{"id":30699,"date":"2017-04-12T11:50:41","date_gmt":"2017-04-12T10:50:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30699"},"modified":"2017-04-17T18:53:41","modified_gmt":"2017-04-17T17:53:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-luna-per-un-giorno-di-luca-pisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30699","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Luna per un giorno&#8221; di Luca Pis\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --><\/p>\n<p>Non so se vi \u00e8 mai capitato di vivere una di quelle passioni improvvise, da togliervi l&#8217;appetito e non farvi dormire la notte. Ebbene a me s\u00ec e non lo auguro a nessuno. Si fa presto a dire che l&#8217;amore colora la vita e le nostre giornate di rosa, ma questo lo sostiene chi non ha mai provato a convivere con un&#8217;ossessione.<br \/>\nTutto cominci\u00f2 il quindici dicembre del 2005 alle 15.15 in uno stucchevole pomeriggio di shopping natalizio. Uno di quei giorni in cui la gente inizia seriamente a chiedersi quanto dovr\u00e0 spendere e quanto tempo dovr\u00e0 perdere per comprare i soliti maledetti regali di Natale. Bisogna togliersi il pensiero e depennare pi\u00f9 nomi possibile dalla lista, ovviamente spendendo il minimo indispensabile. Ci si comincia a sentire pi\u00f9 buoni, i ritornelli natalizi ti azzerano i pensieri e le commesse col cappellino rosso ti stuzzicano fantasie che di santo non hanno proprio nulla.<br \/>\nLuca si trovava nella fase che pi\u00f9 detestava. Iniziare seriamente a cercare qualcosa e riuscire a non comprare le stesse cose per le stesse persone dell&#8217;anno precedente.<br \/>\nPrima di buttarsi nella mischia pens\u00f2 che ci sarebbe stata bene un&#8217; altra sigaretta ma si accorse che l&#8217;ultima Marlboro l&#8217;aveva data al suo amico rosaio fuori dalla stazione. Guard\u00f2 l&#8217;ora ( che si sarebbe poi ricordato per tutta la vita) e decise di entrare in tabaccheria.<br \/>\nDietro il banco vide Lei.<\/p>\n<p>Gentilmente la commessa ( l&#8217;angelo, la divinit\u00e0, la sua futura moglie sicuramente) gli chiese &#8220;mi dica?&#8221;.<br \/>\nLuca non sapeva cosa avrebbe dovuto dirle. Forse il suo numero di telefono, l&#8217;indirizzo, la terza declinazione latina del nome &#8220;amor&#8221;, quanti fagioli teneva la Carr\u00e0\u00a0nel suo maledetto barattolo. Perse l&#8217;uso della parola, disse &#8220;niente scusa ho sbagliato negozio&#8221; ed usc\u00ec.<br \/>\n&#8220;Ma come cavolo faccio ad essere cos\u00ec idiota! Bella, \u00e8 bella e sicuramente sar\u00e0 abituata a stuoli di bavosi che perdono l&#8217;uso della parola davanti a lei. Bravo Luca! Complimenti! Ora con che faccia torno l\u00e0 dentro. . . &#8221;<br \/>\nRiguard\u00f2 l&#8217;ora e non era nemmeno scattato il minuto successivo, cos\u00ec decise di punirsi per la sua ennesima figura di merda.<br \/>\nSmise di fumare. Chiss\u00e0 forse quell&#8217;ora con tutti quei cinque e quei quindici era un segno del destino, l&#8217;inizio di qualcosa di memorabile.<br \/>\nPer oggi basta shopping, pens\u00f2 incamminandosi verso Brignole. Il rosaio gli chiese un&#8217;altra sigaretta, ma lui aveva smesso, quindi niente da fare, questa volta la scrocchi a qualcun altro, bello.<br \/>\nChe fare ora? Sapeva dove l&#8217;angelo lavorava e anche se non era pi\u00f9 un fumatore di certo non gli sarebbe mancato un pretesto per comprare qualcosa in tabaccheria.<br \/>\nIl giorno dopo ci avrebbe pensato e sicuramente questa volta lei lo avrebbe notato e servito come un cliente d&#8217;eccezione.<br \/>\nSeduto in treno ascoltando a tutto volume &#8220;Giulia&#8221; di Togni si convinse che anche quello era un segno del destino: lei si doveva chiamare per forza Giulia.