{"id":30562,"date":"2017-04-07T16:41:03","date_gmt":"2017-04-07T15:41:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30562"},"modified":"2017-04-07T16:41:03","modified_gmt":"2017-04-07T15:41:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-giorgio-delle-nuvole-di-germana-gallitto-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30562","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Giorgio delle nuvole&#8221; di Germana Gallitto (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Giorgio era un bel bambino con le gote rosse e un grande sorriso.<br \/>\nEra nato una mattina di primavera, in una minuscola casetta.<br \/>\nI genitori avevano sistemato la sua culla in una stanza con un buco sul tetto. Il padre, per\u00f2, aveva chiuso l\u2019apertura con una vecchia finestra, in modo che non entrasse nemmeno un filo di vento.<br \/>\nGiorgio era un bimbo tranquillo, e amava guardare sopra di s\u00e9, in quel grande buco chiaro.<br \/>\nGuardava le nuvole passare veloci.<br \/>\nIl giorno del suo primo compleanno, i genitori lo portarono al parco, contenti di potergli comprare un gelato.<br \/>\nGiorgio era felice, girava con il gelato in mano, con lo sguardo rivolto al cielo. Cercava le nuvole.<br \/>\nQuando finalmente ne vide una, disse la sua prima parola: &#8211; Nuuola!<br \/>\n&#8211; Bravo Giorgio! \u2013 Esclamarono mamma e pap\u00e0.<br \/>\nCon entusiasmo, il padre si chin\u00f2 vicino al bimbo: \u2013 Dai Giorgio, facciamo il gioco delle nuvole: guarda! Quella sembra un grande coniglio e l\u2019altra sembra un fiore\u2026<br \/>\nGiorgio guardava affascinato il cielo, rideva e seguiva col ditino la corsa delle nuvole.<br \/>\nDa quel giorno, ogni volta che usciva di casa, non faceva altro che cercare le nuvole, grandi o piccole che fossero, col viso sempre rivolto al cielo.<br \/>\nAll\u2019asilo era distratto. Le maestre dicevano: \u2013 E\u2019 bravo, ma ha sempre la testa da un\u2019altra parte. Quando usciamo in cortile per la ricreazione, lui guarda per aria e smette solo quando rientriamo.<br \/>\nUna sera Giorgio chiese al padre \u2013 Pap\u00e0, come sono fatte le nuvole?<br \/>\n&#8211; Di acqua \u2013 Rispose il pap\u00e0, con aria un po\u2019 annoiata.<br \/>\n&#8211; Ma sono morbide! Vero, pap\u00e0? \u2013 Chiese ancora il bambino, ansioso di sapere.<br \/>\n&#8211; Non sono di cotone. \u00c8 solo acqua, piccolissime gocce d\u2019acqua. E basta con questa fissazione delle nuvole, guardati intorno, qui, sulla terra, ci sono tantissime cose da vedere!<br \/>\nIl padre era stufo e preoccupato, cos\u00ec decise di portare Giorgio da un dottore.<br \/>\n&#8211; Non si preoccupi, \u00e8 solo una fase, appena comincer\u00e0 ad andare a scuola smetter\u00e0. &#8211; Disse il medico, tranquillo.<br \/>\nGiorgio frequent\u00f2 le scuole elementari, poi le medie e cominci\u00f2 il liceo, ma non smise.<br \/>\nI compagni lo canzonavano: &#8211; Giorgio delle nuvole \u2013 lo chiamavano, ma lui sorrideva, lo considerava un complimento.<br \/>\nLui continuava a guardare le nuvole.<br \/>\nLe guardava, le sognava e le disegnava.<br \/>\nLe classificava anche, per tipo e dimensione: cirri, cumuli, nembi, cielo a pecorelle\u2026 disegnava su un quadernetto quando assomigliavano ad un cane oppure a una rana o ad un coniglio\u2026.