{"id":30868,"date":"2017-04-28T17:48:19","date_gmt":"2017-04-28T16:48:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30868"},"modified":"2017-04-28T17:48:19","modified_gmt":"2017-04-28T16:48:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-mors-muliebris-di-piero-poleggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30868","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Mors Muliebris&#8221; di Piero Poleggi"},"content":{"rendered":"<p><strong>MORS MULIEBRIS<\/strong><\/p>\n<p><em>(NOTE ESPLICATIVE<\/em><br \/>\n<em>Il racconto \u00e8 ambientato a Civita Castellana, la citt\u00e0 dell\u2019autore, e contiene elementi di fantasia ed elementi storici. Questi ultimi sono:<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Negli anni indicati Mons. Francesco Maria Tenderini era effettivamente il Vescovo della Diocesi di Civita Castellana;<\/em><br \/>\n<em>&#8211; La toponomastica \u00e8 quella dell\u2019epoca. Oggi molti nomi sono cambiati;<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Gli anni indicati sono effettivamente coincisi con lavori di ristrutturazione della Cattedrale di Civita Castellana.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; A 6 km da Civita Castellana, esiste effettivamente una citt\u00e0 romana, Falerii Novi, che venne progressivamente abbandonata dal IX secolo in poi ed utilizzata come luogo di approvvigionamento di materiali edilizi per la risorgente Civita Castellana.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Ancora oggi esiste, nel transetto della Cattedrale, un altare dedicato alla Madonna della Luce, un ritratto della Vergine con Bambino, risalente al 1400, ed appunto rinvenuto durante i lavori di ristrutturazione settecenteschi.)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla Illustrissima Eccellenza<br \/>\nMonsignor Francesco Maria Tenderini<br \/>\nVescovo di Civita, Orte e Gallese<br \/>\nPresso Sede Vescovile<\/p>\n<p>In Civita Castellana, add\u00ec 18 di Luglio 1738<\/p>\n<p>Eccellenza Reverendissima,<br \/>\nsono quanto mai contrito di doverLa di nuovo distogliere dalle incombenze pastorali che gravano sulle Sue spalle, ma col presente dispaccio sono a farLe presente un avvenimento, purtroppo infausto, verificatosi nel cantiere della cattedrale, cui Ella mi ha incaricato di sovraintendere.<br \/>\nCome la S.V.Ill.ma sa, sia de visu che per mio tramite, dopo la miracolosa invenzione che tanto ci rallegr\u00f2, di una porzione di affresco raffigurante Maria Santissima con il Sacro Infante, sortito l\u20198 Luglio dallo scavo del pilone orientale, in corso di escavazione nella Fabbrica della Cattedrale, si \u00e8 venuto a formare un alto cumulo di detriti da scavo, che gli operai hanno ammassato nella prima navatella di sinistra.<br \/>\nSecondo l\u2019incarico che Ella mi ha conferito, di concerto con il Mastro Architetto, stamane dopo Lodi, ho aperto come ogni giorno gli ingressi alla cattedrale, ormai trasformata in un unico cantiere. Apprestandomi poi ad aprire gli ingressi posteriori dell\u2019abside la mia attenzione \u00e8 stata richiamata da un garzone che gridando mi indicava il cumulo di detriti. Avvicinatomi, i miei occhi hanno riconosciuto una calzatura da donna che spuntava da sotto una pila di spezzoni di mattoni. Ho quindi fatto far largo agli operai tra quell\u2019ammasso di mattoni e, pian piano, \u00e8 apparso il corpo di una donna, coperta di sangue mista a calce. Dopo aver recitato il <em>Pater vita et spes nostra<\/em>, in suffragio di quella povera anima, ho spedito il garzone a supplicare il Podest\u00e0 che mandasse urgentemente un Auditore, per segnalargli il fatto e per fargli visionare la povera salma. Nella stessa mattina, si \u00e8 presentato l\u2019Auditore Jacopo Moroni, con due birri di scorta, il quale dopo aver guatato a lungo il corpo e le ferite che presentava, ha dato incarico ai birri di portare via il cadavere, avvolto in un sudario che avevano portato seco. Lo stesso Moroni mi disse che il corpo sarebbe stato provvisoriamente deposto presso l&#8217;Hospitale de&#8217; Pellegrini, subito fuori della Porta del Carmine, sulla strada che conduce al fondo della Valle del fiume Treja, per il riconoscimento e in attesa della sepoltura.