{"id":30394,"date":"2017-03-23T12:43:39","date_gmt":"2017-03-23T11:43:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30394"},"modified":"2017-03-23T12:43:39","modified_gmt":"2017-03-23T11:43:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-patisserie-svolgimento-rapido-di-un-tema-sullamore-di-alessandra-corbetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30394","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Patisserie (Svolgimento rapido di un tema sull&#8217;Amore)&#8221; di Alessandra Corbetta"},"content":{"rendered":"<p>Sembrava uscito da una fiaba, eppure Viola non stava aspettando nessun principe. Ma la bellezza non ha sangue blu, \u00e8 pi\u00f9 un incantesimo a cui decidere ogni volta se aderire o meno.<br \/>\nNel caldo delle notti di luglio, sulla spiaggia, il mare a un passo, compiere atti di fede non era per niente difficile; per questo Viola decise che s\u00ec, si poteva fare: credere ancora una volta, per poco tempo, al fascino della sospensione dal reale, che quella sera avrebbe preso il nome di Flavio, la sua compostezza fiera, la sua precisione esagerata, la sua dolce poesia. Perch\u00e9 Flavio era un pasticcere e mescolava gli ingredienti come fossero parole, giocava coi colori, coi gusti, con i palati delle persone, dava forme diverse, ogni volta, alle cose.<br \/>\nNon che importasse chi fosse. Al mare, a luglio, alla spiaggia, alla musica dispersa nell\u2019aria non interessava davvero.<br \/>\nLa gente l\u00ec intorno lo aveva visto? Lo aveva scrutato con gli stessi occhi verdi, analitici e magnetici di Viola? Forse no.<br \/>\nMa, ogni tanto, la somiglianza fa la differenza.<br \/>\nNon c\u2019era arrivata subito a quella conclusione. Il luglio che l\u2019aveva messa in potenza avrebbe dovuto tramutarsi in gennaio per vederne l\u2019atto, per vederla sgorgare dalla sua testolina sempre pensante. Non che avesse qualcosa di geniale quell\u2019affermazione, ma sintetizzava perfettamente l\u2019incontro, e poterlo definire in poche parole le dava una certa soddisfazione.<br \/>\nLa somiglianza fa la differenza, eh gi\u00e0!<br \/>\nPerch\u00e9 se Flavio non fosse assomigliato a Edo, Viola non lo avrebbe guardato cos\u00ec ossessivamente; e, certo, il tovagliolino del bar sarebbe stato comunque l\u00ec, tra il bancone e loro due, ma Flavio non lo avrebbe usato per scriverci sopra il numero di Viola.<\/p>\n<p>Alle nove del mattino seguente, Viola stava sul balconcino a bere caff\u00e8. Tra le sue cose preferite al mondo, di cui sovente aggiornava la classifica, ai primi posti c\u2019era sempre bere il caff\u00e8. Il significato rituale, le chiacchierate con la mamma, gli incontri, i versi, le canzoni: una tazzina era in grado di contenere tutto questo e molto altro ancora.<br \/>\nLei, che aveva imparato a poco a poco a privarsi di ben altro, non rinunciava mai alla schiumetta calda del latte; un cucchiaino all\u2019inizio e uno alla fine era come qualcuno che le dava il buongiorno e poi il bacio della buonanotte.<br \/>\nAveva una bella sensazione addosso. Se la sentiva adatta, comoda proprio come quel paio di sandaletti rossi che indossava fiera e che continuava a rimirarsi. Le vennero in mente le scarpette rosse di Karen, protagoniste di una fiaba che si era fatta leggere pi\u00f9 e pi\u00f9 volte quando era piccola.<br \/>\nIntanto respirava il mare: non lo vedeva ma ne sentiva l\u2019odore. La sua vicinanza le dava serenit\u00e0.<br \/>\nSi mise ad apparecchiare il tavolino per la colazione: di l\u00ec a poco Sveva si sarebbe svegliata e Viola voleva farle trovare tutto pronto. Un piccolo grazie per la sua esistenza preziosissima e bionda.<br \/>\nIn pochi minuti tutto era fatto, cos\u00ec Viola si accomod\u00f2 a una delle sedie della tavola ormai imbandita sul suo balconcino, in attesa del risveglio di Sveva.<br \/>\nSpezz\u00f2 un quadretto di cioccolato fondente dalla tavoletta che aveva messo al suo posto e se lo mise in bocca. Lo gust\u00f2 piano, dolcemente, sotto il sole gi\u00e0 caldo e tante possibilit\u00e0 sotto i piedi.<br \/>\nIn quell\u2019istante di ebbrezza mattutina si ricord\u00f2 di Flavio, il pasticcere. Il cioccolato, improvvisamente, divent\u00f2 ancora pi\u00f9 buono.<\/p>\n<p>Non lo avrebbe pi\u00f9 visto dopo la sera del loro primo appuntamento.<br \/>\nSe lo diedero per le 23.00 di quella giornata incominciata col caff\u00e8 e col cioccolato.<br \/>\nL\u2019aria era calda, la notte fonda, le luci ancora accese, il vociare della gente rumoroso e vivo.<br \/>\nFlavio fece fatica a trovare il baretto dove Viola aveva deciso di incontrarlo. Non era pratico delle vie l\u00ec intorno. Alla fine, per\u00f2, con tanto ritardo, che a Viola parve un piccolo spazio di tempo in quel momento, arriv\u00f2.<br \/>\nEra incredibilmente bello, come disegnato da mano che ha gusto ed esperienza. Parlava bene, parlava di cose dell\u2019anima e del mondo e di dolci.<br \/>\nViola indossava un lungo vestito rosso, il suo solito giubbetto nero di pelle, orecchini grossi e una fascia colorata in testa. Era bellissima, o quantomeno cos\u00ec si sentiva. Non per un discorso estetico, solo per un modo dell\u2019essere. Parlava di poesia, di cose dell\u2019anima, di mostre, di amori.<br \/>\nConversarono tantissimo Viola e Flavio, seduti di fronte, vicinissimi nei pensieri. Scherzarono senza scherzarsi, risero, si sorrisero. Cos\u00ec, in poche ore, sembrava si conoscessero da sempre. L\u2019estraneit\u00e0 era lontana e anche se al mattino seguente, forse, li avrebbe di nuovo raggiunti, ora si era messa in disparte. Nessuno li avrebbe potuti disturbare: n\u00e9 la distanza geografica, n\u00e9 i figli di lui, n\u00e9 le passioni di lei.<br \/>\nLasciarono il bar e il tavolino e si misero a camminare mano nella mano. Attraversarono su e gi\u00f9 la passerella che corteggiava la spiaggia, scrutavano ogni possibile seduta, le onde avevano dato il loro benestare.<br \/>\n\u201cEccola!\u201d \u2013 grid\u00f2 Viola.<br \/>\nAveva trovato la panchina perfetta, in realt\u00e0 uguale a tutte le altre, in realt\u00e0 diversa come tutte le cose quando ci piacciono. Prese il braccio raggiante di Flavio, lo fece sedere, si sedette sopra di lui.<br \/>\nE iniziarono a baciarsi, tanto, tantissimo.<br \/>\n\u201c La cosa bella delle panchine \u00e8 che loro restano sempre\u201d \u2013 pens\u00f2 Viola e strinse Flavio pi\u00f9 forte.<br \/>\nPi\u00f9 forte la baci\u00f2 Flavio, convinto, come vent\u2019anni prima, che l\u2019amore pi\u00f9 bello ha sempre il mare vicino.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30394\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30394\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembrava uscito da una fiaba, eppure Viola non stava aspettando nessun principe. 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