{"id":30732,"date":"2017-04-15T18:30:37","date_gmt":"2017-04-15T17:30:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30732"},"modified":"2017-04-15T18:30:37","modified_gmt":"2017-04-15T17:30:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-vanessa-della-porta-accanto-di-lisa-paoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30732","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Vanessa della porta accanto&#8221; di Lisa Paoli"},"content":{"rendered":"<p><!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Era da talmente tanto tempo che sentivamo le urla risuonare per tutto il vicinato che ormai non ci facevamo pi\u00f9 caso. Da tempo ero abituato a vedere Vanessa uscire dalla villetta accanto alla mia con un occhio nero, o con un passo sbilenco e incerto. Avevamo avuto tempo di conoscerci, dato che eravamo vicini di casa da tutta la vita e compagni di classe dal primo giorno di scuola. E nella nostra esistenza non era cambiato mai niente, ogni cosa era costante. Tutte le volte il padre di vanessa tornava a casa ubriaco, tormentato da chiss\u00e0 quali ansie o delusioni. Picchiava lei e sua madre, la ragazza il giorno dopo piangeva sulla mia spalla e io non potevo fare altro che cercare di confortarla in qualche modo. Mi andava bene cos\u00ec. Ogni volta che proponevo di chiamare la polizia Vanessa mi diceva:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; Ma non lo capisci? Lui <i>\u00e8 <\/i>la polizia. \u00c8 il loro stupido capo. Non gli faranno niente. &#8211;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Io non credevo alle sue parole, ma ho sempre preferito non insistere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un giorno per\u00f2, in piena notte, mi sentii svegliare da qualcuno. Era Vanessa, entrata in camera mia dalla finestra che avevo lasciato aperta a causa del caldo. Era Luglio, dopotutto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; Sbrigati. Devi venire da me. &#8211;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non ero mai stato molte volte a casa sua, proprio a causa di questo maledetto padre dalla furia incontrollabile. Ancora intontito dal sonno, mi misi un leggero giacchetto e infilai le scarpe da tennis. Una volta usciti fuori, alla luce della luna, riuscii a vedere varie macchie di sangue cosparse sul viso di Vanessa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; Che ti \u00e8 successo? &#8211;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le chiesi. Lei non mi rispose. Mi condusse in casa sua, verso la cucina. L&#8217;odore di sangue mi prese subito alla gola e trasalii nel vedere il cadavere del padre di Vanessa steso sul pavimento, gonfio, livido. Gli occhi erano rivolti verso il soffitto pieno di muffa, con le pupille dilatate. Sul cranio era aperta la ferita fatale, causata probabilmente dal tostapane l\u00ec vicino, macchiato anch&#8217;esso di sangue come tutte le piastrelle.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; Era gi\u00e0 molto che pensavo di farlo. Si era creata l&#8217;occasione giusta, cos\u00ec&#8230; &#8211;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Mi coprii la bocca con una mano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; Ma cos&#8217;hai fatto, Vanessa&#8230;! &#8211;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sospirai io, indietreggiando.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; Ho dovuto. Mi dispiace. &#8211;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Guard\u00f2 il cadavere di suo padre, senza un&#8217;ombra di rimorso nei suoi occhi. Mi domandai quanta rabbia, quanto dolore represso ci potesse essere in quel colpo sferrato nel mezzo della notte per rendere capace una ragazzina di uccidere un uomo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; Dov&#8217;\u00e8 tua madre? &#8211;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; \u00c8 di sopra che dorme, non sa niente. E non dovr\u00e0 mai saperlo. &#8211;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tirai un sospiro di sollievo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; Sono venuta a chiamarti perch\u00e9 ho bisogno che tu mi faccia un favore, il pi\u00f9 grande della tua vita. &#8211;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Cominciai a sudare freddo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; Devi aiutarmi a scavare una fossa in giardino, e poi a portarcelo dentro. Da sola non ce la posso fare. &#8211;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vanessa mi guard\u00f2 dritto negli occhi e io non potei fare altro che dire di s\u00ec. Cos\u00ec ci mettemmo al lavoro. Lei mi diede una vanga presa nel seminterrato e cominciai a scavare. Vanessa si mise a pulire il sangue che era sparso ovunque in cucina. Poi insieme sollevammo a fatica il cadavere e lo sistemammo dentro la buca. Vanessa prese la vanga e sotterr\u00f2 suo padre, cos\u00ec come si potrebbe sotterrare un animale trovato morto sul ciglio della strada. Perch\u00e9 sono anche adesso sicuro che non lo considerasse niente di diverso da quello, da un animale selvatico che aveva preso solo le sembianze di un uomo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Finimmo quando il sole stava per sorgere. Mascherammo la buca mettendoci sopra la piscina, una scusa credibile dato che era estate. Tornai a casa e dormii come un sasso. Quando mi svegliai avevo l&#8217;impressione che quello che era successo quella notte non fosse altro che un sogno. Per\u00f2 poi ricordai, e il panico cominci\u00f2 ad assalirmi. Nei giorni seguenti mi incontrai con Vanessa per discutere del da farsi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; Non ti preoccupare. &#8211;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Continuava a dirmi lei e cambiava argomento. Alla fine aveva ragione. Presto la polizia arriv\u00f2 e lei disse che il padre se n&#8217;era andato senza lasciare niente, neanche un biglietto nel quale dicesse dove fosse diretto. Quando i poliziotti stavano per andare via vidi dalla finestra Vanessa sussurrare qualcosa nell&#8217;orecchio di uno di loro, mentre gli stringeva la mano. A quanto pare aveva gi\u00e0 preso i suoi accordi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Negli anni a venire mi interrogai pi\u00f9 e pi\u00f9 volte sul fatto che ci\u00f2 che Vanessa aveva fatto fosse giusto o meno. Ma quando guardo i nostri figli, e la vedo sorridere ogni giorno come non l&#8217;avevo mai vista fare quando il padre era vivo, tutti i miei dubbi si dissolvono. \u00c8 stata una vita che \u00e8 valsa la pena di sacrificare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30732\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30732\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era da talmente tanto tempo che sentivamo le urla risuonare per tutto il vicinato che ormai non ci facevamo pi\u00f9 caso. 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