{"id":30837,"date":"2017-04-28T17:04:27","date_gmt":"2017-04-28T16:04:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30837"},"modified":"2017-04-28T17:04:27","modified_gmt":"2017-04-28T16:04:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-ragazzo-che-faceva-troppo-rumore-di-mario-abbati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30837","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il ragazzo che faceva troppo rumore&#8221; di Mario Abbati"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 seduto nel posto accanto al mio, lato finestrino, alla fermata di Milano Centrale \u2013 io provenivo da Torino, diretto a Roma \u2013 , un ragazzo sui venticinque anni, uno di quegli studenti universitari che sembrano affidare al caso ogni dettaglio dell\u2019immagine pubblica ma che alla resa dei conti basta rivolgere loro un\u2019occhiata di sfuggita e si capisce subito che dietro quell\u2019apparente sciattezza si nasconde una pianificazione da genio del male: capelli neri spettinati tendenti all\u2019unto, occhiali dalla montatura rettangolare in stile vintage, pantaloni verde muschio e camicia rossa di flanella a quadroni. Se n\u2019\u00e8 stato una mezz\u2019oretta tranquillo, con la testa reclinata sullo schienale, gli occhi chiusi rivolti al finestrino, immerso in un probabile sonno con la bocca che aspirava e soffiava aria imitando una fisarmonica sfiatata: un respiro cos\u00ec pesante non l\u2019avevo mai sentito.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non si \u00e8 svegliato, ha raccolto lo zaino che teneva fra i piedi e dopo aver azionato una lampo difettosa che sferragliava sulla cremagliera peggio di una locomotiva del far-west, ne ha estratto un libro. Si \u00e8 messo a sfogliarlo con mano pesante, facendo strisciare le pagine una contro l\u2019altra, cos\u00ec da produrre un fruscio talmente denso che al confronto il metal-core che piace tanto a mia figlia \u00e8 un paradiso per le orecchie. Dopo un po\u2019 ho pensato che fosse colpa della carta, s\u00ec, la carta pi\u00f9 rumorosa che mi fosse mai capitato di ascoltare, addirittura mi \u00e8 venuto in mente che l\u2019avessero prodotta in una fabbrica dove bisognava essere sordi per superare il colloquio d\u2019assunzione.<\/p>\n<p>Tra una pagina e l\u2019altra ha rimesso mano allo zaino raschiando di nuovo con la zip e tirando fuori una bottiglietta d\u2019acqua da mezzo litro. A parte il tappo che emetteva insoliti cigolii, il tizio si divertiva ad affondare le dita nell\u2019involucro producendo quell\u2019insopportabile rumore di plastica schiacciata che \u00e8 secondo soltanto allo striscio del gessetto sulla lavagna, in sintonia con le contrazioni della laringe che somigliavano ai gorgoglii di un lavandino otturato. Al termine del travaso ha accartocciato la bottiglietta con una violenza tale che mi sono venuti i brividi.<\/p>\n<p>A quel punto l\u2019ho odiato di brutto, dai recessi pi\u00f9 profondi dell\u2019anima. O meglio, non sapevo se odiare lui o prendermela con gli oggetti che via via toccava e che, stimolati dal suo potere tattile, sprigionavano i rumori pi\u00f9 cacofonici che mi fosse mai capitato di mandare gi\u00f9.<\/p>\n<p>Ma il meglio, anzi il peggio, doveva ancora arrivare. S\u00ec, perch\u00e9 all\u2019altezza di Reggio Emilia, al terzo giro di chiusura lampo difettosa, ha estratto dallo zaino una busta di carta con dentro un panino. Non so dire cosa fosse pi\u00f9 fastidioso, se i suoni laceranti che provenivano dalla busta, simili a una radio sintonizzata male, o il battere scomposto dei denti che trituravano il cibo. Denti cos\u00ec rumorosi non li avevo mai sentiti, nemmeno nei cartoni di Braccio di Ferro. Terminato il pasto, ha cominciato a emettere sibili lancinanti, come se scavasse con la lingua negli interstizi per estrarre i pezzetti di cibo che gli erano rimasti incastrati fra i denti, una tortura che mi ha quasi costretto a tappare le orecchie.<\/p>\n<p>Neanche dal cellulare potevo aspettarmi segnali confortanti: durante il viaggio l\u2019hanno chiamato due volte e in entrambi i casi ha atteso che l\u2019arnese strepitasse fino al decimo squillo, ovviamente col volume della suoneria al massimo, una fastidiosa melodia monofonica stile videogioco che non avevo mai sentito prima.<\/p>\n<p>Dio santo, ma se sei convinto di voler rispondere, che motivo c\u2019\u00e8 di spaccare i timpani al tuo vicino di sedile fino al decimo squillo?