{"id":30864,"date":"2017-04-28T17:43:35","date_gmt":"2017-04-28T16:43:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30864"},"modified":"2017-04-28T17:43:35","modified_gmt":"2017-04-28T16:43:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-peppinella-di-marzia-cortese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30864","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Peppinella&#8221; di Marzia Cortese"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sedeva su una sedia in vimini, di quelle antiche fatte a mano. Una sedia che oggi, se volessi averne una simile, non saprei dove cercarla perch\u00e9 non se ne trovano pi\u00f9 di quella fattura. Erano tempi in cui ogni mestiere aveva il suo perch\u00e9, quando c&#8217;era ancora chi &#8211; con incredibile pazienza e infinito amore &#8211; intrecciava quei fili dorati come se nascessero dalle sue stesse mani.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Era un regalo di mio padre. L\u2019aveva comperata al Mercato delle Pulci, dopo un\u2019estenuante trattativa per abbassare il prezzo. Accadde in un\u2019afosa giornata di luglio, con il sole cocente dell\u2019estate che inaridiva qualsiasi cosa e toglieva le forze anche solo a guardarlo. Per di pi\u00f9, l\u2019opprimente calura pareva essersi direzionata tutta sulla sua disgraziatissima testa. Quel giorno, infatti, mio padre era uscito di fretta, dimenticando di indossare il suo inseparabile <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Borsalino &#8211;<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> quel fantastico copricapo <\/span><span style=\"font-size: medium;\">che lo aveva riparato da situazioni ben peggiori &#8211; dunque aveva il cranio completamente esposto all\u2019arsura, cosa che lui avvertiva con molta pi\u00f9 veemenza di chiunque altro a causa della sua estesa calvizie, che gi\u00e0 di per s\u00e9 sopportava come fosse un castigo. Se l\u2019era sudata &#8211; nel vero senso della parola &#8211; quella seggiola! Bisogna dirlo: quando la vide, l\u2019attrazione fu immediata; come se quella fosse stata l\u00ec ad aspettarlo da sempre. Non c\u2019\u00e8 niente da fare, certe cose hanno un\u2019anima!<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nonostante fosse quasi sepolta tra mille cianfrusaglie di roba vecchia, non pot\u00e9 fare a meno di notarla. Fu un\u2019illuminazione o &#8211; se preferite &#8211; un amore a prima vista. E tanto fece che alla fine se la port\u00f2 via.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nonna Giuseppina &#8211; o \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Peppinella<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d come avevamo l\u2019abitudine di chiamarla in famiglia &#8211; vi trascorreva gran parte del suo tempo su quella sedia, intenta com\u2019era a ricamare, virt\u00f9 all\u2019epoca assai apprezzata. Nata nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, nonna Giuseppina era una donna, come si suol dire, tutta d&#8217;un pezzo. Moralmente e fisicamente. Alta, robusta, sempre impeccabile nell&#8217;abbigliamento e nel trucco. Praticamente, il contrario di mia madre, minuta nell\u2019aspetto e poco incline a certe vanit\u00e0 tipiche femminili; forse per il fatto che a casa eravamo in tanti, forse troppi! Si pensi che io sono l&#8217;ultimo di sette fratelli, e lei doveva occuparsi di tutti noi, oltre che della nonna e del nostro amato <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Kelly, <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">naturalmente. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Kelly era un bellissimo lupo italiano dal manto grigio. Non ho mai capito perch\u00e9 l\u2019avessero chiamato cos\u00ec dal momento che era un maschio&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma tornando a Peppinella, lei e mia madre non si assomigliavano affatto. Tra le due per\u00f2 quella che catturava maggiormente la nostra attenzione era proprio Peppinella. Al mattino trascorreva lunghe ore alla toilette, per sistemare i capelli che teneva raccolti sulla nuca con non so quante forcine, che mio fratello Mariano si divertiva a tirarle via quando la vedeva appisolarsi sulla sedia in vimini che le aveva regalato mio padre: quello era il momento in cui era pi\u00f9 vulnerabile. Si divertiva da matti con lei, Mariano, che ancora oggi a settant&#8217;anni \u00e8 una testa calda, per non dire altro. