{"id":30589,"date":"2017-04-07T17:14:47","date_gmt":"2017-04-07T16:14:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30589"},"modified":"2017-04-07T17:14:47","modified_gmt":"2017-04-07T16:14:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-terra-di-siena-bruciata-di-bona-baraldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30589","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Terra di Siena Bruciata&#8221; di Bona Baraldi"},"content":{"rendered":"<p>La piana si apriva inaspettatamente fra colline boscose ad accogliere una ventina di box, tre maneggi all\u2019aperto, un sobrio insediamento come ufficio e un maneggio coperto.<\/p>\n<p>Alcuni cavalli ospitati erano di propriet\u00e0 di facoltose famiglie della vicina citt\u00e0, altri restavano a disposizione dei soci per imparare a montare o allenarsi per concorsi ippici.<\/p>\n<p>Eravamo in poche persone a frequentare il club, gli stessi proprietari dei cavalli arrivavano di quando in quando: possedere un cavallo per loro era pi\u00f9 che altro simbolo di status quo.<\/p>\n<p>Mi permettevo cos\u00ec di andarmene per ogni dove per quanto tempo avessi a disposizione.<\/p>\n<p>Un primo tempo lo dedicai ad imparare a correggere i difetti del mio assetto poi fui in grado di partecipare a qualche concorso grazie al fatto che riuscivo a restare in sella a Vega nei percorsi a ostacoli.<\/p>\n<p>Vega era un mezzo sangue di quasi cinque anni con un caratterino! Nessun altro cavallo poteva starle vicino, ombrosa com\u2019era, scalciava e s\u2019impennava, disarcionava chi osava farla saltare comportandosi come un cavallo selvaggio: ma io l\u2019amavo e lei lo sentiva.<\/p>\n<p>Conquistai la sua fiducia insegnandole con pazienza a non temere le pozze d\u2019acqua, i fagiani che acquattati nel sottobosco spiccavano il volo gridando al suo passare, l\u2019avvicinarsi minaccioso dei grossi maiali in libert\u00e0, gl\u2019improvvisi temporali.<\/p>\n<p>Vincemmo insieme corse scapicollate e vivemmo avventure nei boschi accompagnate da Pippo, un basset hound felice di scorrazzare libero senza perderci di vista balzando al di sopra di alte pannocchie di granturco o di intrigati cespugli.<\/p>\n<p>Ci allenammo anche per correre il Palio di Siena in compagnia di colei che era stata la seconda donna fantino in tutta la sua millenaria storia. \u2018Rompicollo\u2019 la chiamavano prima e \u2018Diavola\u2019 l\u2019avevano soprannominata per l\u2019occasione: con il suo vero nome la intervistai anni dopo per una trasmissione sul Palio per conto di una radio privata.<\/p>\n<p>Avrei voluto essere la terza donna a correre una carriera (l\u2019incoscienza non mi mancava) ma nonostante Rosanna Rompicollo mi assicurasse che ne avrei avute le qualit\u00e0, ad ogni fine allenamento mi raccomandava anche di non provarci perch\u00e9 troppo rischioso: prendere botte da orbi provenienti dagli altri fantini o dai contradaioli era quasi certo. Lo aveva provato quando nel 1957 aveva corso per la contrada della Torre: \u2018tu hai famiglia non te lo puoi permettere\u2019. Tanto insistette con quel <em>\u2018Cartago delenda est\u2019<\/em> che infine desistei.<\/p>\n<p>Mi dedicai allora alla ricerca di nuovi percorsi.<\/p>\n<p>Le colline circostanti venivano battute seguendo gli scarsi sentieri che per lo pi\u00f9 portavano ad antiche ville sedi estive nobiliari o a villaggi medievali semideserti.<\/p>\n<p>Talvolta uscivamo in compagnia di altri esploratori come quel giorno con un cavaliere e il suo Furore in una mattina d\u2019Aprile in cui il sole, dietro le nebbie, non dava ancora segni di risveglio.<\/p>\n<p>Ci eravamo trovati all\u2019alba per \u2018lavorare\u2019 insieme i cavalli: il freddo umido era ideale.<\/p>\n<p>Alla stalla i fieri animali scalpitavano eccitati dalla primavera.<\/p>\n<p>Dopo faticosi preparativi a imbrigliare e sellare Vega e Furore, decidemmo di avventurarci nel fitto del bosco. Partimmo.<\/p>\n<p>Conversammo finch\u00e9 la strada fu nota poi ci addentrammo nella vegetazione che infittiva sempre pi\u00f9, in silenzio.