{"id":30692,"date":"2017-04-12T11:49:06","date_gmt":"2017-04-12T10:49:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30692"},"modified":"2017-04-12T11:49:06","modified_gmt":"2017-04-12T10:49:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-file-raw-di-martina-rio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30692","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;File raw&#8221; di Martina Rio"},"content":{"rendered":"<p>Alla fine dei conti sono davvero poche le cose essenziali in questa vita; eppure sono proprio quelle a fuggire facilmente dalla nostra &#8220;vista&#8221;.<br \/>\nA me piace chiamarle \u201c<em>file raw<\/em>\u201d; come quell\u2019insieme di dati non compressi, vergini, grezzi, puri, che la nostra mente converte in immagini, sensazioni, sentimenti e che il tempo inevitabilmente modifica a piacimento.<br \/>\nQuesta \u00e8 la storia di chi, durante una formattazione inconsapevole, ha rischiato di perder(si)li per sempre.<\/p>\n<p><strong>I<\/strong>. Quello che non vediamo, non esiste.<br \/>\n<strong>II<\/strong>. Quello che non appare, non esiste.<br \/>\n<strong>III<\/strong>. Quello che non condividiamo, non esiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I.<\/strong><\/p>\n<p>Quelle parole suonavano nella sua mente come un <em>gong<\/em> assordante che si ripeteva con cadenza lenta ma incessante; le attraversavano il petto con dolore e a mano a mano che quel suono si faceva sempre pi\u00f9 forte, sempre pi\u00f9 penetrante, il desiderio di urlare diventava sempre pi\u00f9 incontenibile.<br \/>\nOgni giorno, ogni minuto, ogni secondo di quiete, quel gong, sordo, intimo, rabbioso, era l\u00ec.<br \/>\nFinch\u00e9 una mattina qualunque, neppure piovosa, le lacrime iniziarono a scendere senza un apparente perch\u00e9.<\/p>\n<p>Un tempo sapeva bene cosa contasse davvero nella vita; sbeffeggiava i superficiali, i catastrofisti e quella strana categoria costituita dai \u201cfalsi ammiratori\u201d.<br \/>\nSuperbia? Forse.<br \/>\nEppure, ancora oggi sapeva, perch\u00e9 ne aveva piena cognizione, cosa fosse essenziale, eppure spesso ne perdeva il senso, come se non riuscisse pi\u00f9 a percepirlo; come se il programma di trasformazione dei dati immagazzinati non funzionasse pi\u00f9. E il solo pensiero le creava sgomento.<br \/>\nForse il <em>gong<\/em> era la sua coscienza che gridava, prima lontana, poi sempre pi\u00f9 vicina, per destarla da quel sogno assurdo di mancati attimi e sola fatica; forse voleva solo salvarla.<\/p>\n<p>Seduta in silenzio, in quella dannata mattina, una volta tanto incurante di tutto il peso che aveva ogni santo giorno addosso, in quel caff\u00e8 vuoto, con uno sguardo apparentemente perso, osservava al di fuori il via vai incessante dei passanti; una danza scomposta e asincrona, ideata da un pessimo coreografo: la fretta.<br \/>\nDove corrono tutti?<br \/>\nUna domanda stupida per chi, ormai, corre sempre.<br \/>\nUna domanda arguta, da benpensante, per chi non corre mai; o almeno non ha mai avuto bisogno di farlo.<br \/>\nUn <em>tam tam<\/em> di tutto: di passi, di idee abbozzate, di <em>badge<\/em> che strisciano e contano il tempo, di foto condivise, di dita sulla tastiera, di eventi e incontri segnati su calendari sempre pi\u00f9 fitti, eppure sempre pi\u00f9 poveri.<br \/>\nUn mondo di mezze parole, magari anche sbagliate.<br \/>\nDi mezzi rapporti, di mezzi amici.