{"id":30978,"date":"2017-05-04T22:27:26","date_gmt":"2017-05-04T21:27:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30978"},"modified":"2017-05-04T22:27:26","modified_gmt":"2017-05-04T21:27:26","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-monte-sole-e-un-luogo-che-ti-ascolta-di-maura-gigliotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30978","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Monte Sole \u00e8 un luogo che ti ascolta&#8221; di Maura Gigliotti"},"content":{"rendered":"<p>Arrivo a Monte Sole e vengo subito travolta dalla bellezza, un prato enorme che sembra mare.<br \/>\nIl vento accarezza l\u2019erba e strani giochi di colore danno requie agli occhi.<br \/>\nLa prima cosa \u00e8 la gente: gambe, capelli, zaini in spalla ovunque da destra, da sinistra, persino da sotto la terra, un mare di gambe e braccia in movimento, di sorrisi, di dai che ce la facciamo che la salita dall\u2019alto \u00e8 tutta discesa.<br \/>\nNoi arranchiamo con la Pandina carica, \u00e8 il 25 aprile e siamo nel posto giusto.<br \/>\nDi Monte Sole so poco, complice un passaggio ed una strina sull\u2019autostrada con Martina ed Ilaria che a Monte Sole lavorano e che mi raccontano di questo posto, io che sapevo solo dell\u2019eccidio di Marzabotto dai libri di storia cha volte dicono, a volte dicono troppo poco e tu immagini un paese espropriato delle sue vite, delle sue donne, dei giochi dei bambini tra i vicoli, ma qui la cosa \u00e8 molto pi\u00f9 ampia, proprio come questo cielo che brilla su Monte Sole che brilla e racconta.<\/p>\n<p>Primo<br \/>\nprimo una lapide che racconta la strage e le sue dimensioni e mi viene come un male alla pancia perch\u00e8 per la prima volta vedo i numeri e comincio a contare.<br \/>\nQuante sono 900 persone? Quanto ci metterei a nominare 900 persone? I nomi dei paesi, delle contrade che Monte Sole \u00e8 grande come il mare.<br \/>\nCamminiamo foulard, sorrisi, cappelli in festa e bambini dovunque, c\u2019\u00e8 la banda, ma la registro come qualcosa di laterale insieme alle fasce tricolori dei sindaci che le fasce le preferisco abbracciate agli alberi. Camminiamo.<\/p>\n<p>Secondo<br \/>\nsecondo una targa che racconta la strage, c\u2019\u00e8 troppo vento e troppo sole e leggo che per fare pi\u00f9 morti misero delle bombe a mano sotto i corpi, in modo che chi andava ad aiutare i sopravvissuti in un gesto estremo di piet\u00e0 e coraggio moriva in seguito alla deflagrazione delle bombe e mi dico che ci vuole coraggio solo a pensarla una cosa cos\u00ec atroce, il coraggio che viene dalla grettezza, dalla ignoranza, dalla totale avversione alla vita.<br \/>\nPoi entro nel piccolo cimitero, \u00e8 un cimitero tascabile, dolce come pu\u00f2 essere la memoria lasciata a riposare tra l\u2019erba nei campi, guardo le piccole lapidi un po\u2019 storte quasi di lato, quasi a non voler presenziare, poi alcune foto senza tempo in bianco e nero mi guardano come solo le foto di un tempo ti sanno guardare e l\u00ec c\u2019\u00e8 un piccolo gruppetto di persone che ascolta<br \/>\nperch\u00e8 Monte Sole \u00e8 un luogo che ti ascolta.