{"id":30846,"date":"2017-04-25T22:51:18","date_gmt":"2017-04-25T21:51:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30846"},"modified":"2017-04-25T22:51:18","modified_gmt":"2017-04-25T21:51:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-cosa-resta-del-padre-di-gianluca-massimini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30846","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Cosa resta del padre&#8221; di Gianluca Massimini"},"content":{"rendered":"<p><!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 E allora, come da accordi, ognuno per la propria strada, senza troppe storie, senza tanti intoppi: lui in casa con i figli, ad accudirli e ad accertarsi che tutto andasse bene, provvedendo anche a farli mangiare, e lei a passare il suo weekend d&#8217;amore con quel Mauro, in Maremma, a Orbetello, come gli aveva annunciato qualche tempo prima.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Si erano accordati cos\u00ec, da quando Sara, cinque mesi or sono, gli aveva comunicato <i>per lealt\u00e0<\/i> che aveva intrapreso una relazione con un altro, un collega di lavoro, un manager che le si era insinuato nella testa all&#8217;improvviso come un chiodo fisso e di cui non era pi\u00f9 riuscita a liberarsi, un amore a prima vista travolgente, magico, passionale per entrambi. E lui, del tutto sorpreso da quell&#8217;evento inaspettato, era rimasto tramortito, senza parole a quella confessione sincera e per questo pi\u00f9 temibile, perch\u00e9 fatta alla luce del sole, e perch\u00e9 mai, a pensarci bene, avrebbe sospettato una crisi cos\u00ec grave.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Aveva provato innanzitutto a fare il punto, a razionalizzare: cosa c&#8217;era stato in fondo tra loro che non aveva funzionato, che non era andato pi\u00f9 bene? cosa aveva potuto spingerla a lasciare il caldo nido familiare per una storia improvvisata? e cosa aveva potuto trovare in quella storia che non avesse gi\u00e0 in casa? Si era interrogato a lungo, arrovellandosi a non finire.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Forse la maternit\u00e0 in quegli anni si era rivelata troppo asfissiante, claustrofobica, con tutto quello stravolgimento di ormoni che esplodono e che ti buttano a terra come in un naufragio, oppure il tran tran quotidiano e la vita d&#8217;ufficio l&#8217;avevano stancata, annoiata, prospettandole una strada ormai troppo tranquilla mentre dall&#8217;altra parte ci sono i sogni. Forse vuole solo divertirsi e cercare un po&#8217; di svago, era giunto a dirsi, distrarsi dopo anni di routine e di corse tribolate, di pappe e di magliette stirate tutti i santi giorni!, e questo forse poteva accettarlo, anche se a fatica. Sarebbe valso allora di pi\u00f9 il valorizzarla, al lavoro, coi bambini, nelle piccole cose di ogni giorno, per non farle perdere quel senso della famiglia che aveva invece smarrito&#8230; oppure era stato lui che negli anni si era adagiato, impigrito, che aveva perso quel mordente, quel carisma che un tempo l&#8217;aveva reso affascinante agli occhi della moglie, che non trovava in lui pi\u00f9 nulla di buono e di interessante.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Ora per l&#8217;appunto ci pensava, mentre giocava con la figlia, e non riusciva a darsi pace, quando questa all&#8217;improvviso lo chiam\u00f2:<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Pap\u00e0, insomma! Vuoi giocare?<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; S\u00ec, certo, amore mio! &#8211; e mosse una pedina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><br \/>\nEppure nel corso degli anni Sara gli era apparsa tutta un&#8217;altra donna da come si era rivelata poi, negli ultimi tempi. Non era mai stata, per esempio, cos\u00ec fredda e senza cuore da nascondergli una cosa talmente grande e metterlo al muro solo a cose fatte, senza averne prima parlato. Non era mai stata crudele con le persone che aveva accanto, tanto meno con lui. Anzi!<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Quando l&#8217;aveva conosciuta, all&#8217;universit\u00e0, era stata una ragazza dolce e allegra che gli sorrideva strizzando gli occhi e che gli faceva feste quando lo incontrava, abbracciandolo forte e coprendolo di baci. Una giovane donna che amava indossare un cappellino e i guanti in tinta quando uscivano insieme per fargli fare bella figura, il tutto accordato, con tanto di ombrello all&#8217;occorrenza. Che ci teneva a far progetti su di loro e i loro viaggi, per condividere delle belle esperienze. Che pensava al futuro. Preparata, istruita, piena di interessi. Dopo invece, dopo il matrimonio, si era intristita. Aveva perso entusiasmo, ma non sapeva il perch\u00e9. Aveva cominciato ad essere strana, sempre pi\u00f9 indecifrabile, per non dire poi di quando erano arrivati i figli! mai che si potesse avvicinarla, consigliarla! Cos&#8217;era successo? e come era stato possibile? si chiedeva. Cosa non aveva capito?