<br \/>\nUn mondo di mezza conoscenza, di approssimatismo, di <em>post<\/em> o <em>repost<\/em> su <em>instagram<\/em> &#8211; perch\u00e9 \u00e8 necessario apparire felici -, di citazioni tratte da libri mai letti, di muscoli e seni ben in vista, di<br \/>\nsentenze di condanna sull\u2019inquisito del giorno, di millantatori di verit\u00e0 assolute e di falsi giudici autoeletti.<br \/>\nUn vomito di nozioni e argomenti incompiuti su tutto e tutti dall\u2019odore cos\u00ec fetido da costringere chiunque abbia ancora un senso sviluppato a cercare tregua per ripulirsi dal senso di colpa.<br \/>\nS\u00ec, dal senso di colpa per l\u2019aver accettato un mondo simile.<\/p>\n<p>Una eterna fuori luogo, troppo vicina e troppo lontana da tutto; estranea al pi\u00f9, intima a ci\u00f2 che non viene pi\u00f9 apprezzato: non superbia, ma follia. Niente anticonformismo, solo ricerca di quiete, autenticit\u00e0 e vita; di quei dati grezzi, eppure completi, non convertiti e distorti dalla societ\u00e0.<br \/>\nNel susseguirsi di immagini che affogavano la sua mente, la vista ormai \u201copaca\u201d sulla strada si spost\u00f2 su un gruppo di ragazzini che si aggiravano, divertiti, intorno ad un anziano non vedente: aveva un cartello \u201cdivertente\u201d sul cappotto.<br \/>\nS\u00ec alz\u00f2, and\u00f2 verso l\u2019uomo e tolse delicatamente quello stupido cartello.<br \/>\nCerc\u00f2 di non destare l\u2019attenzione dell\u2019anziano, invano: la percezione di chi ha perso un senso \u00e8 molto pi\u00f9 spiccata di chi, non curante, ne abusa.<\/p>\n<p>\u201cGrazie, giovane donna\u201d.<br \/>\nSilenzio.<br \/>\n\u201cHa un passo deciso e leggero, come se dovesse chiedere scusa per la sua forza\u201d. Incalz\u00f2.<br \/>\nSilenzio.<br \/>\n\u201cNon mi guardi perplessa. Mi dia retta, non si scusi, gli altri non lo faranno mai.<br \/>\nMi immagino la sua espressione sbigottita, mentre inchiodata al suolo, mi fissa.<br \/>\nPotrei sbagliarmi, ma sono sicuro che non sia cos\u00ec.<br \/>\nC\u2019\u00e8 una grande differenza tra correre e andare di fretta, anche se in pochi notano questa lieve e appena accennata sfumatura.<br \/>\nChi corre, scorre velocemente ci\u00f2 che gli sta intorno rischiando di perderne l\u2019essenza, la completezza; chi va di fretta, invece, non ne percepisce neppure l&#8217;esistenza e tutto gli scivola semplicemente addosso, non resta niente.<br \/>\nChi corre \u00e8 disposto a sorridere, anche se distrattamente; chi va di fretta, no.<br \/>\nChi corre, pu\u00f2 fermarsi e volgere lo sguardo al tramonto o ad un vecchio stanco come me.<br \/>\nChi va di fretta, non nota neppure il calar del sole, il passare del tempo, il perdersi dell\u2019affetto e lo scorrere della vita.<br \/>\nLa ringrazio per aver tolto quello stupido cartello; lo fanno spesso, ma nessuno ha mai il coraggio di dirmelo. Lo toglie mia moglie quando torno a casa, e nei suoi gesti lenti e incerti sento il suo dispiacere. Ma io la rassicuro, sa? \u00abCi\u00f2 che non vediamo con gli occhi, non esiste. Ma ci\u00f2 che percepiamo, anche se non lo vediamo, esiste eccome ed \u00e8 pi\u00f9 reale di qualsiasi immagine oscurata e resta l\u00ec, in attesa di essere trasformato in qualcosa di migliore; come il tuo amore per me\u00bb.<br \/>\nIn quanto a lei, la smetta di chiedere scusa e riprenda a sentire\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>II.