<\/p>\n<p>Gli odori del bosco si insinuarono nelle narici di uomini e animali pronte a gustarne le forti essenze di muschi e terra umida arata dagli zoccoli.<\/p>\n<p>Salivamo inerpicandoci fra lecci toccati appena da un tenero verde, corbezzoli ostinati nel mantenere il fogliame antico col nuovo e resinosi pini mediterranei che pi\u00f9 che ombrelli parevano giganteschi funghi velati di un bianco lattiginoso i cui filamenti lambivano le edere avvinte a lato nord.<\/p>\n<p>La nebbia batteva sulla pelle come pioggia.<\/p>\n<p>Ad un tratto gli orecchi di Vega si drizzarono e tutto il suo agile corpo si irrigid\u00ec.<\/p>\n<p>\u2018Cosa succede?!\u2019- mi allarmai.<\/p>\n<p>Anche il cavaliere aveva avvertito un cambiamento nel suo Furore e rallentato il passo si era lasciato cautamente avvicinare da Vega.<\/p>\n<p>\u2018I cavalli si sono innervositi, vedi niente?\u2019 &#8211; Negai con un cenno della testa.<\/p>\n<p>Sostammo in attesa che qualcosa accadesse.<\/p>\n<p>Fu allora che il suono di un canto lontano giunse anche alle nostre orecchie.<\/p>\n<p>Ci guardammo interrogandoci con gli occhi ed in silenzio riprendemmo il passo in direzione delle voci.<\/p>\n<p>Qualche raggio del primo sole riusc\u00ec a fendere a tratti la nebbia ma nessuno e nessuna costruzione erano in vista, solo una poiana volteggiava in attesa di dirigersi in picchiata sulla preda.<\/p>\n<p>Il canto si faceva sempre pi\u00f9 potente, le voci aleggiavano nel paesaggio circostante incuneandosi fra il fogliame come onde dai colori ultravioletti.<\/p>\n<p>Eravamo certi di essere vicini alla fonte del suono ma il fitto del bosco non lasciava intravedere tracce umane.<\/p>\n<p>Il cavaliere impaziente si pose a ragno su Furore lanciato ad un galoppo improbabile e scomposto.<\/p>\n<p>Io invece rallentai ancora per ascoltare quelle note che si alzavano in acuti impossibili: avevo quasi timore che scomparissero nel nulla.<\/p>\n<p>Ma ecco che la vegetazione si ordin\u00f2 allineandosi a formare un viale: al centro, su un selciato nato come per incanto, spiccava la figura altera del cavaliere che aveva trovato un trotto serrato e si avvicinava ormai allo scenario di fondo: un convento semidistrutto.<\/p>\n<p>Le finestre erano buchi neri senza n\u00e9 vetri n\u00e9 legni: il tetto quasi inesistente. Qua e l\u00e0, per terra, assi da impalcature maculate di candida calce e rottami di persiane divelte.<\/p>\n<p>Tutto sembrava abbandonato da secoli.<\/p>\n<p>Le voci erano cos\u00ec potenti ora da far accapponare la pelle: ogni acuto era un coltello nelle ossa e un brivido lungo la schiena.<\/p>\n<p>Il cavaliere si era fermato all\u2019attraversare di uno scoiattolo, lo raggiunsi: era pallido in viso e aveva gli occhi spauriti, l\u2019acqua che colava dai suoi capelli formava rivoli in serpentine a delinearne i tratti somatici facendolo apparire spettrale. Fece girare il cavallo su se stesso: per lui era giunto il momento di tornare indietro.<\/p>\n<p>Le voci cessarono di botto.<\/p>\n<p>Furore fece un altro giro e si affianc\u00f2 di nuovo a Vega. Nel silenzio solo l\u2019ansimare dei cavalli, noi umani non respiravamo.<\/p>\n<p>Un cigolio.<\/p>\n<p>Un bisbiglio all\u2019interno di uno spazio non identificabile.<\/p>\n<p>Da una piccola pesante porta usc\u00ec la figura minuta e nera di una suora che ci si fece incontro con un sorriso smagliante e infantile agitando le braccia in aria:<\/p>\n<p>\u2018Via! Via signori! Qui \u00e8 clausura! Ma no\u2026no\u2026aspettate\u2026fatevi vedere, non capita mai nessuno da queste parti, come avete fatto ad arrivarci? Chi siete? Da dove venite? Come siete belli! Uh, ma siete completamente bagnati! Non ve ne andate\u2026 Quando le sorelle saranno rientrate potrete asciugarvi e visitare la nostra casa&#8230;se volete&#8230;\u00e8 bello qui vero?!<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 molto lavoro ancora da fare ma a me sembra di essere gi\u00e0 in Paradiso: a volte mi par di vedere la Madonnina o Nostro Signore Ges\u00f9 uscire dalle celle disabitate\u2026oppure mi appaiono all\u2019imbrunire fra le intrigate braccia delle querci.