{"id":3092,"date":"2010-03-30T17:12:51","date_gmt":"2010-03-30T16:12:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3092"},"modified":"2010-03-30T17:12:51","modified_gmt":"2010-03-30T16:12:51","slug":"luomo-della-vostra-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3092","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;L&#8217;uomo della vostra vita&#8221; di Sara Spinardi"},"content":{"rendered":"<p>Guardando fuori dalla finestra Lucia si arrotol\u00f2 lentamente una ciocca di capelli intorno al dito; poi la srotol\u00f2; poi la arrotol\u00f2 di nuovo. Molto lentamente. L&#8217;unghia del pollice destro era mangiata in profondit\u00e0 , fin quasi alla lunetta bianca. Le unghie delle altre dita erano invece lunghe, curate, dipinte di un brillante smalto rosso. Quando andava in giro Lucia copriva quell&#8217;unghia con un cerotto, diceva che si era fatta male, ma non appena poteva ci si attaccava famelica. Se ne vergognava come di un figlio riuscito male, ed era convinta fosse la sua unica debolezza.<br \/>\nFuori dalla finestra si vedevano la piazza e la gente riunita davanti alla saracinesca abbassata del negozio.<br \/>\nAll&#8217;improvviso il bambino sbuc\u00f2 dal vicolo a destra, sembrava pi\u00f9 alto di quella volta che lo aveva visto di persona. Era successo al supermercato, lui era con la madre, una donna obesa che si guardava intorno con lo sguardo spaesato. Il bambino la tirava per la manica, lei lo seguiva docile, girando la testa di qua e di l\u00e0, a scatti. Lucia non riusciva a distogliere lo sguardo, continuava a\u00a0 pensare che quella donna fosse davvero troppo grassa per avere ancora un uomo.<br \/>\nLucia aveva riconosciuto il bambino solo perch\u00e9 Mario le aveva fatto vedere una foto, qualche mese prima: il bambino sorrideva convinto al fotografo, aveva i capelli rossi\u00a0 e lo stesso sguardo del padre.<br \/>\nLucia si allontan\u00f2 dalla finestra e prese a guardarsi nello specchio appeso al muro, prima le gambe lunghe e affusolate, il seno pieno e prosperoso, poi le natiche alte e sode. Non aveva un filo di grasso, e lo sapeva, d&#8217;altronde si guardava continuamente, e se solo avesse notato un difetto sarebbe intervenuta immediatamente. Da un anno non mangiava pi\u00f9\u00a0 pane e pasta, e tutto ci\u00f2 che contenesse carboidrati perch\u00e9 si era fissata che la facevano ingrassare. E quello che decideva di fare poi lo faceva, niente e nessuno glielo potevano impedire.<br \/>\nStacc\u00f2 gli occhi dallo specchio, battendosi soddisfatta\u00a0\u00a0 le dita sul ventre piatto e duro. Torn\u00f2 a guardare fuori dalla finestra, ora il bambino si stava facendo largo attraverso la piccola folla radunata davanti al negozio, e stava urlando, Lucia lo sentiva confusamente attraverso la finestra leggermente aperta. Lo guard\u00f2 arrancare in mezzo alle persone che cercavano di abbracciarlo, e correre via.<br \/>\nTutto andava come avevano previsto lei e Mario. Ora contavano solo loro due. Quel bambino con i capelli rossi e quella donna obesa non sarebbero pi\u00f9 esistiti.<\/p>\n<p>Aveva visto Mario per la prima volta sei mesi prima. Era pomeriggio, Lucia si era trasferita da pochi giorni\u00a0 nell&#8217;alloggio, secondo lei arredato malissimo, e stava cercando di renderlo pi\u00f9 suo, scaraventando in giro gli abiti che a caso tirava fuori dalla valigia, quando di colpo si era ricordata dell&#8217;oroscopo. Allora era corsa alla finestra e aveva preso a guardare febbrilmente fuori, studiando la gente che passava nella piazza: sembrava che il paese fosse popolato di sole donne, non era possibile pensava Lucia. Decise che il primo uomo che fosse entrato nel suo campo visivo sarebbe stato il prescelto. Proprio in quel momento con la coda dell&#8217;occhio lo vide: non era esattamente il suo tipo, sembrava anziano, aveva la pancia ed era senza capelli. Ma l&#8217;oroscopo, quella mattina, aveva parlato chiaro: \u201cOggi potreste incontrare l&#8217;uomo della vostra vita, non lasciatevelo sfuggire!\u201d.<br \/>\nE a Lucia non piaceva lasciarsi sfuggire le occasioni.