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le tirava il naso, trattenendolo con le nocche delle dita, e quello diventava tutto rosso! Le nascondeva spazzole e forcine apposta per farla andare in subbuglio, ben conoscendo la cura quasi maniacale che la nonna impiegava nell\u2019acconciarsi i capelli. Le raccontava storie lugubri per metterle paura, come se ci godesse nel vederla spaventata a morte! In casa nostra era un continuo susseguirsi di urla, tra mia nonna che intimava mia madre di sgridare mio fratello e mio padre che sbraitava contro mia nonna affinch\u00e9 la smettesse a sua volta di gridare. E mio fratello Mariano se la rideva insieme agli altri miei fratelli pi\u00f9 grandi. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Io no. Io la guardavo, ed ero dispiaciuto per lei. Nonostante le sue spalle larghe, la vedevo per quello che era: una donna fragile e indifesa. Percepivo il suo disagio, la sua precariet\u00e0 di donna sola e anziana, il suo doversi adattare agli altri perch\u00e9 non poteva fare altrimenti. Lei, che appariva a noi ragazzi cos\u00ec tanto fuori dai tempi, c\u2019era invece immersa fino al collo. La conosceva la vita, altroch\u00e9 se la conosceva! Aveva iniziato presto a vivere, Peppinella. Era dovuta crescere in fretta e senza una guida poich\u00e9 non aveva mai avuto una famiglia che si occupasse di lei. Orfana di entrambi i genitori sin dalla nascita, non aveva fatto in tempo a mettere piede in questo mondo, che il mondo l\u2019aveva gi\u00e0 abbandonata. A soli quindici anni aveva conosciuto mio nonno, pi\u00f9 grande di lei di vent&#8217;anni, di cui ricordo soltanto i lunghi baffi ottocenteschi e null&#8217;altro. Orefice benestante, l&#8217;aveva fatta studiare fino a farle prendere il diploma di maestra &#8211; a lei, che era una piccola analfabeta senza neppure un cognome! &#8211; per poi sposarla e darle quella famiglia che le era mancata. Anche in questo Peppinella era diversa da mia madre, che invece non aveva mai voluto studiare. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">La scrittura di Peppinella &#8211; all\u2019epoca nelle scuole insegnavano la calligrafia &#8211; era tutta un ricamo. Ricordo che quando scriveva il mio nome, mi pareva un dipinto. Mi raccontava che aveva sofferto tanto in giovent\u00f9, avendo perso pi\u00f9 figli di quanti ne avesse partoriti. Chi con il vaiolo, chi con la scarlattina e altre malattie a quei tempi incurabili. Mi chiedevo per quale sconosciuta volont\u00e0 mia madre si fosse salvata da quei parti sventurati. Era sopravvissuta per puro miracolo o era stata pi\u00f9 forte degli altri suoi fratelli? In mezzo a tanta morte, aveva in ogni caso avuto la meglio la vita, per una volta.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Peppinella in realt\u00e0 aveva anche un altro figlio oltre mia madre, un altro &#8211; diciamo cos\u00ec &#8211; \u201csopravvissuto\u201d, ma da lui non andava quasi mai. Non le piaceva stare l\u00ec per via della nuora, con cui non andava granch\u00e9 d&#8217;accordo. Con noi invece era un\u2019altra storia. Tutti in famiglia amavamo Peppinella, anche mio fratello che le faceva gli scherzi. Per la verit\u00e0, neanche con mio padre c&#8217;era una gran sintonia poich\u00e9 quando aveva qualcosa da recriminare a mia madre, Peppinella interveniva per difendere la figlia e allora lui andava su tutte le furie. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un giorno accadde l\u2019irreparabile. Ci fu una brutta lite tra lei e mio padre: si sentivano urla, pianti e porte che sbattevano come se un uragano si fosse abbattuto improvvisamente sulla nostra casa. L\u2019atmosfera divenne cos\u00ec pesante che alla fine Peppinella fu costretta ad andarsene. Ho ancora vivida l&#8217;immagine di lei mentre raccoglieva i suoi effetti personali, per lasciarci. Fu una scena tristissima che &#8211; per quanto mi sforzi &#8211; non riesco a cancellare dalla memoria. Nonostante la mia tenera et\u00e0, ricordo perfettamente quanto fossi in pena per lei e quanto mi facesse soffrire doverla vedere messa alla porta. Volevo che Peppinella restasse, non soltanto perch\u00e9 faceva parte della nostra famiglia, ma perch\u00e9 ne era il basamento. Era lei il principio di tutto. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma all&#8217;epoca ero solo un bambino, oltretutto il pi\u00f9 piccolo dei miei fratelli, e il mio parere contava ben poco. Adesso che ho i capelli bianchi, se ripenso a quel giorno, sento ancora lo stesso dolore che provai allora. Perch\u00e9 certe sensazioni non si possono cancellare, soprattutto quando hanno segnato in qualche modo la nostra infanzia, un\u2019et\u00e0 in cui ogni piccolo dettaglio si carica di un significato profondo. