di rami e piante che si spezzavano in cerchi concentrici di pioggia e niente pesci rossi. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">Quella visione sintetica era migliore, un vero quadro astratto. La cosa viva si muoveva, l&#8217;avevo trovata. Non erano n\u00e9 le piante n\u00e9 le presenze acquatiche colorate. Proprio quello che non mi consentiva di disegnare, la pioggia, era la cosa pi\u00f9 viva.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">Tornando in Galleria era difficile plasmare quella sensazione in disegno, l&#8217;impossibilit\u00e0 di tradurre l&#8217;acqua con un tratto deciso di acrilico bianco e nero. La mia visione dell&#8217;acqua, con i riflessi di piante come un giardino sospeso, era troppo pittorica e ho deciso di cambiare per un disegno pi\u00f9 preciso: un grappolo di frutti secchi di una pianta sconosciuta. Ecco, in pochi minuti il mio pennello riusciva a delineare questo frammento di natura, ma senza il suo ambiente naturale certamente non si trattava pi\u00f9 di una cosa viva. Avevo tagliato, reciso il suo legame vitale. Per un momento, pi\u00f9 che disegnare, volevo essere la vivaista che, distratta, si prendeva cura di quell&#8217;angolo di natura in pieno centro urbano. Lei respirava la vita, assecondava i suoi ritmi mentre io, ospite indesiderato, ritagliavo angoli \u201cdisegnabili\u201d di cose vive per mortificarle su un foglio bianco. Compito inutile e insensato. Da zecca, ora mi sentivo un apprendista corvo che con occhio rapace doveva fermare la vita.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">Ho deciso di abbandonare la Galleria, era troppo fastidioso questo ruolo. La vita passa da un&#8217;altra parte, mi sono detta.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">Lucca, aprile 2017\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mirta Vignatti<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_31109\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"31109\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 8 aprile. 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