<br \/>\nLa sua voglia di nuvole non lo lasciava mai, divent\u00f2 un\u2019ossessione, voleva andare in alto per vederle, toccarle.<br \/>\nCos\u00ec decise di scalare le montagne e fece un corso per alpinisti.<br \/>\nMa quando sui monti arriv\u00f2 a toccare le nuvole e a camminarci dentro, rimase deluso. Sapeva gi\u00e0 che era solo acqua. Ma sperava di trovare il suo sogno\u2026.<br \/>\nUna mattina di domenica, solo e un po\u2019 triste, Giorgio and\u00f2 a scalare un monte vicino alla sua citt\u00e0.<br \/>\nAi piedi del monte prepar\u00f2 le corde e i ganci e cominci\u00f2 la scalata. Ormai era diventato bravo, sapeva dove mettere i piedi e le mani con una presa sicura.<br \/>\nArriv\u00f2 presto in cima. Si trov\u00f2 immerso in una fitta nebbia.<br \/>\nEra una grande nube che copriva la cima del monte.<br \/>\nSedette a riprendere fiato e chiuse gli occhi: sentiva sul viso la spessa coltre umida che lo circondava.<br \/>\nQualche minuto dopo riapr\u00ec gli occhi.<br \/>\nLe nuvole, intorno a lui, avevano una consistenza diversa: sembravano fatte di cotone oppure di una specie di panna montata che per\u00f2 non sporcava e rimaneva compatta.<br \/>\nIl ragazzo si alz\u00f2 e si apr\u00ec un varco spingendo con le mani la massa che lo circondava. Non vedeva pi\u00f9 nulla, c\u2019erano solo alti muri morbidi e bianchi che delimitavano un lungo passaggio, una specie di corridoio.<br \/>\nAdesso Giorgio era spaventato.<br \/>\nCerto di sognare, si pizzic\u00f2 le guance, ma non si svegli\u00f2.<br \/>\nAllora decise di avventurarsi in quella nuova realt\u00e0: percorse lo strano corridoio di nuvole e si trov\u00f2 davanti ad una scala, anch\u2019essa fatta di nuvole. Col timore di sprofondare, prov\u00f2 a salire sul primo gradino. Reggeva.<br \/>\nUn gradino dopo l\u2019altro continu\u00f2, mentre le nubi intorno a lui erano sempre pi\u00f9 consistenti.<br \/>\nIn cima alla scala si trov\u00f2 in un enorme spazio aperto, una specie di pianura tutta bianca, morbida, che si estendeva a perdita d\u2019occhio da tutte le parti.<br \/>\nCominci\u00f2 a muoversi, ma si sentiva strano.<br \/>\nAveva paura di precipitare, camminava lento, con cautela. All\u2019improvviso sent\u00ec una voce dietro di lui.<br \/>\n&#8211; Ciao Giorgio, finalmente sei arrivato!<br \/>\nSi gir\u00f2 e vide un ragazzino. Vestiva con un paio di jeans consumati, scarpe da tennis, una felpa grigia con il cappuccio. I suoi capelli erano neri e scompigliati e gli occhi grandi lo guardavano con aria divertita.<br \/>\n&#8211; Ma, dove sono?.. &#8211; Giorgio era inebetito &#8211; E tu chi sei?.. Sono morto?<br \/>\nIl ragazzino scoppi\u00f2 a ridere di gusto. Poi gli disse: \u2013 Non sei morto, non siamo mica in paradiso. Questo \u00e8 solo un posto speciale, dove si realizzano i desideri pi\u00f9 forti.<br \/>\nGiorgio lo guardava perplesso. Il ragazzo continu\u00f2, serio, paziente, quasi scandendo le parole.<br \/>\n&#8211; Io mi chiamo Criso e sono la tua guida. Il tuo pi\u00f9 grande desiderio si \u00e8 realizzato e tu ci sei dentro.<br \/>\n&#8211; Non capisco\u2026 &#8211; Farfugli\u00f2 confuso Giorgio. &#8211; Siamo nel mio desiderio?