{"id":30940,"date":"2017-05-04T17:52:47","date_gmt":"2017-05-04T16:52:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30940"},"modified":"2017-05-04T17:52:47","modified_gmt":"2017-05-04T16:52:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-una-mano-sola-di-ester-arena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30940","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Una mano sola&#8221; di Ester Arena"},"content":{"rendered":"<p>\u201cNon guardarmi cos\u00ec\u201d<\/p>\n<p>L\u2019avevo implorato, Mirko, mentre tentavo di spiegargli che avremmo dovuto amputare quel pezzo di lui che non eravamo riusciti a salvare.<\/p>\n<p>\u201cNon guardarmi cos\u00ec\u201d<\/p>\n<p>L\u2019avevo ripetuto ancora quell\u2019appello inutile.<\/p>\n<p>Inutile anche mentre gli dicevo che l\u2019avrei aiutato a scegliere una nuova mano con cui avrebbe potuto fare molte cose, oltre al suo lavoro di operaio.<\/p>\n<p>Mirko aveva appena trent\u2019anni. Era bello come un dio greco. Corpo da atleta e spalle ampie che promettevano protezione.<\/p>\n<p>Con i suoi occhi scuri mi aveva guardato: prima con incredulit\u00e0, poi con sgomento e infine con la rabbia dell\u2019impotenza.<\/p>\n<p>\u201cLa mia mano, dottoressa, la mia mano. Come far\u00f2 con una mano sola ad accarezzare veramente Maria? Non potr\u00f2 mai essere come prima.\u201d<\/p>\n<p>Ogni giorno quella cantilena. Tutta l\u00ec, la sua disperazione. Come avrebbero fatto, lui e Maria, senza quella sua mano?<\/p>\n<p>Maria era una ragazza minuta, col ventre abbondante di vita nuova e con i capelli lunghi come un manto dorato. Un sorriso dolce, appena accennato, e la paura negli occhi mentre guardava la mano di Mirko che tra poco non ci sarebbe stata pi\u00f9.<\/p>\n<p>La mano di Mirko. Difficile definirla ancora tale. Era tonda e gonfia come una granseola rossoarancio con le sfumature nere e gialle. Le dita storte e ritorte sembravano pezzi tozzi di zampe strappate.<\/p>\n<p>Avrebbe fatto impressione a chiunque. Eppure, Maria la baciava, la accarezzava, la stringeva delicatamente al seno come una cosa preziosa e la lavava con le sue lacrime silenziose. Mirko tentava di liberarsi da quella stretta senza riuscirci e allora girava la testa, strizzava gli occhi disegnando sul suo viso una smorfia di sofferenza ben diversa da quella del dolore fisico.<\/p>\n<p>Nella sua mente solo quel pensiero confessato fino allo sfinimento. Cosa ne sarebbe stato di loro due senza quella sua mano? Parlava come se il loro amore fosse finito tutto l\u00ec, in quell\u2019appendice deforme che stavo per portargli via.<\/p>\n<p>Per me sarebbe dovuto essere un intervento n\u00e9 complicato n\u00e9 semplice, solo di routine. Dopo le prime amputazioni avevo smesso di farmi impressionare e di tenere il conto.<\/p>\n<p>Invece, quella volta mi era rimasto addosso un senso di angoscia insolito. La preoccupazione di Mirko per la perdita della sua mano mi aveva disorientato per quel dolore e quella paura non solo egoistici.<\/p>\n<p>Quando tornavo a casa, stesa sul divano, guardavo Alessio, le sue mani e il suo pianoforte che erano un tutt&#8217;uno. Le sue mani e il pianoforte. Li guardavo come li vedessi veramente solo allora.<\/p>\n<p>Mentre suonava, Alessio aveva il capo leggermente chino, le palpebre abbassate, le labbra che accennavano un sorriso, le braccia lievemente flesse e le mani con le dita che sfioravano la tastiera. Io ero l\u00ec a osservarlo in silenzio, quasi senza respirare per non inquinare, col rumore del mio respiro, le note che riempivano la stanza.<\/p>\n<p>Vedevo le sue mani che si muovevano <em>piano-pianissimo<\/em> e poi <em>forte-fortissimo<\/em> per seguire la dinamica della composizione. Sembrava facessero l\u2019amore con la tastiera, svelandomi all\u2019improvviso quella realt\u00e0 che avevo nascosto a me stessa ogni giorno da tanto tempo.