{"id":3060,"date":"2010-03-20T19:12:43","date_gmt":"2010-03-20T18:12:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3060"},"modified":"2010-03-20T19:12:43","modified_gmt":"2010-03-20T18:12:43","slug":"il-tandem","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3060","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Il tandem&#8221; di Graziano Zambarda"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>A svegliarmi \u00e8 il massaggio rilassante di un sole gi\u00e0 caldo che filtra indisturbato attraverso la finestra dimenticata aperta, o un cinguettio di uccelli: non so. Forse entrambe le cose. Di certo, non il russare da motore diesel di Marisa: mia moglie e luce della mia vita, pi\u00f9 o meno. Per qualche istante non riesco a capire bene dove mi trovo. Non so neppure se sono del tutto sveglio o ancora appeso alla coda di un qualche sogno. Quello di cui sono certo \u00e8 che sto bene, di un benessere pieno, gradevole, capace di rilassarmi ogni singolo muscolo del corpo. Mi stiracchio fino a farmi scrocchiare la spina dorsale, mugolando e allargando contemporaneamente le dita dei piedi e delle mani. Ho dormito come un sasso, come una persona in pace con se stessa, con la denuncia dei redditi e con il mondo intero. Ecco come dovrebbe essere il paradiso! Nulla pi\u00f9 di questo!<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>La prima cosa che ricordo \u00e8 il feroce mal di testa della sera precedente, simile a quelli post-sbronza che ti trascinano in un infinito tunnel di malumore. Quando metto i piedi fuori dal letto ed entro in contatto con la frescura granulosa del pavimento in cotto, mi sento la testa leggera come un soffio: mi sembra quasi di non averla. In effetti, mia moglie me lo dice con sospettosa frequenza: \u201csei un uomo senza testa!\u201d, ma forse non \u00e8 questo che intende. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>Mentre riprendo contatto con il tempo e lo spazio, tutto mi appare chiaro. Sono in vacanza! Per questo ho dormito come un bimbo e non ho sentito Marisa russare; per la stessa ragione mi \u00e8 sparito il feroce mal di testa. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>Per questa estate, Marisa, che di solito pensa e fa le cose per entrambi, aveva deciso d\u2019affittare una casetta in riva al mare, bianca di calce e con il tetto a terrazzo. All\u2019inizio mi ero impuntato, risoluto come deve essere un uomo: \u201cMa che vai dicendo! Non se ne fa nulla!\u201d <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>L\u2019affitto, in effetti, sembrava una rapina. Ma il mio rifiuto dipendeva pi\u00f9 <\/span><\/span><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">che altro dal non voler riconoscere che era quasi sempre lei ad avere le idee migliori. Non \u00e8 facile, per un uomo, credetemi, riconoscere che la propria donna \u00e8 pi\u00f9 in gamba di lui; pi\u00f9 pratica, pi\u00f9 intuitiva, pi\u00f9 fantasiosa anche.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0<\/span><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>Marisa aveva scelto la casa su internet. Non sapevamo nulla del paese, e questo lo riconosceva anche lei, senza per\u00f2 dargli alcun peso, nulla della zona e nemmeno delle spiagge. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>\u201c\u00c8 una vacanza al buio\u201d avevo detto acido e scostante. Lei rispose semplicemente non badandomi, come si fa a volte con i bambini capricciosi. Nella foto, quello che rubava l\u2019attenzione era una buganvillea splendente e selvaggia che s\u2019abbarbicava alla casa andando a formare un pergolato fiabesco: un\u2019autentica esplosione di vita e di allegria. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>\u201cQuesta!\u201d disse Marisa. \u201cAffittiamo questa!\u201d Io continuai a impuntarmi come un mulo, senza ragione. Sostenevo che la casa era molto lontana, che troppe erano le ore di macchina per arrivarci e che nemmeno sapevamo quanto distasse dalla spiaggia, e altre menate. Non mi fidavo dell\u2019agenzia n\u00e9 della foto, di nulla. \u201cUn professionista, dissi, in una foto \u00e8 capace di farti apparire anche quello che non c\u2019\u00e8.