<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Ora non restavano tra loro che giorni tesi e grigi in cui riuscire a parlare era sempre pi\u00f9 difficile, in cui lei lo ignorava e si chiudeva nel suo scrigno rimanendo inaccessibile, distante. E quel suo atteggiamento lo umiliava, lo stizziva.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Aveva cominciato a far cos\u00ec forse l&#8217;anno prima ed era stato tremendo.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Ricordava, per esempio, chiaramente il giorno in cui, rientrando dal soggiorno dove giocava con i bimbi, l&#8217;aveva scorta seduta al tavolo della cucina e le aveva chiesto, avvicinandosi:<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Tutto bene? Cosa c&#8217;\u00e8 che non va? &#8211; vedendola assorta.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 E lei, senza neanche guardarlo: &#8211; Sono cose che non puoi capire. &#8211; gli aveva risposto e aveva girato gli occhi altrove, oltre il vetro della finestra, verso i boschi che si agitavano l\u00e0 fuori. Lui sulle prime aveva atteso, pensando che volesse farsi pregare, che avrebbe sorriso e parlato prima o poi. E invece era rimasta serrata in un silenzio ostinato e impenetrabile, come quando si \u00e8 preso coscienza di un errore o che il guaio \u00e8 fatto, il bicchiere che ruotava tra le mani, mentre i bambini nell&#8217;altra stanza avevano continuato a frignare e a chiamare la mamma senza che lei rispondesse.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Quello era stato l&#8217;inizio, si diceva, il giorno preciso in cui era iniziato il suo calvario.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 E dire che dopo il primo sbandamento, ci aveva anche provato, aveva reagito. Si era rimboccato le maniche all&#8217;idea di salvare il salvabile e di rimettere insieme i cocci prima che si rompessero del tutto. Aveva cercato di renderla meno occupata, di sgravarla di pesi e di incombenze, pulendo lui il bagno, la cucina, facendo la spesa quando tornava da lavoro, e mostrandosi allegro, ma sfoggiando all&#8217;occasione un sorriso cos\u00ec ebete in faccia, perch\u00e9 immotivato, che tradiva invece un&#8217;ansia e una fragilit\u00e0 pronte a mostrarsi, a cedere al primo colpo, come quei castelli di carta cos\u00ec alti a cui basta un soffio per farli rovinare.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Tant&#8217;\u00e8 che a volte: &#8211; Vuoi dell&#8217;acqua, o un caff\u00e8? &#8211; aveva tentato di chiederle, oppure: &#8211; Vuoi che prepari io la cena? &#8211; con l&#8217;intenzione di farla riposare e sentire importante, volendola coccolare. &#8211; E il secondo? vuoi che lo prepari? &#8211; ma per ricevere in quei casi da lei, che non sopportava il vederselo attorno, solo rispostacce, o dei sospiri di sufficienza, con un esito davvero inglorioso.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Prova a capire se \u00e8 una cosa temporanea, un momento di incertezza, poi magari fra un po&#8217; le passa, &#8211; gli aveva detto Andrea, in una delle tante sedute al bar, a due passi da casa. &#8211; e magari ritorna. &#8211; ma lui aveva stralunato gli occhi.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Era successo cos\u00ec che, in quei mesi, l&#8217;aveva aspettata per ore nel vano della finestra del soggiorno fino a quando imbruniva, nell&#8217;attesa che tornasse da lavoro per prenderla in un attimo di pausa e per parlare, per cercar di conciliare, di capire, di farsela di nuovo vicina. La cercava quindi, la copriva di attenzioni, ne sussurrava il nome, si faceva trovare con dei piccoli regali, fino a risentirsene quando lei invece lo scostava.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Ed eccolo ad alternare allora tentativi di dialogo a momenti di indecisione, di pentimento, di stizza feroce per non aver saputo tenersi buona la moglie, a scoppi d&#8217;ira e di risentimento per quella donna ingrata che di punto in bianco, dopo sei anni, cambiava bandiera al calar del vento e non voleva pi\u00f9 saperne di ascoltare, di capire, di comprendere la situazione per tornare al suo posto.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Cosa vuoi che facciamo, quindi? &#8211; aveva tentato pi\u00f9 volte di dirle \u2013 Ci lasciamo? &#8211; ponendo la cosa come se fosse improponibile, impensabile.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; E vattene se vuoi! cosa aspetti? Sai dov&#8217;\u00e8 la porta. La vedi?<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 E a quel punto si era sentito solo di tacere.