<\/p>\n<p>Terzo<br \/>\nterzo le lapidi e l\u2019et\u00e0 incisa sulle lapidi:<br \/>\nLorenzini Pia di anni 25<br \/>\nLorenzini Luisa di anni 22<br \/>\nLorenzini Nerina di anni 15<br \/>\nRughini Maria in Lorenzini di anni 30<br \/>\nLorenzini Anna di anni 8<br \/>\nLorenzini Marcella di anni 3<br \/>\nBorlotti Clementina in Lorenzini di anni 30<br \/>\nLorenzini Augustina di anni 3<br \/>\ne io penso ad Anna che ad otto anni magari giocava alla corda, chiss\u00e0 a cosa si giocava nel 1944? E a Marcella che \u00e8 piccola e raccoglie i sassi da terra e li mangia e la madre arriva e le spiega che i sassi non si mangiano mentre Augustina corre nel prato perch\u00e8 \u00e8 bello quando l\u2019erba ti accarezza le gambe e ti fa le scarpe lucide, gi\u00e0 le scarpe, ce le avevano le scarpe nel 1944?<br \/>\nGuardo su, le nuvole si intrecciano, gli alberi dondolando in un sfavillio di verdi e mi chiedo come si possa in un posto cos\u00ec bello solo concepire tale infamia, cammino, un palco i politici sopra il palco che io ci preferisco le capre sopra il palco o chi questo posto lo ha fatto.<br \/>\nCammino in mezzo alle gambe e alle braccia, ci sono anche delle carrozzelle che la memoria va preservata sempre e qui la preservano tutti anche le ruote delle carrozzelle che imboccano sentieri sbrecciati e ciottoli bianchi.<\/p>\n<p>Quarto<br \/>\nquarto la chiesa, sassi, dove c\u2019era il campanile e una croce che un tedesco aveva spezzato e buttato via perch\u00e8 neanche Cristo era stato in grado di scendere dalla croce e fermare questa infamia, la chiesa dove 86 persone si erano radunate a pregare, il paese stretto in chiesa che la chiesa \u00e8 vita, loro radunati l\u00ec in 86 a pregare, pregare, pregare perch\u00e8 il signore ti salva sempre se lo preghi.<\/p>\n<p>\u201c86 persone si riuniscono in quella chiesa, pensano di essere al sicuro, il padre Don Marchioni va l\u00ec a dire la messa, pregano in continuazione, arrivano i tedeschi li fanno uscire, arrivano ad un cimitero. Il tedesco apre il cancello con il calcio del fucile perch\u00e8 il cancello non si apriva, era tutto arrugginito, erano sette giorni che pioveva.<br \/>\nLi mettono dentro tutti, li mettono dentro per altezza, i bambini davanti in modo che montando una di quelle mitragliatrici tre piedi che stanno a poco altezza hanno sparato ed in contemporanea uccidevano i bambini, colpivano le persone alla pancia, se andate l\u00e0 noterete che ci sono le croci di ferro con i buchi, indicano l\u2019altezza a cui si \u00e8 sparato.<br \/>\nTre bambine si salvano perch\u00e8 nello scoppio, buttano anche delle bombe a mano, i corpi si muovono e vengono coperte dai corpi dei morti, rimangono l\u00ec un giorno ed una notte, riescono a liberarsi queste bambini sopravvivono una di queste si chiama Cornelia Paselli\u201d<\/p>\n<p>Quinto<br \/>\nquinto Cornelia \u201cAvevo 18 anni, vivevo con la mia famiglia, i miei genitori e 4 figli.<br \/>\nIl 26 settembre del 44 era un marted\u00ec, andiamo vicino Monte Sole, avevamo anche una pecorina, noi ci avviamo e prendiamo anche la pecorina e la lasciamo dal contadino che erano nostri amici, arriviamo a Cerpiano con poche cose, io avevo anche un cappottino che stavo imparando a fare la sarta e me lo porto.<br \/>\nIl 28 arrivati su comincia ad esserci un subbuglio, delle preoccupazioni perch\u00e8 sentivano degli spari, arriviamo alla mattina del 29, il pap\u00e0 si era alzato molto presto a ci sveglia dicendo corrette alla chiesa di Casaglia perch\u00e8 qui bruciano tutte le case, non si pu\u00f2 stare qui, l\u00ec sarete al sicuro perch\u00e8 \u00e8 un luogo sacro e non vi faranno niente, il parroco arriva che era turbato e dice entriamo che diciamo il rosario, io ho visto che aveva un viso sconvolto, andammo dentro ma nessuno riusciva a pregare l\u2019angustia che bruciavano le case e noi pensavamo ai tedeschi che stavano per arrivare e poi qualcuno ci dice che stavano per arrivare e noi tremavamo dalla paura.