{"id":30428,"date":"2017-03-30T17:21:51","date_gmt":"2017-03-30T16:21:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30428"},"modified":"2017-03-30T17:21:51","modified_gmt":"2017-03-30T16:21:51","slug":"premio-racconti-per-corti-2017-il-sistema-di-nunzio-smacchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30428","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2017 &#8220;Il Sistema&#8221; di Nunzio Smacchia"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carlo era gi\u00e0 a letto, ma non riusciva a prendere sonno; la mezzanotte era passata da un pezzo- Era una di quelle tipiche notti d\u2019estate in cui farebbe piacere dormire fuori, a contatto con la natura. L\u2019aria era stagnante, afosa: non si respirava.<\/p>\n<p>Nei viali quasi deserti si sentivano il parlott\u00eco e i passi di alcune coppie che stancamente si dirigevano verso i propri alloggi. Carlo stava pensando a Silvia: tutto ci\u00f2 che sapeva di lei glielo aveva detto Silvia stessa perch\u00e9 indotta da lui tramite un\u2019abile costrizione psicologica. Accadeva spesso che, quando s\u2019incontravano al mare, al bar o semplicemente lungo i viali del villaggio turistico, Carlo spingesse Silvia inevitabilmente a parlare di s\u00e9. In tal modo cercava di vincere il forte orgoglio di lei. Non \u00e8 che si divertisse molto, ma ci provava gusto, questo si.<\/p>\n<p>In queste cose era un maestro\u2026 La sua decantata abilit\u00e0 (dagli altri, s\u2019intende) consisteva nel cercar di tirar fuori dall\u2019animo di una persona tutto quello che di brutto o di bello c\u2019era e tentare di analizzarlo, e molte volte andava alla ricerca delle cause e degli effetti. La sua linea d\u2019indagine consisteva nel parlare prima di s\u00e9, per indurre magistralmente gli altri, in un secondo momento, a parlare dei loro problemi e dei loro stati d\u2019animo. Il suo atteggiamento era di chi ascoltava con attenzione, con cenni del capo con intercalare tipico di maniera: \u201c\u2026si, certo\u2026, \u00e8 chiaro\u2026, \u00e8 evidente\u2026, ecc.\u201d In un secondo momento, invece, a mano a mano che la persona che parlava si confidava sempre di pi\u00f9, diventava sempre pi\u00f9 freddo, compassato, completamente estraneo al racconto, ma era tanto accorto da non darlo a vedere; anzi, faceva notare il contrario.<\/p>\n<p>La sua fascinosa abilit\u00e0 consisteva nel non essere personalmente, intimamente coinvolto in qualche modo dalla rivelazione fattagli, ma nel far finta di esserlo.<\/p>\n<p>Apparentemente, esteriormente ci riusciva o, quello che pi\u00f9 conta, faceva vedere di capire, d\u2019immedesimarsi nella confessione ricevuta. E questo era quanto bastava.<\/p>\n<p>Accadeva cos\u00ec che veniva ascoltato con occhi esterrefatti e pieni di ammirazione. Con tale \u201csistema\u201d (s\u00ec, perch\u00e9 tale comportamento lo aveva assunto a sistema) diverse ragazze si erano aperte, rivelando molti segreti, e si erano affidate a lui come alla persona che, finalmente, le aveva comprese. Ed effettivamente lui le aveva capite. Restava da capire se dietro questa ambiguit\u00e0 si nascondesse un animo cinico o un\u2019indole egoistica. O se piuttosto il distacco interiore non celasse uno spirito partecipe ai problemi altrui al punto di temere di lasciarsi turbare. Era un diabolico e calcolato atteggiamento, il suo, o una malcelata sensibilit\u00e0? Probabilmente neanche lui lo sapeva o fingeva con se stesso di non saperlo, finch\u00e9 non incontr\u00f2 Silvia. Gi\u00e0, con lei le cose andarono in modo completamente diverso.<\/p>\n<p>Fecero subito amicizia, com\u2019era nello stile di Carlo, che, nonostante tutto, era piuttosto affabile e attraente sotto alcuni aspetti. Nacque un sincero e profondo rispetto tra i due, alimentato da una certa affinit\u00e0 psicologica e comportamentale.<\/p>\n<p>Carlo s\u2019accorse subito che anche in costume da bagno Silvia conservava una particolare impermeabilit\u00e0, un\u2019astrattezza speciale,come fosse avvolta da una copertura inviolabile. Si muoveva con grazia felina e civettuola, come quegli animali consci della propria bellezza e fieri di farsi notare; emanava una specie di profumo che subito Carlo aspirava con intensit\u00e0. Aveva un che di familiare e di distinto, una certa semplicit\u00e0, che a lui era subito piaciuta. I suoi occhi appena velati di tristezza, erano pronti a schiarirsi, a illuminarsi; si ritrovava in essi una trasparenza infantile.<\/p>\n<p>Fu s non posso\u2026ulla spiaggia che Carlo cominci\u00f2 a notarla. Quel corpo, agile e snello, nervoso e prepotente, di una carnalit\u00e0 mai vista, lo aveva fatto trasalire. Carlo non era facile ai turbamenti epidermici, ma quella volta\u2026 Senza che se ne rendessero tanto conto si piacquero subito. I giorni passavano, e i due si confidavano sempre di pi\u00f9, si avvicinavano. Ogni loro incontro veniva tramutato in scherzo, in motteggio, si prendevano in giro l\u2019un l\u2019altro senza per\u00f2 superare certi limiti, come se si tenessero d\u2019occhio per studiarsi meglio. Erano arrivati al punto di capirsi senza neanche parlarsi: bastava lo sguardo o una specie di frasario inventato e adottato solo da loro due.