\u201d<\/p>\n<p>La sua voce era tanto cristallina che ogni parola pareva si trasformasse in una goccia di rugiada ed i suoi occhi sprizzavano faville ad ogni cambiamento di espressione.<\/p>\n<p>Svelato il mistero ci asciugammo, ci riscaldammo, visitammo il convento.<\/p>\n<p>Usc\u00ec definitivamente il sole.<\/p>\n<p>Montammo di nuovo le nostre cavalcature e tornammo da dove eravamo partiti.<\/p>\n<p>Senza una parola.<\/p>\n<p>Poi il club fu invaso.<\/p>\n<p>Un\u2019orda di variopinti impiegati di banca come pecore dietro il montone a far sfoggio di fiammanti quanto inadeguate alte monture si accalc\u00f2 alle staccionate.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 si mostrarono atterriti dalla mole degli animali e maggiormente al pensiero che avrebbero dovuto montarli: ma tant\u2019\u00e8, dovere inderogabile per tenersi al passo coi colleghi e non sfigurare agli occhi del capufficio.<\/p>\n<p>Captai qualche conversazione: \u2018che dici, questo puzzo di animale mica ci rester\u00e0 addosso?\u2019 o anche: \u2018ma guarda che ci tocca fare! Oggi c\u2019\u00e8 anche la partita in televisione!\u2019<\/p>\n<p>Incrociavo le dita perch\u00e9 Vega non fosse sellata.<\/p>\n<p>Ad uno ad uno i cavalli uscirono dai box ed ogni impiegato trov\u00f2 la sua cavalcatura.<\/p>\n<p>Montarono anche Vega. Non avevo alcun diritto su di lei.<\/p>\n<p>L\u2019invasione si ripet\u00e9 ogni fine settimana e poich\u00e9 Vega tornava scossa e visibilmente soddisfatta a mettere il muso sulla mia spalla, io nutrii la speranza che a causa del suo comportamento non l\u2019avrebbero pi\u00f9 affidata a nessuno se non a me.<\/p>\n<p>Non fu cos\u00ec. Vega aveva ormai sette anni e molte qualit\u00e0, buoni tempi in corsa, validi percorsi a ostacoli: doveva solo essere resa pi\u00f9 docile, meno imprevedibile e bizzarra.<\/p>\n<p>Ci riuscirono.<\/p>\n<p>Non ressi alla vista della \u2018mia\u2019 Vega rassegnata al ruolo di ronzino: arrabbiata, addolorata e impotente la salutai e me ne andai: non misi mai pi\u00f9 piede al club.<\/p>\n<p>L\u2019avere un rapporto simbiotico con un cavallo per\u00f2 mi era entrato nel sangue. Mi mancava. Mi mancava anche il \u2018puzzo di animale\u2019.<\/p>\n<p>Era settembre, vagai per la campagna con i miei due cavalli vapore alla ricerca di quell\u2019odore: l\u2019olfatto presto mi annunci\u00f2 l\u2019avvicinarsi della meta.<\/p>\n<p>Accostai al muro di cinta di una grande casa colonica e senza indugio suonai il campanello.<\/p>\n<p>L\u2019uomo che venne ad aprire la porta rimase di stucco alla mia immediata richiesta di montare a cavallo. Un po\u2019 frastornato e quasi incredulo mi comunic\u00f2 che stava giusto cercando un fantino ma che non avrebbe mai ingaggiato una donna.<\/p>\n<p>Era il proprietario di un allevamento di purosangue, non dava cavalli in affitto lui!<\/p>\n<p>Lo pregai di mettermi alla prova: se non fossi stata all\u2019altezza avrebbe potuto allontanarmi senza problemi.<\/p>\n<p>Superato un primo momento d\u2019imbarazzo, acconsent\u00ec. Mi accord\u00f2 un appuntamento di l\u00ec a pochi giorni.<\/p>\n<p>La pioggia insistente mi tenne ore col naso spiaccicato contro il vetro delle finestre dello studio nella speranza che cessasse. Cess\u00f2 solo il giorno stesso della sfida: immaginai il terreno come un viscido acquitrino e la pista sicuramente impraticabile. Non sarebbe stata una prova semplice da superare.<\/p>\n<p>Mi recai all\u2019appuntamento.<\/p>\n<p>Il proprietario mi present\u00f2 il cavallo che avrei montato: Orti Oricellari. \u2018Morde\u2019 mi avvert\u00ec l\u2019allevatore \u2018e sono mesi che nessuno lo lavora\u2019. Orti era un baio di quattro anni reduce da competizioni con buoni piazzamenti ottenuti e qualche vittoria ma ormai scartato dalle piste perch\u00e9 soffriva di coliche renali. \u2018Essendo nato qui lo abbiamo ripreso per affezione altrimenti sarebbe andato al macello ma per noi \u00e8 solo un peso\u2026sono diventato troppo romantico\u2019.<\/p>\n<p>Mi avvicinai al muso di Orti che curiosava dal box: scosse la testa e mi sfior\u00f2 la spalla con le labbra, senza morderla.