{"id":30998,"date":"2017-05-05T18:19:10","date_gmt":"2017-05-05T17:19:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30998"},"modified":"2017-05-05T18:19:10","modified_gmt":"2017-05-05T17:19:10","slug":"racconti-nella-rete-2017-lo-scrittore-di-incipit-di-graziano-zambarda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30998","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2017 &#8220;Lo scrittore di incipit&#8221; di Graziano Zambarda"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0 Pos\u00f2 la penna dal\u00a0 tratto sufficientemente marcato per chi, come lui, con gli anni aveva sommato presbiopia a miopia e si disse: \u201cOttimo inizio. S\u00ec, decisamente uno dei migliori\u201d e incroci\u00f2 le dita attorno alla nuca stiracchiandosi con volutt\u00e0.<\/p>\n<p>Lui si considerava uno scrittore ibrido: utilizzava sia penna che tastiera. La penna per le impellenze che potevano nascergli in qualsiasi momento, la tastiera per far fiorire quello che aveva seminato sulla fedele <em>moleskine<\/em>.<\/p>\n<p>Lo scrittore sosteneva fossero assolutamente fondamentali le prime righe di un testo: dovevano essere come un rassicurante Caronte che avrebbe accompagnato il lettore attraverso le insidie della narrazione che lui amava aspra e poco accondiscendente. La rampa di lancio, la scaletta per salire su un aereo con destinazione solo immaginata.<\/p>\n<p>A parte qualche racconto su alcune di quelle riviste distribuite gratuitamente il cui destino era di passare con rapidit\u00e0 dalla cassetta della posta al contenitore per la raccolta differenziata, non aveva mai pubblicato un solo romanzo. Avesse trovato un editore tanto fesso e altrettanto bizzarro da concedergli credito, avrebbe potuto, invece, pubblicare un\u2019ampia raccolta di incipit. Ne aveva scritti a migliaia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo scrittore era sposato. Un presupposto che gli rendeva possibile la sua condizione di scrittore non pubblicato. Era sposato con una donna ricca. Il fatto non avrebbero per\u00f2 prodotto effetti se fosse mancato il successivo; a permettergli di considerarsi uno scrittore era altro: sua moglie era innamorata di lui. Della cosa continuava a meravigliarsene. Che lo fosse stata, innamorata, all\u2019inizio della loro relazione era comprensibile, chiunque pu\u00f2 innamorarsi di chiunque, ma che continuasse ad amarlo dopo quasi trent\u2019anni di convivenza appariva sorprendente pure a lui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si erano conosciuti in autunno. All\u2019inizio l\u2019aveva giudicata nient\u2019altro che intelligente. Il suo giudizio cambi\u00f2 radicalmente l\u2019estate successiva, incontrandola in spiaggia. Il bikini le donava maledettamente. Lo scrittore aveva provato una fitta dolorosa al petto. Tutto quello che i pantaloni di taglio maschile e le bluse con le quali amava vestirsi celavano, il costume da bagno esaltava. Ma non era solo un fatto estetico, pareva che il sole le donasse un qualcosa di speciale: le faceva sbocciare la pelle, gliela vivacizzava. In pi\u00f9, le sue movenze assumevano una intrigante morbidezza felina.<\/p>\n<p>Pure lei, confesser\u00e0 pi\u00f9 tardi, s\u2019era innamorata di lui quell\u2019estate: dei suoi piedi. Da quel giorno lo scrittore aveva preso ad indossare solo sandali e in casa a camminare scalzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo scrittore era coetaneo di Paco Ignacio Taibo II. I due, gemelli entrati nel mondo passando per uteri diversi, condividevano il medesimo anno, mese e giorno di nascita. Non lo stesso talento, purtroppo. Lei, per lo scrittore di Gij\u00f3n provava il classico sentimento di odio-amore. Per dire, se, uccidendolo, avesse potuto appropriarsi della sua arte, non avrebbe esitato a farlo, tanto l\u2019odiava. Non perch\u00e9 considerasse l\u2019Ignacio uno scrittore eccelso, lo considerava abbordabile, addirittura alla sua portata, per\u00f2 gli riconosceva l\u2019arte dell\u2019incipit. In quello era un maestro, e per questo l\u2019amava. Ogni capitolo, e di capitoli in ogni romanzo ne infilava parecchi, aveva come minimo un incipit dignitoso. Parecchi ottimi, i rimanenti sempre sopra la media. Anche se il suo odio-amore verso Taibo non nasceva dall\u2019invidia per un suo incipit, bens\u00ec per una chiosa:<\/p>\n<p><em>\u201cGuarda che nuvole, piover\u00e0 forte\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSaranno nuvole piene di merda\u201d disse <\/em><em>H\u00e9ctor, senza alzare gli occhi dal selciato.