<\/p>\n<p>Il carattere di Silvia, apparentemente docile e sornione, la portava a essere estroversa nel campo delle amicizie; tutti le volevano bene, alcuni (ragazzi e altri colleghi dell\u2019ufficio vacanze in cui lavorava) la idolatravano, altri ne erano segretamente innamorati. D\u2019altra parte, non poteva essere diversamente con quell\u2019aria per bene e sincera che si ritrovava. Ogni \u201cavance\u201d fattale veniva da lei respinta con un sorriso dolce, come se volesse dire: \u201c\u2026 sei caro, buono, ma proprio non posso\u2026 non insistere, ti prego\u201d. Quella settimana per Carlo, con lei vicina, era stata stupenda. E rimanevano ancora altri giorni da trascorrere insieme.<\/p>\n<p>Una mattina tutto fin\u00ec quasi improvvisamente Che Silvia sarebbe dovuta partire lui lo sapeva, ma non voleva accettarlo come un fatto vero, inevitabile. Sapeva anche che, quando fosse partita, tutto quello che si era costruito dentro si sarebbe rotto per non ricomporsi pi\u00f9; e questo Carlo lo presentiva. Con Silvia vicino aveva vissuto momenti indimenticabili, anche se lui non aveva mai avuto la forza di confessarglielo apertamente.<\/p>\n<p>Ora tutto sarebbe finito per sempre, senza neanche la speranza che quel gioco fatto di sorrisi e di piacevoli scontri psicologici continuasse. Quanto Carlo Carlo sentisse veramente per Silvia lo potette constatare quella mattina di fine agosto\u2026. Un tremolio di vetri e un leggero sussulto avvisavano che il treno stava partendo. Mai come quella volta Carlo aveva avvertito una stretta al cuore, continua, insistente.<\/p>\n<p>La sua mente era in subbuglio, non riusciva ad avere le idee chiare; gli occhi sbarrati, fissi, non si rendeva conto di ci\u00f2 che stava accadendo intorno.<\/p>\n<p>Rimase sul marciapiede ad agitare la mano finch\u00e9 il treno non scomparve all\u2019orizzonte. Si sent\u00ec le gote bagnate; stava piangendo in silenzio: due lacrime avevano solcato le sue guance. Era un pianto triste, trattenuto. Attraversando la stazione un\u2019emozione violenta lo colp\u00ec: tutti i momenti trascorsi con Silvia gli ritornarono in mente. Solo in quell\u2019istante si rese conto che quei ricordi e quelle emozioni non erano stati vissuti, sentiti anche da lei con la sua stessa intensit\u00e0.<\/p>\n<p>Per\u00f2, nonostante quell\u2019amara constatazione, rivisse con estrema lucidit\u00e0 gli attimi pi\u00f9 felici che c\u2019erano stati tra loro. Nel frattempo, mentre era immerso in quei pensieri, Carlo si vide fissato dall\u2019autista del taxi che li aveva accompagnati alla stazione. Il suo sguardo era vivo, attento, e il suo viso era atteggiato a un piccolo sorriso di comprensione, come se avesse letto nel suo pensiero e gli volesse dire: \u201c\u2026 non importa, non devi prendertela: capita a tutti di sentirsi cos\u00ec; per\u00f2 la vita continua\u2026 e se \u00e8 destinato\u2026 vi rincontrerete\u201d Carlo si sent\u00ec spiato nei suoi pi\u00f9 intimi segreti. Ebbe fastidio, si sent\u00ec a disagio. Abbozz\u00f2 un sorriso per rispondere educatamente al suo, ma anche per tentare di riprendersi. \u201cRincontrarsi\u2026 se \u00e8 destino. Mah! Ma quando, come?\u201c, andava ripetendosi nella mente Carlo nel viaggio di ritorno. Chiss\u00e0 quanto avrebbe dato perch\u00e9 ci\u00f2 avvenisse.<\/p>\n<p>Intanto per Carlo quella mattina fu l\u2019epilogo di un\u2019estate che era stata straordinaria. Ed era finita con l\u2019amara constatazione che nel suo \u201csistema\u201d qualcosa non doveva aver funzionato per il suo verso , tanto da rimanerne vittima lui stesso.. In quei frangenti non sapeva se imprecare contro o dire grazie al suo \u201csistema\u201d. Non sapeva se provasse gioia o delusione; forse avvertiva l\u2019una e l\u2019altra.<\/p>\n<p>\u2026 Un filo di luce proveniente dalla finestra socchiusa tagli\u00f2 il viso di Carlo, svegliandolo improvvisamente. Carlo si alz\u00f2, riscald\u00f2 un po\u2019 di caff\u00e8 e lo sorseggi\u00f2 con la mente alla stazione. Come ogni anno, da oltre dieci anni, quella mattina arrivava sua moglie; doveva essere puntuale, perch\u00e9 Silvia non sopportava aspettare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30428\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30428\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Carlo era gi\u00e0 a letto, ma non riusciva a prendere sonno; la mezzanotte era passata da un pezzo- Era una di quelle tipiche notti d\u2019estate in cui farebbe piacere dormire fuori, a contatto con la natura. 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