<br \/>\n&#8211; S\u00ec, siamo dentro il tuo desiderio di stare su una nuvola, circondato da nuvole che diventano tutto quello che vedi ogni giorno, alberi, case, volti di persone che ami. Tutto ci\u00f2 che hai cos\u00ec fortemente desiderato dal giorno in cui sei nato \u00e8 qui, intorno a te.<br \/>\nGiorgio, in silenzio, si guard\u00f2 attorno e vide una farfalla enorme che si librava in volo da un grande fiore, e un gatto acciambellato su un cuscino a mezz\u2019aria, accanto a lui, tutto fatto di nuvola, o meglio, di quella materia morbida e tiepida di cui aveva sempre immaginato fossero fatte le nuvole.<br \/>\nE di nuovo si pizzic\u00f2 con forza le guance, ma non si svegli\u00f2 neanche questa volta.<br \/>\nCriso scoppi\u00f2 a ridere. \u2013 Non stai sognando. \u00c8 tutto vero!<br \/>\nPoi il ragazzino lo guard\u00f2 intensamente negli occhi e continu\u00f2, di nuovo serio: &#8211; Stai attento a ci\u00f2 che sto per dirti, Giorgio: non devi assolutamente perdermi di vista, mai. Io sono il tuo legame con la vita vera, quella in cui ci sono i tuoi genitori, la tua casa, la tua citt\u00e0 e il tuo futuro. Se ti perdi qui, ci rimarrai per sempre. Devi liberarti di questo desiderio, devi farlo diventare piccolo. Devi desiderare la tua vera vita. Dipende solo da te.<br \/>\n&#8211; Ma tu, chi sei davvero? &#8211; Chiese Giorgio.<br \/>\nCriso scosse la testa. &#8211; Io sono una parte di te, quella che sta sempre nei tuoi sogni e qui ti faccio da guida.<br \/>\nGiorgio si avvi\u00f2, dapprima cauto e poi sempre pi\u00f9 sicuro, alla scoperta del nuovo mondo. Stentava a credere che fosse tutto realt\u00e0, ma dopo tanti pizzicotti sulle guance aveva capito che non stava sognando. \u201cSono nel mio desiderio\u201d, si disse, \u201ce posso fare quello che voglio\u201d\u2026.<br \/>\nCriso camminava con lui e lo teneva d\u2019occhio, anche se non lo dava a vedere. Aveva un\u2019aria allegra e, a volte, dava calci alle nuvole pi\u00f9 piccole che all\u2019istante prendevano la forma di palle e rotolavano lontano.<br \/>\nIl paesaggio cambiava forma man mano che procedevano. Davanti a loro si allung\u00f2 una strada fiancheggiata da alberi, nella quale avanzava con un trotto attutito un cavallo bianco e morbido, che pass\u00f2 loro accanto. Poco pi\u00f9 in l\u00e0 comparve una casa, uguale a quella di Giorgio, ma fatta di nuvola.<br \/>\nGiorgio vi entr\u00f2, seguito da Criso.<br \/>\nL\u2019interno, come l\u2019esterno, era uguale alla realt\u00e0 nella forma, ma morbido e bianco, come ogni altra cosa in quell\u2019universo di nuvola.<br \/>\nSal\u00ec in camera sua, guard\u00f2 la scrivania, gli scaffali, il letto, tutto bianco. I libri erano senza pagine, come mattonelle morbide che poteva lanciare contro i muri per riprenderli al volo quando rimbalzavano. Ma questo gioco lo stanc\u00f2 presto.<br \/>\nCriso girava per casa, canticchiando. La sua voce rassicurava Giorgio, che scese in soggiorno e sedette su un divano.<br \/>\n&#8211; Qui \u00e8 tutto come a casa mia, o quasi. &#8211; Disse con aria delusa.<br \/>\nCriso lo guard\u00f2. \u2013 Certo, se sogni una casa, \u00e8 quasi sicuramente casa tua. Perch\u00e9 non vai fuori, a cercare qualcosa di nuovo?