<\/strong><\/p>\n<p>I <em>clacson<\/em> erano assordanti, i motori delle auto in coda un mormorio frastornante, le urla della fretta delle lame affilate.<br \/>\nSalutato l\u2019anziano, turbata, riprese a camminare; e a mano mano che si allontanava dalla via principale sentiva il passo rallentare spontaneamente, il viso distendersi, l\u2019olfatto acuirsi: fu allora che sent\u00ec l\u2019odore intenso del salmastro.<br \/>\nSvolt\u00f2 per un paio di vie, corse sulla sabbia e non curante del freddo si sedette sulla riva.<br \/>\nQuello che si stagliava per chilometri avanti a lei era un mare stanco, esamine, uscito da una snervante tempesta; non invitante.<br \/>\nEppure era come se lo vedesse, dopo tanto tempo, per la prima volta.<br \/>\nSpesso ci si ferma ad osservare la \u201cforma\u201d e se a prima vista non ci piace, passiamo oltre.<br \/>\nUna foto per essere condivisa ed avere tanti <em>like<\/em> deve essere bella, far provare piacere, far desiderare a chi la guarda di voler essere l\u00ec; magari invidiarti.<br \/>\nCon il filtro giusto \u00e8 sempre tutta un\u2019altra storia.<br \/>\nAmare la fotografia, per\u00f2, non vuol dire necessariamente amare l\u2019immagine.<br \/>\nLa condivisione di ogni attimo di intimit\u00e0, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo, rende la vita attuale un susseguirsi di immagini pi\u00f9 o meno belle, pi\u00f9 o meno ben fatte, ma pur sempre <em>pixel<\/em> rielaborati destinati ad esser sputati nel <em>web<\/em>; non nobili dati grezzi destinati a rendere un concetto, a rubare un\u2019anima o cogliere un attimo unico ed infinitesimale di una esistenza.<br \/>\nL\u2019immagine \u00e8 altro dalla fotografia e la fotografia \u00e8 solo in parte immagine: \u00e8 un concetto, un pensiero, una sensazione, \u00e8 carta stampata che si possiede e si tocca, \u00e8 vita colta con rispetto e irriverenza.<br \/>\nE cos\u00ec un <em>like<\/em> dietro l\u2019altro, le immagini finiscono per prevalere sulle parole, sulle idee, sui sentimenti, sulla realt\u00e0.<\/p>\n<p>Era questo che pensava, mentre il vento, ancora ostile al mare, strascicava inutili volantini, pieni di parole vuote.<br \/>\n\u201cAvevo perso gli occhi per la meraviglia\u201d. Disse ad alta voce.<br \/>\nEppure, passata la tempesta, il mare regala incredibili sorprese; l\u2019aria \u00e8 pura, il cielo di un azzurro pi\u00f9 intenso, l\u2019attimo di quiete che si crea tra uno sprazzo di vento e l\u2019altro, silenzio immenso.<br \/>\nSe si guarda oltre, c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9. Lo aveva scordato, cos\u00ec come aveva scordato il giorno in cui ne aveva percepito l\u2019essenza.<br \/>\n\u201cChi si ferma ad osservare la forma e chi guarda oltre; chi si sofferma a scorgere l\u2019orizzonte e intravede quell\u2019impercettibile spazio che si frappone laggi\u00f9, in un non luogo, dove cielo e terra non si incontrano mai. Chi scorge quella linea si sente inadeguato davanti alla grandezza del mondo perch\u00e9 ne percepisce l\u2019intensit\u00e0 e non riesce a tradurre tanta grandezza\u201d.<br \/>\nUn pensiero scarabocchiato, rielaborato da un celebre libro, che portava sempre con s\u00e9 e che aveva perso di senso.<br \/>\nCi\u00f2 che non appare, non esiste; finch\u00e9 l\u2019epifania non ti entra dentro ed \u00e8 pi\u00f9 reale di uno schiaffo ben assestato.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>III.