<\/p>\n<p>Me ne innamorai all\u2019istante: due stallieri lo sellarono e lo accompagnarono fuori dal box con circospezione. Era molto bello: fiero il portamento, piuttosto compatto (ottimo per un buono sprint alla partenza) potente l\u2019incollatura ma troppo magro. Si lasci\u00f2 montare dopo qualche capriccio e tentando, allora s\u00ec, di mordermi lo stivale sinistro mentre girava su se stesso.<\/p>\n<p>Gli stallieri si allontanarono rapidamente e l\u2019allevatore salt\u00f2 sulla sua jeep da dove mi indic\u00f2 il percorso che aveva scelto: qualche chilometro di terreno misto di campagna, salti e guadi, strada asfaltata fra agglomerati di case e cos\u00ec via. Lui mi avrebbe tenuto d\u2019occhio seguendomi a distanza.<\/p>\n<p>Superai la prova alla grande tanto che l\u2019allevatore avrebbe voluto assumermi con un buono stipendio se mi fossi presa la responsabilit\u00e0 di addestrare due puledri di due anni e due fantini che non avevano molta esperienza.<\/p>\n<p>Non avrei potuto impegnarmi cos\u00ec tanto: rifiutai il denaro ma assicurai la mia presenza per qualche ora a giorni alterni.<\/p>\n<p>Per prima cosa mi occupai della salute di Orti. Cura immediata con pastone appropriato, uscite mirate al ripristino della muscolatura.<\/p>\n<p>In sei mesi recuper\u00f2 sessanta chili e un\u2019ottima forma. Neppure una colica!<\/p>\n<p>I puledri intanto avevano imparato a non cedere alle paure e a lasciarsi guidare dagli uomini e i fantini ormai se la cavavano discretamente.<\/p>\n<p>Giunse la primavera e la splendida campagna senese si arricch\u00ec di colori con le prime foglie verde Veronese sgargiante, l\u2019erba nuova pi\u00f9 carica di caldo giallo punteggiata di fiori spontanei variopinti in netto contrasto con il verde-nero dei sempreverdi e il rosso-bruno della terra umida.<\/p>\n<p>Si avvicinava il periodo delle corse\u2026forse, chiss\u00e0, anche Orti avrebbe potuto parteciparvi di nuovo. Questo pensiero mi divenne un\u2019ossessione, un preciso traguardo da raggiungere.<\/p>\n<p>Raddoppiai l\u2019impegno e finalmente ottenni il nullaosta per il primo rientro di Orti all\u2019ippodromo.<\/p>\n<p>Avrei voluto vivere quell\u2019esperienza da sola ma l\u2019allevatore impose la presenza dei due fantini ed i puledri: sarebbe stata la prima volta per loro.<\/p>\n<p>Partimmo in formazione per un lungo tragitto con lo scopo di affaticare i cavalli. Salimmo viottoli di collina incontrando animali selvatici, costeggiammo case coloniche sparse nel territorio rispondendo ai saluti gioiosi dei bambini e trattenendo le cavalcature allo sciamare delle oche, delle galline, agli abbai dei cani.<\/p>\n<p>Rasentammo lo steccato di un altro allevamento dietro al quale i cavalli pascolavano tranquillamente. Al nostro passare per\u00f2 i pigroni incuriositi si accalcarono alla staccionata nitrendo e scalpitando. Orti rispose al saluto con balzi e testacoda intavolando una piacevole conversazione mentre i fantini stanchi di dover combattere ad ogni pi\u00e8 sospinto, fecero dietrofront rinunciando a proseguire.<\/p>\n<p>Orti Oricellari sembr\u00f2 capire che era un momento solenne per lui: fremeva ed allungava l\u2019incollatura come per dirmi \u2018lasciami andare ora, sento che sta per succedere qualcosa\u2019. Lo tranquillizzai accarezzandolo e bisbigliandogli all\u2019orecchio.<\/p>\n<p>Giunti ormai all\u2019apice della collina, la vista si apr\u00ec sull\u2019ippodromo. Giaceva sul fondo valle: le due piste erano occupate da prove di velocit\u00e0 e le staccionate dagli allevatori accalcati che gridavano incitando i loro cavalli.<\/p>\n<p>Immediatamente Orti s\u2019impenn\u00f2 e nitr\u00ec: avrebbe voluto precipitarvisi senza di me, non mi sopportava pi\u00f9, non mi riconosceva pi\u00f9: lo costrinsi a percorrere quel miglio in un tempo infinito.<\/p>\n<p>Il pericolo maggiore fu attraversare la strada statale asfaltata e piena di traffico: Orti trottava e galoppava restando sullo stesso punto, pi\u00f9 volte rischiammo di scivolare.