<br \/>\nLo guard\u00f2 attraversare la piazza con passo incerto, lo sguardo fisso a terra, l&#8217;andatura un po&#8217; curva. Si ferm\u00f2 davanti a una saracinesca abbassata, prese a tirarla su lentamente, ma non del tutto, soltanto fino a che comparve sulla vetrina la scritta\u00a0 PARRUCCHIERE, a lettere cubitali nere. Lo guard\u00f2 entrare nel negozio e indossare un camice bianco.<br \/>\nLe piaceva che l&#8217;uomo della sua vita facesse il parrucchiere. Pass\u00f2 i giorni successivi a spiarlo da lontano, voleva conoscerlo bene prima di incontrarlo. Le faceva rabbia che facesse lo stupido con le altre. Tremava mentre lo guardava far ridere tutte le donne che entravano in negozio, e nel negozio entravano quasi solo donne.<br \/>\nMa presto tutto questo sarebbe finito, pensava Lucia tra s\u00e9.<br \/>\nLui attraversava la piazza almeno quattro volte al giorno per andare al bar, che era proprio sotto le finestre di\u00a0 casa di Lucia. Una mattina lui aveva alzato lo sguardo e l&#8217;aveva vista. Qualche settimana pi\u00f9 tardi le avrebbe raccontato che quello sguardo lo aveva un po&#8217; imbarazzato, lei avrebbe ribattuto che lui si imbarazzava per poco, e sarebbe scoppiata a ridere.<br \/>\nLei aveva continuato a fissarlo ogni volta che passava, senza mai sorridere, senza alcun cenno di saluto, pensando che cos\u00ec lo avrebbe conquistato. Lui per\u00f2 sembrava infastidito; quando arrivava sotto le sue finestre accelerava il passo e non guardava pi\u00f9 su.<br \/>\nLucia decise che era ora di sparire per un po&#8217;, perci\u00f2 riprese a spiarlo senza farsi vedere. Dopo qualche giorno lui alz\u00f2 di nuovo lo sguardo, e Lucia ci lesse sollievo. Non ci rimase male, sapeva che non sarebbe durato. Infatti, pochi giorni dopo, lui prese a guardare sempre pi\u00f9 insistentemente verso la sua finestra; nei suoi occhi il sollievo lasci\u00f2 il posto alla curiosit\u00e0, e poi al disappunto. Alla fine lui era preoccupato e triste.<br \/>\nQuando pi\u00f9 avanti ne parlarono lui le disse che il suo sguardo non gli manc\u00f2 subito, ma solo dopo qualche giorno.<br \/>\nUn pomeriggio Lucia si era presentata in negozio. Tra le tre e le quattro del pomeriggio la clientela era sempre poca, e Lucia entr\u00f2 alle tre in punto, sfoderando il suo miglior sorriso e chiedendo a Mario di tagliarle i capelli \u201cdi poco per\u00f2!\u201d. Lui l&#8217;aveva guardata interdetto, proprio non se l&#8217;aspettava la sua visita. \u201cAllora?\u201d aveva chiesto lei continuando a sorridere. \u201cS\u00ec, s\u00ec\u201d aveva detto lui scuotendosi dallo stupore, e l&#8217;aveva fatta accomodare sulla poltrona. I capelli di lei erano lunghi fin quasi al sedere, morbidi e setosi, di un marrone molto scuro, appena ondulati. Lucia sapeva che mentre lui le lavava i capelli indugiava sulla generosa scollatura del vestito. L&#8217;aveva scelto apposta, dopo aver passato la mattinata a provarsi tutto il guardaroba. Il silenzio tra di loro era pesante, e Lucia ad un certo punto lo aveva rotto, dicendogli che le dispiaceva se spiandolo lo aveva infastidito, ma il punto era che lei era in paese da poco, e si annoiava un po&#8217;, per questo aveva iniziato. Poi i suoi modi eleganti l&#8217;avevano conquistata, e aveva deciso di conoscerlo. Lui non riusciva a staccare gli occhi dal suo corpo, ma non appena la guardava negli occhi il suo sguardo lo spaventava: era gelido. E poi era interdetto: non era abituato a ricevere complimenti se non dalle vecchiette che una volta la settimana venivano da lui per farsi fare la messa in piega o la permanente.<br \/>\nDopo qualche minuto si rilass\u00f2 e prese a chiacchierare, convincendosi che non ci fosse niente di male. Nel giro di un&#8217;ora avevano gi\u00e0 preso appuntamento per la domenica successiva: lui sarebbe andato a prenderla alla stazione del treno del paese vicino \u201ccos\u00ec, solo per non dare troppo nell&#8217;occhio\u201d. Lei aveva annuito lentamente, negli occhi un leggero disappunto. Poi avrebbero fatto un pic nic.<br \/>\nQuando la porta si\u00a0 richiuse alle spalle della ragazza Mario croll\u00f2 sulla poltrona, abbandonandosi a corpo morto sulla morbida pelle. Rimase a fissare il soffitto molto a lungo, finch\u00e9\u00a0 il cuore smise di\u00a0 pulsargli in gola . Torn\u00f2 a casa ancora pi\u00f9 lentamente del solito, con la testa annebbiata come se si fosse ubriacato.