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Su quella spiaggia bagnata e sudicia aveva ritrovato la sua vecchia strada per riconquistare il \u201csenso\u201d.<br \/>\nL\u2019aveva messa da parte per sopravvivere a quella inadeguatezza che permeava nella sua mente e che voleva combattere con sgomento. Troppi dati da rielaborare, troppi \u201clivelli\u201d da gestire, troppi grigi da convertire in colori, troppo\u2026 sentiva troppo e per quiete aveva scelto di non sentire pi\u00f9.<br \/>\nSi era adattata a quel mondo assurdo, che avrebbe voluto rifare da capo, per essere forte per<br \/>\ntutti, per sorreggere anche chi non aveva il suo stesso coraggio, scagliando lontano il resto.<\/p>\n<p>\u201cIl mondo non \u00e8 fatto per la gente come noi. Devi scegliere se sfruttare il tuo potenziale, la tua capacit\u00e0 di percepire, oppure alleggerirti; non puoi riuscire a gestire tutto, rischi di implodere\u201d.<br \/>\nQuelle parole, pronunciate da una persona adulta, molti anni prima, tuonarono nella sua mente come un presagio.<br \/>\nUn maledetto presagio.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, alla fine, in tutto quel vagare, in tutte quelle ore insonni, comprese di essere ancora capace di percepire l\u2019essenza delle cose, di captarne le tonalit\u00e0 e le sfumature pi\u00f9 recondite. La sua mente lo aveva sempre saputo, era solo il suo cuore a non sentirlo pi\u00f9.<br \/>\nAnalizzava troppo ci\u00f2 che percepiva deviando il pensiero originario, puro. Sviscerava qualsiasi cosa non riuscisse a comprendere e ne cercava una risposta, ma nel risultato finale, nonostante gli sforzi, continuava a mancare sempre qualcosa.<br \/>\nEra arrivata al punto di chiedersi se non fosse pi\u00f9 semplice convertire la luce in buio: meno dati erano percepiti, meno dati dovevano essere rielaborati.<br \/>\nSe si percepisce \u201ctroppo\u201d, quando lo slancio manca e i dati continuano ad accumularsi, uno sopra all\u2019altro, in maniera disorganizzata, continua, incessante, il rischio di implosione, preceduto dal <em>gong<\/em>, diventa un pensiero concreto, una via di fuga dal tutto.<br \/>\nIl suo compito adesso, aggiustato il \u201csensore\u201d, era quello di eliminare un passo alla volta i dati superflui e rielaborare solo i dati grezzi, puri; solo quelli davvero essenziali.<\/p>\n<p>In un attimo di improvvisa quiete, come se il vento avesse partecipato ai suoi pensieri, prese l\u2019ultimo respiro e chiuse gli occhi per fotografare tutta quella bellezza che la invadeva e che le dava piacere.<br \/>\nAsciugate tutte le lacrime mai liberate, riconquistato il senso, si alz\u00f2 e riprese ad indossare il suo rossetto preferito: il sorriso.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>***<\/strong><\/p>\n<p>La giornata si concluse bene tra amici entusiasti e un po\u2019 alticci che avevano premura di condividere sui social la loro &#8211; vera o falsa che sia &#8211; felicit\u00e0.<br \/>\nNessuno sapeva che cosa aveva evitato quella mattina qualunque, lontano da tutto e da tutti.<br \/>\nCi\u00f2 che non condividiamo, non esiste: <em>forse<\/em>.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30692\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30692\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla fine dei conti sono davvero poche le cose essenziali in questa vita; eppure sono proprio quelle a fuggire facilmente dalla nostra &#8220;vista&#8221;. 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