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">E\u00a0il peggio doveva ancora arrivare. Peppinella, non sapendo dove andare, si trasfer\u00ec nell\u2019unico posto dove avrebbe potuto stare, cio\u00e8 dall\u2019altro suo figlio. Io per\u00f2 gi\u00e0 sapevo che la convivenza sarebbe durata poco poich\u00e9 neanche la nuora voleva tenerla con s\u00e9. E allora che fine avrebbe fatto la povera Peppinella? <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non facevo altro che fissare la sua sedia in vimini tutto il giorno. Kelly si accucciava\u00a0ai suoi piedi come se Peppinella fosse ancora l\u00ec, solo che lei non c\u2019era. La notte mi svegliavo in preda agli incubi, immaginandola sola in mezzo ad una strada, senza trucco e con i capelli tutti spettinati. Possibile che la stessero abbandonando un\u2019altra volta? Il comportamento di mio padre mi appar\u00ec terribilmente ingiusto. Il destino di orfana di Peppinella sembrava proprio non volerla mollare, come se la vita le avesse fatto fare un lungo giro per poi riportarla al punto di partenza. I miei fratelli pi\u00f9 grandi mi dissero che le stavano cercando una sistemazione, ma la cosa non mi tranquillizzo&#8217; affatto perch\u00e9 mi domandavo come potesse in ogni caso una donna cos\u00ec anziana essere lasciata sola. Ero sicuro che se fosse tornata a stare da noi, quel birbante di mio fratello l&#8217;avrebbe piantata di farle i suoi stupidi scherzi.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; \u00c8 colpa tua! &#8211; gli dissi &#8211; \u00e8 colpa tua se \u00e8 andata via!<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mariano mi diede uno spintone dicendo:<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; Ma va! E smettila di frignare!<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quando faceva cos\u00ec, non lo sopportavo. Ricordo che lo spintonai a mia volta. Lui reag\u00ec. Cominciammo ad azzuffarci finch\u00e9 non arriv\u00f2 pap\u00e0 a dividerci. Proprio lui, mio padre, che con quel gesto aveva inconsapevolmente posto fine alla mia infanzia. Del resto, anch\u2019io dovevo crescere. Arrivai perfino a pensare che avrebbe mandato via anche me se mi fossi comportato male. Cos\u00ec scappai via. Mi nascosti in un angolo della casa che soltanto io conoscevo e dove mi andavo spesso a rifugiare quando non volevo essere trovato. Ci rimasi fino a quando non fece buio. Alla fine fui sopraffatto dal sonno e mi addormentai. Ad un certo punto sentii qualcuno scuotermi. Credevo fosse Kelly, lui mi trovava sempre.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Invece no. Era mia madre. La riconobbi dai piedi, anzi dalle ciabatte traforate e scolorite dal sole. Inconfondibili. Me ne stavo accovacciato a terra, ero mezzo tramortito per il sonno e non mi andava di alzare la testa. Poi mi accorsi che vicino ai piedi di mia madre ce n&#8217;erano degli altri. Li riconobbi immediatamente, anche quelli. Le scarpe a punta verniciate di nero, che l&#8217;alluce valgo faceva deviare verso l&#8217;interno, erano senz&#8217;altro le sue! Alzai la testa per verificare che fosse proprio lei. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; Peppinella! &#8211; esclamai. Lei non rispose. Si limit\u00f2 a volgere lo sguardo verso mia madre. Schiuse le labbra e sorrise. Era il giorno del mio compleanno e quel sorriso fu il pi\u00f9 bel regalo che potessi mai ricevere.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Peppinella era tornata, con la sua grossa valigia mezza vuota e consumata dal tempo, il suo <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>beauty case<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> pieno di trucchi e la sua meticolosa acconciatura indietro di un secolo. Solo pi\u00f9 tardi mi accorsi di mio fratello Mariano, nascosto nella penombra dietro di lei. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Mi guard\u00f2 come per dire: &#8211; Hai visto? Tanto fracasso per niente!<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma io sapevo che anche lui, in fondo, era contento che Peppinella fosse tornata a stare con noi. Altrimenti, a chi avrebbe fatto i suoi stupidissimi scherzi?<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30864\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30864\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sedeva su una sedia in vimini, di quelle antiche fatte a mano. 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