<br \/>\nUscirono e il paesaggio cambi\u00f2. C\u2019era un parco giochi, altalene, scivoli altissimi, morbidi e bianchi. Giorgio si lanci\u00f2 da uno scivolo. Era divertente, poteva scivolare in tutti i modi possibili.<br \/>\nMa presto si annoi\u00f2. Gir\u00f2 intorno lo sguardo e cerc\u00f2 Criso.<br \/>\nAll\u2019improvviso si rese conto che non c\u2019era.<br \/>\nLo chiam\u00f2 e cominci\u00f2 a cercarlo dappertutto.<br \/>\nMentre correva, in cerca della sua piccola guida, sentiva la paura crescere dentro di lui: il solo pensiero di non trovare Criso e di dover rimanere per sempre in quel mondo opprimente lo terrorizzava.<br \/>\nStanco e disperato sedette su una panchina, vicino ad un grande cespuglio. Pianse a lungo, come non aveva mai fatto, pensando alla realt\u00e0: alla sua casa, ai suoi genitori, alla sua scuola.<br \/>\nSi rese conto all\u2019improvviso che la sua vita era meravigliosa e lui, preso dal desiderio di nuvole, non se n\u2019era mai accorto.<br \/>\nGuardandosi intorno scopr\u00ec che, alla vista delle nuvole bianche e grigie, non provava pi\u00f9 gioia e meraviglia, ma un\u2019insopportabile oppressione.<br \/>\nAllora disse sussurrando: \u2013 Voglio la mia vita vera, quella con i miei genitori, nella mia casa. Voglio andare a scuola\u2026<br \/>\nE pianse ancora, e ancora, singhiozzando disperato.<br \/>\nImprovvisamente Criso fu accanto a lui, lo cingeva con le braccia e gli sollevava la testa. \u2013 Giorgio calmati, guardati intorno!<br \/>\nGiorgio si guard\u00f2 attorno, asciugandosi gli occhi: le nuvole stavano perdendo la consistenza, diventavano semplicemente nuvole vere, fatte di acqua. Ed il paesaggio stava svanendo.<br \/>\nCriso stava diventando stranamente trasparente.<br \/>\nPrima di svanire del tutto gli disse: \u2013 Giorgio, vai a casa. E\u2019 meglio che ti affretti a scendere, prima che qui si dissolva tutto. Guarda, la scala \u00e8 l\u00ec davanti a te. Buon ritorno. &#8211; E svan\u00ec.<br \/>\nGiorgio si alz\u00f2 e si lanci\u00f2 di corsa gi\u00f9 per la scala, verso la cima del monte che aveva lasciato.<br \/>\nScendendo, per\u00f2, cadde e svenne.<br \/>\nQuando riprese i sensi era seduto sulla cima del monte, esattamente come all\u2019inizio della sua strana avventura, appoggiato ad una roccia e circondato da nuvole, una coltre umida, che gli diede un brivido di freddo.<br \/>\n&#8211; \u00c8 stato tutto un sogno. &#8211; Si disse.<br \/>\nSorridendo tra s\u00e9, prese il suo zaino, e cominci\u00f2 la discesa dal monte, felice di tornare a casa.<br \/>\nQuando rientr\u00f2, corse in camera sua, si sentiva diverso, aveva voglia di vivere, di parlare con i suoi genitori, di telefonare a tutti gli amici e di uscire con loro.<br \/>\nApr\u00ec lo zaino per mettere a posto le corde e i ganci e vide una cosa strana: una rosa, fatta di quella strana materia di cui erano fatte le nuvole nel suo sogno.<br \/>\nLa guard\u00f2 stupefatto e sorrise<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30562\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30562\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgio era un bel bambino con le gote rosse e un grande sorriso. 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