<\/p>\n<p>Alessio e le sue mani. Due mani che, quando componevano e studiavano, non avevano altro tempo o voglia. Per me diventavano nessuna mano. Non mi toccavano, perch\u00e9 l\u2019avorio dei tasti erano l\u2019unica pelle che sapevano accarezzare.<\/p>\n<p>Due mani che, per ogni stecca che prendevano, potevano poi diventare rabbiosamente cento. Io, allora, ero solo una tastiera senza anima su cui pigiare, e ancora pigiare, come se le sue dita dovessero memorizzare il movimento di un\u2019armonia che nulla aveva a che vedere con me, che non ero il suo pianoforte.<\/p>\n<p>Il ricovero di Mirko si era protratto e cos\u00ec il mio disagio in ospedale e poi a casa. Mi faceva stare male quella sua costante e assoluta paura di non poter pi\u00f9 accarezzare Maria come prima. Quando lei arrivava, nascondeva il braccio monco sotto il lenzuolo per regalarle ancora l\u2019illusione che non fosse successo nulla di cos\u00ec definitivo, come il non avere pi\u00f9 la sua mano per lei.<\/p>\n<p>Un gioco crudele, a cui fingevano entrambi di giocare e credere, mentre io li guardavo attirata da quell\u2019illusione che raccontava un appartenersi che non conoscevo pi\u00f9.<\/p>\n<p>Pensavo ad Alessio che aveva due mani ma che erano lontane, estranee. Pensavo a me che, nel mio risveglio improvviso, di lui me ne sarebbe bastata una sola ma diversa e che sapesse accarezzare.<\/p>\n<p>Nei miei giri di guardia notturna controllavo che ogni respiro fosse regolare. Sfioravo con le mie mani le sagome di chi riposava. Sorridevo a chi aveva gli occhi ancora aperti. Poi passavo da Mirko.<\/p>\n<p>Lo lasciavo per ultimo, perch\u00e9 avessi pi\u00f9 tempo per lui. Se dormiva, rimanevo sulla soglia della porta per vederlo in quell\u2019attimo di calma in cui mi sembrava finalmente libero dal suo incubo.<\/p>\n<p>Se era ancora sveglio, ascoltavo paziente quella sua cantilena disperata.<\/p>\n<p>\u201cLa mia mano, dottoressa, la mia mano. Come far\u00f2, con una mano sola, ad accarezzare veramente Maria?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVedrai\u201d, gli dicevo, \u201cVedrai, non sar\u00e0 cos\u00ec, risolveremo.\u201d<\/p>\n<p>Per iniziare insieme quel nuovo cammino, avevo chiesto in prestito uno dei modelli pi\u00f9 sofisticati del campionario del centro protesi. Una mano bionica. Avevo forzato il suo rifiuto iniziale ripetendogli come un disco incantato che quella mano gli avrebbe consentito di riprodurre molte funzioni naturali.<\/p>\n<p>All\u2019inizio Mirko l\u2019aveva studiata guardandola da lontano, mentre leggeva la brochure. Poi un po\u2019 pi\u00f9 da vicino, finch\u00e9 poggiandola sul comodino o sul letto, aveva cominciato a toccarla, a girarla, poi a rigirarla. Con una sola mano, l\u2019altra che gli era rimasta. E con quella mano la usava come fosse un peso da palestra, come dovesse allenarsi per poi riconoscere quella che sarebbe stata costruita apposta per lui.<\/p>\n<p>Qualche giorno andava meglio. Altri no.<\/p>\n<p>Allora ritornava preda della sua disperazione animale. Prendeva la protesi e, nel gesto di scagliarla contro la finestra, mi urlava contro. Come se la colpa fosse mia.<\/p>\n<p>\u201cFanculo. Sei una bugiarda. Non sar\u00e0 mai come l\u2019altra. Io non sar\u00f2 pi\u00f9 uguale.\u201d<\/p>\n<p>Era difficile tenerlo a bada in quei momenti, io che c\u2019entravo? Avrei dovuto fare come sempre, semplicemente cedere il passo. Il mio compito in fondo era finito. Non spettava a me insegnargli a mettere l\u2019anima e il cuore in quel pezzo artificiale che sarebbe stato la parte nuova di lui.<\/p>\n<p>Eppure indugiavo, come se risolvere Mirko fosse risolvere me stessa.