<br \/>\nCom&#8217;era bello sognare ad occhi aperti la sua Giulia mentre dal finestrino vedeva la stazione di Cornigliano, che magicamente quel pomeriggio gli appariva piena di fascino e memore di un&#8217;antica nobilt\u00e0.<br \/>\nSi rilass\u00f2 e decise che l&#8217;indomani tutto sarebbe andato per il verso giusto.<br \/>\nNon era sua abitudine, ma decise di mollarne una, piccola piccola, tanto il vagone era quasi vuoto e tutta la tensione accumulata gli aveva scombussolato il pancino.<br \/>\nSent\u00ec subito un alone di <i>&#8220;Angel&#8221; <\/i>di <i>Thierry Mugler <\/i>che lo fece trasalire. Quel profumo lo mandava letteralmente in estasi. Se lo avesse sentito indosso alla Mazzamauro ci avrebbe provato pure con lei, ma possibile che quel odore celestiale fosse uscito proprio da lui? Nel preciso istante in cui formul\u00f2 quest&#8217;assurdo pensiero vide Giulia ( la sua Giulia) sedersi di fianco a lui. L&#8217;unica cosa a cui riusciva a pensare era la malcapitata possibilit\u00e0 che lei avesse sentito il suo rumorino.<\/p>\n<p>Per la seconda volta in poche ore desider\u00f2 ardentemente non essere mai nato.<br \/>\nGiulia appariva distratta e stanca e lo sguardo benevolo di lei fuori dal finestrino gli fece sperare che non si fosse accorta di nulla.<br \/>\nE adesso che faccio? Attacco discorso o la ignoro preparandomi psicologicamente all&#8217;attacco di domani?, pens\u00f2 fissando il ginocchio di lei.-<br \/>\nLuca decise che il giorno dopo sarebbe tornato in tabaccheria tutto tirato e profumato e lei sarebbe stata colpita dalla sicurezza e dal carisma che trasudava da ogni suo poro.<br \/>\n&#8220;Ciao!&#8221; disse Giulia all&#8217;improvviso.<br \/>\n&#8220;Ciao a te!&#8221; rispose Luca immediatamente. Ma poi perch\u00e9 aveva detto &#8220;ciao a te!&#8221; Ma chi cavolo risponde &#8220;ciao a te!&#8221; .<br \/>\n&#8220;Sbaglio o sei entrato nella tabaccheria di via Galata poco fa? Stavo per finire il turno, sei entrato e uscito subito senza comprare. Mi hai fatto ridere sembrava avessi visto un fantasma!&#8221; .<\/p>\n<p>Ormai la conversazione era iniziata e non poteva pi\u00f9 tirarsi indietro.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec&#8230;vero&#8230;hai ragione, ero sovrappensiero e all&#8217;improvviso mi sono scordato cosa avrei dovuto comprare, mi capita spesso\u201d, chiudendo la frase con una sghignazzata isterica.<\/p>\n<p>\u201cNon ti preoccupare, capita spesso agli anziani e ai ragazzini. I primi si scordano un po&#8217; di tutto, mentre i secondi si imbarazzano a chiedere i preservativi quando mi vedono dietro il bancone e rinunciano\u201d, gli disse con un enorme sorriso, anzi pi\u00f9 che un sorriso una vera e propria risata a malapena trattenuta.<\/p>\n<p>Ecco siamo a posto, visto che evidentemente non sono un ragazzino, mi sta dando del vecchio!<\/p>\n<p>In effetti Luca non era pi\u00f9 un giovincello, ma i suoi trentacinque anni se li portava splendidamente. Alto, fisico asciutto, spalle larghe, zero pancia, capelli folti, neri e morbidamente ricciuti. Gli occhi blu di taglio orientale gli davano un non so che di esotico e meridionale allo stesso tempo, che faceva letteralmente cadere ai suoi piedi le ragazze.<\/p>\n<p>Ci devo provare lo stesso, pens\u00f2, anche se mi considera un vecchio, la far\u00f2 innamorare perdutamente di me.<\/p>\n<p>\u201cMa dai! \u00e8 quest&#8217;atmosfera natalizia e l&#8217;ansia da prestazione che mi manda in palla\u201d butt\u00f2 l\u00ec con il suo sorriso pi\u00f9 smagliante, che non lo aveva mai tradito.<\/p>\n<p>\u201cPrestazione? In che senso prestazione? Devi fare una gara?\u201d.<\/p>\n<p>No! Non era possibile, aveva detto prestazione invece di shopping! Cerc\u00f2 di bofonchiare qualcosa a proposito di un allenamento di nuoto, ma poi lasci\u00f2 perdere tanto ormai Giulia gli rideva praticamente in faccia.