<br \/>\nTutto ad un tratto arrivarono e dissero di portare tutta questa gente a Casaglia e io pensavo adesso ci bruciano tutti e pensavo adesso quando sono avanti io scappo cento metri nel bosco piuttosto dico mi butto da un dirupo.<br \/>\nEravamo un centinaio e questo ufficiale senza parlare e dire niente diede l\u2019alt, poi manda un soldato con la mitragliatrice contro di noi, poi fece abbattere il cancello del cimitero e ci fece andare dentro al cimitero che era l\u00ec a due passi, io pensavo adesso come faccio? Cosa devo fare?<br \/>\nVolevo stare in mezzo al mucchio per sentirmi un po\u2019 protetta e spingendo, spingendo mi buttano contro il muro, poi poco dopo sento un gran tonfo un rumore cos\u00ec forte che era una bomba a mano ma io non lo sapevo. La bomba mi ha fatto fare una capriola, io non ho fatto nulla, mi ha risucchiato e portato nel centro del gruppo dove volevo andare, quando mi son trovata l\u00e0, ho cominciato sentire il sangue che mi colava in faccia e pensavo: \u00e8 il sangue dei feriti e poi per un attimo ho pensato e se \u00e8 il mio e non ho sentito la ferita? E l\u00ec svenni.<br \/>\nPoi piano piano ho cominciato a sentire le voci era mia madre che mi chiamava: sei ancora viva? Sei ancora viva. Io quando sono riuscita a venire fuori da sotto sono andata vicino alla mamma, ho visto le gambe maciullate, perdeva tanto sangue e mi venne in mente che nella borsa<br \/>\navevo il mio cappottino che stavo cucendo tolsi le maniche e feci dei lacci, tranquillizzai la mamma e le dissi corro a Crepiamo l\u00e1 e qualcuno trover\u00f2, quando sono l\u00ec fuori sento delle grida che vengono da Crepiamo e vedo la chiesa e cap\u00ec che c\u2019era un tedesco di guardia e allora pensai di andare su dove avevo lasciato la pecorina e vedo nell&#8217;aia i due contadini morti, la moglie ed il marito, mi guardo intorno vedo la pecorina che pendeva su un muretto<br \/>\nuccisa, sgozzata, piena di sangue<br \/>\ndicevo adesso dove vado? Cosa faccio? E scoppiai a piangere, poi tornai indietro e cominciai a chiamare una ragazza che era sfollata con noi, poi sento la voce di un uomo, era un collega di mio padre, erano nascosti un una capanna e non mi permisero pi\u00f9 di muovermi, il rastrellamento \u00e8 durato pi\u00f9 di cinque giorni, poi un giovane mi disse ti accompagno io a Crepiamo e l\u00ec c\u2019era una contadina che mi disse che mia sorella era venuta nel rifugio.<br \/>\nSiamo rimasti per un mese e mezzo nelle grotte nascosti, il papa si era salvato, erano nascosti, hanno visto tutto, sentito tutto e nessuno ha potuto fare niente. Siamo riuscite a vedere nostro padre che era distrutto e ci chiese come avete fatto a sopravvivere?<br \/>\nNon chiese della mamma e mi fece pi\u00f9 male lui di quello che avevo passato.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e9 successo questo fatto, ci si sente in colpa come se fosse colpa nostra.&#8221;<\/p>\n<p>Sesto<br \/>\nsesto la chiesa dove sono ora, dove i bimbi giocano stando in equilibrio sui sassi che conservano memoria, quella chiesa<br \/>\n&#8220;che i tedeschi non riuscivano a bruciare perch\u00e9 non prendeva fuoco, con il suo campanile che scandiva il tempo che era visibile di l\u00e1 dove c\u2019erano gli alleati perch\u00e9 di l\u00e1 a poche centinaia di metri la guerra era finita e allora la fanno crollare perch\u00e9 era un punto di riferimento&#8221;<br \/>\nla chiesa che crolla pietra dopo pietra, crolla il suo bel campanile ed il tempo finisce tra questi sassi dove ora ignari giocano bambini dai capelli riccioli sotto queste nuvole e questo sole.