<br \/>\nLucia usc\u00ec dal negozio ancheggiando, lentamente attravers\u00f2 la piazza, consapevole di avere tutti gli occhi addosso; ma non appena si chiuse la porta di casa alle spalle ci si appoggi\u00f2 contro, si strapp\u00f2 il cerotto e prese a mordersi famelica il dito. Passata la crisi gett\u00f2 il cerotto nella spazzatura e al dito, che stava sanguinando, ne applic\u00f2 uno nuovo, sul quale c&#8217;era l&#8217;immagine di Minnie. Erano quelli che preferiva, per quando usciva ne usava invece di anonimi, color carne.<br \/>\nSospirando si lasci\u00f2 cadere sulla poltrona, si slacci\u00f2 le scarpe e le lanci\u00f2 in aria, seguendo la loro breve parabola. Si spogli\u00f2 e rimise l&#8217;abito nell&#8217;armadio, avvolto nella plastica, dove era rimasto fino ad allora. Le scarpe le raccolse da terra e le infil\u00f2 in una scatola di cartone. Pens\u00f2 che di tutto questo non avrebbe pi\u00f9 avuto bisogno, ormai era fatta. E poi non le piaceva granch\u00e9 vestirsi cos\u00ec, gli sguardi degli uomini la facevano sentire sporca. Ma era stato necessario, lo diceva chiaro il libro \u201cCome conquistare un uomo e tenerselo\u201d, il pi\u00f9 bel libro sull&#8217;argomento tra i molti che Lucia aveva letto.<br \/>\nMa gli sguardi di lui no, non la facevano sentire sporca, anzi, lui la guardava con un misto di stupore e spavento che le piaceva molto. E poi aveva delle mani meravigliose, questo era sicuro, Lucia aveva passato buona parte del tempo in negozio a seguirne i movimenti sinuosi nello specchio di fronte alla poltrona. La sua pelle era morbida, se ne era accorta quando involontariamente lui le aveva sfiorato il braccio. Le unghie, tutte, erano tagliate corte e con cura, come se le avesse misurate. E poi non era cos\u00ec vecchio come le era sembrato all&#8217;inizio. Per la pancia qualcosa si poteva fare, una volta andati a vivere insieme gli avrebbe fatto seguire una ferrea dieta, e il problema sarebbe sparito. S\u00ec, decise che come uomo della sua vita non c&#8217;era di che lamentarsi.<br \/>\nPass\u00f2 i giorni successivi aspettando la domenica, continuando a sbirciarlo dalla finestra.<br \/>\nMario pass\u00f2 le notti successive al loro primo incontro\u00a0 sognando il corpo della ragazza, in ogni minimo particolare, ma quando sollevava lo sguardo per cercare il suo scopriva che era senza testa, e allora si svegliava urlando, in un bagno di sudore. Sua moglie si voltava sbuffando verso di lui e lo fissava seria \u201cmi hai di nuovo svegliata\u201d gli diceva rabbiosa, e si rimetteva a dormire. Oppure si sollevava con fatica dal letto e tutta sorridente correva a preparagli una camomilla.<\/p>\n<p>Il loro primo appuntamento fu strano: lui moriva dalla voglia di baciarla, ma non riusciva a guardarla negli occhi; lei ,che odiava il contatto fisico, pass\u00f2 il tempo a respingerlo.<br \/>\nAlla fine lui\u00a0 riusc\u00ec a strapparle solo un bacio a fior di labbra.<br \/>\nDopo qualche incontro per\u00f2 lei si lasci\u00f2 andare: aveva deciso che con lui ne valeva la pena.<br \/>\nPer Mario fu come fare l&#8217;amore con un pezzo di ghiaccio. Per Lucia fu la certezza che non si sarebbero pi\u00f9 lasciati.<br \/>\nLei cominci\u00f2 a fantasticare sul serio sul loro futuro insieme, sulla loro casa, sui loro figli, su cosa avrebbero mangiato a colazione, e guardato in tv la sera. Lui la ascoltava guardandola in un modo strano; lei era convinta fosse solo commosso. Quando lui aveva provato a dirle che forse stava correndo troppo lei era esplosa in una tale crisi isterica che lui era tornato sui suoi passi. Non l&#8217;avrebbe pi\u00f9 contraddetta.<br \/>\nUna sera poi lei gli aveva comunicato le sue decisioni: era stufa e voleva che lui il giorno dopo dicesse tutto alla moglie, la lasciasse e andassero a vivere insieme. \u201cTanto noi ci amiamo, no?\u201d aveva concluso trionfante. Lui aveva annuito lentamente, con lo sguardo spaventato; lei si era convinta che finalmente tutto sarebbe andato a posto, come era stato deciso dal destino e dall&#8217;oroscopo di quella mattina di sei mesi prima.