<\/p>\n<p>Mi sembrava di essere in debito anche con Maria che ogni giorno accarezzava e baciava la mano superstite di Mirko, poggiandola poi sul suo ventre che cresceva. Gli sussurrava \u201cTi prego, ascoltami, noi siamo questo e solo questo importa\u201d, cercando di arrivare a toccare anche la mano che non c\u2019era pi\u00f9.<\/p>\n<p>Mirko, per\u00f2, si ritraeva dalle carezze di Maria e, mentre nascondeva il suo moncherino infilandolo sotto il lenzuolo o nella tasca della tuta, girava verso di me il suo sguardo iniettato di rabbia e annacquato di sconforto. Muto, mi diceva: \u201cNon sar\u00f2 pi\u00f9 uguale. Nulla sar\u00e0 pi\u00f9 uguale.\u201d<\/p>\n<p>Mi sentivo impotente. Ci\u00f2 che avevo imparato sui libri e in anni di lavoro non serviva a placare quel dolore che andava oltre ogni tentativo di ragione. Cos\u00ec, non mi restava altro da fare che allontanarmi.<\/p>\n<p>Volevo poter smettere di pensare alla sua amputazione, perch\u00e9 forse avrei smesso anche di pensare alle mani di Alessio e la vita avrebbe ripreso a scorrere nella sua anonima normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Invece, la differenza tra la mano sola di Mirko e le due mani di Alessio era diventata un pensiero costante che prendeva sempre pi\u00f9 spazio dentro di me, tanto da occupare anche il mio sonno.<\/p>\n<p><em>Alessio suonava il pianoforte poggiato su di me, sul mio ventre di acqua e schiuma. Io ero il mare e lui suonava cullato dalle mie onde, che seguivano, silenziose e ignorate, il ritmo della sua musica. Per riaverlo per me, allora, mi facevo onda anomala e lo inghiottivo. Lo avvolgevo facendolo scomparire nell&#8217;acqua, dentro di me. Mentre si dibatteva per risalire a galla, le sue mani si muovevano nell\u2019acqua piano-pianissimo, poi forte-fortissimo, ma disordinate, non come nella dinamica delle sue composizioni. L\u2019acqua era la mia pelle e le sue due mani sembravano nessuna e poi cento. Nemmeno allora somigliavo alla tastiera del suo pianoforte.<\/em><\/p>\n<p>Mi svegliavo agitata con la consapevolezza che Alessio ormai non avesse pi\u00f9 mani per me.<\/p>\n<p>La storia di Mirko mi aveva rivelato una verit\u00e0 che lui stesso doveva ancora capire: una mano pu\u00f2 accarezzare come fossero due, mentre due mani sono nessuna, se ti negano le loro carezze. Oppure possono toccarti cos\u00ec da sembrarti che siano cento. Le senti tutte addosso, ma senti anche che non c\u2019\u00e8 tenerezza. Quella tenerezza che pu\u00f2 darti invece una mano sola.<\/p>\n<p>Avrei voluto spiegarlo a Mirko, ma quelle parole non sono mai riuscita a dirle, frenata dal pudore del suo dolore e dalla vergogna del mio. Lui, per\u00f2, lo ha scoperto con l\u2019aiuto di Maria.<\/p>\n<p>Sono passati a trovarmi di recente. Mirko aveva in braccio il loro bimbo di pochi mesi e nella sua mano bionica teneva quella di Maria. Sorridevano felici come prima che succedesse quella che era sembrata la fine del loro mondo.<\/p>\n<p>In questo tempo, anch\u2019io ho capito tante cose.<\/p>\n<p>Alessio \u00e8 stato sempre occupato. Ha studiato molto e questa sera dar\u00e0 il suo concerto. Le sue mani faranno l\u2019amore con la tastiera ancora una volta e come sempre.<\/p>\n<p>Io, invece, non assister\u00f2 mai pi\u00f9 a questo spettacolo.<\/p>\n<p>Gliel\u2019ho detto, mentre andavo via, ma non credo mi abbia dato ascolto. Con una mano ha continuato a contare il tempo solfeggiando, mentre con l&#8217;altra mi ha fatto cenno di non disturbarlo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30940\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30940\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon guardarmi cos\u00ec\u201d L\u2019avevo implorato, Mirko, mentre tentavo di spiegargli che avremmo dovuto amputare quel pezzo di lui che non eravamo riusciti a salvare. \u201cNon guardarmi cos\u00ec\u201d L\u2019avevo ripetuto ancora quell\u2019appello inutile. 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