<\/p>\n<p>Era evidente che anche chi lo chiamava, all\u2019altro estremo del filo, conosceva a memoria quel vizio insopportabile e perseverava finch\u00e9 lui, superato il numero massimo di squilli, non si decideva a dargli o darle udienza. Quando succedeva e, dopo un s\u00ec interrogativo dal sapore un po\u2019 snob, iniziava a parlare, il suo modo di esprimersi mi rendeva idrofobo, non tanto per il volume, no, in fondo lo teneva abbastanza basso, quanto per qualcosa di penetrante nell\u2019accento, nel tono, non saprei dire, forse la tendenza a strascicare le esse, una specie di grimaldello sonoro che forzava i miei sistemi di difesa per pizzicarmi i nervi pi\u00f9 sensibili.<\/p>\n<p>Mentre il treno bucava l\u2019Appennino fra Bologna e Firenze e lui sfogliava il libro producendo a ogni voltapagina quel frastuono assordante \u2013 tant\u2019\u00e8 che a un certo punto mi sono chiesto se l\u2019oggetto su cui strisciava le dita non fosse fatto di carta stagnola \u2013 ho avvistato in lontananza il carrello delle bevande, sospinto da una coppia di hostess tutt\u2019e due confezionate dall\u2019uniforme rossa della compagnia ferroviaria. Ho pensato che uno spuntino mi avrebbe temporaneamente distratto dal bombardamento acustico che scaturiva dal mio vicino di poltrona.<\/p>\n<p>\u00abCosa avete di caldo?\u00bb ho domandato alla fanciulla, non appena si \u00e8 affacciata oltre il poggiatesta della fila davanti.<\/p>\n<p>\u00abT\u00e8 o caff\u00e8\u00bb mi ha risposto con cortesia.<\/p>\n<p>Ci ho riflettuto qualche secondo.<\/p>\n<p>\u00abUn t\u00e8\u00bb le ho sorriso. \u00abCon qualche biscottino. E se possibile uno spicchio di limone\u00bb.<\/p>\n<p>Alla parola <em>limone<\/em> il ragazzo si \u00e8 girato e, da dietro gli occhialoni squadrati, mi ha rivolto uno sguardo intermedio fra il biasimo e l\u2019indignazione. Ha sfoderato l\u2019indice in versione eretta e si \u00e8 sfiorato la punta del naso.<\/p>\n<p>\u00abShhhhh!\u00bb<\/p>\n<p>Cio\u00e8, mi ha sibilato di stare zitto. Lui, che da quando era montato sul treno non aveva smesso un secondo di sprigionare rumori molesti, ora pretendeva che fossi io, reo di aver esternato un paio di frasi idiote, a fare silenzio. Il senso di rabbia mi ha stritolato le budella a tal punto da reprimere qualsiasi velleit\u00e0 alimentare, ho fatto segno alla hostess che il t\u00e8 non mi andava pi\u00f9 e lei ha spinto il carrello verso le file successive.<\/p>\n<p>Per fortuna \u00e8 sceso a Firenze.<\/p>\n<p>Quando ha varcato la frontiera col vagone successivo e gli sportelli si sono richiusi in uno sbuffo alle sue spalle, ho tirato, anzi i miei timpani hanno tirato, un sospiro di sollievo.<\/p>\n<p>Mi sono trasferito nel posto di finestrino, dov\u2019era seduto lui. Pochi secondi e l\u2019ho visto transitare sulla banchina, i capelli arruffati ad arte, gli occhiali con la montatura in stile vintage, lo zaino in spalla, pieno di tutti quegli oggetti che facevano un dannato rumore. Di colpo si \u00e8 fermato, ci ha pensato su qualche istante poi, per aggirare la massa di viaggiatori che avanzavano a passo di formica verso l\u2019uscita, ha deciso di prendere la scorciatoia attraversando incautamente il binario accanto. Non si \u00e8 accorto del Frecciarossa che a velocit\u00e0 ridotta, silenzioso come un\u2019astronave, proprio in quel momento stava entrando in stazione. Quando la locomotiva l\u2019ha schiacciato, nonostante il finestrino facesse da schermo, si \u00e8 sentito con chiarezza il suono acre delle ossa che si spezzavano. Decisamente le ossa pi\u00f9 rumorose che mi fosse mai capitato di ascoltare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30837\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30837\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 seduto nel posto accanto al mio, lato finestrino, alla fermata di Milano Centrale \u2013 io provenivo da Torino, diretto a Roma \u2013 , un ragazzo sui venticinque anni, uno di quegli studenti universitari che sembrano affidare al caso ogni dettaglio dell\u2019immagine pubblica ma che alla resa dei conti basta rivolgere loro un\u2019occhiata di [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30837\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30837\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":4158,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-30837","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30837"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4158"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30837"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30837\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30914,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30837\/revisions\/30914"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30837"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30837"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30837"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}