<\/p>\n<p>\u201cComunque io sono Luna, piacere\u201d, gli disse porgendogli la mano.<\/p>\n<p>Luna, Luna, Luna. Si chiama Luna. Quindi in pratica avevo solo sbagliato titolo della canzone, meglio cos\u00ec in effetti avevo sempre preferito \u201cLuna\u201d a \u201cGiulia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGuardo il mondo da un obl\u00f2 mi annoio un po&#8217;\u201d era decisamente meglio di \u201cGiulia oh Giulia mia cara\u201d da cantare a squarciagola sotto la doccia pensando a lei.<\/p>\n<p>\u201cPiacere mio, sono Luca. Mi sembra di conoscerti da sempre, sbaglio o ci siamo gi\u00e0 visti da qualche parte?\u201d.<\/p>\n<p>E con questo affondo era a posto per il resto dei suoi giorni. Non avrebbe potuto scegliere frase peggiore, <i>clich\u00e9<\/i> pi\u00f9 odioso per attaccare bottone.<\/p>\n<p>Luna non si trattenne pi\u00f9 e scoppi\u00f2 in una fragorosa risata.<\/p>\n<p>Mamma mia quant&#8217;era bella quando rideva. Denti meravigliosi, bianchi, dritti, della giusta misura, racchiusi in una bocca piccola ma carnosa , erano stati il colpo di grazia finale. Luca guardava subito i denti delle ragazze e se non erano regolari, non riusciva nemmeno a pensare di baciarle. Neanche se prima avevano fatto il bagno in <i>\u201cAngel\u201d,<\/i> i denti erano una condizione imprescindibile.<\/p>\n<p>La goffaggine di questo ragazzotto belloccio e la naturalezza con cui infilava una <em>gaffe<\/em> dietro l&#8217;altra avevano smosso qualcosa nell&#8217;attenzione di Luna. Un misto di tenerezza ed eros, un pensiero spinto che subito cacci\u00f2 via accorgendosi che il treno si era fermato nella stazione di Voltri e che sarebbe dovuta scendere di corsa.<\/p>\n<p>Salt\u00f2 gi\u00f9 come una gazzella giusto prima che si chiudessero le porte e Luca si sent\u00ec perduto. Fece per tirare gi\u00f9 il finestrino ma ovviamente era bloccato cos\u00ec inizi\u00f2 a urlare \u201cdove ti trovo dove ti trovo\u201d, gesticolando come uno sbandieratore al palio di Siena.<\/p>\n<p>Luna gli stava dicendo qualcosa, ma lui non capiva. Non era mai riuscito a capire il labiale, nemmeno a scuola quando i compagni gli suggerivano, lui capiva sempre fischi per fiaschi e peggiorava la situazione rispondendo cose assurde ai prof.<\/p>\n<p>\u201cLa signorina le sta dicendo che lei sa dove lavora\u201d, intervenne la signora seduta l\u00ec a fianco.<\/p>\n<p>Ma certo che so dove trovarla! Guard\u00f2 per un ultima volta Luna che ormai aveva perso i freni inibitori e rideva come una pazza fissando quel bellissimo e buffo ragazzo allontanarsi lentamente dimenandosi dietro al vetro.<\/p>\n<p>Il giorno successivo Luca part\u00ec deciso per conquistare la sua bella e giovane tabaccaia.<\/p>\n<p>Non era abituato a concentrarsi per sedurre una donna, gli era sempre venuto naturale, anche se spesso con risultati discutibili. Le donne lo cercavano per il suo aspetto e dopo lo apprezzavano per il suo buon carattere, ma poi rimanevano deluse dalla discrepanza tra ci\u00f2 che vedevano da fuori e quello che lui nascondeva dentro. Era sempre stato un ragazzo all&#8217;antica, anche da giovanissimo, gli piacevano certo le conquiste estive e le storie leggere quando si trattava di divertirsi, ma dopo un po&#8217; diventava insofferente, cercava complicit\u00e0 con la sua ragazza, rispetto e di tanto in tanto un po&#8217; di trasgressione. Ma trovare ragazze normali, diventava sempre pi\u00f9 difficile. O cercavano il <i>toy boy<\/i> da esibire con le amiche, o si volevano innamorare dalla prima sera e andare a convivere il giorno successivo oppure gli saltavano direttamente addosso in macchina e poi tanti saluti. Cominciava a pensare che tutti gli articoli sulla crisi del maschio 2.0 che leggeva su <em>Glamour<\/em> a casa di sua madre fossero un&#8217;amara verit\u00e0 e non solo trovate giornalistiche per cacciatrici urbane con velleit\u00e0 intellettuali.