{"id":30437,"date":"2017-03-30T17:25:19","date_gmt":"2017-03-30T16:25:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30437"},"modified":"2017-03-30T17:25:19","modified_gmt":"2017-03-30T16:25:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-di-sole-e-di-silenzio-di-vincenzo-furfaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30437","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Di sole e di silenzio&#8230;&#8221; di Vincenzo Furfaro"},"content":{"rendered":"<p>Il letto, posto al centro della stanza, suddivideva in porzioni statiche e uguali anche le loro vite. Giulia, ritta e costante. Saro, vivo e trepidante. La notte del sogno di cui narro, la luna si strofinava gli occhi e le stelle guardavano Morfeo entrare a piccoli e morbidi passi nella mente di Saro. Dal lato destro della camera si alzava una luce fioca, proveniente dalla lampada ad olio che doveva far leggere le parole del libro. Un vecchio libro sulle dinamiche della vita, uno di quei mattoncini che Giulia adorava tenersi stretto al petto anche quando si addormentava. Saro non dormiva facilmente e le paure del giorno, le paure del non farcela, lo assillavano ben presto quando intravedeva le coperte e il fine luce. Non prendeva alcuna tisana, nessun sonnifero, preferiva aspettare che il sonno lo avvolgesse, a qualsiasi ora, tanto, diceva, \u201cnon ho fretta\u201d. Giulia invece, quasi lontana dal suo uomo, sorrideva e si pacava l&#8217;animo scrutando fuori dalla finestra gli alberi delicati, che a suo dire, le mormoravano una lenta nenia ancestrale. Per entrambi, la vita era l\u00ec, ogni sera, fra quelle lenzuola al sapore di mandarino e proprio l\u00ec, puntuali, si staccavano dai corpi. Il buio li allontanava come naturale conseguenza della simbiosi di cui si nutrivano le ore del giorno. Sembrava strano o cattivo eseguire la danza della lontananza, ma per loro, Saro e Giulia, era la norma, un quieto vivere armonico il loro amore. Tuttavia mi domando come posso, definire amore, un sentimento che cresce al mattino, si alimenta a pranzo, si illumina la sera e separa dopo cena? Gli equilibri sono strani. Gli equilibri dettano virt\u00f9 e stranezze. Neppure il cielo potr\u00e0 mai capire. L&#8217;Amore di Saro era univoco, tutto per Giulia. L&#8217;Amore di Lei era libero, solo per Saro. Ricordo che un giorno, tra l&#8217;alba e la sveglia, un piccolo raggio di sole buss\u00f2 sorpreso alla finestra e Saro stropicci\u00f2 gli occhi, Giulia si copr\u00ec il viso a mezza mano. Quando entr\u00f2 il secondo e poi gli altri, non fu stupore, ma sorrisi dolcissimi. Si voltarono e si guardarono come nuovi, pensarono ad un gesto piovuto dal cielo, mentre le previsioni annunciavano pioggia. Saro si alz\u00f2 per primo, si rec\u00f2 in cucina e prepar\u00f2 un caffe, poi apr\u00ed la porta del terrazzo e strapp\u00f2 un fiore da un ramo, non sapeva che tipo di fiore fosse. Prese il vassoio di legno sopra il frigo, vi poggi\u00f2 sopra il necessario ed entr\u00f2 in camera, per regalare alla sua Giulia un giorno profumato di fiori sconosciuti. Quando fu interrotta dal gesto cordiale, Saro sorrise. D&#8217;un sorriso che riemp\u00ec la stanza, il quartiere, la citt\u00e0, l&#8217;universo intero di Saro e di Giulia. Tenera e assonnata sfil\u00f2 la mano da sotto il cuscino e con un gesto altrettanto lento bram\u00f2 quel viso barbuto e raggiante. Si fece forza sulle braccia e lo baci\u00f2. Il caffe intanto, decise di aspettare. Venne sera e la cena si annaffi\u00f2 di risa, con loro, il bianco d&#8217;uva pregiata. Fu subito bellezza e i rumori da fuori non riuscirono ad entrare. Stava per raggiungerli l&#8217;ora dell&#8217;addio temporaneo, della spartizione del tempo della notte. Entrando in camera eseguirono i rituali della comoda preparazione: Saro cercava gli occhiali, Giulia, senza freno, li scorse sul pavimento, si abbass\u00f2 e glieli pose sul naso. Era strana quella notte. Qualcosa era cambiato, gli occhi dei due sapevano di novit\u00e0. Si misero a letto, separati dal solito linguaggio degli anni: il silenzio. Saro prese sonno subito. Giulia non riusciva a leggere. Saro cominci\u00f2 a dimenarsi come si fa con un sogno, la fronte sudava e sul viso si stamparono sorrisi d&#8217;altri tempi. Per la prima volta in quella circostanza, Giulia fu incuriosita e alz\u00f2 la testa per capire cosa stesse accadendo dall&#8217;altra parte, fu un attimo e torn\u00f2 al suo posto. Passarono le ore, sempre allo stesso ritmo, quando improvviso, Saro, apr\u00ec gli occhi. La stanza era ricoperta di fiori gialli dalla natura incerta, a tratti cambiavano colore, a tratti emanavano fragranze soavi. Giulia era sparita. Saro fu sconvolto ma non ebbe paura. Come un sole ricomparve, era sopra di Lui, aleggiava tra la veste Bianca di seta e un rito di poesia. Quando fu ad un palmo dal toccarlo con le labbra, si fece silenzio, di quel silenzio salmastro e tenue, come un mare incensato da onde, sferr\u00f2 quel che bacio che descrivere mai potr\u00f2.<\/p>\n<p>Si stacc\u00f2 per un attimo e disse:&#8221; il silenzio non ha parole. Il mio Amore dice tutto&#8221;.<\/p>\n<p>Riprese a baciarlo e la notte, rumorosa, si consum\u00f2 lentamente.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30437\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30437\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il letto, posto al centro della stanza, suddivideva in porzioni statiche e uguali anche le loro vite. 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