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>\u201cQuesta!\u201d ridisse lei puntando con decisione l\u2019indice proprio sulla buganvillea che pareva tracimare dalla foto. E nei suoi occhi vidi qualcosa di cos\u00ec luminoso, una sorta di illusione infantile che frantum\u00f2 ogni mio possibile rifiuto. Per\u00f2, dentro di me continuavo a masticare amaro. L\u2019idea di dormire in letti di altri, cucinare nelle pentole e mangiare nei piatti di altri mi trasmetteva una inquietudine sconosciuta. Ma ormai avevo detto di s\u00ec, un s\u00ec che comunque Marisa aveva gi\u00e0 messo in conto ben prima che lo pronunciassi.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>Ed ebbe cos\u00ec inizio la grande sfacchinata. Le grandi manovre pre-vacanza: pulire la casa, la nostra, per poi trovarla in ordine al ritorno; lavare e stirare, lei, mettere in ordine, sempre lei, svuotare il frigo e riempire il congelatore, preparare le valige, insieme, scegliendo con cura i vestiti da portare e i libri, sempre troppi e fonte di discussioni infinite, calcolare il volume disponibile della macchina, io, e litigare perch\u00e9 le cose che ci vedevamo costretti a lasciare a casa erano pi\u00f9 di quelle che saremmo riusciti a far entrare in macchina. Portiamo i nostri cuscini? Ma s\u00ec, che domande! almeno quelli. E il tostapane? E il portatile? lo sai che senza computer mi sento perso! E la caffettiera? Anche quella!? ma dai! se l\u00ec non c\u2019\u00e8 se ne compra un\u2019altra! Ma no! che dici, lo sai, con la caffettiera nuova il caff\u00e8 viene come viene. E la canna da pesca con cesta ed accessori regolamentari, stivaloni compresi, ed il cappello di paglia con le tese larghe, un intero set di creme per il prima il durante e il dopo sole, e le medicine che non si sa mai, meglio prevenire, e qualcosa di cucinato per i primi giorni, e i sughi, e le marmellate fatte da noi che delle altre non mi fido, ed il miele di acacia che \u00e8 un toccasana per ogni malanno di stagione. E cosi via, fino a sfiorare la rissa, evitata solo da un sano compromesso: se lasci a casa il bollitore per il t\u00e8, rinuncio allo sdraio pieghevole! Avanti cos\u00ec fino all\u2019ultimo momento quando Marisa chiese, lasciandosi scivolare sul divano esausta e con i capelli in disordine come la casalinga di un film neorealista: \u201cPortiamo il tandem\u2026?\u201d Silenzio.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>Regalarsi due biciclette, per una coppia, \u00e8 un bel gesto che ha un suo preciso significato. \u00c8 un regalo con l\u2019anima. \u00c8 come dirsi di voler condividere il medesimo percorso e soddisfare gli stessi desideri. Ma con due biciclette si possono anche percorrere strade diverse che possono s\u00ec avere una meta comune, ma pure finire per non incontrarsi pi\u00f9. Insomma, \u00e8 un regalo che unisce lasciando intatte le reciproche indipendenze. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>Con il tandem no. Il tandem \u00e8 per sempre! E pretende non solo condivisione, ma sincronismo nei movimenti e nei ritmi, quasi nei respiri oserei dire. \u00c8 necessario conoscersi bene prima di farsi un regalo simile, ed avere idee piuttosto chiare sul futuro altrimenti il regalo potrebbe risultare piuttosto impegnativo, quasi un azzardo se non addirittura un errore. E quante notti, lo giuro, nei primi anni di matrimonio, quando Marisa ancora non russava ed il suo corpo era tutto un profumo, ho sognato di sorprenderla nell\u2019atto di segare in due il nostro tandem. Mi svegliavo dall\u2019incubo in preda ad un\u2019ansia incontrollata e dovevo correre di sotto, nel garage, a controllare. L\u2019incubo non si ripresenta da anni, e in qualche domenica primaverile torniamo beati a pedalare lungo gli argini dell\u2019Adige <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>godendoci la fioritura dei meli ed il leggero frullare delle foglie dei pioppi. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>\u201cPortiamo il tandem?