<\/p>\n<p>Camminiamo passo dopo passo come se a posare il piede su questi prati puoi fare male, puoi farti male, il vento trasporta canti e parole, ma \u00e8 tutto contenuto come se la voce di questo posto, il silenzio che lo abita fosse pi\u00f9 grande di tutte le nostre voci messe insieme, come se fosse la Voce di tutte le voci.<br \/>\nCi fermiamo davanti ad una croce.<br \/>\nQuinto<br \/>\nQuinto &#8220;Tu cristo fare kaputt&#8221; sono due tedeschi, uno si \u00e8 appena rifiutato di sparare che non si spara alle donne ed ai bambini e viene sostituito e mentre l\u2019altro spara lui piange, le lacrime rotolano gi\u00f9 a bagnare la stessa terra che si colora del sangue delle donne e dei bambini. Che anche i tedeschi sanno piangere a volte.<br \/>\nLa rabbia violenta, feroce, l\u2019adrenalina, l\u2019odore della carne e la croce che viene spezzata e buttata di sotto perch\u00e9 &#8220;Tu cristo fare kaputt&#8221; che tu fai male alla Germania, alle donne ai bambini, tu cristo fai male a tutti che sarebbe bello se cristo ora scendesse dalla croce e con i raggi fotonici che cristo di sicuro era un supereroe frizzava i 1500 tedeschi e comandava al tempo di tornare indietro e ai bambini di non morire, ma cristo non \u00e8 un supereroe e rimane appeso su quella croce che viene fatta volare gi\u00f9 nel dirupo ed i morti restano morti amen.<br \/>\nContinuo a camminare che respirare mi viene difficile oggi, come se mi si rompesse qualcosa dentro, siamo fatti di equilibri sottilissimi e basta a volte un filo di vento a fare male.<\/p>\n<p>Settimo<br \/>\nsettimo l\u2019armadio, Giustolisi un giornalista trova un armadio chiuso e girato verso la parete come in castigo e nell\u2019armadio ci sono i nomi dei responsabili della strage, tutti i nomi di chi c\u2019era e anche di chi non c\u2019era, di chi ha dato ordine e di chi si \u00e8 girato dall\u2019altra parte come l\u2019armadio.<br \/>\nPerch\u00e8 allora un processo si pu\u00f2 fare, perch\u00e9 allora un processo si deve fare, ma come lo porti un armadio ad un processo? Magari in mare con una barca che arrivi a La Spezia abbracciato al tuo armadio che ha voglia di aprirsi e di raccontare chi, cosa, come, ma l\u2019armadio pu\u00f2 anche aprirsi e le condanne arrivare a 10, 10 come le dita della mano che ti chiedi come hanno fatto in 10 ad uccidere 900 persone, 90 a testa forse anche loro avevano i superpoteri, ma la corte dell&#8217;Aja decide di non dare seguito ad una condanna avverso ultra novantenni che magari ora si pisciano addosso, hanno gli occhi liquidi e problemi di insonnia perch\u00e9 vicende di quella guerra si sono concluse e chi doveva pagare per quella guerra aveva pagato che mi chiedo come si possa chiudere cos\u00ec un armadio con dentro 900 morti che urlano e tremano di paura.<\/p>\n<p>Ottavo<br \/>\nottavo &#8220;solo Reder viene condannato all\u2019ergastolo anche se Reder qui non si era mai visto, a Casaglia s\u00ec e forse violenta delle donne l\u00ec, viene condannato all&#8217;ergastolo, nel 64 viene chiesta la grazia per lui viene fatto un referendum tra i familiari delle vittime che rifiutano di dargli la grazia, lui rimane in carcere, dopo 15 anni gli viene data la grazia e lui ritorna a morire insieme a sua madre&#8221;.