<br \/>\nTanto, per ora Le dovevo, in ragguaglio di quanto avvenuto e, raccomandandomi alle Sue preghiere, mi professo<br \/>\nSuo dev.mo servo<br \/>\nFrate Benigno da Carrara ofm<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Rev.mo Padre Benigno da Carrara<br \/>\npresso il Convento dei Frati Minori<br \/>\ndi San Clemente in Civita Castellana<\/p>\n<p>Civita Castellana, add\u00ec 18 di Luglio 1738<\/p>\n<p>Buon Padre Benigno,<br \/>\nla sua solerzia e la sua puntuale osservanza ci confermano nella scelta che operammo nel nominarla a sovrintendere i lavori di restauro e di novello ornamento della nostra amata chiesa cattedrale. Ci\u00f2 che lei col suo dispaccio ci comunica ci rattrista enormemente ed abbiamo gi\u00e0 provveduto alla celebrazione di una <em>Missa Pro Defunctis<\/em> in suffragio di quella povera anima il cui corpo inveniste nel cantiere. La preghiamo ora di interessarsi presso il Podest\u00e0 per sapere chi ella fosse, se lascia famiglia o figli e cosa possa averla ridotta in tal miserando modo. Non vorremmo far mancare preghiere e sostentamento ai suoi cari. Nell&#8217;attesa, di cuore le impartiamo feconde benedizioni.<br \/>\nFranciscus M. Tenderini +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All&#8217;Illustrissimo Signore<br \/>\nGiovanni Pacini<br \/>\nPodest\u00e1 di Civita Castellana<br \/>\nPalazzo del Popolo<br \/>\nCivita Castellana, add\u00ec 19 di Luglio 1738<\/p>\n<p>Illustrissimo Signore,<br \/>\nmi rivolgo a Lei su incarico del Nostro Monsignor Vescovo, riguardo l&#8217;increscioso invenimento del corpo di una donna, ferita a morte e sepolta all&#8217;interno del cantiere della nostra Cattedrale. L&#8217;illustre presule chiede per mio tramite se la poveretta abbia un nome, una famiglia o se lasci qualcuno vedovo o orfano, cui la carit\u00e0 cristiana ci impone di provvedere. Nell&#8217;attesa di sue nuove, che potr\u00e0 inviarmi presso il Convento dei Frati Minori di San Clemente, Le porgo i miei pi\u00f9 fraterni saluti in Cristo.<br \/>\nP. Benigno da Carrara ofm<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Rev.mo P. Benigno da Carrara<br \/>\nappresso il Sacro Convento dei Frati Minori<br \/>\nPiazza San Clemente<\/p>\n<p>Civita Castellana add\u00ec 20 di Luglio 1738<\/p>\n<p>Reverendo Padre,<br \/>\nmi scuser\u00e0 se ho fatto passare un giorno dal ricevimento della Sua domanda di informazioni sulla donna trovata morta nel cantiere della Cattedrale, ma ho dovuto aspettare che, oltre alla mia, anche il medico dell\u2019Hospitale terminasse la ricognizione dello straziato corpo. Non vorrei proprio, per il rispetto che si deve ai defunti, riportarle quanto \u00e8 emerso, in quanto \u00e8 materia per stomaci forti, pur tuttavia esaudir\u00f2 le Sue richieste e quelle dell\u2019Illustrissimo Signor Vescovo. Va detto anzitutto che la donna appare essere stata uccisa da ripetuti colpi di un arnese in ferro, forse una mazza, che le hanno sfondato il cranio e la faccia oltre che il petto e la schiena. Insieme al sangue fuoriuscito da tali ferite, abbiamo rinvenuto sul suo cuoio capelluto frammenti di comune vetro da bottiglia. Oltre alla singolare presenza di calce spenta sugli indumenti, la donna presentava gli effetti di un altro singolare atto di violenza: i lobi delle sue orecchie apparivano aperti, come strappati da qualcuno che le avesse ghermito degli orecchini. C\u2019\u00e8 poco altro da aggiungere. Per ora la donna non ha ancora un nome, ma a giudicare dallo stato delle sue ginocchia e delle sue mani, non credo di allontanarmi dal vero se ipotizzo che esercitasse il mestiere di lavandaia. Queste le tristi nuove. Porgo a Lei e al nostro Signor Vescovo i miei pi\u00f9 ferventi ossequi e mi firmo, Suo<br \/>\nGiovanni Pacini, Podest\u00e0 di Civita Castellana<br \/>\nAlla Illustrissima Eccellenza<br \/>\nMonsignor Francesco Maria Tenderini<br \/>\nVescovo di Civita, Orte e Gallese<br \/>\nPresso Sede Vescovile<br \/>\nCivita Castellana, add\u00ec 20 di Luglio 1738<\/p>\n<p>Eccellenza Illustrissima,<br \/>\ncome da Lei comandato ho assunto quante pi\u00f9 informazioni si potesse sulla donna trovata cadavere nella Cattedrale, sia tramite il Podest\u00e0 che, attraverso lui, l\u2019Hospitale de\u2019 Pellegrini, sulla via che porta alla Valle. Non ho cuore a ripetervi i particolari fornitimi dal Sig. Podest\u00e0, per la loro crudezza ed efferatezza. Brividi d\u2019angoscia e di piet\u00e0 mi attanagliarono alla lettura di quanto mi veniva riferito e francamente mi manca il coraggio a copiarne il contenuto, sia pure la Illustrissima Eccellenza Vostra. Le allego pertanto l\u2019autografo originale inviatomi dal Podest\u00e0 con la descrizione delle sevizie subite dalla poveretta, per la quale non smetto di pregare. Se avr\u00f2 altre notizie sar\u00e0 mia prima premura metterne la S.V. Ill.ma a conoscenza.