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Ma che fare dunque con due figli, con due pargoli ancora da allevare e da crescere, e con tutti quei sogni di pace e tranquillit\u00e0 custoditi per anni e che adesso all&#8217;improvviso svanivano solo perch\u00e9 lei aveva deciso di farsela con un altro, perch\u00e9 non sapeva tenere a bada quel che aveva tra le gambe? Che rabbia, gli faceva! In quei momenti non sapeva neanche lui cosa provasse, avrebbe potuto far pazzie! Ma che fare alla fine senza Sara? cosa fare senza di lei? Lui, a pensarci, si sentiva perso&#8230; L&#8217;idea che potessero lasciarsi lo terrorizzava!<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 E nel guardare di nuovo i bambini: &#8211; Ecco, come siamo rimasti, &#8211; si disse con un misto di rabbia e di incredulit\u00e0, &#8211; in attesa di una telefonata!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Paola giocava ora al gioco della parrucchiera: &#8211; I capelli corti e lunghi! &#8211; diceva di volere, e dopo aver pettinato e colorato la testa di una bambola si disponeva a lasciare i pettini sul tappeto. Peccato che dopo bisognasse raccogliere, pens\u00f2 il padre, senza fare per\u00f2 parola.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Erano tutti e tre nel soggiorno dal pomeriggio, i bambini intenti a litigare e a contendersi i giochi a vicenda, e lui che si arrabattava con loro tra una cosa e l&#8217;altra.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Tra poco devo cucinare, Paola. Devo alzarmi. &#8211; disse.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; No! Resta qua! Dobbiamo giocare.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 E il padre, per un attimo, esit\u00f2. Allora, annoiato da quella situazione, si alz\u00f2 e accese la tiv\u00f9, tirando il piccolo per mano. E la cosa funzion\u00f2.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Due, tre minuti, e i figli si incantarono, e lui con loro. La principessa Polly, munita di ali, visitava una fabbrica di giocattoli e si stupiva tra i reparti, per giungere infine in quello della pittura, dove Babbo Natale mostrava i macchinari. Gli elfi dipingevano i capelli delle bambole sul nastro, con un colpo di pennello, poi queste passavano all&#8217;asciugatoio e all&#8217;impacchettamento, pronte per la spedizione. Arrivava quindi la fata a colorar di rosso gli abiti di tutte. Che efficienza, lui pens\u00f2.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Si stufarono. Sicch\u00e9 Paola propose di giocare a <i>io vedo<\/i>. Io vedo qualcosa di rosa, la maglia di Paola, il fazzoletto della bambola, ma dur\u00f2 poco, perch\u00e9 si butt\u00f2 di nuovo sul fratello, che inizi\u00f2 a frignare, per salire in braccio, e il padre cominci\u00f2 a ricoprirla di baci, accarezzandoli entrambi.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Pap\u00e0! io mi sto annoiando! &#8211; fece quindi scocciata, le braccia incrociate e il viso imbronciato. &#8211; Pap\u00e0!<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Vediamo cosa possiamo fare. &#8211; disse il padre, che tir\u00f2 a s\u00e9 una busta ch&#8217;era sul tappeto, colma di oggetti.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Venne allora il momento di giocare col memory, di accoppiare cio\u00e8 le madri e i figli di varie specie animali nel modo corretto, capra con capra, panda con panda.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Per\u00f2 come dice la mamma! &#8211; intim\u00f2 Paola, perch\u00e9 intendeva separare dapprima i due gruppi, in modo da ricomporli poi successivamente. Al che, noncurante del fratello che stava in grembo, gli si sedette addosso e lui le fece posto.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Si vede che ho giocato con mamma?<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; S\u00ec, si vede, amore mio. Sei brava. &#8211; e l&#8217;accarezz\u00f2. Poi continu\u00f2 a scegliere le carte una dopo l&#8217;altra, giocando da sola, sollevandole da terra.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; E il mio turno? &#8211; fece il padre, ma di scoprirne una, per lui, nemmeno l&#8217;ombra.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Aspetta!<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 La bimba alz\u00f2 ancora qualche carta, riponendole tutte nel mucchio accanto a s\u00e9.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Quanto fa? &#8211; fece il padre, che era riuscito intanto a prendere qualcosa.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Sei.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Sei pi\u00f9 tre&#8230;<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Nove!<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Ha vinto pap\u00e0, allora&#8230;<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 E lei, dopo un attimo d&#8217;esitazione: &#8211; Facciamo finta che questa volta non vale! &#8211; fece sorridendo.