<\/em><\/p>\n<p>Lo stronzo ci sapeva decisamente fare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo scrittore aveva una sua personale classifica degli incipit. Quello che deteneva incontrastato il primato era l\u2019incipit del romanzo in eterno divenire di Snoopy, il bracchetto disegnato da Charles M. Schulz: <em>\u201cEra una notte buia e tempestosa\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Bench\u00e9 fosse scritto da un fumettista, lui lo metteva in cima alla sua lista per la magia dell\u2019attesa che la breve frase sapeva trasmettere. Mai lo scrittore avrebbe confessato che la sua predilezione per quell\u2019incipit dipendeva dal fatto che fosse destinato a rimanere tale per sempre: nient\u2019altro che un incipit, come i suoi.<\/p>\n<p>Tralasciando il <em>\u201cChiamatemi Ismaele\u201d<\/em> dal Moby Dick di Melville, strepitoso, diceva lui, dove quel nome appariva come un perfetto indicatore, uno dei pi\u00f9 scopiazzati poi, magari anche con genio come da Tabucchi nel suo ripetuto e delizioso ritornello \u201c<em>Sostiene Pereira\u201d<\/em>, la personale classifica dello scrittore proseguiva con un ex-equo.<\/p>\n<p>Ovvero:<\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cUna delle poche cose, anzi forse la sola ch\u2019io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo\u201d<\/em> dove l\u2019incantesimo stava nell\u2019intrigante <em>\u201cE me ne approfittavo\u201d<\/em> che non solo alleggeriva la possibile pesantezza trasmessa della frase precedente, ma metteva in corpo al lettore una voglia incontinente di conoscere quella che dava l\u2018impressione d\u2019essere una storia come minimo bizzarra.<\/p>\n<p>E<\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cIl venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d\u2019Auge sal\u00ec in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trov\u00f2 poco chiara\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Godevano di un ex-equo in quanto lo scrittore sosteneva fossero uguali, non copiati, beninteso, ma che avessero la stessa identica struttura narrativa. Pu\u00f2 essere che il primo avesse influenzato il secondo, pensava, ma non era detto. Lui riteneva che quel <em>\u201cE me ne approfittavo\u201d<\/em> fosse l\u2019esatto parallelo del <em>\u201cLa trov\u00f2 poco chiara\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Queste erano le sue convinzioni in fatto di incipit. Fossero o meno condivisibili, non gli importava. Che lo fossero dalla moglie, aveva invece il suo peso.<\/p>\n<p>Lei poi, volendo, il denaro per pubblicare un suo romanzo l\u2019avrebbe messo volentieri; credeva nelle qualit\u00e0 letterarie del marito. Lo scrittore aveva sempre schivato l\u2019offerta sperando, allo stesso tempo, che la moglie non l\u2019ascoltasse e, magari a sua insaputa, mandasse un suo lavoro alle stampe. Per questa ragione il suo personal computer non aveva nessuna chiave d\u2019accesso e sovente invogliava la moglie a utilizzarlo.<\/p>\n<p>Avere una moglie danarosa, e generosa per giunta, produceva dei bei vantaggi; voler ad ogni costo dare l\u2019impressione di non approfittarne ne faceva perdere qualcuno. E pure la sua autostima, dopo trent\u2019anni di convivenza e dipendenza economica, capitava che talvolta tendesse al basso.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante, lo scrittore pos\u00f2 la penna e rilesse l\u2019incipit:<\/p>\n<p><em>\u201cSe non aveva mai versato un lacrima, lo doveva alla madre che del pianto aveva fatto una micidiale arma di ricatto. Odiava le lacrime, come odiava il viso rigato di rimmel che la madre si tamponava con fazzolettini profumati di lavanda. Ancora bambina aveva deciso che nessuno l\u2019avrebbe mai vista in quello stato. Non avrebbe mai pianto; neppure di felicit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p>E, appagato, schiacci\u00f2 il tasto invio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30998\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30998\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Pos\u00f2 la penna dal\u00a0 tratto sufficientemente marcato per chi, come lui, con gli anni aveva sommato presbiopia a miopia e si disse: \u201cOttimo inizio. S\u00ec, decisamente uno dei migliori\u201d e incroci\u00f2 le dita attorno alla nuca stiracchiandosi con volutt\u00e0. Lui si considerava uno scrittore ibrido: utilizzava sia penna che tastiera. La penna per le [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30998\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30998\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":833,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-30998","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30998"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/833"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30998"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30998\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31082,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30998\/revisions\/31082"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30998"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30998"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30998"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}