<br \/>\nRitorna a morire insieme a sua madre non dentro una chiesa tremando di paura o guardando la sorella morire con l\u2019intestino grondante sangue tra le mani, ritorna a morire insieme a sua madre.<br \/>\nDitelo a Cornelia, ditelo alla sorella di Cornelia, ditelo ad Augustina, ditelo a Marcella, ditelo ad Anna, Ditelo a Pia, ditelo a Nerina e ditelo pure alla pecorina sgozzata che pendeva da sopra un muro.<\/p>\n<p>Nono<br \/>\nnono il respiro si fa dolore quando arrivo su un viottolo quasi nascosto dagli alberi e trovo una poesia che racconta ancora questo posto pieno di colore, di luce, pieno di pace e di bambini chiassosi oggi, lo stesso posto che vede una madre incinta del suo terzo figlio correre per salvarsi, per salvare suo figlio che le accanto e quello che le sta dentro, una madre che corre, madre come la madre di Roeder poi una raffica di colpi, il ventre che si apre, lo sguardo attonito che c\u2019\u00e9 un momento prima che il sangue cominci a fluire via con la cita, quel momento esatto in cui ancora non si \u00e8 morti, ma gi\u00e1 non si \u00e8 pi\u00f9 vivi e la madre col ventre ferito ed il bambino non ancora nato ma gi\u00e1 morto dentro, copre il figlio che le \u00e8 accanto con il suo corpo e uno, due, tre, cento proiettili tra lei che muore e suo figlio che vive.<\/p>\n<p>Guardo l\u2019erba \u00e8 verde brillante, piccole gocce la impreziosiscono, la terra nutrita dal dolore, dal sangue, dalla paura di chi non ce l\u2019ha fatta ci restituisce questo prato, questi alberi, queste nuvole che ci corrono sopra che oggi a Monte Sole vince la vita.<\/p>\n<p>\u201cA mia madre<br \/>\nEra bella mia madre, aveva appena 23 anni, quel\u00a0 29 Settembre.<br \/>\nIl suo viso era dolce\u00a0 e sereno, era bella mia madre.<br \/>\nMi\u00a0 teneva per mano,\u00a0 lungo la stradina che scendeva verso il rifugio, si lamentava perch\u00e9 a breve tempo si apprestava a dare alla luce un\u2019altra vita, confortata dalla nonna che a sua volta la sosteneva.<br \/>\nEra bella anche nel dolore delle doglie.<br \/>\nIl crepitio dei colpi di mitraglia, ci lasci\u00f2 sgomenti; colpita al ventre si accorse di perdere tutto in un attimo: le sue mani sporche del mio sangue, lo sguardo peso negli occhi sbarrati della nonna, si teneva il ventre, cercando di avvolgermi al suo corpo per ripararmi dal piombo, come una chioccia protegge il pulcino dotto le ali.<br \/>\nI suoi urli di disperazione e di dolore erano quasi inumani, ma anche in quei momenti aveva una carezza per me.<br \/>\nEra tanto dolce mia madre.<br \/>\nSe c\u2019\u00e8 qualcuno in cielo non pu\u00f2 ignorare ci\u00f2 che \u00e8 sulla terra.<br \/>\nEra una ragazzina mia madre.<br \/>\nUn incubo che mi perseguita nella vita, ma nello stesso rivedo il sorriso dolce di mia madre.<br \/>\nEra veramente bella mia madre.\u201d-Franco Leoni<\/p>\n<p>Ringrazio la Scuola di Pace di Monte Sole, Cornelia Paselli e le sue testimonianze, Ilaria e Martina che mi hanno fatto conoscere questo posto, il signore sconosciuto che di cognome faceva Lorenzini che ci ha raccontato e ci ha fatto emozionare il 25 aprile e ringrazio uno per uno tutti gli abitanti di Monte Sole che non ci sono pi\u00f9.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30978\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30978\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arrivo a Monte Sole e vengo subito travolta dalla bellezza, un prato enorme che sembra mare. 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