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Va bene. Rifacciamo.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Al che, all&#8217;improvviso, venne il momento di far fare la pip\u00ec a Matteo e dovettero correre in bagno. Il piccolo alzava le braccia verso il padre, strillava. Una volta asciugatolo, cominci\u00f2 a fare storie che non voleva lavare le mani. Scappava e non voleva sentire ragioni. Quando tornarono nel soggiorno c&#8217;era un dod\u00f2 alla tiv\u00f9 che non voleva fare la doccia e Paola rideva.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Ma questa nel frattempo aveva preso a ritagliare. Usava un paio di forbici rosa con le quali tagliava una gran quantit\u00e0 di giornali presi dalla borsa del padre. Ritagliava lunghe strisce che poi spezzettava per farne pasta da calare nelle pentole, o dei cerchi concentrici come chioccioline, che erano la sua passione.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Pap\u00e0, prendi l&#8217;acqua per le pentoline? &#8211; fece la bimba.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Non \u00e8 il caso di giocare con l&#8217;acqua!<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; No! voglio l&#8217;acqua! &#8211; e scalci\u00f2 stizzita col piede da seduta, facendo pure un verso.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Va bene&#8230; ma quando \u00e8 ora di mangiare non voglio scuse, hai capito? &#8211; disse lui, mentre il pi\u00f9 piccolo, che aveva ancora per mano, guardava il tutto senza parlare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Lui a Marco ci pensava, quel suo amico che s&#8217;era separato, anni fa, e che in poco tempo era finito dritto dritto dallo psicologo. Aveva faticato non poco a riprendersi e ad andare avanti, e non solo perch\u00e9 con la separazione gli avevano tolto tutto, la casa e i soldi. Ma nel suo caso aveva avuto a che fare con una donna che si spogliava davanti alla figlia senza un motivo e che scappava fuori per le scale con la bambina senza che si potesse sapere dove andasse, e che bisognava poi rincorrere. Una tipa che era solita buttargli via i vestiti di notte mentre lui dormiva, tant&#8217;\u00e8 che al risveglio, l&#8217;indomani, non trovava pi\u00f9 nulla, e che lo minacciava sempre di buttarsi dal tetto. E ogni volta gi\u00f9 a penare, a rimboccarsi le maniche, con la testa sempre a cosa potesse succedere ancora, alla bimba, ad ogni nuova occasione, vedendo il tutto precipitare. Era stata una situazione incredibile e difficile da affrontare, che il povero si era ritrovato tra le mani a lungo andare e a poco erano servite le preghiere e le buone intenzioni.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Questo, per\u00f2, nulla aveva a che vedere con Sara, si disse, che invece era brava e amorevole e che si preoccupava dei figli, facendo in modo che a loro non mancasse nulla, e che doveva solo capire se stessa, che si sarebbe ravveduta, per il bene di tutti, come lui sperava. E il perderla sarebbe stato certo un grave errore.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Poi pens\u00f2 anche ai suoi genitori, alla loro storia, e si chiese perch\u00e9 non si fossero mai separati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Paola, devo alzarmi per fare la pasta, altrimenti questa sera non mangiamo.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; No! Stai qua. &#8211; lei disse stizzita. &#8211; Dobbiamo giocare!<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 E il padre esit\u00f2, pensando per\u00f2 che la moglie prima o poi avrebbe telefonato per sapere se aveva cucinato e lui non aveva fatto nulla.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Sei stata brava, amore, ma adesso basta&#8230;<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; No! &#8211; disse ancora indispettita, e fece per graffiargli la faccia.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Paola, devo alzarmi. E metti gi\u00f9 le mani. Ci vuole almeno mezz&#8217;ora per cuocere tutto e se non mi sbrigo vi viene fame. Non posso farvi mangiare tardi. Poi telefona la mamma e cosa le diciamo? che non abbiamo mangiato? &#8211; quindi si alz\u00f2 mettendo il piccolo a terra, che cominci\u00f2 a piangere.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Dai retta a tuo fratello, per favore&#8230;<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Sara gli aveva detto dov&#8217;era la pastina, nel mobile a destra, vicino al frigorifero, assieme al sale e alle altre cose da cucina, ma non la trovava. Cavolo! pens\u00f2 tra s\u00e9. Chiss\u00e0 dov&#8217;\u00e8? &#8211; Mi sa che non ne abbiamo di pasta, accidenti! &#8211; disse, come riflettendo.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Pap\u00e0&#8230; mamma la trova sempre!