<\/p>\n<p>Con Luna sarebbe stato tutto diverso. Lei era molto bella, sicuramente corteggiata, esperta nell&#8217;inquadrare gli uomini e senza bisogno di volere piacere a tutti i costi, come certe ragazze che quando le conosci in discoteca alla sera sembrano <i>Cindy Crawford<\/i> e il mattino dopo ti trovi a fianco la versione centrifugata di una pigotta bergamasca.<\/p>\n<p>Decise per un look naturale, come se fosse capitato l\u00ec per caso. Sarebbe entrato distrattamente , l&#8217;avrebbe salutata con un occhiolino (con le ragazze funziona sempre) e poi avrebbe chiesto un pacchetto di <i>kleenex <\/i>tanto per attaccare discorso.<\/p>\n<p>Giacca di pelle nera, camicia bianca, jeans attillati e <i>sneakers<\/i> rosse, il tutto rifinito da una <i>pashmina<\/i> di seta grigia mollemente accalappiata al suo collo.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 in tabaccheria, pronto, carico e ottimista. Varc\u00f2 la soglia e non appena vide Luna sent\u00ec il cuore in gola, le mani iniziarono a sudare e tutto nella sua mente svan\u00ec.<\/p>\n<p>\u201cCiao Luca! Che piacere vederti\u201d<\/p>\n<p>\u201cCiao Giulia il piacere \u00e8 tutto mio!\u201d Lo aveva fatto di nuovo. Gli incipit non erano il suo forte ahim\u00e8.<\/p>\n<p>\u201cVeramente mi chiamo Luna\u201d.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec lo so ma \u00e8 una lunga storia, un giorno forse te la racconter\u00f2\u201d e fece il suo famoso occhiolino.<\/p>\n<p>Luna gli sorrise. Quel ragazzo conciato come uno spogliarellista la sera della festa delle donne, aveva qualcosa di romantico che la fece sentire al sicuro.<\/p>\n<p>\u201cTra poco finisco, se mi aspetti ci prendiamo un caff\u00e8\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOk perfetto, devo giusto sbrigare un paio di commissioni e tra mezz&#8217;ora sono qua\u201d.<\/p>\n<p>Non era vero, ma lui era capitato l\u00ec per caso, quindi era logico che avesse qualcosa di pi\u00f9 urgente da fare.<\/p>\n<p>Fu il caff\u00e8 pi\u00f9 bello di tutta la sua vita. In realt\u00e0 il caff\u00e8 gli faceva venire i bruciori di stomaco e strani pensieri di morte su cui normalmente non si soffermava, ma per Giulia (\u00f2ps Luna), avrebbe bevuto qualsiasi cosa.<\/p>\n<p>Luna si stava rivelando esattamente come se l&#8217;era immaginata. Cordiale, sincera, semplice e un po&#8217; maliziosa. Specchiandosi nei suoi occhi si sentiva arrivato e pronto a prendere in mano le redini della sua vita e pi\u00f9 la fissava, pi\u00f9 la desiderava, pi\u00f9 si avvicinava e pi\u00f9 non sentiva il mondo intorno a lui. Fu inevitabile che le loro labbra si fondessero in un tenero bacio, inizialmente timido ma gi\u00e0 carico di sostanziose promesse.<\/p>\n<p>Luca le appoggi\u00f2 una mano sulla nuca e le sussurr\u00f2 \u201cGiulia, credo che mi innamorer\u00f2 di te\u201d.<\/p>\n<p>Un sonoro ceffone risvegli\u00f2 Luca dal suo viaggione<i>.<\/i><\/p>\n<p>\u201cE adesso hai rotto con sta Giulia!\u201d.<\/p>\n<p>Il sogno era gi\u00e0 finito, pensava a quando sarebbe stato bello sposarla e passare il resto della vita con lei, mentre si accendeva un&#8217;altra sigaretta.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30699\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30699\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non so se vi \u00e8 mai capitato di vivere una di quelle passioni improvvise, da togliervi l&#8217;appetito e non farvi dormire la notte. 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