<br \/>\nMi segno Suo devoto servo<br \/>\nP. Benigno da Carrara ofm<br \/>\nAlla Illustrissima Eccellenza<br \/>\nMonsignor Francesco Maria Tenderini<br \/>\nVescovo di Civita, Orte e Gallese<br \/>\nPresso Sede Vescovile<br \/>\nCivita Castellana, add\u00ec 24 di Luglio 1738<\/p>\n<p>Eccellenza Illustrissima,<br \/>\ncome promesso nella mia ultima missiva le riporto alcuni accadimenti che hanno gettato un po\u2019 di luce, sia pur sinistra, sulle tristi vicende dei giorni scorsi, accadimenti che mi hanno visto parte in causa unitamente all\u2019Illustre Signor Podest\u00e0. Come ricorder\u00e0, nella Sua cristallina devozione a Maria Santissima, Ella ha disposto che il frammento di affresco raffigurante la Vergine, invenuto giorni orsono, venisse esposto alla pubblica devozione su un provvisorio altare coperto di legno, che ogni giorno esponiamo sotto il portico della cattedrale. Intenso e devoto \u00e8 il numero di fedeli che quotidianamente Le rendono omaggio, con fiori, ceri, preghiere, novene e doni. Non \u00e8 cosa rara che tra questi doni alla vergine si contino gioielli ed altri tipi di preziosi, che noi raccogliamo nel <em>Fundus Sanctae Mariae Virginis<\/em>, in attesa che Ella ne decida l\u2019utilizzo e lo scopo. Or dunque ieri intorno a mezzogiorno, mentre attendevo alla sorveglianza dei lavori all\u2019interno della chiesa ho udito grida strazianti provenire dall\u2019esterno. Precipitatomi fuori ho visto un capannello di donne attorno a una giovane, quasi in deliquio dal gran pianto e dalle alte grida che le sgorgavano dal petto. Tale giovane donna stringeva in mano due piccoli oggetti e li baciava e vi versava profluvi di lagrime. Dopo essere riuscito a fatica a calmarla un poco, la poveretta mi mostr\u00f2 i due oggetti che stringeva in pugno. Trattavasi di due piccoli orecchini d\u2019oro, semplici, composti da una sola sottile verga di metallo, interrotta in un punto per poterli indossare. I monili apparivano per\u00f2 incrostati di rosso scuro, quasi del color del sangue rappreso. Continuando a singhiozzare la donna disse di chiamarsi Mariana e mi spieg\u00f2 che gli orecchini erano un regalo, tratto dalla sua dote, che aveva fatto non pi\u00f9 di una settimana prima alla sorella, tale Assunta Pacifici, lavandaia pubblica, sposata con uno spaccapietre che lavora nella antica citt\u00e0 diruta di <em>Faleri<\/em> a procurar materiali da costruzione e calce dal marmo, per tutti i cantieri edilizi che operano in Civita Castellana, compreso quello della Cattedrale. La sventurata mi disse di averli visti deposti in dono sull\u2019altare della Vergine e di averli riconosciuti subito e, poich\u00e9 i pettegolezzi sui funesti accadimenti dei giorni scorsi hanno attecchito come fuoco nelle stoppie tra il popolino, ha concluso che la donna morta potesse essere sua sorella che ella, madre di 4 figli, non riesce a vedere spesso. Essendomi anch\u2019io insospettito col concomitare di tanti particolari, ho fatto chiamare il Signor Podest\u00e0 che, magnanimamente, \u00e8 intervenuto poco dopo sul posto e si \u00e8 fatto ripetere tutto dalla donna. Nel frattempo gli operai della Cattedrale mi hanno confermato che lo spaccapietre, tale Maso di Tonio, pi\u00f9 volte alla settimana riforniva di blocchi da costruzione e di calce il nostro cantiere ma che era appunto diversi giorni che non si faceva vedere. Me lo hanno inoltre descritto come uomo rude, violento all\u2019occorrenza, beone, rancoroso e taciturno. In sovrappi\u00f9, Mariana, la presunta sorella della vittima mi andava narrando della vita grama, tra lavoro estenuante, percosse e accecata gelosia, che il marito destinava a sua sorella. Fattici dunque indicare la casa di Maso di Tonio, il Podest\u00e0 con alcuni