<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 La stessa cosa accadde con le pentole, nel trovare quella giusta. Allora ne prese una a caso e la mise sul fuoco, aspettando che l&#8217;acqua bollisse. Dopo qualche minuto aggiunse un po&#8217; di pastina, e cominci\u00f2 a girare, della pastina corta pronta in sei minuti e una platessa cotta in forno a duecento gradi, cos\u00ec gli aveva detto la moglie, e cerc\u00f2 di concentrarsi, mentre per Matteo mise a scaldare del latte a bagnomaria in un pentolino, come aveva visto fare tante volte. Ci mise pure due biscotti, mangia amore mio!, pens\u00f2, anche se Sara gli aveva detto di no, tanto adesso non avrebbe potuto vedere.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Chiss\u00e0 quando telefona, intanto si chiese. E cerc\u00f2 di affrettarsi in modo che fosse pronto per quando la moglie avrebbe chiamato.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Adesso che facciamo? &#8211; chiese Paola a gran voce. E poi: &#8211; Uffaaa! Mi sto annoiando! Pap\u00e0 perch\u00e9 non giochi? Pap\u00e0! &#8211; e cominci\u00f2 a tirarlo per un braccio, la testa rovesciata all&#8217;indietro.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Aspetta! &#8211; e si avvicin\u00f2 alla figlia malvolentieri.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Ma il piccolo cominci\u00f2 a quel punto a frignare perch\u00e9 voleva la mamma, di nuovo. Lui cerc\u00f2 di consolarlo col dire che sarebbe tornata tra poco, anche se non sapeva quando, cosa non vera ma che forse sarebbe servita a calmarlo. Era tutto il pomeriggio che frignava e quando cominciava o iniziavano entrambi era costretto a sudare sette camicie.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Matteo, la mamma non c&#8217;\u00e8. Torna domani. &#8211; disse l&#8217;altra, &#8211; \u00c8 inutile che piangi! &#8211; mentre metteva a terra le pentole, sistemandole per il gioco.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Poi finalmente arriv\u00f2 la chiamata e lui accorse. Prese il telefono, ne sent\u00ec la voce:<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Ti sei ricordato di prendere i bimbi da mia madre? Ma li hai lavati?<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; Lavati ancora no&#8230;<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; E cosa aspetti&#8230; mio dio! Matteo si addormenta, a un certo punto! \u00c8 piccolo! Senn\u00f2 non dorme pi\u00f9. Ma hai cucinato almeno? &#8211; chiese con apprensione, &#8211; Devi prendere la pastina ma metti prima un goccio d&#8217;olio nell&#8217;acqua, senn\u00f2 si attacca&#8230; &#8211; disse con un tono di comando, come fa chi ha a che fare con un tonto e deve accertarsi che sia tutto a posto.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; S\u00ec, lo so&#8230;<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 &#8211; E non farle mangiare il tonno! non le piace, poi sai che si innervosisce&#8230; Ma sei impazzito a farle mangiare la mozzarella? &#8211; e dopo un attimo di pausa, come parlando tra s\u00e9: &#8211; Ma com&#8217;\u00e8 che devo pensare sempre a tutto io! \u2013 aggiunse, &#8211; mai una regola, mai un aiuto&#8230; &#8211; e gi\u00f9 un sospiro forte, un singhiozzo&#8230; &#8211; come stesse compiangendo una situazione ormai consolidata.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Sicch\u00e9, l&#8217;orecchio al cellulare, lui sent\u00ec delle voci, delle auto che passavano miste a un brusio flebile e indistinto, sempre da esterno. Al che avrebbe voluto chiederle: &#8211; Tutto bene? &#8211; ma pi\u00f9 per curiosit\u00e0, per abitudine, che per altro, ma se ne vergogn\u00f2 subito, sembrandogli la cosa ridicola, e si trattenne, tanto pi\u00f9 che lei poco dopo riattacc\u00f2.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 E allora un miscuglio di rabbia e frustrazione inaudita lo travolse senza dargli scampo, trascinandolo in un istante nel baratro di un&#8217;istintiva e momentanea ribellione, del rancore perenne. Che fare? Cosa dire a quel punto? Quanto sarebbe durato quel tormento? Poteva accettare tutto questo? Cerc\u00f2 con gli occhi chiusi di fare un respiro profondo, per calmarsi.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Poi pos\u00f2 lo sguardo sulla figlia: \u00e8 bionda, \u00e8 bella e serena, non sospetta nulla, pens\u00f2, ha grandi occhi azzurro cenere, le labbra rosse e un carattere vivace.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30846\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30846\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 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d&#8217;amore con quel Mauro, in Maremma, a Orbetello, come gli aveva [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30846\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30846\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 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