<\/p>\n<p>Finalmente entrammo dai cancelli che ci furono spalancati in vista di qualche possibile danno che avremmo potuto arrecare: avvistati da tempo era stata liberata per noi la pista grande. Il mio allevatore che aveva seguito fino a quel momento il nostro avvicinarci con cenni di approvazione, ebbe un attimo di sgomento quando entrammo in pista andando di quarto.<\/p>\n<p>Quello era il momento tanto atteso da Orti, con stupore lo sentii riprendere forza e vigore.<\/p>\n<p>Dopo alcuni giri a passo forzato passammo al trotto ed infine provammo un galoppo molto trattenuto ma la sua falcata si allungava sempre pi\u00f9\u2026ora ero io che non lo riconoscevo e questo suo nuovo aspetto m\u2019inebriava.<\/p>\n<p>Passammo e ripassammo davanti agli allevatori che ci incitavano urlando e alzando le braccia, probabilmente tenevamo gi\u00e0 un buon tempo ma io trattenevo ancora Orti.<\/p>\n<p>Quando vidi il mio allevatore far scattare il cronometro allentai le redini e mi immedesimai con Orti, ora contava solo correre.<\/p>\n<p>Affrontammo a velocit\u00e0 di rischio la curva ovest e cacciai Orti in dirittura, riuscimmo miracolosamente a superare la curva est e di nuovo cacciai Orti \u2018Vai! Vai! Vai! Si vola Orti si vola!\u2019 Di nuovo la curva ovest e la dirittura a tutta velocit\u00e0 ma quando ci trovammo a ridosso della curva successiva non c\u2019era modo di affrontarla senza rovinarsi.<\/p>\n<p>Saltare la staccionata? Con il terreno molle c\u2019era il rischio di una brutta caduta.<\/p>\n<p>Gettarmi da cavallo? Da solo ce l\u2019avrebbe fatta di sicuro.<\/p>\n<p>No. Lo fermai seduto sui posteriori. Si rialz\u00f2 calmo.<\/p>\n<p>Lo carezzai grata e uscimmo dalla pista al passo. Smontai e mi assicurai che Orti stesse bene. Tutto ok. Eravamo sudati stanchi e felici.<\/p>\n<p>Mi dissero che il tempo ottenuto era stato ottimo, tutti gli allevatori si complimentarono per la decisione presa riguardo al non aver continuato la corsa ed al modo con cui avevo ottenuto il bloccaggio del cavallo senza che ne subisse conseguenze. Mi avrebbero voluto ingaggiare in molti. Il proprietario di Orti fu fiero di me.<\/p>\n<p>Tornata a casa mi resi conto che per non rovinare in bocca Orti mi ero beccata una brutta tendinite al polso destro che mi costrinse a non usarlo per mesi.<\/p>\n<p>Ebbi modo di riflettere. La passione per i cavalli mi stava travolgendo: famiglia e studio di pittura, il mio lavoro, ne stavano risentendo negativamente.<\/p>\n<p>Pur sapendo che tali emozioni erano parte integrante del mio nutrimento, presi la decisione di non passare pi\u00f9 nelle vicinanze di un allevamento.<\/p>\n<p>Fu l\u2019ultima volta che montai a cavallo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30589\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30589\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La piana si apriva inaspettatamente fra colline boscose ad accogliere una ventina di box, tre maneggi all\u2019aperto, un sobrio insediamento come ufficio e un maneggio coperto. Alcuni cavalli ospitati erano di propriet\u00e0 di facoltose famiglie della vicina citt\u00e0, altri restavano a disposizione dei soci per imparare a montare o allenarsi per concorsi ippici. Eravamo in [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30589\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30589\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":11884,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-30589","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30589"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11884"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30589"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30589\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30627,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30589\/revisions\/30627"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30589"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30589"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30589"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}