suoi birri, unitamente al Vostro servo che Vi scrive, ci si \u00e8 recati nella Via Giulia ove trovasi la casa in questione. Non ottenendo alcuna risposta al poderoso bussare dei birri, il Signor Podest\u00e0 dette l\u2019ordine di abbattere l\u2019uscio. Al centro della povera stanza che costituiva l\u2019abitazione di Tonio e di sua moglie, penzolava, appeso per il collo, il corpo di un uomo, poi riconosciuto come il padrone di casa. Tutt\u2019intorno regnava il caos: una mazza da pietra, visibilmente sporca di sangue, una pesante bottiglia rotta in frammenti, una balla di calce aperta e con tracce di sangue, ma sul pagliericcio che fungeva da letto, in bella mostra e ben sistemato, era deposto con cura un semplice abito bianco, immacolato, di quelli che le popolano sogliono indossare per le loro nozze, con la cuffia orlata da un merletto. Dalla folla che si era accalcata fuori della misera abitazione e che a stento i birri tenevano a bada, si fece venire la tremante Mariana, che si dovette sorreggere quando vide l\u2019interno della casa della sorella, venendogli a mancare i sensi. Ripresasi poco dopo, anche grazie ad una buona dose di sidro di mele, fornito da un birro, ella riconobbe il cognato, impiccato con una panca ribaltata sotto i piedi e riconobbe l\u2019abito da sposa di sua sorella, di cui lei aveva confezionato i merletti.<br \/>\nL\u2019acume del Signor Podest\u00e0, unito ad un po\u2019 di ragionamento fornito dal sottoscritto sembrano abbiano potuto ricostruire cosa possa essere accaduto. Con tutta verisimiglianza, qualche giorno prima Assunta era rincasata indossando gli orecchini donatigli dalla sorella. Tonio deve aver interpretato quel dono come un pegno di un amante o di uno spasimante e, in preda alla furia, aumentata dal vino in corpo, deve aver prima colpito la moglie con la grossa bottiglia i cui pezzi erano sparsi per tutta la stanza. Vista la moglie esanime e temendo di venir perseguito per averla uccisa, ha preso la mazza colla quale si guadagnava da vivere ed ha cercato di cancellarle i connotati accanendosi sulla sua povera testa. Nella sua ira cieca di marito tradito, non si \u00e8 accorto di aver trascinato a colpi di mazza il corpo di sua moglie per tutta la stanza, rompendo anche una balla di calce, evidentemente pronta per la consegna. Poi, nottetempo, ha cercato di nascondere il corpo sotto al cumulo di terra pi\u00f9 vicino e facilmente raggiungibile, quello della Cattedrale, appunto.<br \/>\nMa poi, si sa, le sbornie, anche le pi\u00f9 violente, passano e lasciano melanconia e pentimento. Tonio deve aver pianto sua moglie, maledetto il suo gesto, rievocati i tempi in cui erano teneri sposi, giungendo ad accarezzare persino il suo vestito da sposa e donando, infine, nascosto tra la folla, gli orecchini che nella sua furia le aveva strappato dalle orecchie, alla Madonna Immacolata, prima di tornare a casa e, vinto dal rimorso, uccidersi appendendosi ad una corda.<br \/>\nUn pover\u2019uomo, un disgraziato, rovina di s\u00e9 e di quella povera anima della moglie. E tutto ci\u00f2 solo per un paio di orecchini e per la presunzione di \u201cpossedere\u201d una donna, ancorch\u00e8 moglie. Mi chiedo, e Le chiedo dunque Eccellenza, arriver\u00e0 mai un tempo in cui i mariti non si sentiranno i padroni delle mogli ma, come comanda San Paolo, le ameranno come Cristo am\u00f2 la Sua Chiesa, donando la vita per Essa? Non dispero. Il futuro sar\u00e0 certamente migliore per le sorti dei matrimoni, cos\u00ec come vediamo progredire la civilt\u00e0 in questo secolo che chiamano \u201cdei lumi\u201d.<br \/>\nInterrompo qui questa triste e forse troppo corposa narrazione, sperando che le Sue e le mie preghiere possano avere l\u2019efficacia di favorire la fratellanza tra gli uomini e l\u2019amore nelle coppie.<br \/>\nMi segno, dunque, Suo dev.mo servo<br \/>\nFra Benigno da Carrara ofm<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30868\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30868\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MORS MULIEBRIS (NOTE ESPLICATIVE Il racconto \u00e8 ambientato a Civita Castellana, la citt\u00e0 dell\u2019autore, e contiene elementi di fantasia ed elementi storici. 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