<br \/>\nLui le promise che il giorno dopo sarebbero scappati insieme, il negozio lo avrebbe chiuso, e basta. Loro si sarebbero ricostruiti una vita altrove. Il suo sguardo vagava mentre glielo diceva, ma lei era convinta fosse per l&#8217;emozione. S\u00ec, decise a notte fonda mentre scivolava nel sonno dopo essersi scorticata a fondo il dito, era solo per l&#8217;emozione.<br \/>\nIl giorno dopo, mentre aspettava, agitatissima, l&#8217;ora dell&#8217;appuntamento, non aveva resistito e lo aveva chiamato al telefono \u201cTi ho gi\u00e0 detto che arrivo tra poco, tu intanto preparati\u201d le aveva detto lui con voce roca e distante.\u00a0 Lei non aveva replicato, aveva messo gi\u00f9 la cornetta e si era messa a sbirciare dalla finestra la piazza. Vide Mario tirare gi\u00f9 velocemente la saracinesca, e appiccicarci sopra il cartello \u201cNEGOZIO CHIUSO AFFITTASI LOCALE\u201d, poi correre via veloce.<br \/>\nPoi fu la volta del bambino che arranc\u00f2 in mezzo alla folla e poi corse via anche lui.<br \/>\nLucia era pronta da ore, passata la mezz&#8217;ora pattuita con Mario si diede un&#8217;ultima occhiata allo specchio, poi usc\u00ec sbattendosi la porta alle spalle. Per le scale si mise a correre, quasi non sentiva il peso della sua enorme valigia. Una volta per strada cerc\u00f2 di darsi un contegno, ma era troppo felice, le veniva da ridere e da cantare insieme. La strada era deserta, cos\u00ec lei non ci pens\u00f2 due volte e si rimise a correre, incurante della fatica.<br \/>\nQuando arriv\u00f2 sotto la grande quercia dove si erano dati appuntamento, appena fuori dal paese, Lucia pass\u00f2 i primi cinque minuti a riprendere fiato. Poi il tempo cominci\u00f2 a passare. All&#8217;inizio non si preoccup\u00f2, lui non era una persona\u00a0 puntuale; dopo mezz&#8217;ora per\u00f2 cominci\u00f2 ad agitarsi, fu presa da una voglia improvvisa di correre a casa a controllare che non fosse l\u00ec. Subito dopo per\u00f2 si pent\u00ec di quel pensiero: lui la amava, questo era chiaro, mai l&#8217;avrebbe abbandonata, e poi per quella donna obesa e quel bambino? Lucia scoppi\u00f2 in una fragorosa risata stridula. Prese a fantasticare che magari gli era successo qualcosa, forse aveva avuto un infarto; se lo immagin\u00f2 agonizzante strisciare per terra, per arrivare l\u00ec da lei. Quasi si commosse pensando a come lo avrebbe curato con amore.<br \/>\nMa in fondo le piaceva poco l&#8217;idea dell&#8217;infarto, mica lei voleva fare l&#8217;infermiera, pens\u00f2. Scacci\u00f2 l&#8217;idea con forza.<br \/>\nPass\u00f2 cos\u00ec tanto tempo che a Lucia cominciarono a fare male le ginocchia a forza di stare in piedi. Scart\u00f2 nuovamente l&#8217;idea di andare a cercare Mario. Il loro appuntamento era l\u00ec, e l\u00ec lui l&#8217;avrebbe trovata, in qualsiasi momento fosse arrivato. Era in ritardo perch\u00e9 di sicuro aveva avuto un imprevisto. Non c&#8217;era altra spiegazione, continu\u00f2 a ripetersi Lucia per tutta la notte.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3092\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3092\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guardando fuori dalla finestra Lucia si arrotol\u00f2 lentamente una ciocca di capelli intorno al dito; poi la srotol\u00f2; poi la arrotol\u00f2 di nuovo. Molto lentamente. L&#8217;unghia del pollice destro era mangiata in profondit\u00e0 , fin quasi alla lunetta bianca. Le unghie delle altre dita erano invece lunghe, curate, dipinte di un brillante smalto rosso. Quando [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3092\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3092\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":509,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3092","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2010"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3092"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/509"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3092"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3092\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3092"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3092"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3092"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}