\u201d Quando Marisa chiede anche il mio parere significa che il suo \u00e8 solo un desiderio destinato a rimanere tale, altrimenti avrebbe detto: \u201cNon scordarti che c\u2019\u00e8 anche il tandem!\u201d o qualcosa di simile. Io avrei brontolato come un temporale, ma una soluzione l\u2019avrei trovata. Per\u00f2 i tempi non sono pi\u00f9 gli stessi, i nostri profumi si sono appesantiti ed il tandem \u00e8 rimasto in garage.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>Siccome il viaggio fa parte della vacanza, \u00e8 Marisa a sostenerlo, e a me sul momento era venuta meno la forza di darle ancora torto, e l\u2019autostrada si prende solo quando \u00e8 indispensabile, abbiamo viaggiato per oltre seicento chilometri su ogni tipologia di strada senza mai, dico mai, superare i limiti di velocit\u00e0 &#8211; non mi credevo cos\u00ec affezionato ai punti della mia patente -: strade statali e provinciali, bretelle e superstrade, incroci con semafori intelligenti, controlli elettronici della velocit\u00e0, carabinieri in moto, vigili urbani con lampeggianti da luna park, guardie forestali a cavallo e ausiliari del traffico intristiti dall\u2019odio collettivo, cortei contro il carovita e a sostegno della barbabietola da zucchero, un funerale e due matrimoni: \u00e8 stato un autentico percorso di guerra capace di segnarti per sempre.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>Per quasi tutto il tempo, Marisa ha viaggiato letteralmente aggrappata al sedile, sguardo fisso alla strada e un piede affondato con forza nel tappetino ad anticipare ogni mia possibile frenata. Non voleva saperne di guidare, figurarsi! Per\u00f2, pretendeva che non solo io guidassi come voleva lei, ma che lo facessero anche tutti gli altri automobilisti. Imprec\u00f2 e inve\u00ec contro ogni automobilista, ogni camionista e motociclista che incrociammo o superammo, non risparmiando neppure qualche incauto ciclista e pi\u00f9 d\u2019un pedone. Si assop\u00ec solo verso il tramonto, esausta, con una mano ancora stretta alla cintura di sicurezza e il piede destro allungato nell\u2019atto di frenare. Tutto questo ieri, fino a notte fonda quando poggiammo tutto il nostro bagaglio nella casa sconosciuta che, per la verit\u00e0, fin dalla prima rapida occhiata mostr\u00f2 d\u2019essere molto, ma molto pi\u00f9 confortevole ed equipaggiata di quanto avessimo, o avessi supposto.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>La caffettiera sta gorgogliando, non la nostra, ancora impachettata, e in casa c\u2019\u00e8 pure il tostapane, il televisore ed ogni altro piccolo elettrodomestico per portare il quale abbiamo sicuramente lasciato a casa qualcosa che invece verr\u00e0 a mancarci. Per\u00f2 questo non ha pi\u00f9 nessuna importanza, ora, e il soave profumo del caff\u00e8 beatifica il mio completo risveglio. Addento un\u2019albicocca che non ha viaggiato con noi ed apro la porta che s\u2019affaccia sul patio. La buganvillea mi esplode negli occhi: \u00e8 una benedizione, un\u2019immagine balsamica capace di medicare ogni stanchezza del cuore. Un merlo sta cinguettando e le fronde degli eucalipti si muovono pigramente nella brezza profumata di salsedine e di lentisco. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>Sono le nove e mezzo del mattino e non si sente nulla. Nulla! S\u2019indovina solo lo sciabordio del mare che gratta indolente sulla sabbia, al di l\u00e0 della siepe. \u00c8 il miglior benvenuto che abbia mai ricevuto in vita mia. E mentre penso che, certo, \u00e8 valsa la pena vivere la giornata di ieri, e anche la precedente, vado cercando le parole pi\u00f9 adatte per dire a Marisa che s\u00ec, che aveva proprio ragione lei, senza per\u00f2 dover ammettere che ragione ce l\u2019ha sempre, o quasi.<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3060\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3060\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0 A svegliarmi \u00e8 il massaggio rilassante di un sole gi\u00e0 caldo che filtra indisturbato attraverso la finestra dimenticata aperta, o un cinguettio di uccelli: non so. 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